LA TRILOGIA DE LO HOBBIT – COME MI SONO AVVENTURATO NELLA TERRA DI MEZZO –

(piccoli nani ma grandi spoilers)
(eh si)

Vi siete mai chiesti come sarebbe poter guardare oggi l’intera saga di Star Wars come se fosse la prima volta, ma guardarla in ordine cronologico? Ma si che l’avete fatto, qualsiasi fan di guerre stellari se lo è chiesto almeno una volta, se avessimo visto la nuova trilogia PRIMA di quella classica come sarebbe stato? Che reazioni avremmo avuto? Ci sarebbe piaciuto comunque? La storia sarebbe stata migliore o conoscere alcuni retroscena ne avrebbe rovinato il fascino? Saremmo rimasti inorriditi dal bacio tra Luke e Leila? “Luke, io sono tuo padre” avrebbe avuto la stessa forza drammaturgica? BEN Kenobi ci sarebbe suonato come il nome più anti sgamo della galassia? Chissà, le ipotesi sono tante, io so solo che: 1) i ritocchi fatti ai film classici rimarranno uno sputo in un occhio 2) vorrò sempre male a Jar Jar Binks e 3) posso solo immaginare, ma non potrò mai sapere con certezza quale sarebbe la mia reazione ad una visione vergine di Star Wars in ordine cronologico [a meno che non inventino un macchinario per cancellare la memoria in stile Eternal Sunshine of the Spotless Mind…ma voi vi lascereste cancellare Star Wars dalla memoria?]. Ma lasciando in pace Lucas e passando a Jackson che qua si parla di lui, qualcuno si è mai chiesto, ora che è possibile, come sarebbe guardare prima la trilogia de Lo Hobbit e POOOI quella de Il Signore degli Anelli? Nessuno si è mai posto il quesito? Peccato, perchè potrei avere la risposta.

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Io che mi inoltro per la prima volta nella Terra di Mezzo

Non so come sia potuto accadere. Eppure certi film non me li faccio sfuggire, al massimo se non riesco a vederli al cinema li recupero in home-video o li guardo in TV o li scarico illegalmente, specialmente per certi film che per via della loro fama in un modo o nell’altro ti capita di guardare [io ho visto di mia spontanea volontà solo i primi 3 Harry Potter, gli altri 5 mi sono passato davanti con una serie impensabili di eventi], neanche a farlo a posta sarebbe stato possibile, proprio non so come sia successo ma incredibilmente non ho mai, mai e dico MAI visto Il Signore degli Anelli.

Nessuno dei tre!

Conscio di ciò, invece di recuperare dopo 10 anni dal primo capitolo i 3 film in versione estesa [cosa che stavo per fare prima dell’uscita di Un Viaggio Inaspettato] o pensato bene di aspettare altri 3 anni per poter vedere tutti e tre i film de Lo Hobbit PRIMA de Il Signore degli Anelli. Una specie di esperimento sociale [o psicotico, fate un po voi]. Ovviamente non sono totalmente all’oscuro della storia, è entrato a far parte della nostra cultura pop, conosco i personaggi iconici, le frasi più famose, i MEME più usati, ma ci sono ancora molte cose che ignoro, restereste increduli nonché basiti dalle cose di cui sono all’oscuro [di fatto non sapevo neanche chi fosse questo Bilbo Baggins].

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Bagginsis? Cos’è un… Bagginsis?

LO HOBBIT – UN FILM INASPETTATO (versione estesa da 3 ero e troppi minuti)

Il Signore degli Anelli è stato il re della critica e del box office, ha ricevuto ottime recensioni, ha vinto moltissimi premi tra cui 17 premi oscar, una saga che in pochissimo tempo è diventata storia del cinema, quindi cosa ci si dovrebbe aspettare da un “prequel” con pochi collegamenti ai film precedenti, con un cast quasi inedito e dalle proporzioni (a livello narrativo) più moderate?

Niente.

