IN BELGIUM – PARTE 2: DINOSAURI, BIRRA, ENIGMI E COMUNQUE COLIN FARRELL AVEVA TORTO

Dicevamo? Ah si!

Il Belgio è famoso per il cioccolato, per il fumetto ma anche per la birra [il nettare degli Dei]!
Il centro era pieno di pub quasi sempre pieni la sera. Io sono andato solo in un paio e mi sono gustato solo qualche birretta, ma la scelta li in Belgio è molto esaustiva. Caldamente sconsigliato agli astemi!

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Non hai neanche tanta scelta.

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Tra quelle assaggiate la Brugs Witbier è quella che ho preferito! Assolutamente da provare.

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Anche la Maes Pils non era male, leggera ma molto buona.

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Amen fratello Franklin!

Visitato l’Atomium e il museo del fumetto, la prossima tappa era il Museo di Scienze Naturali! Molto carino, molto interattivo [per i più giovani] e con delle sezioni apposite per i ragazzi. Infatti all’entrata era pieno di famiglie, tant’è che li per li mi sono chiesto se non fosse un museo “per bambini”, ma poi ho pensato sticazzi, ci sono i dinosauri e l’amore per i dinosauri non ha età!

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Un triceratopo e il suo triceratopino.

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Il T-Rex.

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La zampetta del T-Rex!

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Il Pachy! Da piccolo era il mio preferito!

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La ricostruzione di un artiglio di un Raptor. O forse è il primo pezzo di un futuro dinosauro meccanico stermina bambini, non saprei…

In giro, in mezzo ai dinosauri [sparpagliati a casaccio un po ovunque] c’erano degli animali impagliati [o comunque finti]. Credo che sia per avere un riferimento tra le dimensioni dei dinosauri con gli animali odierni, o forse solo per riempire spazzi vuoti. Questo è un pollo che contempla un maestoso Collolungo Brachiosauro.

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Lo sguardo del pollo è unico, quasi poetico.

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Il Mosasauro. Ormai la sua fama lo precede.

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Manny

Bello bello il Museo di Scienze Naturali. Nella stessa giornata siamo andati anche a vedere anche il Museo Magritte, dove però era vietato fare foto. Ma se conoscete il surreale Magritte [magari no, ma sicuramente qualche quadro lo avrete visto] più o meno sapete cosa aspettarvi.

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It’s raining men! Hallelujah!

Non sono un tipo da museo d’arte ma ammetto di aver apprezzato alcune opere [ma non i video. I “video d’arte” mi sembrano sempre delle mere minchiate prive del minimo significato e scopo…sia detto ovviamente senza offesa amico René!].

Va bè, in compenso quel giorno mi sono fatto in bel po di Waffle [o Gaufre che dir si voglia]. 1 Euro per un quadrato di tipo 12×12 centimetri di pura estasi dolciaria! Non amo i dolci troppo dolci ma di Gaufre ne avrei mangiati a quintali! E avrei anche potuto farlo, il centro era pieno di questi irresistibili cartelli!

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E infine siamo andati a BRUGES!

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Mi capita spesso, dopo aver visto un bel film [ma proprio un BEL film] di rimanere affascinato dal quello che c’è al centro della pellicola, che sia un tema, un mestiere, un paese o altro [da piccolo dopo aver visto JURASSIC PARK volevo fare l’archeologo….tanto per dirne una 😀 ]. Ebbene dopo aver visto IN BRUGES – LA COSCIENZA DELL’ASSASSINO sono rimasto molto incuriosito dalla città in cui si svolge questo atipico thriller. Se non conoscete il film vi straconsiglio di recuperarlo [vi prego, non fatevi ingannare dal trailer], diretto da Martin McDonagh uno dei cineasti più atipici ma interessanti in circolazione [non ha fatto molto ma quel poco che ha fatto andrebbe recuperato] con protagonista Brendan Gleeson e Colin Farrell, una delle migliori interpretazioni di entrambi gli attori.
Comunque.
Al di là della storia, durante il film i due protagonisti non fanno che discutere riguardo Bruges: Ken [Brendan Gleeson] la adora, ama gli edifici, l’ambientazione e l’atmosfera “da fiaba”, Ray [Colin Farrell] invece la detesta, pensa che sia noiosa e inospitale arrivando a definirla “l’inferno“.
Mi chiedevo come avrei reagito io una volta arrivato, se fossi stato dalla parte di Ray o di Ken…..purtroppo credo che non lo saprò mai con certezza 😀

Il giorno che sono andato a Bruges il clima mi è stato nemico. Per tutta la mia permanenza in Belgio ci sono state temperature primaverili, si stava bene di giorno [potevo stare tranquillamente in maglietta] e c’era freschetto di notte. L’ideale per me! Per andare a Bruges quindi non mi sono preoccupato molto dell’abbigliamento, maglietta e via con una camicia da mettere nel caso ci fosse stato un po di vento…..si, col cazzo, già dal finestrino del treno la visuale era questa:

