DAREDEVIL – STAGIONE 1 – LA NONA SINFONIA DELLA MARVEL

Prendete le cose migliori viste in AGENTS OF SHIELD, tutto quello che vi è piaciuto nelle scorse stagioni di ARROW e quello che vi sta piacendo in THE FLASH, poi prendete le cose buone di CONSTANTINE, quel [poco] di buon che offre GOTHAM, le belle sorprese che ci ha riservato AGENT CARTER e, perché no, prendete anche quello che funzionava nel DAREDEVIL del 2003. Fatto? Bene, mettete tutte queste belle cose dentro una scatola e BUTTATELA VIA!!! Ne avevo già parlato nelle mie prime (orgasmiche) impressioni sulla serie, ma ora lo posso confermare: il sodalizio tra la grande Casa delle Idee e la società di servizi on demand più rivoluzionaria di sempre, ha dato alla luce un prodotto diverso da qualsiasi altra cosa vista in ambito supereroistico! Una serie fatta di 13 episodi che sa più di film da 13 ore, sempre collegato al grande progetto del Marvel Cinematic Universe ma distante anni luce dall’ironia e la luminosità di Iron Man e compagnia bella. [Procedente senza timore, NON seguiranno spolierz!]

IL SERIAL SENZA PAURA

devil fire È un po scorretto paragonare DAREDEVIL ad altri serial come AGENTS OF SHIELD, ARROW o GOTHAM. Quello che offre Netflix infatti non è paragonabile a nessun’altra cosa vista in TV: si ha l’opportunità di ideare una storia nella sua interezza senza dover sottostare ai vari dati di ascolto o alla censura. E DAREDEVIL è questo! È un unica grande storia, fluida e solida che non si perde nelle influenze dei fan e della critica, i singoli episodi non si aprono con il noioso “previously on” e non si concludono con il classico colpo di scena per tenerti in sospeso fino alla prossima puntata, è una serie onesta che sa cosa vuole raccontare e non ha paura nel farlo. Il sangue non è gratuito, le scene d’azione neanche [ce n’è molta meno del previsto…ma quel poco che c’è è ORO], non c’è il cattivo/caso da risolvere della settimana, i personaggi non sono stereotipati, il protagonista non cascherà nella classica love story con la bella [per quanto pure il fumetto lo richieda] e per quanto un personaggio sia amato o importante, gli sceneggiatori non si fanno scrupoli a farlo fuori se la storia lo richiede [e chi ha concluso la serie sa a chi mi riferisco…sono rimasto a bocca aperta per tipo 1 ora!]. DAREDEVIL è una grande epopea di 13 ore raccontata così come dovrebbe essere.

“I’M JUST TRYING TO MAKE MY CITY A BETTER PLACE”

devil hell's kithcen Regia e fotografia da applausi! Invece di cedere nella resa pop di ARROW/FLASH [che fanno comunque la loro figura…..ogni tanto] o al gotico fiabesco di GOTHAM si è preferito intraprendere una strada più cupa e “sporca”, più simile a TRUE DETECTIVE. Nelle strade l’aria è pesante, si respira il marcio di Hell’s Kitchen, il buio dei vicoli e le luci al neon dei locali notturni come il Josie’s Bar sono stati rappresentati a dovere, specialmente nelle scene ambientati di notte, c’è sempre questa luce spaccata a metà da colori accesi che illuminano il degrado di una città sofferente. daredevil city Una delle grani mancanze dei prodotti tratti dai fumetti è proprio il luogo in cui si svolgono le avventure/disavventure dei protagonisti [è anche vero che non tutti i supereroi hanno un legame stretto con la propria città]: Spider-man è un newyorkese doc ma la città americana è stata “protagonista” solo nel primo film, Batman è legato a doppiofilo con la sua Gotham che è risultata abbastanza anonima nei recenti film [meglio quello di Burton, ma è un discorso moooolto a parte], Superman sembra che se ne freghi abbastanza di Metropolis e non nomino neanche Flash perché potrebbe essere ambientato tranquillamente in Molise e nessuno se ne accorgerebbe. Devil invece È Hell’s Kitchen. È nato e cresciuto in quella piccola parte di Manhattan e non ha nessuna intenzione di andarsene [OT: per quanto voglia farci credere Mark Waid con il suo recente ciclo di storie a fumetti. FINE-OT]. Nei comics la città è parte del personaggio stesso ed era importante [almeno per noi fan del diavolo] che fosse rappresentata a dovere. Matt ama la sua città e intende lottare per renderla un posto migliore.