Io non mi aspettavo niente. Sono andato bello spensierato al cinema senza tanti trastullamenti mentali, ho fato hakuna matata in direzione Terra di Jackson convinto che comunque sarebbe andata ci sarebbe stato quel tocco da fantasy epico, marchio di fabbrica della trilogia dell’anello. Se però dovessi descrivere Un Viaggio Inaspettato con una parola non sarebbe epico. Sarebbe Divertente. Io mi sono divertito come un matto durante tutto il primo film. Tralasciando il prologo cupo e desolante con il drago, una città distrutta, un popolo rimasto senza casa, un altro che è rimasto a guardare, un re impazzito e altre cose brutte, il film parte presentandoci subito questo tipino tutto casa e centrini da tavolo di nome Bilbo fare la conoscenza, suo malgrado, di una banda di nani con una missione che al solo sentirla appare molto più alta delle loro possibilità. Che voi dite sono nani, tutto è più alto delle loro possibilità. E invece.

-Balin: Le probabilità ci sono a sfavore. Dopotutto cosa siamo noi? Mercanti, minatori, stagnai, giocattolai. Non certo materia da leggenda
-Thorin: Io sceglierei uno qualunque di questi nani invece di un esercito dei colli ferrosi. Perché quando li ho convocati hanno risposto. Lealtà. Onore. Un cuore volenteroso. Non posso chiedere più di questo.

Questo scambio di battute racchiude tutto lo spirito di questa compagnia di nani. Sono creature dalla natura rozza, ubriaconi, casinisti e parecchio rumorosi ma nascondono un cuore pieno di coraggio e lealtà, la complicità e l’affiatamento tra loro è quasi palpabile già dalla prima scena, quando parlano tra loro, quando marciano, quando combattono, quando mangiano [soprattutto quando mangiano] e anche quando lavano i piatti [roba che neanche gli uccellini di Cenerentola!] ma nonostante tutto c’è il rispetto, l’uno verso l’altro, lealtà verso la causa e verso il loro condottiero Thorin SCUDODIQUERCIA [tra parentesi, lo voglio anche io un soprannome]. Giusto qualche giorno fa scrivevo di come dovrebbe essere un film basato su un gruppo, su una squadra, di come ci dovrebbe essere complicità e cameratismo per poter iniziare il film al meglio, ecco è QUESTO che intendevo [capito George?], ecco come dovrebbe essere, se fin dall’inizio presenti un gruppo affiatato per cui fare il tifo, una squadra di non-eroi ma che nonostante tutto sei pronto a seguire con tutto te stesso, allora cazzo il film ha già vinto! Sia che tu sia uno hobbit che si vede la casa invasa e la dispensa trafugata dai nani, sia che tu sia un ragazzo seduto in poltrona che deve intraprendere un viaggio di 3 ore in un mondo che non conosce. Con un gruppo così sono pronto ad affrontare tutti e 3 i film nelle loro 8 ore complessive, perché so che ci sarà da divertirsi ma quando le cose si faranno serie si prevedono anche forti emozioni. Per citare scudodiquercia “Non posso chiedere più di questo“.

 

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Anche voi in missione per conto di Dio?

Concluse le dovute presentazioni [il viaggio parte dopo più di 40 minuti…è più prolisso che inaspettato] il resto del film è un divertente viaggio in direzione Erebor. Divertente perché non ci saranno molti drammi o conflitti lungo la strada bensì troll scemuniti, stregoni hippy, giganti di pietra che giocano a pallamano, elfi forse un po troppo cordiali, canti, mangiate, bevute e nudità naniche in fontane elfiche. Lungo il cammino incontreremo anche Gollum, che va bè, parlare di Andy Serkis in 2 righe è troppo riduttivo e magari riprenderò il discorso un’altra volta. Però cavolo, perché quell’uomo non ha ancora un oscar?

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Durante il viaggio i nani cavalcheranno anche delle aquile…roba che se le usavano il film sarebbe finito lì.

Il primo film mi ha completamente conquistato, una cosa che non mi sarei mai immaginato. Unica pecca forse è quella di dare troppa importanza alla sottotrama che porterà al Signore degli Anelli (tutta la storia del Negromante e del consiglio formato da Gandalf e da altri che non conosco), capisco la strizzatina d’occhio ai fan e che ci si voglia collegare il più possibile alla trilogia dell’anello, però potevano ridimensionarlo un po dato che alla fine, per quanto riguarda Lo Hobbit, la cosa non porterà a un bel niente. BTW per un neofita come me il film funziona benissimo, fa da perfetto capitolo di partenza. Cosa riserva allora il secondo capitolo da farmelo preferire al precedente? Arriva l’unica cosa che mancava al primo film: il fattore epico. E così arrivano Thranduil, Luke Evans e Smaug. Hai detto Smaug? No, ho detto EPIC FIESTA.