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Come messo piedi alla stazione di Bruges siamo stati travolti da un freddo glaciale, da una pioggia pungente e da venti gelidi che neanche FORZEN e L’ERA GLACIALE messi insieme, tant’è che la prima tappa [nostra e di tutti gli altri previdenti turisti in maglietta e pantaloncini] sono stati i negozi lungo la via principale, in parte come riparo, in parte alla ricerca di qualcosa da metterci addosso!
Il tempo di comprare due felpe che ci accorgiamo che il tempo era un po migliorato. Faceva sempre freddo, c’era sempre vento e pioggia, ma almeno potevamo camminare senza la paura di fare la fine di THE DAY ATER TOMORROW. Inoltre quello non era certo il clima più adatto per visitare una città come Bruges, ma oramai eravamo li e non aveva senso tirarci indietro no? Quindi via a visitare tutto il visitabile

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La piazzetta centrale

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Steemstraat, dove abbiamo comperato gli indumenti che ci hanno salvato la vita da ipotermia certa!

In mezzo alla piazza poi c’era questa specie di obelisco fatto di specchi

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Apparentemente una struttura innocente, in realtà il rombo al centro [quello dove noi ma anche chiunque altro si ferma a specchiarsi] in realtà è uno specchio unidirezionale, tipo quello che la polizia usa durante gli interrogatori presente? Bene, se notate li a destra c’è un ripiano, quella parte della struttura è in realtà una porta e se ci entri dentro…

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Voilà! Potete divertirvi a vedere i passanti come un vero maniaco come una vera spia!
[………………….]
Quale fosse il vero scopo di quella cosa non lo sa nessuno, ma nel caso uno non abbia niente da fare può passare il tempo a spiare la gente [bo, perversioni Belga].

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Questo è il Beffroi di Bruges, la torre civica simbolo della città e al centro del terzo atto del film IN BRUGES [protagonista di una scena che levati, non ve la dico per non rovinarvi il film]. Un po per curiosità e un po perché stava piovendo abbiamo deciso di entrare e affrontare i 366 scalini che portano alla cima della torre, ma ne noi ne un’altra cinquantina di turisti immaginavamo di dover affrontare un grande mistero degno dell’Enigmista:

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Questo cartello, per cosa cazzo sta a significare secondo voi? 12.30? 11:30? 12:00? È un modo carino per dire “l’ora del mai“? Ma usano il nostro stesso sistema numerico qui a Bruges? Mah, io non lo capivo e neanche la flotta di turisti che cominciava ad avvicinarsi. L’orologio indicava le 10:45 quindi siamo rimasti nella vana speranza che il geroglifico stesse a significare le ore 11:00. Inutile dire che ci sbagliavamo!
Un’anziana e “cortese” signora, che nel calduccio del suo ufficio ci stava a fissare da quando avevamo messo piede li, decide, dopo tipo mezz’ora di contemplazione, di uscire a chiarirci ogni dubbio [cito testuale, da leggere con la voce di Jessica Fletcher]: “Open 12:00. Because the storm!“. [………….TWF?]
Ok, è vero che non c’era proprio bellissimo tempo, ma definirlo “storm” mi pareva un tantino tantino eccessivo….E COMUNQUE POTEVA DIRCELO PRIMA!
Ma ok, c’est la vie, decidiamo di fare un giro in città a vedere altre belle cosine, ma poi torniamo alla torre più carichi di prima, pronti ad affrontare gli 80 e passa metri di scalinata!

Sarò sincero, è stata più dura del previsto! La scalinata era stretta e ripida e i gradini molto piccoli e malandati [aveva ragione Colin Farrell nel film ad impedire a una famiglia sovrappeso di salire]! Non ho fatto foto [stavo morendo!], ho fatto un video ma WP non me lo fa caricare [o sono io che non sono capace, più probabile]. Comunque arrivati in cima c’era la vista di tutta la città

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Scesi dalla torre siamo andati a farci un giro in barca fra i canali Grachten.

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C’è chi la paragona a Venezia, io non mi spingerei a tanto, ma è anche vero che il nostro viaggio non si è svolto nelle migliori condizioni atmosferiche, anzi appena messo piedi nella barca ha ricominciato subito a piovere con grande gioia del capitano

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Non è stato un gran giorno per lui.

Il giretto tutto sommato è stato carino, ma con il tempo giusto lo avrei sicuramente apprezzato di più [se ci capitate e c’è bel tempo andateci!].

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E questo chi l’ha messo qua?!

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I famosi cigni di Bruges.