ANGELI E DEMONI

Sono piuttosto di parte lo ammetto, però trovo che i personaggi che ruotano attorno a Daredevil siano tra i più profondi e meglio riusciti fra tutti i fumetti Marvel. Il serial Netflix rende onore a questi personaggi presentando un cast PERFETTO per dei personaggi a dir poco magnetici. devil matt murdock Ho nutrito dubbi fin da subito su Charlie Cox come Matt Murdock ma non sono mai stato tanto felice di ricredermi. Fin dai primi 8 minuti del primo episodio abbiamo un Matt/Devil come non avrei mai immaginato di vedere! Perfetto come avvocato cieco [da oscar in confronto all’involontaria parodia offerta da Ben Affleck] e cazzutissimo come vigilante senza paura. La sua storia viene raccontata fedelmente partendo dal padre pugile [il secondo episodio è commovente, Jack è il peggior padre che un supereroe possa avere, ma Matt non lo cambierebbe con nessuno al mondo] passando per Stick [anche più stronzo rispetto al fumetto] fino ad arrivare ai primi “casi” da risolvere. Foggy è divertente ma non è la spalla comica. È passionale, forte e fermo nelle suo convinzioni, non avrà paura a mandare Matt a quel paese quando ce ne sarà bisogno. Karen Page è stata una grande sorpresa. Nel fumetto inizia come candida segretaria della Nelson & Murdock per poi perdere la “retta via” nel corso degli anni. Nel serial hanno mischiato un po le carte: Karen ha un passato difficile, sicuramente non estremo come l’evoluzione che avviene nel fumetto ma comunque tutt’altro che rose e fiori [e il suo presente non è da meno]. Ben Urich non soffre del cambio di etnia. Il personaggio è reso molto bene, è un giornalista forte ma molto stanco, il peso del suo lavoro e dei suoi problemi personali sono perfettamente visibili nello sguardo “ferito” di Vondie Curtis-Hall. Se i buoni sono resi benissimo, i “cattivi” non sono certo da meno. kingpin Vincent D’Onofrio interpreta un Wilson Fisk molto diverso dal fumetto. Ha un passato a dir poco tragico e il trauma l’ha fatto diventare un uomo adulto che a tratti pare un bambino con la paura del “mostro” che risiede dentro di lui [voglio dimostrare di essere diverso da mio padre, di NON essere un MOSTRO…Lo sono?]. Fisk però non è il classico boss in cerca di potere, è anche lui legato alla sua città e anche lui vorrebbe renderla “a better place” anche se ha una visione un po contorta della cosa. Questa caratteristica lo rendono la perfetta nemesi per il diavolo di Hell’s Kitchen, l’altra faccia della medaglia descritta perfettamente in un articolo non pubblicato da Urich alla fine dell’ottavo episodio [che trovate nel wikiquote della serie]. Devil vanessa weasle Altrettanto affascinanti anche Vanessa, una donna tanto bella quanto ambigua, motore che darà una nuova prospettiva a Fisk, Wesley il braccio destro di Wilson, un tuttofare dai modi molto intimidatori a metà tra l’agente Smith di MATRIX e il colonnello Hans di BASTARDI SENZA GLORIA [Toby Leonard Moore mi è piaciuto moltissimo in questo ruolo], poi c’è il sarcastico Leland, la misteriosa madame Gao, il pericoloso Nobu, i due fratelli Vladimir e Anatoly….non c’è un singolo personaggio che non funzioni o che risulti noioso, anche Turk risulta quasi minaccioso.

