RECENSIONE/RIFLESSIONE – BIRDMAN O (LA DISARMANTE REALTÀ DI UN FILM SINGOLARE)

Riggan: Trovami un attore! Uno bravo! Dammi Woody Harrelson.
Jake: È impegnato col prossimo Hunger Games
Riggan: Michael Fassbender?
Jake: Sta facendo il prequel del prequel di X-Men
Riggan: Jeremy Renner?
Jake: Chi?
Riggan: Jeremy Renner! Quello di Hurt Locker. È stato anche nominato agli Oscar!
Jake: Ah si, è un Avenger adesso.
Riggan: Cazzo, hanno messo un costume anche a lui?

Eh si, hanno messo un costume anche a Jeremy Renner, ma c’è qualcuno a cui il costume l’hanno tolto: al caro Michael Keaton Riggan Thomson! È lui il protagonista di BIRDMAN O (L’IMPREVEDIBILE VIRTÙ DELL’IGNORANZA), protagonista del film e protagonista dello spettacolo teatrale in cui ha investito tutti i suoi soldi e le sue energie, ma vorrebbe anche essere protagonista della vita di chi gli sta attorno, insomma il buon Riggan vuole tornare al centro dell’attenzione, non vuole più essere solo una “domanda da Trivial Pursuit” vuole che il mondo ruoti [di nuovo] in torno a lui.

Di questo parla il nuovo film di Alejandro González Iñárritu ovvero di un uomo [un attore] che non vuole accettare che la sua carriera sia arrivata al capolinea ma allo stesso tempo non vuole ammettere che l’apice del suo successo sia segnato da una saga di film vuoti e acchiappasoldi privo di qualsiasi elemento che si possa definire “arte”, tal Birdman [tra l’altro qui c’e il trailer, pura arte anni ’90!].

Popolarità, arte e successo, questi gli elementi principali che segnano il protagonista e formano la storia della pellicola candidata all’oscar [9 le statuette che proverà a portare a casa].

birdman keaton street

Detto in parole spicce, il film mi ha conquistato. Ma davvero, dall’inizio alla fine [va bè, diciamo fino a 5 minuti prima della fine], ho letto molti pareri negativi sul film ma vista la strana natura della pellicola non mi stupisce. Per me invece è un film incredibile, non un capolavoro con la C maiuscola ma di sicuro un film che merita di essere ricordato negli anni a venire anche solo per le caratteristiche tecniche.
Ma andiamo con ordine.
[Quella che segue è più una riflessione che una recensione…quindi sarà molto personale, lunghetta e ricca di SPOILERS! Siete avvertiti 😉 ]

Tre sono i punti che più mi hanno convinto in questo film:

1) META-CINEMA O (LA FUNZIONALE COLLISIONE TRA REALTÀ E FINZIONE)

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La cosa che più di tutte ha attirato l’attenzione e di cui tutti si sono sentiti un dovere di puntualizzare è il fatto che la storia di Riggan e di Birdman sia a tutti gli effetti la storia di Michale Keaton e del suo Batman. E lo è!
Così come il personaggio di Edward Norton, Mike Shiner è in realtà lo stesso Ed Norton che si autointerpreta [o si autocritica?]. Questa cosa non è passata inosservata perché, ammettiamolo, tutti noi siamo curiosi di sapere come sono i nostri attori preferiti al di fuori dal set [tra twitter e instagram il web non si perde un selfie di Robert Downey Jr, gli allenamenti di The Rock, le gite degli amiconi sir Patrick Stewart e Ian McKellen, quelle perverse tra Seth Rogen e James Franco….. Keanu Reeves sulla metro!] e quando la vita di un attore diventa il dramma di un intero film allora la cosa non si fa interessante, DI PIÙ!!

Ovviamente non hanno mantenuto i nomi veri se no sarebbe diventato qualcosa di dichiaratamente meta-mediatico [come FACCIAMOLA FINITA o EESSERE JOHN MALKOVICH]. Al di là di questo dualismo tra attore e personaggio che interpreta, il film tocca dei temi molto attuali e molto cari a chi lavora nell’industria del cinema.
Si passa ovviamente dal cinefumetto [numerosissime le citazioni] ai blockbuster come HUNGER GAMES e TRANSFORMERS e tutta quella schiera di film che puntano alla serialità e agli incassi più che alla qualità. La critica del NYTimes Tabitha Dickinson [interpretata da una glaciale Lindsay Duncan] in un breve momento di sputasentenze tra lei e Riggan dirà a chiare lettere “Siete beatamente inesperti e incompetenti, non fate altro che consegnarvi premi per cartoni animati e pornografia misurando il vostro valore in week-end” accusando apertamente quel sistema che premia chi acchiappa più denaro a discapito di chi cerca di fare qualcosa di più “artistico” ma ovviamente meno redditizio [e con una squisita frecciatina a quel film sulle sfumature di grigio appena uscito nelle sale, non so se sia voluto ma capita a fagiolo].

