ANT-MAN – RECENSIONE – ORA NON RIDE PIÙ NESSUNO

[Piccoli eroi per piccoli spoilers. Ma proprio piccoli, nulla di cui temere].

Nel 1979 venne trasmesso nei televisori a stelle e strisce uno degli sketch più famosi del Saturday Night Live [e che diede poi origine ad altri seguiti con gli stessi protagonisti] intitolato Superhero Party!

In questa parodia supereroistica alcuni tra i comici più in vista dell’epoca [attori immortali come Bill Murray, John Belushi e Dan Aykroyd tanto per fare qualche nome] interpretano alcuni dei supereroi più iconici di sempre come Superman, Flash e Hulk. Tutto molto bello, tutto molto divertente, c’è però un personaggio che, nonostante sia in un contesto già di suo parodistico, viene presoperilculato molto più degli altri: si tratta di Ant-Man [interpretato qui da Garrett Morris che fa un cameo anche nel film] eroe di cui i colleghi non ricordano neanche il nome e che si ritrova ad essere deriso per via dei suoi poteri [la sua ingloriosa entrata in scena è al minuto 4:25 circa]. Ma come dargli torto no? Un supereroe che si rimpicciolisce a misura di bacarozzo e che parla con le formiche? Come può essere paragonato a giganti come Superman, Batman, L’incredibile Hulk e tutti quegli eroi che da sempre fanno sognare i bambini e fanno guadagnare bei soldoni alle industrie di fumetti, giocattoli e ora anche case cinematografiche? Chi può mai immaginare un film interamente dedicato ad Ant-Man? Chi? Chi può essere cosi folle?
La Marvel, chi altri se no.

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Neanche il tre volte modello dell’anno Derek Zoolander ha più niente da ridire!

ANT-MAN funziona. Non ci sono altre cose da dire.
Funziona lì dove non doveva funzionare e conquista dove nessuno si sarebbe aspettato.
Non è il cinefumetto più divertente mai fatto, non è il più spettacolare ne il più cazzuto, ma quello che fa lo fa alla perfezione e senza sbavature ma anzi, con qualche elemento inedito.

La storia non è il classico racconto di origini. Ant-Man esiste già, ha già avuto le sue avventure, i suoi drammi, il suo “da un grande potere derivano grandi resposabilità“. Quello che vediamo invece è un passaggio di testimone, il primo visto al cinema [se escludiamo il Gufo Notturno di WATCHMEN che non definirei proprio un superhero movie]. E questo è già una cosa inedita. Non vale il prezzo del biglietto ma almeno ci evitiamo le solite scoperte dei poteri, ideazioni e costruzioni dei costumi, barbatrucchi da parte degli sceneggiatori per giustificare il nome del supereroe [anche se ormai sono sempre nomi di progetti governativi o in alternativa nomi dati da qualche giornale].
Un altro elemento inedito sono le motivazioni che muovono il nuovo supereroe. Scott Lang non vuole salvare il mondo, combattere le ingiustizie, sconfiggere alieni e salvare la donzella di turno [anche perché la donzella di turno tira certi ganci che levati], no lui vuole semplicemente rigare dritto, trovare una casa e un lavoro per potersi prendere cura di nuovo di sua figlia. Punto. Questo è il motore che smuove il protagonista e tutto l’intero film.
E [non credevo l’avrei mai detto] Paul Rudd è perfetto nel rappresentare questo personaggio. A me Rudd è stato sempre simpaticamente sul culo [con una faccia che avrei preso a schiaffi da qui all’eternità], ma devo ammettere che la parte del padre sfigato dal cuore d’oro gli calza a pennello. La prima volta che lo vediamo insieme a sua figlia Cassie non è ne triste ne melenso, ma proprio come l’intera vita id Scott, è una scena divertente e fuori dal comune [per il compleanno della figlia Scott regala un pupazzo brutto che dice cose inquietanti che terrorizzerebbero qualunque bambino. Ma non Cassie. Lei lo adora e si diverte e il padre ricambierà con un sorriso che è il cuore dell’intero film].
Quindi bravo Paul, nessuno avrebbe scommesso una lira su di te ma sei promosso a pieni voti.