devil turk

Va bè, ho detto QUASI…

 IN CONCLUSIONE

In una vecchia intervista fatta in occasione dell’uscita del film del 2003, Frank Miller definì il suo arrivo alla Marvel e il suo controverso ciclo di storie come “l’aver portato una fiaschetta di whisky in un parco giochi“. Ecco,credo non ci sia modo migliore per descrivere questo serial! In un universo fatto di supereroi, alieni, Dei gracili e procioni, DAREDEVIL si impone come qualcosa di realmente diverso, un mondo sotterraneo e nascosto fatto di sangue, morte e di eroi fallibili. Matt Murdock lotta per il bene della sua città, non del mondo, e nel farlo cadrà molte volte per poi rialzarsi e cadere ancora, come se il suo destino fosse quello di stare con la faccia sull’asfalto e non in cielo con gli altri Dei! devil 1 La serie è magistralmente scritta e diretta, con un cast perfetto in ogni singola parte. La storia racconta in modo fedele [ma non passiva] le origini di Devil e dei suoi comprimari senza cadere mai nel cliché! Non c’è la solita storia d’amore, non c’è il classico happy ending, anche una cosa banale come un personaggio che scopre l’identità segreta del protagonista viene tratta in modo maturo, perché è una cosa importante, una cosa che fa male a chi scopre di essere stato preso in giro per tutta la vita e questo non può essere sbolognato in pochi minuti come in THE FLASH [cosa che accade una volta a puntata tra l’altro] ma ci si prende i propri tempi per raccontare la storia, anche un intero episodio se necessario! devil cards Dovendo proprio trovare un difetto, il finale risulta troppo classico e “cinematografico” e il costume finale non aiuta di certo [ricorda troppo quello del film], ma non bastano 5 minuti per rovinare un’avventura di 13 appassionanti e sconvolgenti ore. Il successo [praticamente unanime] di pubblico e critica hanno spinto Marvel/Netflix a rivedere i loro piani e a riprogrammare il loro calendario per regalarci una seconda stagione già il prossimo anno [presumibilmente in questo stesso periodo], nell’attesa arriverà anche JESSICA JONES [entro fine anno] e in futuro anche LUKE CAGE, IRON FIST e THE DEFENDERS. Se Daredevil è un antipasto di quello che arriverà in futuro grazie a Netflix, credo che i “Marvel Knigths” oscureranno presto i più Grandi Eroi della Terra.

devil avocados

Questa dovevo metterla 😀

SPECIAL THANKS Non è una cosa che faccio di solito ma quando ci vuole ci vuole. Non sono uno che opera nella pirateria di default, vado al cinema regolarmente, ho un abbonamento SKY e compro volentieri i blu-ray dei miei film preferiti. Però, se tra le millemila piattaforme presenti in Italia, nessuna è in grado di offrirmi un giusto servizio su prodotti nuovi e “rivoluzionari” come Netflix, allora io parto all’arrembaggio [specialmente per una serie come questa…avrei venduto letteralmente l’anima!]. Voglio ringraziare quindi i ragazzi di SUBSFACTORY per aver fornito i sottotitoli degli episodi a tempo record [13 episodi in 10 giorni…è record!]. Un ringraziamento speciale anche a LE NOTTI DEL DIAVOLO il più grande covo italiano dei fan di Daredevil, per aver fornito informazioni, news e discussioni sulla serie e sui singoli episodi giorno dopo giorno e notte dopo notte [soprattutto notte, quando uscivano i nuovi sottotitoli….ma si sa, in quel covo non si dorme mai!] daredevil end

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14 thoughts on “DAREDEVIL – STAGIONE 1 – LA NONA SINFONIA DELLA MARVEL

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  4. Non so perché mi fossi lasciato scappare questa tua recensione e che nella sua completezza vanifica quella che stavo scrivendo, perché in certi casi l’onestà intellettuale deve avere la meglio sul proprio orgoglio: siamo entrambi persone adulte (io senza dubbio più vecchio di te) e non possiamo agire come ragazzini, quindi chino il capo in segno di rispetto, perché in questo articolo hai scritto tutto quello che avevo pensato di scrivere anch’io sulla serie Netflix!
    Magari la forma avrebbe differito: da me ci sarebbe stato qualche congiuntivo, qualche gerundio e qualche orpello di troppo, meno ironia (e cazzo, tu sei un maestro e chi ti scimmiotta è solo imbarazzante!), ma la sostanza è quella che hai scritto tu.
    Quindi?
    Quindi “job finished”, recensione fatta e l’hai fatta tu, di cui sono orgoglioso lettore (bisognerebbe dedicare una giornata al “reading pride”!).
    Sei davvero un grande, astounding Boba Fett Dog.

