CHRISTOPHER NOLAN RISES – LA RECENSIONE DI INTERSTELLAR –

(COSTELLATO DI SPOILER)

(EH SI)

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Non è mai facile parlare di Christopher Nolan. C’è sempre qualche seguace pronto a difenderlo, a ribattere, a minacciare di morte chi scrive mezza parola negativa. E’ una situazione abbastanza noiosa, questo fanboysmo eccessivo non permette la sana discussione che segue (o spesso precede) la visione di un film. Da un po di tempo poi stanno spuntando gli inevitabili haters, più contro i fan che contro il regista inglese (che comunque sono nulla in confronto ai denigratori di Cameron o Bay). Insomma, qualsiasi sia la notizia, parlare di Nolan porta sempre ad accese discussioni.

Ma onestamente stigranca, non sono qui per parlare di banane. E’ uscito INTERSTELLAR. L’ho visto. Mi è piaciuto. Ci sono dei ‘ma’. Il servizio di barbara Parodi Delfino Qui la mia recensione.

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“Houston, abbiamo un capolavoro”

A essere onesti Chris Nolan mi aveva un po deluso con l’ultimo capitolo del Cavaliere Oscuro. Per carità, impeccabile a livello tecnico, ma la storia per me non funzionava e i personaggi non erano molto incisivi rispetto ai film precedenti. Con Interstellar sembra essersi svegliato dal letargo batmaniano e armato di penna scrive (anzi, scrivono, diamo i giusti meriti anche al fratellino Jonathan) una storia degna dei suoi precedenti lavori. L’inizio della storia è abbastanza classica: il mondo sta per finire, un gruppo di scienziati sta studiando in segreto un modo per salvare il pianeta (o comunque la razza umana) e l’intera missione viene affidata ad un uomo comune che finirà per risolvere tutti i problemi diventando l’eroe del film. In realtà il tutto viene gestito in modo molto intelligente: la fine del mondo non è dovuta a un meteorite/cataclisma/catastrofe ambientale/invasione aliena/profezia Maya ma da qualcosa di tanto banale quanto realistico: sta finendo il cibo. Le risorse naturali stanno finendo, la Terra non è più fertile e il mondo si evolve di conseguenza investendo su fattorie e agricoltori a discapito di scienziati e tecnologie. Questo mondo futuro viene presentato molto bene e cattura subito l’attenzione dello spettatore evitando anche qualche cliché (“l’uomo comune” che diventa l’eroe di turno non è di fatto un uomo comune ma un pilota e uno scienziato competente che fa l’agricoltore solo per bisogno e come conseguenza di quello che sta accadendo al mondo ma in realtà è perfetto per il tipo di missione che gli verrà affidata). C’è qualche scivolone come i riferimenti all’apollo e al falso allunaggio (messi lì un po a caso) o tutta la storia della legge di Murphy, ma in generale la storia fila liscia e prepara per la parte centrale del film.

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Murphy effettivamente è un nome un po stupido.

Il tempo di presentare i personaggi e si parte subito verso i mille misteri dell’universo. A livello visivo non ci sono parole, è stato fatto un lavoro impeccabile, se si pensa poi che sono stati ingaggiati veri scienziati come consulenti per rendere il tutto più fedele alla realtà c’è da alzarsi in piedi ed applaudire ad ogni singolo fotogramma. Anche le teorie sono, a detta loro, molto accurate ma comunque abbastanza semplici da essere capite anche da un primate seduto in sala.

"Ho capito tutto!"

“Eureka!”

Un problema però c’è, è cioè che i vari trailer usciti avevano già fatto vedere la maggior parte delle scene ambientate nello spazio, rovinando un po l’effetto “wow”. E’ un peccato, io credevo che avessero lasciato il meglio per il cinema ma in realtà è tutto lì. Rimangono comunque scene molto suggestive, però si sono segati un po le gambe da soli…

Un altro problema poi sono gli inevitabili momenti “spiegoni“. E’ inevitabile in film di questo genere dedicare dei momenti per spiegare cosa sta succedendo ma spesso si rischia di esagerare come accaduto con Inception. Ogni 5 minuti ci si fermava a spiegare questo e quest’altro appesantendo un po il film. Comunque  la cosa è stata gestita meglio rispetto a Inception, dove c’era un solo personaggio (Ellen Page) che rappresentava lo spettatore a cui si doveva spiegare tutto, qua almeno gli spiegoni vengono da personaggi diversi alleggerendo un po i momenti Superquark.

LookatthestarsPumbaa

-“Timon, ti sei mai chiesto cosa siano quelle luci lassù?” -“Pumba io non mi faccio domande, io le cose le so! Quelle sono lucciole”.

Le epiche scene nello spazio però non oscurano i momenti più piccoli e intimi. Quando Cooper guarda i video di suo figlio dei ventitré anni passati in poche ore, è difficile non provare lo stesso dolore del protagonista, oppure quando i tre astronauti risvegliano lo scienziato Mann (che per qualche ragione è Matt Damon) e questo scoppia in lacrime alla vista di altri esseri umani dopo tanti anni… Mi piace che nonostante tutta la storia e gli effetti speciali non si perda di vista l’umanità dei personaggi e le loro motivazioni. In questo sicuramente hanno aiutato gli ottimi attori coinvolti (tutti grandi nomi, dal primo all’ultimo) che hanno reso i propri personaggi reali e ben costruiti, anche se alla fine tutto il peso del film è sulle spalle di Matthew McConaughey, rinato dopo Dallas Buyers Club, vera colonna portante del film.

Matthew McConaughey accepts the Oscar for best actor for his role in "Dallas Buyers Club" at the 86th Academy Awards in Hollywood

“Guardati le spalle DiCaprio, non mi ferma più nessuno”

In conclusione Interstellar vince. La storia è ben costruita e non fanno pesare allo spettatore i suoi 169 minuti di durata, le scene nello spazio sono qualcosa di mastodontico, davvero eleganti e realizzate divinamente, ma anche il lato umano del film si fa sentire, il peso del dovere, l’amore di Cooper verso i suoi figli, i compromessi del professor Brand, anche le macchinazioni di Mann sono ben motivate. Ottimo tutto il cast. Un po forzata la morale e la parte finale nella quarta dimensione, con la storia del fantasma, i messaggi, la gravità che batte il tempo, l’amore che è la forza più grande…non mi ha convinto del tutto. Comunque Nolan ha fatto centro, ora che non è più legato ad un franchise è libero di lavorare ai suoi progetti e liberare le sue visionarie idee, è così che lo vogliamo. E’ così che dà il suo meglio.

Vai così Chris Nolan, aspettiamo il prossimo capolavoro.

INTERSTELLAR

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3 thoughts on “CHRISTOPHER NOLAN RISES – LA RECENSIONE DI INTERSTELLAR –

    • Quoto in toto 🙂
      Di solito evito di farmi troppe domande su certi aspetti del film (come tutte quelle review scientifiche che sono spuntate in rete dopo l’uscita di Interstellar, Gravity o simili), se si usano dei “trucchi” o si modifica un po la realtà per comunicare qualcosa tramite il film e la cosa funziona (e qui la cosa funziona) per me va più che bene [evitando esagerazioni magari…come un personaggio privo di aiuto e risorse che passa da una parte all’altra del mondo senza la minima spiegazione…nuff said].
      Comunque grazie per il commento, corro subito a leggere la tua recensione 😉

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  1. Pingback: PAGELLINO 2014 – I SI, I NO, I MEH – | L'OSSERVATORIO

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