TRADURRE TITOLI DI FILM IN ITALIANO – LO STAI FACENDO MALE

È successo di nuovo.

Quest’anno uscirà nelle sale cinematografiche di todo o mundo il nuovo film di Neill Blomkamp, CHAPPIE, la storia di un robot senziente in grado di provare sentimenti e pensieri propri e quindi come un bambino di essere influenzato, nel bene e nel male, dalle persone che lo circondano. Era uno dei film che più attendevo del 2015 [cioè, lo è ancora ci mancherebbe] il trailer è fantastico e il cast niente male: Hugh Jackman, Sigourney Weaver, Dev Patel…Ebbene, è arrivata nelle scorse settimane la notizia ufficiale che CHAPPIE non arriverà da noi in Italia, o meglio arriverà ma con un titolo leggermente diverso: HUMANDROID…..

Ora…

Non c’è alcun dubbio che il titolo abbia dei richiami fonetici alla fantascienza e alla robotica [alla fine quello è il film], ma santissimo Optimus Prime, era proprio necessario TRADURRE IL TITOLO ORIGINALE?!?!?! CHAPPIE è il nome del protagonista robot, è il suo nome non ha strani significati astrali che vanno interpretati o tradotti ed oltretutto è una parola semplicissima facilmente pronunciabile anche da un bambino dislessico che mangia un marshmallow! Si può dire CHAPPIE durante una sfida di chubby bunny! Provateci invece con H-U-M-A-N-D-R-O-O-O-I-D! Ma che è? Questo titolo non significa niente, non ha nessun legame con la pellicola di Blomkamp, perché modificare A CASO il titolo di un film in questo modo?!

chappie poster

Ecco il poster ufficiale di HEMORROID…Da notare il nome Chappie bello centrato...

Ça va sans dire! Nessuno si stupisce in realtà, in Italia siamo abituati a vedere i titoli dei film tradotti in modo follemente randomico [per non usare il più comune ma decisamente più appropriato termine “alla ca**o di cane]. Ci sono titoli che vengono addirittura tradotti dall’inglese all’inglese, perché chissà, magari si annoiano o si drogano pesantemente [più probabile] o magari c’è il figlio di uno importante che devono fargli fare qualcosa per farlo sentire utile e di tanto in tanto gli fanno tradurre i titoli di alcuni film in uscita. Il Ginetto dei distributori italiani insomma! Che poi dico “distributori italiani“perché sono loro che distribuiscono [per l’appunto] i film nella sale dello stivale ma nello specifico non si sa chi sia l’artefice ti certe aberrazioni. Non sappiamo chi ma tanto meno il perché di certe scelte, ce le sbattono in faccia così, come niente, neanche fosse una cosa normale andare al cinema a vedere un film con Sylvester Stallone con il cazzutissimo titolo BULLET TO THE HEAD e ritrovarci davanti al titolo italiano JIMMY BOBO! [“Jimmy Bobo”…neanche quelli della melevisione dopo uno coca-party se ne sarebbero usciti con un titolo così…].

[Ecco, più o meno è questo l’effetto che fa!]

Per questo e per altri motivi [prima di tutto la noia, secondo poi la mia indole a lamentarmi di ogni cosa] ho pensato di raccogliere il meglio del peggio del peggissimo delle traduzioni italiane, i titoli che non avevano bisogno di essere tradotti, che cambiano il senso del film o che semplicemente non hanno il minimo significato [e ce ne sono, aaaaaah se ce ne sono]. Vista l’ingente mole di strafalcioni italioti ho dovuto dividere questo speciale in più parti, così da evitare di fare un post kilometrico [che già è venuto abbastanza lungo di suo].

Ma ciancio alle bande, cominciamo questo viaggio nella fervida e spesso incomprensibile immaginazione dei distributori italiani e nella loro insensata missione di confondere le idee di noi poveri spettatori:

TRADUZIONI INUTILI

jackiechan meme

La mia espressione quando leggo certe cose.