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“Ve l’ho messo in c**o a tutti”

Ed è sempre un rapporto padre/figlia [questo già completamente sgretolato] che troviamo tra l’Hank Pym di Michael Douglas e la Hope Van Dyne di Evangeline Lilly. Un’altra faccia della medaglia che crea un legame tra i due Ant-Man e che aiuterà a rendere il film molto più solido e lineare. Bravissimi gli attori e bellissimi i personaggi. Molto simpatici gli amici di Scott [Michael Peña ha conquistato tutti con la sua simpatia. A me non ha fatto poi così tanto ridere, ma comunque è un personaggio simpatico], poco terrorizzante invece il villain. Ormai è da prassi che il cattivone di turno dei film Marvel sia sprecato [oltre al fatto che muoiono tutti….MA PERCHÈ I CATTIVI DEVONO SEMPRE MORIRE?]. Mi piace molto Corey Stoll ma purtroppo non ha potuto dare il meglio di se con il personaggio che gli hanno assegnato, Darren Cross, un villain fin troppo simile all’Obadiah Stane di IRON MAN, al Justin Hammer di IRON MAN 2, al Aldrich Killian di IRON MAN 3, all’Alexander Pierce di WINTER SOLDIER e via dicendo…Però oltre alla conquista del mondo ha anche dei conti in sospeso con uno dei personaggi che tutto sommato ne giustificano la rabbia.

E comunque il suo costume è 1000 volte più figo di quello di Ant-Man. Va là che roba!

Proprio come i personaggi, anche la storia differisce dai soliti cinecomics. Non c’è la missione per la salvezza del mondo, o meglio quello è lo scopo finale, ma i mezzi che i protagonisti useranno sono abbastanza atipici.
Una RAPINA! Questa è la missione! Tutto il film ruota attorno a questo colpo grosso organizzato da Pym il quale decide di assoldare Scott che suo malgrado si ritroverà ad indossare il costume di Ant-Man. Un costume con dei poteri che daranno il via a delle scene fighissime [e non parlo solo delle scene d’azione]. Si può prendere in giro quanto si vuole i poteri dell’uomo formica ma a livello cinematografico quello che il rimpicciolimento offre è oro puro. La cosa è stata ben sfruttata, Peyton Reed gioca molto con le dimensioni, le visioni periferiche e i campi visivi, ma [e questo è solo un parere personale] sono convinto che un regista come Edgar Wright [il regista originale del film e anzi, il motore che ha portato avanti il progetto in tutti questi anni] avrebbe ideato delle dinamiche fantastiche [anche con i vari oggetti che cambiano dimensione] e ci avrebbe regalato gioie cinematografiche mai viste prima. Ma è solo un parere. Non sapremo mai come sarebbe stato il film di Wright.

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Ora non vi sembrano più tanto inutili i suoi poteri vero?

Insomma, diverte ma non fa sbellicare, coinvolge ma non fa commuovere, poteva uscirne fuori un film anonimo invece la bella storia lineare a tema famigliare insieme alle oneste interpretazioni di Rudd, Duglas e Lilly e alle spettacolari scene di rimpicciolimento fanno di ANT-MAN uno squisito film estivo per grandi e piccini picciò. Moltissimi i riferimenti al MCU e ci scappa anche qualche cameo [tra cui anche un vendicatore alato e l’anticipazione di una futura supereroina].
La Marvel fa centro un’altra volta? Per quello che era lo scopo finale direi di si! Se pensiamo poi che il personaggio non era stato preso sul serio da nessuno allora direi hanno stravinto alla grande! Ant-Man buca visivamente lo schermo e la sua futura partecipazione a CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR e ai futuri AVENGERS: INFINITY WAR non sembrano più una forzatura ma solo una bella e gradita aggiunta.