Tutto sommato la permanenza a Bruges non è stata male, un giorno potrei anche tornaci [sperando che quel giorno non piova!] ma già così mi è piaciuta [caro Colin, mi spiace dirlo ma avevi torto].
E poi niente, abbiamo fatto ciao ciao a Bruges e siamo tornati a casa a Bruxelles.

Gli ultimi giorni li abbiamo usati per visitare le ultime cose, comprare i souvenir [costoselli per altro], a un certo punto ci ha anche avvicinato una tv locale per intervistarci non so bene su cosa [credo riguardasse la Turchia e l’Unione Europea], un macello per capire cosa stesse dicendo il giornalista per poi scoprire che il cameraman parlava italiano [ammazzati cameraman!].
Comunque niente, volevo evitare la solita maratona di foto da ritorno delle vacanze ma è finito che ne ho caricate più del previsto [che ci posso fare, quando un viaggia ti prende ti prende 🙂 ].
Non so neanche bene come chiudere, quindi vi dico cià e alla prissima!

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Foto a mò di cartolina. Il pifferaio non lo volevo nella foto, ma era scortese chiedergli di spostarsi e comunque non suonava neanche male. Va bè, un bel ricordo dal Bruxelles [sempre meglio del bimbo che piscia].

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5 thoughts on “IN BELGIUM – PARTE 2: DINOSAURI, BIRRA, ENIGMI E COMUNQUE COLIN FARRELL AVEVA TORTO

  1. Ho visitato Bruges quasi per caso, giacché è sede di uno dei più importanti tornei internazionali per team di Ultimate Frisbee (di cui mio figlio è forte giocatore, anche medagliato!), per cui, armi e bagagli in spalla, io e mia moglie due anni fa partimmo alla volta del capoluogo delle Fiandre, dopo una piccola parentesi di qualche giorno a Bruxelles: quest’ultima è brutta e stupida quanto è bella e storicamente importante Bruges!
    Il tuo resoconto in due parti rende benissimo questo aspetto: con l’eccezione del “Centre belge de la bande dessinée” e delle gaufres (le mie preferite erano quelle con la cioccolata fusa sopra le fettine di banana), si potrebbe in un viaggio saltare la capitale del Belgio e passare direttamente a Bruges, più brutta di Venezia, ovvio, ma tenuta così meravigliosamente bene, così ordinata e pulita da sembrare un set cinematografico!!
    Siccome uso la cucina come parametro di ricerca quando viaggio all’estero, ovviamente ho provato di tutto ed essendo Bruges prettamente turistica è quasi impossibile mangiare “street food” di qualità (le Gaufres, così come i Croque Monsieur originali a Bruges fanno cagare, perché si trova di esse solo la loro pallida imitazione…), tranne che in pochi locali scelti, dove non trovate turisti ma solo persone del luogo, intente a mangiare piatti come le “moules frittes” o quelle arci-buone alla birra bianca o alla panna. slurp!

    Normalmente schifo i post vacanzieri, perché chissene delle vacanze degli altri, ma tu lo fai con uno spirito leggero, lontano millemiglia dallo stile “indosso le Birkenstock e cago il cazzo su TripAdvisor con i miei commentini di merda per avere il bollone di recensore della minchia super-esperto”, no i tuoi resoconti sono pagine di diario un po’ nerd ed un po’ post-moderne, intrise di cultura cinematofrafica ed apparentemente scanzonate.
    Ho rivisto attraverso il tuo sguardo la Bruges storica che ho adorato anch’io, i negozi di cioccolata preziosa come arte orafa (per non parlare delle biscotterie) ed il giro sul fiume, le chiese, i monumenti… bellissimo!
    Bello leggerti anche quando ti rilassi!

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    • Grazie Kasa, commento come sempre gradito e anche troppo lusinghiero 😀
      Tra l’altro mi hai fatto venire in mente che non ho menzionato il cibo! In realtà non ho mangiato molte cose “tipiche” [è anche vero che non sono un intenditore]. Mi era stato consigliato di provare le moules frite in quanto tipico belga, ma ho glissato allegramente [cioè…cozze e patate 😀 ]. Ma ripeto, non sono un intenditore!

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      • Ah si? La mia ignoranza culinaria mi precede, allora ho perso l’occasione di provarle 😀 è che proprio non mi ispiravano! Ma non del tipo “oddio, una cosa diversa da quello che mangio di solito, oddio che schifo altre culture” ero più un “mah, cozze…va bè”.

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      • Ah, ah, ah! Prima o poi ti incontrerò di persona (a Lucca, a San Diego o più vicino ad Angoulême, dove io guardo, sorrido e sto zitto perché conosco il francese quanto l’atlantidese e meno del klingon…) ed allora ti offrirò da mangiare e scoprirai quanto sono gaudente e crapulone!

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