Partiamo ovviamente dal film che mi ha convinto a scrivere il post, CHAPPIE->HUMANDROID e tutta quella categoria di film che avevano un titolo semplice, perfetto così com’era o comunque facilmente traducibile, ma che per la gioia di nessuno è stato deciso di tradurre in modo insensato inaspettato:

LAURA: noir del ’44 [la prendiamo larga]. Il film si intitola Laura, è tratto dall’omonimo romanzo Laura e vede per protagonista una che si chiama Laura…ed è arrivato in Italia col titolo VERTIGINE segno che già ai tempi del bianco e nero al distributore italiano piaceva fare supercazzole al cinematografo. Curiosità: nel film nessuno ha paura dell’altezza.

STAR TREK – INTO DARKNESS: arrivato nelle sale come INTO DARKNESS – STAR TREK. Un inspiegabile switch tra titolo e sottotitolo per l’ultimo film dell’iconica saga fantascientifica di Gene Roddenberry. Bastava il nome STAR TREK per vendere il film al pubblico giusto, invece qua ci si è voluti divertire un po capovolgendo il tutto. Non meritate ne lunga vita ne prosperità.

TO BE OR NOT TO BE: dai questa era facile! Il verso più famoso dell’Amleto di Shakespear, frase ripetuta anche da uno dei personaggi del film, “Essere o non essere…“, non c’erano altri modi per tradurre il titolo! E invece a quanto pare si e così si passa da “Essere o non essere” a VOGLIAMO VIVERE che non vuol dire niente ma a loro piace così. Anni dopo uscirà un remake con protagonista Mel Brooks dal titolo, pensate un po, ESSERE O NON ESSERE. Forse c’è ancora speranza…

PANCHO EL PERRO MILIONARIO: facilmente traducibile anche da chi non sa lo spagnolo [dove perro sta per cane e milionario sta per..va bè dai!]. Ovviamente il distributore italiano rimane indignato da cotanta banalità, bisogna dare un senso alla sua giornata e così si attacca l’unica cosa che non aveva bisogno di traduzioni ovvero il nome del cane, passando così da PANCHO a PONGO – IL CANE MILIONARIO. Che c’è anche un pizzico di razzismo in tutto ciò…a momenti lo chiamavano PONGO, IL CANE BENESTANTE ma non divaghiamo…

JUDGE DREDD: Potevano lasciarlo così! Avrei accettato anche la traduzione GIUDICE DREDD [com’è conosciuto il fumetto qua in Italia, tra l’altro] ma il distributore italiano ha molti talenti e oltre a stravolgere i titoli è solito anche aggiungere un sottotitolo per rimarcare un qualche concetto [e per questi film c’è una categoria a parte che vedremo più avanti]. Ecco quindi che Sylvester Stallone diventa protagonista di DREDD – LA LEGGE SONO IO. Che gli vuoi dire a uno così?

FANTASTIC 4 E CHILD 44: freschi freschi come appena pescati, sono stati annunciati i titoli con cui arriveranno distribuiti in Italia questi 2 film. Il reboot dei Fantastici 4 della Fox arriverà nelle nostre sale col titolo FANTASTIC 4 – I FANTASTICI 4, mentre il film drammatico con Tom Hardy e Gary Oldman si intitolerà CHILD 44 – IL BAMBINO NUMERO 44. Una battuta su “stanno dando i numeri” è troppo banale vero?

SURROGATE: con il dizionario dei sinonimi alla mano, il distributore italiano si scervella cercando di capire come modificare il titolo, come fare per alterare l’originale rimanendo comunque in tema col film? Se ne viene fuori con “REPLICANTE”. Geniale! Ma ovviamente non basta, bisogna dargli un tocco personale, qualcosa di più grande e minaccioso…e allora ecco che da SURROGATE si passa a IL MONDO DEI REPLICANTI. Ah, ovviamente nel film questi “replicanti” verranno chiamati surrogati, non sia mai che ci sia un po di coerenza nelle cose…

