MONUMENTS MEN – RECENSIONE – UN FILM CHE POTEVA ESSERE MA NON È STATO –

(Premessa: per una infausta disgrazia mi è capitato di vedere il film senza sottotitoli. Cioè, era in italiano ma durante le varie scene in francese e in teTesco [e ce ne sono] non ci ho capito una fava. Non credo che cambi di molto il senso del film, mi sarò perso al massimo qualche passaggio [anche se puntare la pistola contro qualcuno o sputare nel bicchiere di qualcun’altro sono gesti internazionali] ma ci tenevo comunque a farlo presente. BTW.)

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Ogni tanto ti ritrovi per le mani la storia giusta e il cast giusto al momento giusto ma finisci per fare comunque un film mediocre. Per me Monuments Men è uno di questi casi. Onestamente non avevo mai sentito la storia di questi uomini che durante la seconda guerra mondiale (la fine della seconda guerra mondiale) andarono in missione per recuperare e salvare le varie opere d’arte in mano ai nazisti. Lessi qualcosa in rete riguardo al film, poi uscì il traile e mi convinsi “Wow, questo sarà un film grandioso” [quella del trailer è un’arte, c’è poco da fare]. Nel cast figurano grandi nomi come Matt Damon, Cate Blanchett, John Goodman, Bill Murray, Jean Dujardin, Bob Balaban e soprattutto George Clooney qui in veste di attore, regista, sceneggiatore, produttore, dittatore, motivatore e a quanto pare portava anche il caffè alla troupe [what else?]. Non sono un fan di regista-Clooney, nella sua filmografia ci sono dei si, dei no, dei meh, però il cast era di prim’ordine e la storia così interessante e piena di spunti che non poteva non uscirne un bel film. Ma allora cos’è andato storto?

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Un gruppo di “vecchi” soldati mentre guardano Monuments Men

Si parte male fin dall’inizio. In un film corale, dove hai molti attori (specialmente volti noti) che devono fare squadra la parte più bella è quella del reclutamento, dove iniziamo a conoscere i protagonisti nel loro habitat naturale prima di vederli insieme e collaborare e magari scontrarsi caratterialmente (com’è giusto che sia in una squadra). Qui invece si risolve tutto in una carrellata musicale di primi piani e poi boom, sono già tutti riuniti ad ascoltare Clooney che spiega la missione. Si cerca di fare un paio di (brutte) battute tanto per creare quel cameratismo da esercito ma il tutto risulta più imbarazzante che divertente. Così facendo il film parte con dei personaggi per cui non si prova la minima simpatia o interesse, tantè che durante il film 2 di loro moriranno e la cosa non susciterà nulla allo spettatore (forse uno, ma solo per come è stata costruita la scena). Personaggi piatti e un gruppo per niente affiatato quindi, il bello è che c’è un motivo se la squadra non ci viene presentato bene e cioè che non c’è una squadra. Per 2/3 di film i Monuments Men compiranno la loro missione separati, al massimo a coppie (tranne Matt Damon che puzza e starà lontano dagli altri fino all’ultimo atto del film) ma comunque sempre geograficamente distanti.

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“….ragazzi?”

Il secondo punto che non convince (anzi che non rispecchia quello che pubblicizzavano) è la missione stessa. Salvare le opere d’arte persi durante la guerra? Ok, ma quando? Quella del recupero di statue e quadri è solo una scusa per raccontare la storia di “vecchi” soldati che si ritrovano in guerra (anzi, alla fine della guerra, durante il film si imbatteranno al massimo in un bambino, un cavallo e un tossicomane). Le opere d’arte passano quindi in secondo piano, ci si concentra di più sui problemi dei soldati ad adattarsi alla guerra, la paura, il dolore di perdere un compagno o di stare lontano dalla propria famiglia (famiglia mai vista ne nominata tra l’altro). Le scene prese singolarmente funzionano anche, molto commovente quella di Murray che ascolta il disco mandatogli dalla moglie, il problema è che questo non è il tema principale, non dovrebbe esserlo [ci avessero almeno avvisato]. Se volevano fare un film drammatico sulla guerra ok, le capacità a quanto pare c’erano (bravo Clooney, la tecnica c’è) ma ci si perde in battutine e siparietti. Il film sembra non sapere che strada prendere, se quella drammatica o comica, finendo per scontentare entrambi.

George Clooney;Matt Damon;Bill Murray;John Goodman

Non ho la minima idea di cosa stiano facendo…

Insomma, Monuments Men nonostante le forti possibilità, la storia interessante e un grande cast non riesce a soddisfare le aspettative. I personaggi sono mal assortiti e non brillano mai ne singolarmente ne tanto meno in gruppo, la storia si discosta di molto dall’incipit iniziale concentrandosi più sugli aspetti emotivi dei soldati che sulla loro particolare missione. Ma l’errore più grande è stato quello di fare un film a metà tra il dramma/storico e la commedia. I troppi siparietti non permetto allo spettatore di essere coinvolto pienamente nella storia (a tratti sembrava di vedere Captain America – Il Primo Vendicatore) e le scene drammatiche, per quanto ben realizzate, non hanno il giusto peso a causa della leggerezza del film e a causa (ma non colpa) dei ruoli di Murray, GoodmanDujardin e Balaban.
Peccato, poteva essere un gran bel film, il piccolo gioiellino del 2014, invece finisce nei “meh” dei film di Clooney.

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Gli Howling Commandos I Monuments Men

Ah, e imbruttire così Cate Blanchett dovrebbe essere considerato illegale.

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One thought on “MONUMENTS MEN – RECENSIONE – UN FILM CHE POTEVA ESSERE MA NON È STATO –

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