GUARDIANI DELLA GALASSIA – RECENSIONE –

(CON SPOILER)

(EH SI)

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Ultimamente si critica spesso la Marvel (ultimamente si critica spesso in generale, ma in questo caso la Marvel) per l’eccessiva leggerezza dei suoi film: le gag, le battute, i personaggi poco caratterizzati, le trame povere a favore di leggerezza e scene d’azione. Sul web si leggono spesso commenti di persone che chiedono di più dalla Casa delle Idee, film più impegnativi e profondi, film più simili al Batman di Chris Nolan, ormai metro di misura per i nuovi cinecomics (almeno stando a quei rompicari fan nolaniani).

E quindi, sarà che la Marvel ascolta i suoi fan, sarà che Feige vuole provare qualcosa di nuovo, saranno mica i suggerimenti di Stan Lee,  ma sembra che la grande M si stia indirizzando verso ambientazioni più serie e cupe: The Winter Soldier è a tutti gli effetti un action spionistico privo di umorismo e gag (non sia mai),  Agents of SHIELD sta finalmente tirando fuori le palle con episodi più composti e lineari, per non parlare delle future serie Netflix (prima su tutte Daredevil, il personaggio preferito in assoluto di chi scrive) che ci è stato promesso saranno quanto di più profondo si possa avere dalla Marvel.

Eppure…

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Eppure in questi giorni è uscito nelle sale italiane (con giusto qualche eone di ritardo rispetto al resto del globo) Guardiani della Galassia, storia di una “banda di idoti” intergalattici, tra cui un albero semi-parlante e un incazzoso procione, che tra pirati spaziali e gemme infinite, dovranno salvare l’universo da Thanos, da Ronan l’accusatore e dai capelli ossigenati di Benicio del Toro, il tutto accompagnato da comicità, personaggi e momenti surreali e con questo tipo in cabina di regia.

Ebbene, “quel tipo” ha fatto centro.

Con carta bianca da parte di Feige, un intero universo da esplorare e alcuni dei personaggi più bizzarri del pantheon Marvel con cui giocare, James Gunn ha preso il meglio che i cinecomics Marvel hanno da offrire mescolandolo con gli elementi migliori del cinema di Spielberg e Lucas (ai tempi d’oro, s’intende), mantenendo comunque una propria identità ed originalità. Un film come non se ne vedevano da anni, completo, colorato e divertente ma comunque ben curato. Tutti i personaggi sono freschi e ricchi di quelle caratteristiche che rendono un personaggio unico e originale, come il pirata ravagers Yondu con la sua freccia fischiettante, il Collezionista di Del Toro che aveva attirato l’attenzione già dalla scena post-credit di Thor – The Dark World o come Drax (la rivelazione Bautista) apparentemente il classico tipo “tutto muscoli” del gruppo, ha invece una comicità e umanità tutta sua che ne fanno un personaggio davvero unico (specialmente per via della sua incapacità di comprendere battute e metafore…seguiranno numerose gag).

Drax il sorridente Distruttore

Drax il Sorridente Distruttore

Ed è proprio questo approccio, questo non-prendersi-sul-serio a rendere il film uno dei migliori cinecomics degli ultimi tempi (in controtendenza con l’andazzo generale). Il modo in cui vengono trattati i personaggi e ribaltati i classici cliché si presenta già dalla scena di apertura: un pianeta desolato, un misterioso individuo alla ricerca di un misterioso manufatto alieno all’interno di una buia caverna, una scena che grida Prometheus da tutte le parti ma che diventa in un attimo un palcoscenico per Peter Quill (pardon, Star-Lord) che si mette a ballare e a saltare nelle pozzanghere in stile Grace Kelly con tanto di microfono improvvisato.

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Replica nella scena finale, questa volta però per distrarre il cattivone di turno (un grande Lee Pace a metà tra Darth Vader e il Serse di 300): niente sacrificio, niente arma segreta o atti di eroismo…o meglio, si c’è tutto questo ma DOPO, la prima cosa che viene in mente a Star-Lord per distrarre il villain…è mettersi a ballare e a cantare sulle note di “O-o-h Child” dei The Five Stairsteps. Scena da lacrime, un po per la geniale idiozia della vicenda, un po per quella faccia da schiaffi di Chris Pratt, perfetto come front-man del gruppo e dell’intero film. Il suo Star-Lord è straordinario, modellato sull’Han Solo di Harrison Ford e con un po dell’Indiana Jones di Harrison Ford, ma ha anche un pizzico di Mal Reynolds di Harrison Ford di Nathan Fillon. Come il capitano della Serenity anche Quill sotto la giacca da furfante solitario nasconde un cuore grande così. E un cuore grande così lo nasconde anche Rocket, apparentemente il più tenero e puccioso dei personaggi è in realta il più bastardo e cazzuto dei Guardiani, l’esatto opposto di Groot, pacato e innocui albero d’appartamento. Ma non provate a toccare uno dei suoi amici o vi metterà K.O. con la sola imposizione della sua dita…su per il vostro naso.