Non solo cinema però, si parla anche di reality show e social network e tutto quello che è “industria della popolarità“. Anche la scena dove il protagonista viene ripreso a marciare in mutande per le strade di Time Square  diventando subito “virale” su YouTube, a quante star è successa una cosa del genere nella vita reale? [di diventare tormentoni sui social non di camminare nudi per strada]. Tutti questi elementi arricchiscono la storia senza mai invaderla totalmente rendendo la trama molto attuale e decisamente reale.

2) ATMOSFERA O (L’AZZECCATO MATRIMONIO TRA AMBIENTAZIONE E PIANO SEQUENZA)

BIRDMAN (OR THE UNEXPECTED VIRTUE OF IGNORANCE), (aka BIRDMAN), l-r: Edward Norton, Michael Keaton,

Allora, il piano sequenza. In molti lo hanno visto più come un esercizio ben eseguito che come una regia da Oscar [si vedrà, non so se sia da Oscar ma la nomination se l’è meritata], io non mi sono soffermato sulla tecnica in se [comunque molto complessa e difficile da gestire] bensì sull’utilizzo che se ne fa. Iñárritu ha fatto un commento molto intelligente dicendo che “la nostra vita è un’intero piano sequenza, non c’è un montaggio o secondi ciack, da quando ci svegliamo è tutta una ripresa unica“. Come immagine è molto bella, ma lascia il tempo che trova visto che nel film spesso “perderemo” il protagonista Riggan per seguire le storie degli altri personaggi.

No, per me il piano sequenza funziona nel tipo di ambientazione in cui si svolge il film: un teatro. O meglio dietro le quinte di un teatro. Quando si prepara uno spettacolo teatrale [e chi scrive, nel suo piccolo, lo sa] c’è molta agitazione e frenesia specialmente poco prima di uno spettacolo. Non c’è tempo per respirare o per rilassarsi, il teatro diventa un microuniverso abitato solo da cast e crew. Buona parte del film [direi un 90%] è ambientato all’interno di questo teatro e il film segue le vicende delle persone coinvolte seguendole attraverso il palcoscenico, i corridoi, le scale ecc.
Ed è bellissimo. Opinione personale, ovviamente.
L’intera opera cinematografica potrebbe facilmente essere un’opera teatrale, penso al CARNAGE di Roman Polański per esempio, un procedimento inverso [spettacolo teatrale diventato film] ma stesso meccanismo dove l’intera pellicola è ambientato in un appartamento, tutti i personaggi sono “rinchiusi” in questo bilocale ma la storia prosegue spedita senza problemi. In questo film al posto dell’appartamento abbiamo un teatro e il piano sequenza, così come la handy cam, non fanno che accentuare questa agitazione pre-spettacolo esplorando le storie e le personalità di chi “abita” dietro le quinte [il tutto perfettamente scandito dalla perenne batteria di Antonio Sanchez]. Quando la storia si sposta e si esce per le strade di Broadway si respira, si sente molto il cambio di ambiente anche quando Shiner e la figlia ex-tossica di Riggan, Sam vanno sul tetto a fumare c’è più calma, non c’è più quel senso di pressurizzazione, come di una bomba che sta per esplodere [e alla fine esploderà più di una volta].

Lo spettacolo è diventato lo scopo nella vita di Riggan e il teatro il centro del suo mondo e visto che non ci stacchiamo quasi mai da quello che sta accadendo in quelle mura noi ci ritroviamo “bloccati” all’interno del teatro insieme a lui.

3) RECITAZIONE O (L’INCREDIBILE BANALITÀ DI UN CAST ECCEZIONALE)

birdman cast

Avete presente quei film dove i vari protagonisti ne passano di ogni durante la storia e alla fine subiscono un vero cambiamento nella loro esistenza maturando caratterialmente? Bene, BIRDMAN non è uno di quelli.

Alla fine del film tutti i personaggi saranno come li abbiamo conosciuti all’inizio, Riggan ancora alla ricerca del successo [e con le voci nella testa], Sam sempre sarcastica e distaccata dal mondo, Shiner cinico e primadonna, forse la critica Tabitha fa qualcosa che non ha mai fatto prima ma questo non vuol dire che sia cambiata nel profondo [non per sempre almeno]. Questa è un’altra cosa che mi è piaciuta del film, è quasi impossibile che una persona cambi radicalmente nel giro di una notte [e qui si ritorna al discorso di realismo] questi sono personaggi veri e terra-terra e gli attori coinvolti sono riusciti a ritrarli in maniera sublime, senza esagerazioni o massimizzazioni.

La naturalezza con cui gli attori approcciano il loro personaggio è incredibile, per questo non credo che vinceranno qualche statuetta, non sono soldati con disturbi post-traumatici, visionari malati, emarginati, non sono severi professori di musica e non sono Martin Luther King ma semplicemente attori vanitosi, agenti sempliciotti e giornalisti arrabbiati.

Michael Keaton as “Riggan” and Edward Norton as “Mark” in BIRDMAN.