CAPTAIN AMERICA – THE FIRST AVENGER (e seguiti): qui il distributore italiano a voluto dare il massimo! Alcuni titoli li traduce, altri li lascia in inglese…e se ne traducesse un po si e un po no? Ecco una sfida degna di lui, e allora “capitan“, semplicissima traduzione nonché comunque parola della lingua italiana viene lasciato in inglese con un impronunciabile caPTAin e via di sputazzi come se non ci fosse un domani! Tra l’altro Capitan America è il nome con cui è conosciuto il fumetto qua in Italia ma il distributore italiano non bada a queste piccolezze, no lui punta in alto e dopo aver lasciato in inglese un titolo praticamente già tradotto di suo, ecco che decide di tradurre in italiano il sottotitolo “The First Avenger” per un totale di CAPTAIN AMERICA – IL PRIMO VENDICATORE. L’anno dopo uscirà il cross-over dei supereroi Marvel THE AVENGERS in cui milita il buon caPTAno. Il film sarebbe dovuto arrivare con la traduzione classica con cui è conosciuta in Italia, ovvero I VENDICATORI che tra l’altro avrebbe fatto coppia perfetta con il primo film di Capitan America, “il primo VENDICATORE” per l’appunto. Ma AVENGERS è troppo una tentazione, è molto più ammerricano che fa tanto figo e ci piace un casino. Ma si, che ce frega, lasciamolo in inglese e tanti saluti al Primo VENDICATORE.
Tutto finito? E invece no, perché come dice spesso il distributore italiano alla sua seconda striscia di coca della mattinata: “non c’è due senza tre!” L’anno scorso è uscito il secondo film dedicato al CaPTAino a stelle e strisce ovvero: CAPTAIN AMERICA – THE WINTER SOLDIER. E ora? Dilemma, che farà adesso il distributore italiano? Lo traduce? Non lo traduce? Ne traduce metà si e metà boh? Per chi non lo sapesse, il motto del distributore italiano è “nel dubbio, confondili. Detto fatto, con una mossa inaspettata invece di proporre uno dei suoi titoli visionari, il film arriva nelle sale così come concepito in originale CAPTAIN AMERICA – THE WINTER SOLDIER. Ma coerenza, questa sconosciuta, torna a far capolino: l’antagonista del film [il Winter Soldier del titolo] durante tutta la pellicola verrà chiamato Soldato d’Inverno per la gioia dei fan del fumetto che da sempre lo conoscono col quel nome ma che va di netto contrasto con il titolo… Il massimo danno col minimo sforzo, altra vittoria per il distributore italiano!

 

LA COMMEDIOLA ROMANTICA

wedding kick

Quello che provo a leggere certi titoli.

Il distributore italiano è un romantico. Lui crede nell’ammore, quello casuale, quello improvviso, quello che t’investe, quello che prima ti sposa e poi ti rovina. Quando arriva un film con protagonista una coppia di attori belli belli in modo assurdo, poco importa se sia commedia, dramma, porno o se sia un film veramente bello e impegnato. Lui dispensa ammore e gioia come se la vita fosse tutta una commedia romantica con Julia Roberts! Un cupido moderno, ecco quindi alcune delle frecce che negli anni ha scoccato nelle sale cinematografiche:

INTOLERABLE CRUELTY: film dei fratelli Coen, dei FRATELLI COEN dannato distributore italiano!!! Quelli di Fargo, di Non è un paese per vecchiIl Grinta, A Serious Man…Ma cosa te lo dico a fare caro il mio distributore italiano, a te non interessa chi scrive, dirige o produce un film. Tu sai solo che i protagonisti sono il Giorgio Clooney e la Caterina Zeta-Jones e quindi come può questo film chiamarsi  CRUDELTA INTOLLERABILE? Diamogli un più appropriato PRIMA TI SPOSO POI TI ROVINO. Bravo distributore italiano.

MADE IN DAGENHAM:  tratto dalla vera storia di un gruppo di donne che scende in protesta per la precaria condizione lavorativa in cui si trovano e indicono uno sciopero per l’uguaglianza tra i sessi e per combattere la discriminazione sessuale…troppo noioso vero distributore italiano? Lo sbadiglio ti soprassale! Aggiungiamoci un po di pepe, chiamiamolo WE WANT SEX che non centra niente ma il SEX ci piace e porta gente in sala. In realtà la frase è presa da una scena del film dove alcune delle donne tengono un cartellone con la scritta WE WANT SEX EQUALITY, l’uguaglianza tra i sessi è il messaggio che si vuole esprimere, SESSO è quello che capisce il distributore italiano. “Ti sei fottuto il cervello?” è quello che mi chiedo ogni volta.