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LO HOBBIT – LA DESOLAZIONE DI BEORN (extended roba inventata da Jackson edition)

Introdotto da un piccolo flash-back sull’incontro tra Thorin e Gandalf, il secondo capitolo riparte esattamente da dove era rimasto il precedente, la combriccola di nani è diretta verso Erebor e in fuga dagli orchi malvagi, quelli goffi, pallidi, menomati, cicatrizzati ed effettivamente mal conci già di loro, capitanati da Azog IL PROFANATORE [voglio un soprannome! Ora!] che tra l’altro ho scoperto essere interpretato da Manu Bennett il Deathstroke di Arrow! Che voi direte embè? Avete ragione.
Mentre il precedente film si concentrava più sulla compagnia di nani e sulle loro folli avventure, in questo secondo capitolo si introdurranno tutti i personaggi chiave le cui storie andranno a completare una trama più ampia che va oltre la missione dei suddetti: Thranduil e la popolazione degli elfi, Bard e i problemi di Pontelagolungo, Smaug ovviamente, Gandalf e Thràin alla ricerca del Negromante…epperò c’è anche Beorn. La versione estesa di Un Viaggio Inaspettato presentava scene effettivamente ignorabili ma per La Desolazione di Smaug sono stati fatti tagli importanti, tra cui tutta la storia di questo Beorn il muta-pelle che odia i nani ma di più gli orchi. La prima volta che l’ho visto sono rimasto effettivamente confuso dalla sua presenza [un po obsoleta], non ho mai letto il libro ma penso sia stato inserito per fedeltà all’opera originale [visto che alla fine hanno praticamente tagliato tutto]. Nella versione estesa invece ha una presenza più importante, peccato che sia stato tagliato perché è un bel personaggio, il classico gigante buono, un po burbero ma sicuramente di animo gentile. Altro personaggio importante [non tagliato per fortuna] è Thranduil re degli elfi silvani. C’è da dire che tutta l’ambientazione elfica, la scenografia, i costumi ecc sono bellissimi, maestrosi ed eleganti, davvero ben realizzati e i due elfi protagonisti, Legolas e Tauriel sono una meraviglia MA per me Thranduil è il migliore, incredibilmente regale nella sua bastardaggine, applausi a Lee Pace che ha fatto un lavoro DELLAMADONNA. E applausi anche a Legolas che nonostante sia un cazzutissimo elfo che ammazza tutti col suo arco, figlio del re e probabilmente ricco da far schifo, viene bellamente friendzonato da Tauriel. La dimostrazione che la friendzone colpisce tutti.

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La storia prosegue liscia e regolare, non ho la minima idea di quali pezzi siano stati aggiunti e quali modificati dal libro, ma il tutto regge senza problemi…anche se, come nel primo film, anche qui si da molta importanza alla sottotrama del Negromante. Anzi, c’è tutta la parte con Gandalf e Thràin che affrontano orchi, fantasmi e una strana presenza nera, una storia che scorre parallela a quella principale. Oltre a rallentare la narrazione è abbastanza estraniante per chi non ha visto Il Signore degli Anelli. A parte questo però fila tutto liscio nella strada verso Smaug….e qui bisogna dare i giusti meriti. Il lavoro fatto sul drago è da capogiro, visivamente la cosa più maestosa vista negli ultimi anni e averlo fatto doppiare [e in parte interpretare] da uno come Benedict Cumberbatch è stata decisamente la mossa vincente.

Ma per me finisce tutto lì.

Smaug è la causa scatenante, dovrebbe essere la resa dei conti, il confronto finale, il boss di fine livello e invece fa poco e niente. C’è tutto il dialogo con Bilbo [bellissima scena, però non è diversa da quella con Gollum nel primo film…e non dura neanche tanto di più!], poi l’attacco dei nani che va bè, ci sta la sospensione dell’incredulità, ma se sei un drago grande millemila metri e ti fai tenere testa da 13 nanerottoli…cioè poteva avere la meglio anche solo standosene fermo! E poi niente si dirige verso Pontelagolungo con intenti apocalittici perché lui è fuoco, lui è morte…Tutto qui! Tutto sto casino ed è già finita. Qualcuno dirà “ok, ma è il mcguffin per il terzo il film, è li che i nodi vengono al pettine” epperò invece…

LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE (o dei cinque eserciti?)

