IL DIVANO COMODO: RECENSIONE EDGE OF TOMORROW

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Vorrei tanto poter andare al cinema più spesso. Penso che sia un pò il pensiero di tutti [cioè, se vi piace andare al cinema, se no grazie al ca-]. Non che ci vada poco eh! Ho la mia giusta dose di pop-corn e poltrone rosse [perché poi sono rosse?]. Ci vado comunque abbastanza da poter vedere i miei MUST, i film che proprio non posso perdermi, quelli che appena escono devono essere visti [categoricamente sul grande schermo],che siano di importanza cinematografica come Interstellar o Gone Girl (di prossima uscita. Grande attesa) o dal forte richiamo popolare come i Guardiani della Galassia o Lo Hobbit (di prossima uscita. Elfica attesa). Capita però che alcuni film mi sfuggano, perché non mi attraggono troppo, perché escono in contemporanea con altri film che hanno la precedenza [eh si ragazzi, qua si fanno favoritismi], perché capitano in una settimana impegnata, oppure perché vengono smontati da critica e pubblico [ma pesantemente smontati, non mi faccio influenzare da un commentino negativo…cioè mi sono visto tutta la prima stagione di The Following nonostante il pessimo giudizio popolare! Ho una soglia di sopportazione alta] e quindi questi film slittano nella to do list delle visioni casalinghe e tanti saluti.

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Questa è la piccola e umile stanzetta che ho dedicato per le mie visoni casalinghe….Seee magari!

Inauguro quindi questa rubrica [rubacchiando il titolo dal celebre reality con Maccio Capatonda]con un perfetto esempio di film da Home Entertainment: Edge of Tomorrow – Il Bordo del Giorno Dopo Senza Domani. Perché non sono andato a vedere al cinema un film d’azione fantascientifico tratto da un fumetto con alieni, esoscheletri robotici ed Emily Blunt? 1) Non ho mail letto il fumetto [pardon, light novel] da cui è tratto (che si intitola All You Need Is Kill tra l’altro). Il mio interesse era quindi partito basso, direi un 6 su una scala 1 a Emily Blunt. 2) La storia in se non sembrava originalissima. Rivivere lo stesso giorno più volte è una cosa stravista, però però sullo sfondo c’e una guerra contro alieni tentacolosi [che fa sempre bene] e dal trailer si intravedeva un certo carattere, un suo stile. Buono, ma ancora nulla di estremamente accattivante. L’interesse sale. 3) Il regista. Doug Liman non è proprio un’assicurazione. Lo ringrazierò per sempre per aver fatto The Bourne Identity [ma davvero] ma non si possono certo tessere le lodi per Jumper [ma propiro no]. Per Mr.& Mrs. Smith direi che un caffè glielo si offre volentieri, magari anche una birretta ma poi basta, che magari si monta la testa e ci fa Jumper 2. Alla fine il film lo avrei anche anche visto volentieri al cinema…se non fossero subentrati però X-Men Giorni di un Futuro Passato, Maleficent Godzilla tutti nello stesso mese…il povero Edge of Tomorrow non aveva speranze di balzare in testa alla mia lista. Alla fine ho dovuto recuperare il film e godermelo comodamente a casa mia [eh si].

Guarda quanti film in uscita. Ma davvero valgono più di noi? [sinceramente? No]

-“Guarda quanti film in uscita.” -“Ma davvero Godzy e Malefica sono meglio di noi?” [Col senno di poi…No.]

Il film, nonostante qualche cliché, funziona. Non è niente di leggendario ma sicuramente raggiunge il suo scopo e scorre senza sbavature. La storia non tarda a decollare, non si perde in lunghissime lezioni o spiegoni (quasi inevitabili quando si ha a che fare col gioco del “tempo“). Per esempio, dopo aver scoperto di poter rivivere il giorno Cage (Tom Cruise) non si dilunga a farsi domande o sperimentare. O meglio si, lo fa, ma in un lasso di tempo molto breve rispetto ad altri film, impara subito le regole del gioco (in una scena che è una carrellata unica di morti e déjà vu, davvero molto carina) evitando anche l’appisolamento di chi vuole entrare subito nel fulcro della storia [o dell’azione]. Il personaggio di Tom Cruise non brilla certo per originalità, è il classico eroe da fanta-action come pure gli altri comprimari, appena abbozzati ma comunque funzionanti nella loro bidimensionalità [personalmente non avrei disprezzato qualche scena in più con lo Squadrone J]. Neanche a dirlo ottima Emily Blunt, anche se il suo personaggio non brilla mai veramente, anzi, si potrebbe dire che è l’unica a non avere un’evoluzione durante la storia.

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Kimmel, un importante membro dello squadrone J

E si stupiscono che non vincono la guerra

Scommetto che gli alieni questo non l’avevano previsto.

Il look del film è curato a dovere, anche qui nulla di eccezionale ma dimostra una propria identità [davvero belli gli alieni, l’esoscheletro e la tecnologia in generale fanno molto Neill Blomkump, ma funzionano a dovere]. Le creature contro quali combattono sono molto “giapponesi”, anche alcune armi, come lo spadone di Rita, fanno molto manga. Più che un fumetto però Edge of Tomorrow ricorda un videogioco [non chiedetemi qualche che ne sapete sicuramente più di me], con tutti i pregi e difetti del caso [e con tanto di missioni e boss finale]. Rincara la dose Liman con la sua regia, che si concede qualche inquadratura in prima persona, tipica degli sparatutto appunto. Le scene sul campo di battaglia sono spettacolari, molto bella la scena del primo lancio di Cage con l’esoscheletro (e quindi la “prima versione” della battaglia) e anche durante l’allenamento, quando Rita studia gli avvenimenti che si ripetono sul campo di battaglia morendo più volte e Cage si rende conto che qualsiasi cosa facciano, lei non prosegue. Molto intensa.

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Il boss finale. Vale almeno 2500xp!

In conclusione, mi pento di averlo visto a casa anziché al cinema? Un po’, più che altro per le scene d’azione [pensate al più fico videogioco sparatutto in prima persona con alieni…ora pensate di giocarci su un maxi schermo con mega surround! Eeeeeeh si]. Il film in se non è nulla di imperdibile, ma è sicuramente una piacevole visione con spunti originali e una buona dose d’azione. Non è The Bourne Identity ma è un gradino sopra Mr. & Mrs. Smith [e sicuramente meglio di Jumper].

Consigliatissimo se non l’avete ancora visto.

edge of tomorrow poster

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