UNE BELLE FILLE COMME MOI: tradotto in un elegantissimo MICA SCEMA LA RAGAZZA. Ma anche tu non scherzi. Ok che la lingua francofona non è facile, ma insulti gratuiti così no dai.

HOPE SPRINGS: qui ammetto di esserci cascato anche io. Sono andato al cinema convintissimo che fosse una bella commedia per famiglie. Perché se c’è Maryl Streep e Tommy Lee Jones, due “vecchi” coniugi in crisi che fanno terapia di coppia da Steve Carell in un film che si intitola IL MATRIMONIO CHE VORREI cos’altro dovrei aspettarmi? Invece il film esplora veramente la crisi matrimoniale in modo molto serio e malinconico, Tommy Lee Jones è bravissimo e  Maryl Streep davvero commovente. Ovviamente non me la sono goduta appieno la pellicola perché sono andato con aspettative leggere e comiche e mi sono ritrovato un film totalmente diverso. Me l’hai fatta distributore italiano, me l’hai fatta.

LARRY CROWN: come sopra, anche in questo caso ho guardato il film [per fortuna non al cinema] convinto di trovarmi davanti una commedia leggera e perché no, anche romantica. L’AMORE ALL’IMPROVVISO, così mi è stato venduto! Come se il film parlasse di Tom Hanks che, perdendo il lavoro, decide di tornare a studiare al college finendo per innamorarsi della prof. Julia Roberts…cioè, nel film Tom Hanks perde veramente il lavoro e torna al college finendo per innamorarsi della prof. Julia Roberts, ma non è quella la storia principale, l’inciuccio tra Tom e Julia durerà si e no 20 minuti [in 1 ora e 40 di film!]. Il sorriso a 3200 denti della Roberts deve aver accecato il già poco lucido cervello del distributore italiano.

MY OWN PRIVATE IDAHO: per il significato di questo titolo vi rimando alla pagina wiki visto che è abbastanza complesso, forse troppo per il distributore italiano che, vedendo i 2 attori protagonisti [River Phoenix e Keanu Reeves] decide di puntare sugli ormoni del gentil sesso cambiando il titolo in BELLI E DANNATI. Sembra il titolo di un album dei Gemelli Diversi.

RUNAWAY BRIDE: arrivato da noi come SE SCAPPI TI SPOSO, ormai un classico delle commedie romantiche. In realtà il titolo non è neanche male [a parte un sottile incoraggiamento allo stalking], qualsiasi traduzione di RUNAWAY BRIDE non avrebbe avuto la stessa forza romanti-comica. Il problema non è questo titolo, ma tutta la serie di film che, per attirare il pubblico ed emulare il successo del film con Julia Roberts e Richard Gere, hanno iniziato ad infilare senza ritegno il verbo SPOSARE costruendo spesso una frase con proposizione ipotetica del tipo SE qualsosa MI/TI SPOSO.

Qualche esempio:

PRIMA O POI MI SPOSO: in originale THE WEDDING PLANNER.  La protagonista Jennifer Lopez che di mestiere fa la wedding planner [ma pensa un po] annuncia i suoi piani sposalizi in questo stupidissimo bellissimo titolo italiano. Che ti verrebbe da rispondere “Jennifer, esticazzi?” ma non lo fai, per rispetto verso J-Lo.

PRIMA O POI ME LO SPOSO (esticazzi parte 2): dall’originale THE WEDDING SINGER. Protagonista del film è Adam Sandler che di mestiere fa, indovinate un po ,il cantante ai matrimoni [in inglese wedding singer…ring a bell?]. Fa coppia con lui Drew Barrymore, che prima o poi a quanto pare se lo sposerà. Mah.

