RECENSIONE – MARVEL MASTERWORKS: DAREDEVIL VOL.1

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Nell’aprile del 1964 la Marvel Comics pubblicò il primissimo numero di DAREDEVIL, il celebre supereroe cieco nato dalla mente di Stan Lee e dalle matite di Bill Everett. Questo vuol dire che il caro diavolaccio è in circolazione da ben 50 anni. CINQUANTA! Certo, nulla in confronto ai 73 anni di Capitan America, i 75 di Batman o i 76 di Superman [81 se contiamo l’anno di creazione e non quello di pubblicazione…vecchiaccio!]. La sua longevità però non è mai stata data per scontata: non rientra nella schiera dei supereroi più popolari [se paragonati a icone come Batman o Spider-Man], è nato come eroe di serie B e per molto tempo visto come un uomo ragno di seconda categoria, il fumetto ha avuto alti e bassi ed è stato seguito per lo più da un pubblico di nicchia e da pochi fedelissimi. Eppure la serie del cornetto ha da sempre attirato grandi scrittori e grandissimi artisti [Miller, Quesada, Bendis, Waid, Brubaker, Nocenti, Mack, Thomas, Romita Sr e Jr, Colan, Mazzuchelli, Maleev, McKenzie, Janson, Bermejo, Sienkiewicz…e la lista è ancora lunga!] segnando spesso importanti tappe per la Casa delle Idee e per il fumetto supereroistico in generale.

E tutto è partito da quell’aprile del ’64.

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Non è facile parlare di un fumetto “classico” e datato [per non dire vecchio], gli anni tra il ’50 e i ’60, comunemente conosciuta come la Silver Age dei comics, erano anni molto diversi rispetto ad oggi: storie più ingenue e personaggi bidimensionali, la narrazione eccessivamente didascalica [dove ogni personaggio descriveva a parole ogni suo singolo pensiero e azione], i disegni probabilmente sono la parte più apprezzabile anche se non è da tutti [per dire, oggi un neofita farebbe fatica ad apprezzare Kirby o Ditko rispetto a Dell’Otto o Clayton Crain]. Tempo fa mi avventurai nelle storie classiche dei Fantastici 4 di Lee e Kirby e devo ammettere di averlo letto a fatica. I disegni del RE sono ovviamente qualcosa di incredibile anche dopo tanti anni, riescono a stupire e meravigliare ma per quanto riguarda storia e narrazione non è facile digerire certi dialoghi o situazioni. Invece, forse per via del mio amore per il personaggio, le storie classiche di Devil le ho lette [anzi, rilette] molto volentieri.

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Le prime storie sono ovviamente delle spensierate fiction simil Uomo Ragno, con protagonista Matt Murdock/Devil in compagnia dell’amico e collega FranklinFoggyNelson e della bella segretaria Karen Page. Molti elementi iconici vengono introdotti fin dai primi numeri, come i suddetti comprimari Karen e Foggy [anche se lui appare molto meno “annebbiato” di quanto si direbbe], le ambientazioni sono per lo più urbane [ma comunque molto fantasy, siamo ben lontani dalle atmosfere noir di Miller] e viene introdotta fin da subito gran parte della galleria dei cattivi di Devil: il Gufo, l’Uomo Porpora, il Matador, Mr.Fear, Stilt-Man. Altri elementi “iconici” ma decisamente meno fortunati sono per esempio la spacconeria e la battuta sempre pronta di Devil, che più di tutti hanno contribuito a bollarlo come “l’uomo ragno dei poveri“, anche le storie erano molto allegre e spensierate, Stan Lee alterna elementi da soap-opera e qualche primo tentativo di crime/giallo [se avesse insistito su quella strada, forse Devil si sarebbe distinto dalle altre serie supereroistiche…o almeno dal rivale arrampicamuri], poi ovviamente c’è il classico e decisamente vistoso costume giallo. Basta quello per identificare la “silver age” di Daredevil.

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I primi numeri sono stati un po tribolanti per quanto riguarda i disegni. Nonostante il primo numero [e quindi il look iniziale del costume giallo] sia stato curato da Bill Everett [con un contributo di Kirby], già dal secondo numero è subentrato l’artista Joe Orlando con Vince Colletta alle chine. Nei tre numeri curati da Orlando e Colletta non ci sono stati molti cambiamenti sul costume del cornetto, la vera “rivoluzione” arriva con Wally Wood che nel settimo numero introduce il celebre costume rosso in occasione dello scontro con il principe Namor [uno dei migliori episodi di questo primo periodo].  “Woody” resta alle matite fino al numero 11, i due numeri successivi verranno illustrati da John Romita Sr con un piccolo aiuto di Jack “The King” Kirby. Dal 14 in poi Romita sarà regular sulla testata del diavolo fino a quando Stan Lee non deciderà di spedirlo verso più ragneschi orizzonti, ma nel breve periodo di gestione, il buon Romita contribuirà a dare al personaggio una dinamica e forza visiva maggiore, specialmente a livello fisico.

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In conclusione: i primi numeri di Daredevil sono quanto di più classico si possa trovare dell’era d’argento della Marvel. Stan Lee scrivere le sue classiche storie da supereroi con superproblemi, con dialoghi allegri e dinamici e sempre con qualche nota da soap opera così da coinvolgere [e spesso scontrare] la vita e l’identità civile dei suoi personaggi. Alle matite un vera e propria sfilata di grandi artisti, nomi importanti come Bill Everett, Wally Wood, Jhon Romita e perfino Jack Kirby [il tutto solo nei primi 14 numeri!]. Graficamente siamo ancora lontani dai toni che renderanno celebre il diavolo di Hell’s Kitchen [si dovrà aspettare almeno l’arrivo di Gene Colan]. La serie è raccolta in un bellissimo volume rilegato con sovraccopertina lucida e con all’interno un’introduzione nientemeno che da Stan”The Man”Lee.

Daredevil non è nato come prodotto di punta della Marvel e nei suoi primi anni non ha toccato le vette dei colleghi Spider-man o Fantastici 4, ma resta uno dei personaggi migliori mai creati dalla Casa delle Idee e questo volume è solo il primo passo di quello che un giorno sarà uno dei fumetti più grandi di sempre.

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2 thoughts on “RECENSIONE – MARVEL MASTERWORKS: DAREDEVIL VOL.1

  1. Wooow! Ma quanto ne sai! Un post veramente molto interessante per uno che al mondo Marvel e dei fumetti in genere si è avvicinato da poco. Dei Super Marvel, attualmente sto seguendo Spider-Man e IronMan. Entrambi molto belli. Tu cosa leggi oltre a Daredevil?

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  2. Ora come ora sto seguendo un po di serie (sia supereroi che non) anche se alcune le ho dovute abbandonare per motivi di tempo/soldi (per leggere e guardare film/telefilm che mi interessano servirebbero giornate da 30 ore come minimo XD ). I fumetti che sto seguendo con più interesse sono Lanterna Verde che più che un personaggio è un “universo” di storie e comprimari, i personaggi sono bellissimi e le serie sono davvero ben gestite (all’inizio Lanterna Verde lo conoscevo solo di nome, ora lo sto preferendo ai 2 big della DC Superman e Batman), per la Marvel invece mi sta piacendo molto la serie di Thor (accompagnato da “Loki agents of Asgard” che si fa sempre più interessante) e sopratutto “Occhio di Falco” un fumetto letteralmente geniale che a stento si può dire essere supereroistico (ma purtroppo i numeri escono ogni morte di papa).
    Se hai qualche curiosità chiedi pure, fa sempre piacere aiutare una “nuova recluta” 😉

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