    P.S. Da oggi fono all’uscita di Star Wars, ti becchi un nickname in stile starwarsico ogni volta diverso… Questo il tuo viatico per essere così bravo come blogger… noblesse oblige!

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    • Ti ringrazio come sempre per i tuoi lusinghieri elogi karo kasa, ma non puoi e sottolineo NON PUOI privarci di una tua recensione su uno dei serial più importanti di quest’annata!
      La mia era una recensiolina vanagloriosa da nerd esaltatissimo [avevo appena finito di vedere la serie, capiscimi XD] dettata più che altro dall’amore verso il personaggio e la soddisfazione massima per il trattamento che gli è stato riservato da Netflix!
      Sono sicuro che una tua recensione sarebbe totalmente diversa dalla mia! Non migliore. Non peggiore. Diversa!
      In fondo in rete abbiamo detto tutti più o meno le stesse cose su questa magnifica serie, ma il modo in cui la si dice è quella che conta e tu hai uno stile unico nell’esposizione e una prosa a dir poco magnetica!
      Poi oh, nessuno ti obbliga a fare niente 😀 i nostri blog sono belli anche perché “liberi” da qual si voglia obbligo stilistico, di contenuto e di tempistiche, ma sappi [e ci tenevo appunto a dirtelo] che a me farebbe molto piacere leggere una tua recensione sul capolavoro netflixiano chiamato Daredevil 🙂

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      • Scherzi? Sono pronto ormai da mesi XD
        Ti confesso che per l’occasione mi sono riletto l’intero Omnibus di “Alias”, un po per rinfrescarmi la memoria, un po perché fa sempre bene leggere qualcosa di Bendis 🙂
        Poi coincidenza vuole che mi stia rivedendo in questi giorni una serie che seguivo tempo fa [oggi ormai cancellata] con protagonista proprio Krysten Ritter!
        Quindi insomma, più preparati di così 😀

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  5. “Don’t Trust the Bitch”?… Bellissima patonza, indubbiamente, come quasi tutte le ex-modelle passate al cinema, ma devo superare l’ostacolo della mia immaginazione: siccome la Jessica che mi sono figurato in testa è quella disegnata da Gaydos, io mi sono sempre immaginato in quella parte la Anna Paquin in versione Rogue… con il viso un po’ più quadrato e l’aria da donna costantemente abbandonata dal suo uomo… vista la storia di Jessica, con Luke e tutto il resto, temo solo che una patata raffinata come Ritter spinga troppo sul versante dark lady, ma come sempre tutto dipenderà dallo script e dalla messxa in scena… guarda “Daredevil” (scritto così perché è la fictipon, non il character, eh!)… solo come hanno svecchiato i pestaggi a mani nude varrebbe la fiction, poi il resto, ciao!
    P.S. A proposito di supereroina “ai limiti”, immagino che tu abbia chiaramente letto “Pro” di Ennis, giusto?

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    • Bravo Kasa, indovinato al primo colpo! 😀
      La Ritter è lontanissima dalla Jessica di Gaydos [che ho sempre cercato di associare a qualche attrice senza mai avere successo…poi arrivi tu con la Paquin e mi sembra la cosa più ovvia del mondo! :O ] però boh, a quel non so che che mi ha convinto fin da subito.
      Essendo un personaggio secondario [rispetto ai BIG, s’intende] è più semplice abbandonarsi e accettare i cambiamenti attuati dal casting, non c’è quell’immaginario collettivo che definisce un icona come per un Clark Kent o un Peter Parker.

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      • Perfettamente d’accordo… figurati che io, pur apprezzandola come attrice e come bellezza, quando a suo tempo vidi la Kirsten Dunst interpretare Mary Jane Watson (che per me è sempre stata quella incredibilmente formosa e prorompente disegnata da Romita Senior…), ho avuto un mancamento, ma va bene, va tutto bene se l’alchimia funziona… sperém|

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  6. Pingback: DAREDEVIL – STAGIONE 2 – THE DEVIL OF HELL’S KITHCEN STRIKES AGAIN | L'OSSERVATORIO

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