SE CUCINI TI SPOSO: oh, il matrimonio ormai è una istituzione obbligatoria, non si cercano neanche più dei requisiti minimi dal proprio partner! Niente sicurezza economica, famiglia, fedeltà, in salute e in malattia…Timothy Dalton per esempio ci fa sapere che basta che tu sappia cucinare e lui ti sposa! Ma davvero! Fatevi avanti signore! Ovviamente niente a che vedere con il titolo originale, TIME SHARE…ma che ne sanno gli americani del matrimonio.

SE TI INVESTO MI SPOSI?: va bè però ogni scusa è buona per convogliare a nozze! Qui ci sono addirittura tutti i presupposti per una bella denuncia! Invece no, questa va in giro con la sua macchina a falciare Elvis e poi vorrebbe pure sposarsi…Titolo originale? ELVIS HAS LEFT THE BUILDING. Stessa cosa proprio.

TI AMO, TI MOLLO, TI SPOSO: il dono della sintesi, riassumere una storia d’amore in un unico titolo…incredibile. Ah, il titolo originale è CAKE: semplice, conciso, 4 lettere, cazzo!

TI ODIO, TI LASCIO, TI…:  Ti? ma Ti che?! Se c’è una cosa che odio sono i titoli così, quelli che finiscono con i puntini finali come se dovessero stuzzicare lo spettatore, come se fosse una cosa divertente. Il film si basa effettivamente su due che si lasciano e il titolo originale THE BREAK-UP o qualsiasi traduzione di esso avrebbe reso l’idea perfettamente! Non quella roba coi puntini finali! Ma che è?

AMICI, AMANTI E…:  E?! E COSA??! MA FINISCILA UNA CAVOLO DI FRASE!!! L’originale NO STRING ATTACHED poteva essere tradotto in millemila modi, invece il distributore italiano a preferito la formula coi puntini, ci tengono a farsi detestare! Non che il film sia un capolavoro [ma proprio per niente, si salva solo per la sempre ben accetta visione di Natalie Portman] però un titolo decente potevano metterlo e non uno che getti lo spettatore nell’ansia più totale!

Ma adesso veniamo al top del peggio del meglio del peggio. Da molti [compreso il sottoscritto] considerato il peggior caso di traduzione mai esistito. Una combo che riesce a sbagliare tutto, dal titolo, alla traduzione letterale, passando per il significato, il genere di film, il pubblico a cui è indirizzato e per questo a far floppare il suddetto film meritevole, tra l’altro, di essere visto. Il film in questione ovviamente è:
ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND, un film bellissimo, visionario, che riesce a catturare l’essenza della mente umana riguardo sogni e ricordi con una bravissima Kate Winslet e un Jim Carrey al suo massimo. Una sceneggiatura che ha vinto il premio Oscar, una pellicola indirizzata a chi cerca uno spettacolo impegnato ma comunque piacevole, con una morale mai vuota e anzi piena di sfumature che potrebbero accendere lunghe discussioni sul suo reale significato, un film con un bellissimo titolo, poetico che richiama un’opera di Alexander Pope…un titolo che da noi in italia è stato deciso di tradurre con SE MI LASCI TI CANCELLO….Ripeto SE MI LASCI TI CANCELLO?! Ma chi è la mente criminale che ha pensato di affibbiare a questo bellissimo film un titolo così povero e ridicolo che farebbe schifo anche al peggiore dei cinepanettoni?!?! Il titolo non centra NIENTE col film, con la trama, lo fa sembrare un filmetto comico indirizzato ad un pubblico che si sfracasserà i cojones perché si aspettavano risate e romanticismo lasciando per altro a casa le persone a cui avrebbe fatto davvero piacere ma che non sono andati al cinema convinti che si trattasse di una meenchiata come tante! Non potevano fare peggio di così, un fallimento su tutti i livelli. Bravo distributore italiano. Bravo.