Ovviamente il film non è privo di difetti. Prima di tutto la storia ha dei buchi di trama ENORMI. Più che altro le varie storie non hanno una vera conclusione [si dice comunque “buco” di trama?]: non sappiamo come va a finire la storia di Jake e dell’attore che ha fatto causa alla compagnia, non sappiamo cosa succede a Shiner [che sparisce dal film a un certo punto], non si sa come continua la storia tra lui e Sam ne tanto meno la parentesi lesbo tra Laura e Lesley, non si sa neppure cosa accada veramente a Riggan!

Un’altra cosa che proprio non mi è andata giù sono quelle scene oniriche stile Terrence Malick con il meteorite, le meduse, il volo sulla città ecc. Se fai un film realista non puoi abbandonarti a certe stupidate eteree messe li senza motivo. Anche il finale non mi è piaciuto per niente, già un finale aperto è fuori luogo se per di più sa di “spirituale” è come sputare su quanto fatto fin’ora. Avrei di gran lunga preferito il finale alternativo, quello che vede Johnny Depp nel camerino di Riggan guardarsi allo specchio con alle spalle la voce di Jack Sparrow che gli dice “Come ci siamo ridotti in questo modo?“. Oltre ad essere qualcosa di geniale avrebbe dato un senso di continuità alla cosa, come un cerchio o meglio ancora un passaggio di testimone [Michael Keaton mica è l’unico ad Hollywood ad avere una carriera artisticamente “in stallo”].

birdman marker

A parte questi difetti per me il film è qualcosa di veramente fantastico! Non è perfetto e sicuramente non piacerà a tutti. È uno di quei film tecnicamente e obbiettivamente ben fatti ma che può piacere come no. De Gustibus! A me è piaciuto molto e non vedo l’ora di rivederlo, magari in lingua originale.

CHIACCHIERE DA OSCAR: Birdman è il film con il maggior numero di candidature quest’anno [insieme a GRAND BUDAPEST HOTEL]. Sul premio come Miglior Film non ci spererei molto, ormai BOYHOOD è dato strafavorito [peccato, non mi piace quando un film è dato certo al 99%…non c’è divertimento!], escluderei anche quello come Miglior Attore Protagonista e Non Protagonista premi che andranno quasi sicuramente a Eddie Redmayne per LA TEORIA DEL TUTTO [meritatissima, qui la mia recensione] e a J.K.Simmons per WHIPLASH.
Per la categoria Attrice Non Protagonista la cara Emma Stone potrebbe giocarsela bene, non ho visto i film delle altre candidate ma non ho sentito voci che favoriscano un’attrice in particolare. Per la Sceneggiatura Originale ci spero vivamente, se la meriterebbe tutta mentre per Fotografia, Sonoro e Montaggio Sonoro sono premi tecnici e lascio la parola a chi di dovere. La candidatura che mi preme di più è quella come Miglior Regia.
Alejandro González Iñárritu ha fatto un lavoro innegabilmente ottimo, di sicuro a livello tecnico [e la tecnica ci vuole, non si può andare solo a “sentimento”]. Come premio è abbastanza difficile da assegnare, il regista di BOYHOOD è uno dei favoriti anche in questa categoria mi pare…vedremo! Ormai la notte degli oscar è alle porte e non vedo l’ora di scoprire i vincitori, la sfida si fa interessante.

birdman oscar

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4 thoughts on “RECENSIONE/RIFLESSIONE – BIRDMAN O (LA DISARMANTE REALTÀ DI UN FILM SINGOLARE)

  1. Il film è mostruoso, merita davvero tanto. Comunque sulle “chicchere da Oscar” vorrei darti qualche notizia che ti può far felice 😉
    Birdman è l’unico film che è stato visto dalla totalità dei membri votanti, solitamente ha più chance di vincere. Due settimane fa ha vinto il Producer Guilde award che da anni anticipa la vittoria del Miglior Film agli Oscar. Io ci spero davvero tanto, Boyhood è davvero una pellicola insipida. Se fino ad un mese fa Boyhood sembrava già il vincitore, ora Birdman può veramente giocarsela fino all’ultimo voto 😉

    Complimenti per l’analisi, bellissima!

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    • Ho letto anch’io la notizia, a parte l’ironica per non dire drammatica scelta di far votare un film a chi il film non l’ha visto (cioè…bo) sono comunque felice per Birdman 🙂
      Boyhood non l’ho ancora visto e onestamente se non avesse avuto tutta questa visibilità non me ne sarei neanche interessato (non mi ispira, questione di gusti), il mio timore è che sia un film riuscito a metà ma sopravvalutato in quanto sperimento cinematografico, ma lascio la parola a chi l’ha visto (in fondo dicono la stessa cosa a parti inverse, cioè che Boyhood è un film bellissimo e Birdman un esperimento mezzo riuscito).
      Grazie del commento, comunque ne riparliamo quando saranno usciti i vincitori 😉

      Liked by 1 persona

      • Guarda io penso che Boyhood sia un film davvero poco riuscito a causa di una sceneggiatura imbarazzante…
        Ne riparleremo quando lo riuscirai a vedere 😉

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  2. Pingback: RECENSIONE – SELMA – LA STRADA PER LA LIBERTÀ | L'OSSERVATORIO

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