RECENSIONE – KINGSMAN – NON È QUEL TIPO DI FILM

[come sempre Alert, SPOILER ALERT]

Cosa spinge un regista con “solo” 4 pellicole al suo attivo a rifiutare un film da 200 milioni di monete [di un franchise che ne vale miliardi] per farne uno più piccolo, sconosciuto e meno canonico e quindi decisamente più rischioso?

Io non lo so e forse neanche Vaughn [di certo non la FOX] quel che è certo è che certi registi come Edgar Wright o Guy Ritchie non possono essere legati a dei lunghi franchise perché sarebbe come metterli in cattività e intorpidirne lo stile [e di fatto non mi piace molto la strada che hanno intrapreso registi come Snyder o Bay] e a farne le spese saremmo solo noi, il pubblico! Per questo ringrazio gli dei del cinema per aver convinto Matthew Vaughn a rifiutare la regia di X-MEN GIORNI DI UN FUTURO PASSATO per realizzare questo pazzo e decisamente imprevedibile KINGSMAN – THE SECRET SERVICE.

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Matthew Vaughn regista KINGSMA…ma è sposato con Claudia Schiffer?! Bè ma allora Vaughn idolo indiscusso!

Di per se il film è la più classica delle spy-story: c’è un’agenzia segreta che protegge il mondo ma opera al di fuori del governo, c’è da addestrare una nuova recluta, il protagonista è l’outsider il ragazzo più incompetente e fuori luogo del gruppo che si rivelerà però essere il più in gamba di tutti [e che finirà per salvare da solo l’intera baracca], il villain è il classico megalomane che predica il bene del mondo ma che di fatto lo vuole solo conquistare/distruggere…’Na merda di film quindi? Una noia a metà tra JACK RYAN e AGENTE CODY BANKS [si, quello con il ragazzino di MALCOLM…film stupido che ricordo con affetto].

E invece no, perché a gestire la pellicola non c’è un anonimo mestierante alla ricerca del nuovo James Bond, ma Matthew Vaughn uno che James Bond non sa più chi è perché per lui c’è stato Sean Connery e poi nessun altro [forse Roger Moore vista la citazione al poster di 007 – SOLO PER I TUOI OCCHI…di sicuro non Daniel Craig].

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Bond chi? Io sono Bauer, JACK BAUER.

Il regista aveva già giocato con le regole del cinema con KICK-ASS facendone qualcosa di più di una parodia, era una visione realistica ma comunque contorta [ma anche parecchio divertente] di un cinecomics mettendo al centro del film un ragazzo che come noi legge fumetti e guarda i film [e che quindi è ben consapevole dell’assurdità nel diventare un supereroe]. Questa volta invece [dopo un per nulla canonico X-MEN L’INIZIO] decide di divertirsi con gli spy-movie prendendo tutto il cinema nato dopo il primo 007 e giocando a carte scoperte.
Come quella perla comica che è 22 JUMP STREET [dove si scherzava sul concetto di sequel] KINGSMAN si diverte a ironizzare sui film di spionaggio, prima di tutto dicendo a chiare lettere “Sappiamo benissimo di essere uno spy-movie, ci siamo cresciuti con James Bond! Ora divertiamoci con una granata-zippo!“.

Dopo il più classico degli inizi [anche un po moscetto visti i canoni di Vaughn] il film prende via via una piega a dir poco inaspettata estremizzando situazioni e personaggi: non si perde tempo a cercare di convincere il pubblico che il mondo è seriamente in pericolo, che il protagonista è un ragazzo tormentato, che il piano del cattivone è tanto perfetto quanto malvagio e che i nostri eroi dopo 1000 difficoltà ce la faranno a salvare tutti…perché Colin Firth muore! Perché Samuel L. Jackson ha il meccanismo di avvio dell’arma di distruzione di massa più stupido del mondo! Perché la sua assistente è una cazzutissima ragazza di dubbia etnia con delle lame al posto delle gambe! Perché alla fine gli ostaggi [che poi tanto ostaggi non sono e, anzi, alla fine hanno avuto la fine che meritavano] muoiono tutti con una delle scene di morte di massa più caleidoscopica di sempre [con quell’inno poi]! Perché di film seriosi e super intricati ne abbiamo visti anche fin troppi e quindi questo “non è quel tipo di film“.

Ti voglio bene Matthew Vaughn perché hai preso uno dei miei generi preferiti e me l’hai massacrato! Ma col sorriso in faccia!

Gazelle

Non so di chi sia stata l’idea di prendere una ballerina hip-hop e metterle delle lame ai piedi…ma dovrebbero essere promosso a “Genio dell’anno

KINGSMAN non è il primo film che cerca di fare il verso agli spy-movie: AUSTIN POWERS,  GET SMART, INNOCENTI BUGIE, JOHNNY ENGLISH sono tutti film che si rifanno a 007 in chiave comica ma sono a tutti gli effetti delle parodie [tranne INNOCENTI BUGIE che ci va molto più sottile sull’argomento], il film di Vaughn invece è un misto di azione e black humor dove non si risparmiano pallottole, battute o teste mozzate!
I personaggi sono a metà tra lo stereotipo e la caricatura [il Valentine di Sam Jackson mi ha ricordato molto il cattivo con complessi di inferiorità di GREEN HORNET] fino alla fine si cerca di capire dove si vuole andare a parare…da nessuna parte probabilmente, non si cerca di criticare il genere o rivoluzionare il cinema [come, a quanto parem vuole fare un certo messicano], è solo un’avventura dissacrante e fuori di testa perfettamente diretta da un regista che non ha problemi ad uscire dai canoni hollywoodiani e con un occhio per le scene d’azione che farebbe l’invidia di molti [la scena della chiesa da sola vale il prezzo di 3 biglietti!].

Poi va bè, neanche  a dirlo il film non è perfetto, tutta la parte riguardante l’addestramento è abbozzatissima, si poteva approfondire un po’ di più il concetto de “I modi definiscono un uomo” e non limitarsi solo a comprare un abito nuovo, il personaggio di Roxy si poteva forse definire di più [ma per fortuna hanno evitato il facile flirt amoroso tra le due giovani spie] anche i personaggi di Michael Kane e Mark Strong passano da 0 a 100 da una scena all’altra…insomma si poteva fare di più? Assolutamente, ma probabilmente non era questo lo scopo del film, non si voleva fare “un altro” spy-movie, non si voleva stupire con trame ultra intrecciate, non si voleva creare personaggi tormentati e forse non si voleva neanche entrare nelle grazie di tutti [alcune scene sono…diciamo che qualcuno potrebbe definirle di “cattivo gusto”] perché come minaccia Valentine prima e rinfaccia Eggsy poi: “Questo non è quel tipo di film“.

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6 thoughts on “RECENSIONE – KINGSMAN – NON È QUEL TIPO DI FILM

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