BONUS: RISE

rise adam west

Ci sono moooolti altri titoli che andrebbero trattati, ma li lascio per la prossima volta, questa prima parte la voglio chiudere con una parolina tanto piccola quanto problematica capace di gettare nel panico qualsiasi distributore italiano: RISE. Letteralmente “sorgere“, “salire“, “sollevarsi” [e anche altre cose ma sono tutti più o meno sinonimi], è una delle parole preferite degli americani e infatti la infilano un po ovunque quando vogliono creare un certo pathos nel titolo. Il distributore italiano però ha un po di problemi con questa parola, spesso decide di ignorarla o di tradurla un po a modo suo. Qualche sempio:

THE DARK KNIGHT RISES: tradotto in IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO. In America sorge, da noi ritorna. Da piccolo sapevo che Batman “corre”, ora guada quante cose fa! [ma non erano bellissimi quei tempi?]

THE FANTASTIC 4 – RISE OF SILVER SURFER: tradotto in I FANTASTICI 4 E SILVER SURFER. Ci sono i Fantastici Quattro E ci sta anche Silver Surfer, non sappiamo cosa fa ma c’è.

G.I.JOE – RISE OF COBRA: tradotto in G.I.JOE – LA NASCITA DEI COBRA. Inanzitutto massimo rispetto per non aver cercato di tradurre “G.I.JOE”, comunque la NASCITA dei Cobra non è male, almeno hanno mantenuto il senso della frase, non come…

RISE: BLOOD HUNTER: che è diventato LA SETTA DELLE TENEBRE. Ok che il film parla di una setta, ma “CACCIATORE DI SANGUE” era fighissimo come titolo.

RISE OF THE GUARDIANS: magicamente tradotto in LE 5 LEGGENDE. Spoiler: Le leggende non sono 5.

300 – RISE OF AN EMPIRE: tradotto in 300 – L’ALBA DI UN IMPERO. Tradurre RISE con ALBA è la cosa più sensata, questa volta il titolo funziona [funziona più del film stesso, per assurdo]. Il problema è che ALBA è una via troppo facile che non andrebbe usata a sproposito come fatto con…

RISE OF THE PLANET OF THE APES: qui il distributore italiano credeva di andare sul sicuro, L’ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE sembrava un titolo perfetto, adatto al film. Ma ogni tanto ci si mette anche sua signora SFIGA! L’anno scorso è uscito il sequel di questo film con il titolo originale DAWN OF THE PLANETS OF THE APES ovvero letteralmente “L’ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE”…..e va bè, non c’era molto da fare, il distributore italiano ha pensato bene di allontanarsi completamente da ogni riferimento vagamente inerente all’originale e tirare fuori una delle sue idee vincenti…e se n’è uscito con APES REVOLUTION – IL PIANETA DELLE SCIMMIE. Consiglierei vivamente ai cari distributori di pregare i loro dei poliglottici, perché l’anno prossimo uscirà un altro sequel…e potrebbe facilmente intitolarsi APES REVOLUTION…..stay tuned!

Bene, questi sono solo alcuni dei centinaia di titoli tradotti che dimostrano come la mente umana possa fare traduzioni impossibili con associazioni improbabili…e siamo solo alla prima parte!

E voi? Vi vengono in mente altri film arrivati in Italia con titoli che non centrano niente con l’originale o con il film stesso?

se mi lasci ti cancello

—————————————————

Annunci

11 thoughts on “TRADURRE TITOLI DI FILM IN ITALIANO – LO STAI FACENDO MALE

  1. articolo divertentissimo davvero, ne ricordavo tanti anche io, ma non così tanti… La nostra distribuzione è senza speranza, siamo riusciti addirittura a fare una campagna marketing “razzista” con un film dedicato alla schiavitù africana (12 anni schiavo), cosa vuoi di più? 😉

    Liked by 1 persona

    • Tanti? Credimi ce ne sono moltissimi altri ancora XD
      Il caso di 12 anni schiavo me lo ricordo, incredibile come oggigiorno la distribuzione italiana cada ancora in certe stupidaggini, per non parlare della censura spesso insensata (come il poster di Sin City con Eva Green).
      Comunque grazie per il commento 🙂