…e invece il terzo film inizia da dove sarebbe potuto comodamente finire il secondo. Il confronto col drago Smaug alla fine è un fuggi fuggi generale degli abitanti di Pontelagolungo, 10 minuti de fuego [ma anche meno secondo me] fino all’arrivo di Luke Evans che, aspirante papà dell’anno, usa il figlio come arco per scagliare la freccia nera sul cuore del drago…il colpo ovviamente va a segno [qui sono tutti arcieri infallibili] mettendo fine così all’era di Smaug. Sipario per Cumberbatch.

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Disonore Smaug! Disonore su di te, disonore sulla tua mucca!

Ora, capisco che Jackson abbia voluto puntare tutto sulla battaglia finale tra i 5 eserciti [in barba al libro originale], però il conflitto resta comunque una conseguenza, la missione principale che da il via il tutto era di riconquistare la montagna e affrontare Smaug, non puoi farmi finire tutto in pochi minuti! Mi aspettavo qualche cosa in più, ma poi cavolo, vista la breve durata avrebbero potuto integrarla direttamente nel film precedente, almeno avrebbero mantenuto il climax creatosi e invece no la morte del drago fa da prologo al terzo film…va bè inutile piangere sul drago ammazzato.
Chiuso il capitolo Smaug. Dopo il suo attacco, Pontelagolungo è distrutta e i suoi abitanti alla ricerca di una casa. I nani hanno ripreso la montagna insieme al tesoro al suo interno. Gandalf è in culandia dentro una gabbia per canarini. Gli elfi drizzano le orecchie. Gli orchi avanzano. Titolo di testa.

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“E mò son falli amari” cit. Thranduil

Che dire, per me il film è fantastico, ben realizzato, ben recitato e soprattutto ben gestito. Nella prima metà del film ci si concentra sui singoli personaggi, sul loro bagaglio emotivo e su ciò che gli a spinti ad arrivare fino a quel punto. Grandissimo Richard Armitage che dona a Thorin il giusto tocco di follia e di rabbia, molto intense le scene con Bilbo, Dwalin e il tète-à-tète con Bard che si ritrova ad essere il leader degli umani, protettore prima e condottiero poi. Con Alfrid IL SOPRACCIGLIO credo che Peter Jackson abbia voluto crearsi il suo Jar Jar Binks personale all’interno della saga. Ovviamente non arriva ai livelli del Gungan di George Lucas però c’era molta voglia di vederlo trafitto da un elfo, impalettato da un orco, schiacciato da un Troll o comunque fargli fare una fine brutta. Invece si salvano entrambi, lui e il suo sopracciglio [confido comunque in una dolce sorpresa nella versione estesa]. Bellissimi quanto menosi gli elfi di Thranduil che questa volta mostrerà un po più di umanità [non so ancora se mi è piaciuta questa cosa]. Legolas è sempre più succube della friendzone, non riesce a farsela mollare da Taurile ma in compenso manda a fan***o il padre [c’è chi è stato bandito per questo]. La prima metà del film è così, conflitti verbali e lotte interiori, in questo modo quando la battaglia inizia ci sarà molta più tensione e non sarà una semplice azzuffata tra spade e martelli.

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Ma perché non muori male, cazzo di Alfrid!

La guerra inizia lentamente, elfi e umani schierati di fronte a Erebor dove Thorin cerca di proteggere il suo tesoro. Ma in un attimo BAM un esercito di nani arrivano in aiuto di Scudodiquercia capitanati dal cugino Dàin IL PIEDIFERRO [un Volstagg armato di martello a cavallo di un cinghiale…impagabile]. Inizia quindi la guerra tra elfi, umani e nani? No, in un attimo arrivano gli orchi, coreografati da Azog, ben al sicuro sulla sua torre. A un certo punto arrivano anche i Tremors, ma non mi è molto chiaro il loro ruolo.
Inizia così la vera battaglia, un conflitto di altissimo livello, epico, visivamente spettacolare, nuovi alleati arrivano, nuove armi vengono fuori, si cambiano schieramenti, ci sono dei caduti, insomma la seconda parte è un’epopea fantasy come non ne avevo mai viste. Lontano dal frastuono della guerra, si svolgono altre piccole battaglie, confronti più intimi che fanno venire tutti i nodi al famoso pettine: Thorin vs Azog, Tauriel e Kili, una vecchia vs Alfrid IL TRAVESTITOBolg contro tutti [oh non c’era modo di abbatterlo quell’orco]. A sorpresa arrivano Radagast IL FIGLIO DEI FIORI e anche Beorn LO ORSO che si precipita sul campo di battaglia…ma letteralmente, scena fighissima nella sua inutilità [spero che anche questa volta nella versione estesa ci sarà più spazio per il povero Beorn]. In tutto questo ovviamente Gandalf è a ‘ndocazzostan a fare giochi caleidoscopici col negromante in compagnia di Cate Blanchett, Hugo Weaving e quell’altro IL BIANCO.

