HUNGER GAMES: IL PROLOGO DELLA RIVOLTA – RECENSIONE –

(CON SPOILER)

(NON CHE ACCADA MOLTO DURANTE IL FILM EH, PERO’)

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Sia chiaro, di Hunger Games non è che mi sia mai interessato granché. Non ho mai letto il libro e il genere in se non mi attira molto [e sinceramente la storia di base ancora mi sfugge]. Però, quando 2 anni fa uscì il primo film tutti ne parlavano bene, sia in patria che all’estero (specialmente all’estero), il film di Gary Ross aveva spopolato e le recensioni positive non si contavano più. Per di più il trailer non era male, aggiungiamoci pure la presenza di Donald Sutherland, Woody Harrelson, Elizabeth Banks e Stanley Tucci e il quadretto era completo, si preannunciava qualcosa di “sfizioso”, così mi dissi “Ok, andiamo a vederlo”.

Conclusione: delusione totale.

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Io mentre guardo i “Giochi della Fame”.

La storia in se non è originalissima [evito il facile riferimento a Battle Royale…anche se…] ed è sviluppata ancora peggio. Come ho detto poco fa, non mi è chiara la faccenda di base: 12 distretti che per rimanere in pace organizzano dei giochi dove dei ragazzini si ammazzano, così da evitare lo scoppio di una nuova guerra [secondo il decreto Antani suppongo]?! Sono sicuro che ci sia dietro qualcosa di più profondo e significativo, ma dal film non si vede [immagino si capisca meglio nel libro] e il resto della storia è una specie di parodia/denuncia contro l’oppressione, la libertà, la forza del popolo, le prepotenze politiche, contro i reality show […evva bè]. Vediamo questa ragazzina [una Jennifer Lawrence prima che diventi Jennifer Lawrence] allegra come Batman e chiaccherona come Snake Eyes, girare tra i boschi cercando di scappare dai suoi colleghi tributi e dalla regia di Gary Ross [giusto un po’ noiosa]. In suo aiuto verranno gli sponsor e il televoto []. Il suo compaesano Peerla si unisce invece ad un gruppetto di ragazzini dei quartieri alti che nel frattempo si sono dimenticati che solo uno sopravvivrà e quindi dovranno comunque morire tutti [cosa vi alleate a fare? Babbei]. E a proposito di idee stupide, Peerla è probabilmente il personaggio più peerla inutile e meno carismatico visto in un film del genere, superando addirittura il caro Ron Weasley. Tra le sue specialità ci sono la supercazzola [convince tutti che lui e Jen Lawrence sono innamorati…ti piacerebbe!], l’espressione da cucciolo bastonato, ma soprattutto verrà ricordato per la sua tecnica segreta di camuffamento sviluppata nella sua lunga carriera da pasticcere, si perché a quanto pare nel suo povero paese, dove la gente non ha soldi neanche per suicidarsi, lui di professione faceva il Boss delle Tortee si concedeva anche il lusso di lanciare tozzi di pane verso i più poveracci! [ma chi l’ha scritta ‘sta cosa?]. Scherzi a parte, il film non era proprio questo gran capolavoro che predicavano, l’unica cosa positiva è quella di aver lanciato la carriera di J-Law ma per il resto, io avrei evitato caldamente i vari sequel.

Però.

La ragazza de Fuego non tarda ad arrivare e vuoi l’arrivo di Francis Lawrence dietro la macchina da presa [regista di 2 dei miei guilty pleasure preferiti: Constantine e Io sono Leggenda], vuoi la new entry Philip Seymour Hoffman, pace all’anima sua e la stella sempre più luminosa di J-Law, non ho potuto dire di no al sequel.

Conclusione: tutta un’altra storia.

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Anche la vecchia è più cazzuta di Peerla.

Il secondo capitolo della saga è più solido, più maturo, la storia più sensata [sebbene la scusa per far tornare Katniss ai Giochi della Fame sia abbastanza forzata] e sicuramente i personaggi più convincenti [tranne Peerla, porello, che in questo sequel non c’erano torte da decorare]. Si distacca dal concetto di “film per ragazzi”, assumendo una posizione dominante in quella cerchia di young adult tanto di moda ultimamente al cinema. Si gioca sulle dinamiche della televisione, non solo sui reality, ma su ogni tipo di spettacolo e prodotto mediatico facendo metafora sulla politica e sulla società moderna [questa volta il concetto è molto più chiaro]. La seconda parte diventa inevitabilmente il solito survivor movie, ma appare comunque molto più avvincente del precedente film merito anche di comprimari validi e incisivi: Finnick, BeeTee, Johanna, anche la vecchia Mags ha i suoi momenti. Il finale a sorpresa lascia la storia in sospeso, cosa che devo dire non ho molto apprezzato. Ci sta il MacGuffin ma comunque un film (anche se parte di una saga) dovrebbe potersi reggere da solo. Comunque è promosso a pieni voti e visto il livello raggiunto, visto che regista e cast rimangono invariati (con l’aggiunta di Julianne Moore) e visto che si preannunciava meno Peeta per tutti, sono andato a vedere il terzo capitolo (Parte 1) con le migliori aspettative.

Conclusione: Mhè.