      Liked by 1 persona

  2. Ottimo articolo! Certe traduzioni italiane sono veramente abominevoli e spesso rovinano l’immagine dei film. Un’altra “traduzione” degna di nota è quella di Mad Max, che in Italia è stato rinominato Interceptor.
    Il sequel (Mad Max 2: The Road Warrior) è stato tradotto Interceptor – Il guerriero della strada, mentre il terzo film (Mad Max Beyond Thunderdome) è giunto da noi con il titolo Mad Max – Oltre la sfera del tuono. Nei primi due film non hanno usato il nome Mad Max, ma l’hanno usato per il terzo e a giudicare dai titoli, sembra che non facciano neppure parte della stessa serie, eccetto i primi due. Quest’anno arriverà il reboot e anche da noi avrà il titolo Mad Max: Fury Road.
    Ritengo che una delle peggiori traduzione italiane, sia quella del film The Sitter, che da noi è stato tradotto con il titolo Lo spaventapassere, traduzione che non rispecchia affatto il contenuto del film.

    Liked by 1 persona

    • Aaaaah i sequel, spesso rovinano i piani ai poveri distributori. Anche Pirati dei Caraibi all’inizio si chiamava solo “La Maledizione della Prima Luna”, poi con gli altri capitoli hanno dovuto per forza introdurre il titolo “Pirati dei Caraibi” se no non si capiva che erano sequel. Oppure Taken che è arrivato a quota 3 film, il primo si chiamava solo “Io vi trovero” XD
      Per quanto rigurda The Sitter pensavo di farne una categoria a parte insieme a “Strafumati” o “Fatti, strafatti, strafighe” e tutti quei titoli volgarmente tradotti per attirare i ggiovini al cinema.
      Grazie 1000 del commento 🙂

      Mi piace

  3. Pingback: TRADURRE TITOLI DI FILM IN ITALIANO: CIOÈ ZIO DEVASTO! | L'OSSERVATORIO

  4. E’ molto interessante vedere così tanti strafalcioni uno accanto all’altro; emerge senza sforzo la generale tendenza delle traduzioni: attrarre un pubblico abituato a giochi di parole di indubbia demenzialità. E’ come se in America il grado zero dei titoli sia rappresentato (come nei romanzi ottocenteschi alla Dickens, tanto per capirci) dal nome proprio di persona o da un generico nome comune evocativo, mentre in Italia il grado zero consista in frasi condizionali del tipo se…allora condite a caso da parole inerenti al campo semantico della coppia o del matrimonio. C’è da riflettere su questa tendenza.

    Liked by 1 persona

    • Ce ne sarebbe di analisi da fare su questa abitudine a tradurre alcuni titoli di film [e sottolineo “alcuni”] spesso in maniera superficiale e poco inerente al prodotto originale. Non credo ci sia una regola fissa per tutti i film, ma sicuramente si possono riscontrare delle caratteristiche che variano in base al genere di film come i giochi di parole nei film comici o la frase ad effetto nei film d’azione mentre i film horror ultimamente mantengono il titolo in inglese [se composta da una sola parola].
      Di sicuro c’è la tendenza, quando possibile, di rievocare vecchi titoli che hanno avuto successo o comunque si sono garantiti una certa fama come appunto SE SCAPPI TI SPOSO.

      Liked by 1 persona

  5. Faccio solo notare che prima ti sposo poi ti rovino con Catherine zeta jones l’ho sempre evitato perché, considerati anche gli attori, credevo fosse una rom com scema. Invece è dei Cohen e ha subito l’abominio-di-eternal sunshine… vuol dire che lo guarderò alla prima occasione. Altrettanto larry crown e hope springs. Immaginavo che eternal sunshine non fosse un caso isolato, ma così è troppo. Praticamente la loro strategia di marketing è alienare il target di pubblico verso cui il film è indirizzato. Bravi.

    Liked by 1 persona

    • Ma infatti fossero solo traduzioni brutte ancora ancora lo capirei…ma vanno a minare il film allontanando chi sarebbe interessato e deludendo chi si aspettava altro! Una roba assurda…
      Larry Crown onestamente non mi ha ispirato molto, mi aspettavo qualcosina di più. Hope Spring invece è proprio un bel film. Delicato e profondo come pochi 🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...