Google Maps -> indicazioni per: dentro dell'azione da:posizione attuale (Ndocazzostan)

GOOGLE MAPS –> INDICAZIONI PER: la battaglia delle cinque armate, DA:posizione attuale (Ndocazzostan)

In rete ho letto molte cose negative da parte dei fan del libro (un po meno dei film). Al di là della fedeltà al il romanzo di Tolkien [che voglio dire, non c’era bisogno di vedere il film per rendersene conto], c’è la relazione interrazziale tra Tauriel e Kili [per cui davvero non capisco questo movimento razzista interspecie verso la coppia…cioè è un racconto, diamoci una calmata], l’eccessiva agilità di Legolas, i troll in computer grafica anziché in trucco e parrucco, l’alce di Thranduil, le zampe di Smaug, c’è chi si lamenta addirittura di Cate Blanchett che prende in braccio Gandalf…non mi sento di criticare chi fa della sega mentale la sua arma di critica  [spesso sono il primo a farlo per franchise di mio interesse] ma posso dire con assoluta certezza che la trilogia de Lo Hobbit vince. Un’opera di puro divertimento e di grande spettacolo e bellezza!
Bravo Peter Jackson.

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Ma prego!

Io ero un po come Bilbo, me ne stavo chiuso in casa Baggins ignorando il mondo fuori da quella porta, un mondo fatto di elfi, draghi, stregoni, monosopraccigli, film extended edition di 5 ore, razzismo interrazziale, presenze psichedeliche e nani cavalcabarili. Il fantasy non è proprio il mio genere prediletto e ammetto, a livello cinematografico, di coltivarlo poco, ma vista l’importanza di questa saga non potevo non vedere questi 6 film (o almeno i primi 3), pensavo di guardarli e di tornare subito a “casa Baggins” una volta finito, non immaginavo certo di essere totalmente conquistato da questi film. Dovevano arrivare quei 13 nani e quello spippettatore di pipa di Gandalf per trascinarmi in quest’avventura attraverso la Terra di Mezzo dove mai avrei immaginato di innamorarmi tanto di questo mondo e di queste pellicole. Come adattamento letterario o come prequel lascio la parola agli esperti, ma come spettatore che non ha mai visto ne letto la trilogia dell’anello vi assicuro che è stato un viaggio incredibile. Un viaggio che per alcuni è la fine di un era, l’ultimo tassello dell’esalogia della Terra di Mezzo di Peter Jackson. Per me è solo un’altra tappa, sono solo a metà del viaggio [anzi, vedendo la durata dei prossimi 3 film direi anche 1/3] i compagni d’avventura non saranno gli stessi, ma confido nell’occhio del regista Jackson e nella qualità dell’opera originale. Sono convinto però che senza Lo Hobbit, la trilogia con protagonista Elijah Wood [per cui farò sicuramente uno speciale a trilogia conclusa] l’avrei vista in modo diverso, sarebbe stata una visione “obbligata” dall’importanza letteraria e cinematografica che si porta dietro, ora invece non vedo l’ora di tornare nella Terra di Mezzo, di immergermi ancora in quel mondo creato da J.R.R.Tolkien e portata sul grande schermo da Peter Jackson.

Gandalf: Tutte le grandi storie meritano un infiorettatura. Avrai qualche storiella da raccontare anche tu, quando ritornerai.
Bilbo: Puoi promettermi che ritornerò?
Gandalf: No. E se farai ritorno, non sarai più lo stesso.

Sono partito. Sono tornato. Non sono più lo stesso.

Sono pronto a ripartire.

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