"Io sono Groot" cit.Groot

“Io sono Groot” – cit.Groot

Insomma, nulla è come sembra in questo film, i cliché vanno a farsi un giro permettendo alla storia e ai personaggi di fare tutto e il contrario di tutto. E il tutto funziona. Divinamente anche. Funzionano i protagonisti, funzionano i personaggi secondari, funzionano le ambientazioni, le scene d’azione, le scene da “non sto piangendo, ho solo una cosa nell’occhio”. Ma soprattutto funziona la colonna sonora. Niente Brian Tyler e niente WOOOOOM di Zimmer, qui a farla da padrone sono David Bowie, i Blue Swede, i Runaways. C’è anche la colonna sonora di Tyler Bates ma passa zitto zitto in secondo piano rispetto all’ Awesome Mix di Peter Quill (sorry Tyler). Quella di usare canzoni anni ’70 è l’idea più geniale del film, i brani sono parte integrante dell’intera pellicola che sicuramente non sarebbe stata la stessa senza.

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Insomma, tanto di cappello a James Gunn, e tanto di cappello alla Marvel che ha avuto il coraggio di prendere un progetto già di suo rischioso, nel momento più redditizio dello studio ed affidarlo ad un regista non proprio tra i più quotati. Dopo il suo ultimo film era difficile dare credito a Gunn, eppure Feige e co. gli hanno dato un occasione. L’occasione di fare un film in piena libertà, senza restrizioni o limiti, di fare qualcosa di diverso, un film nuovo ma con un retrogusto d’epoca, gli hanno dato l’occasione di brillare.

E ha brillato.

La stella dei Guardiani per ora è la più luminosa della Fase Due dell’universo Marvel. Resta da vedere se Age of Ultron riuscirà a fare qualcosa di meglio (difficilmente qualcosa di più originale, ma comunque massima fiducia per Whedon). Il sequel intanto è già in programma per il 2017, decisamente troppo tempo per stare lontano da quella galassia (a meno che la Marvel non annunci a sorpresa un film su Warlock o Nova), ma Gunn ha già dichiarato di avere millemila idee per il secondo episodio. Nell’attesa non resta che riguardaci questo piccolo gioiellino, magari in blu-ray (negli States esce agli inizi di dicembre…in Italia chissà), ascoltarci in loop l’Awesome Mix Vol.1 e magari imparare la danza di Groot, nell’attesa del loro ritorno.

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I want you back.

 

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8 thoughts on “GUARDIANI DELLA GALASSIA – RECENSIONE –

  1. Complimenti per la recensione (e pure per il blog 🙂 ).
    Hai ragione: Guardiani della Galassia è un film veramente divertente e godibile ed il suo non prendersi mai troppo sul serio è la ciliegina sulla torta. Direi, più in esteso, che molto cinema di disimpegno-azione-intrattenimento dovrebbe sempre ricordare di non prendersi mai troppo sul serio: spesso fa la differenza fra un bel film e una cagata.
    Torando ai Gurdiani, in molti lo definiscono il miglior film marvel di sempre ma io continuo a preferirgli Capitan America e il Soldato d’Inverno perchè un film più completo e quindi solido anche al di là dell’universo supereroistico.
    Ciò non toglie che Guardiani della Galassia sia veramente un ottimo film. Ne ho discusso qui: http://lapinsu.wordpress.com/2014/11/06/guardiani-della-galassia/
    Magari ti interesserà conoscere più approfonditamente il mio parere e dirmi la tua 🙂

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    • Ciao e grazie del commento 😉
      Sono d’accordo con te, tutti i film di questo genere dovrebbero imparare a “lasciarsi andare” e non prendersi troppo sul serio. Alla fine quando hai di mezzo un procione e un albero parlante non hai molta scelta se non rilassarti e goderti lo spettacolo =)
      Anche a me è piaciuto molto Winter Soldier, è sicuramente il film più maturo e solido dei Marvel Studios. Direi che quello e Guardiani della Galassia rappresentano i 2 lati migliori della Marvel 😉
      Aspettando Age of Ultron ovviamente!

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