Katniss - 2-10

“Su le mani chi si aspettava qualcosa di più”

Il film soffre principalmente del suo essere “Parte 1“, l’intera pellicola è stata usata come trampolino di lancio per personaggi, dinamiche e status quo in attesa della vera storia. In un libro (ma anche in un film, fumetto o qualsiasi altro racconto) la prima parte è dedicata alla costruzione del campo da gioco e alla presentazione dei giocatori. Si mettono sul tavolo le pedine e si decide una strategia ma è nella seconda parte che la partita inizia veramente. Cosa succede quindi se si decide di dividerlo in 2? Accade Hunger Games – Il Canto della Rivolta, dove il primo film è tutto dialogo e pensieri tra i personaggi e il secondo (sospetto) sarà tutto scaramuffe e risvolti di trama.

Impegni per l'anno prossimo: fare una rivolta.

Impegni per l’anno prossimo: fare una rivolta.

Il film ricomincia da zero. Gli Hunger Games non ci sono più, i personaggi principali sono rifugiati in un nuovo (vecchio) distretto nascosti dalla tirannica Panem mentre negli altri distretti si sente odore di rivolta. L’ambientazione claustrofobica funziona bene, sono in tempo di guerra e vediamo i personaggi adattarsi e prendere importanti decisioni personali [un po forzati Haymitch e Effie, ma sono una meraviglia di personaggi]. Il fato dei 12 distretti viene affidato unicamente a Kantiss così come l’intero film è affidato alla Lawrance, gli altri attori/personaggi per quanto possano essere ben scritti ed interpretati fanno solo da contorno alla ghiandaia imitatrice che sappiamo non essere la più classica delle eroine, anzi è quasi restia a fare da simbolo di ribellione nella guerra in arrivo. Dovendo dare i giusti meriti, è incredibile come si sia riuscito a costruire un intero film (anzi, diciamo anche un intera saga) con grandi nomi come Sutherland, Hoffman, Tucci che fanno “solo” da supporto ad una sola e giovane protagonista che spiaccica 2 parole in croce. La cara ghiandaia infatti non parla molto, non fa discorsoni filosofici, non è divertente [anche se a “mia sorella può tenere il gatto” sono morto da ridere 😀 anche la sorella di Katniss è quasi morta da ridere… ] e non è neanche cazzuta. Jen Lawrence comunica tutto con sguardi e silenzi, è lontana anni luce da quello a cui ci hanno abituato i blockbuster di questo genere. Brava J-Low, questo film non sarebbe lo stesso senza di te.

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Bella, brava e bella…ed è anche bella!

Di contro però, è un peccato sprecare talenti come Julianne Moore o Stanley Tucci, davvero sacrificate le loro parti, per non parlare del compianto Philip Seymour Hoffman, le cui scene ci vengono date col contagocce [a onor del vero, è difficile dire quanto sia voluto dalla sceneggiatura e quanto sia fatto per necessità. Sappiamo che dopo la sua dipartita, le scene e i dialoghi mancanti sono stati affidati alla Moore]. Se però i Big riescono ad aderire senza problemi ai loro personaggi, il cast “giovane” fatica a stare al passo, specialmente se confrontati con la coetanea Lawrence. Liam Hemsworth cerca di fare quello che può con il suo personaggio che è stato solo abbozzato nei primi 2 film e che si ritrova qui con un ruolo principale, per fortuna che le dinamiche da triangolo amoroso sono ridotte al minimo e che non sono al centro della storia se no il povero fratellino di Thor avrebbe già perso in partenza, Natalie Dormer come Cressida è interessante ma solo visivamente (così come il resto della troupe) e Peerla…bè il suo minutaggio è molto stringato e comunque ogni volta che si vede non fa che sparare meenchiate in televisione… Sul finale devo ammettere di essere rimasto sorpreso, nulla di eccezionale ma se continuano su questa strada nella Parte 2 potrebbe diventare un personaggio quasi quasi interessante. Ma quasi eh.

*EXCLUSIVE* "The Hunger Games" Cast gears up for a day of Filming **USA ONLY**

La tipica troupe televisiva. Manca solo “il buon Fabio”…

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…ah no, eccolo.

La regia fa il suo dovere, non osa troppo ma non si abbandona alla staticità vista nel primo film [ma chi l’ha ingaggiato Gary Ross?], ogni tanto si vede anche qualche buona idea, come la costruzione del mito della ghiandaia tramite propaganda che alla fine è come vedere il making of del film all’interno del film stesso con green-screen, sceneggiatura e trailer [no davvero, nel film c’è il trailer del film. Trailer-ception!]. Bella anche la scena finale con il discorso di Finnick da una parte e l’infiltrazione dei ribelli a Panem dall’altra. Non ci sono molte scene d’azione [anzi, non ce ne sono proprio, ma dubito che qualcuno vada a vedere questo film per il fattore action] ma la scena alla spy-movie, con Thor-junior e compagni che si calano dal soffito mi è piaciuta davvero.

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Lo so, non si vede una cippa, ma è l’immagine migliore che ho trovato di quella scena.

In conclusion: il film non mi ha fatto impazzire, è un prologo allungato di 120 minuti in attesa della grande rivolta nella seconda parte. Si poteva fare di più? Sicuramente. Poteva andare peggio? Assolutissimamente. Il film nonostante tutto presenta dei buoni spunti, il fattore meta-cinema è ben giocata e gli attori, anche se poco sfruttati, reggono bene la partita, ma a trainare l’intera pellicola (per non dire l’intera saga) è Jennifer Lawrence, probabilmente la giovane attrice più richiesta di questi tempi, che presenta un’eroina atipica per questo genere di film e a cui va il merito per il successo di questa saga.

Ora però mi aspetto grande cose dalla Parte 2.

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