Forse non diventerà il supereroe preferito dei bambini, ma leggendo le recensioni e soprattutto i commenti su internet sembra che l’uomo formica, uno dei personaggi più ridicoli della scuderia Marvel, preso per il culo anche dai suoi colleghi supereroi in quel famoso sketch del Saturday Night Live, abbia conquistato il pubblico di tutto il mondo!

Non sarà il nuovo Iron Man, ma una cosa è certa: ora non ride più nessuno.

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Va bè nel senso…dai, avete capito.

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5 thoughts on “ANT-MAN – RECENSIONE – ORA NON RIDE PIÙ NESSUNO

  1. Son sincero, quando ho letto “Paul Rudd” e “Perfetto” nella stessa frase sono stato tentato di interrompere la lettura, tuttavia ho resistito, aiutato anche dal fatto che la tua rece è piacevole da leggere.

    In teoria questo film lo dovrei evitare come la peste (ricordi la mia lista di INSOPPORTABILI? ricordi quale attore con la faccia “sonosemprefuoriposto” campeggiava ai primi posti?), però di base ho ancora l’animo di un bimbo e ai cinecomic non so proprio resistere. Non avevo programmato un jolly-cinema (Paul Rudd su uno schermo di 12 metri non potrei proprio reggerlo…) tuttavia avevo messo in conto di guardare il dvd e nè la tua nè le altre rece positive lette in questi giorni riescono a smuovermi da questo proposito differito.
    Ergo lo vedrò con poche pretese tra qualche mese, che magari tra un primo piano di Rudd e l’altro ho tempo di mettere in pausa e bere un po’ di Biochetasi.

    La cosa invero stupefacente è che, pur essendo piaciuto praticamente a tutti, le ragioni del piacere sono molto diverse. Tu lo hai definito non un classico film supereroistico invece ho letto in molti dire l’esatto contrario, tu in più riprese hai detto che non lo hai trovato così divertente mentre altri affermano di essersi quasi sbellicati. L’unico fatture in comune è solo il piacere, sintomo che il film è fatto bene nonostante Paul Rudd, nonostante l’assurdo cambio di regista.

    Solo un dubbio mi resta: nell’ultima foto ho immediatamente riconosciuto la generosa e sempre meravigliosa scollatura di Nostra Sorella Scarlett. Per caso è presente anche lei nel film? Lo chiedo a titolo informativo perchè, ovviamente, la sua presenza farebbe scalare non poche posizioni nella mia watchlist 😀

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    • Ricordo perfettamente la tua lista di INSOPPORTABILI che hai tempi commentai con quelli che anche io trovavo insopportabili! E Rudd era tra quelli che proprio non potevo vedere 😀 Ma vai a sapere come funzionano certe cose, oltre al fatto che il personaggio gli calza bene [alla fine ci sta che abbia una faccia di quelle da prendere a schiaffi con mano aperta e anello al dito] non l’ho neanche trovato così insopportabile [sarà l’atmosfera Marvel, sarà la magia Disney, chi può dirlo]. Lungi da me smuoverti dalle tue convinzioni ovviamente, se qualcuno mi dicesse di andare a vedere un film perché è bellissimo ma nel cast ci fosse Pieraccioni gli risponderei con un sonoro “STOCAZZO”.
      Sul fatto che sia piaciuto a tutti per ragioni diverse l’ho notato anch’io. Il personaggio di Michael Peña per esempio tutti l’hanno trovato esilarante a me invece ha strappato al massimo un sorriso, a nessuno è piaciuto il villain io invece l’ho trovato funzionante [più che altro funzionale, ma il suo dovere lo fa]. Bo, questione di gusti e punti di vista, alla fine però il film funzia alla perfezione!

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  2. Sono perfettamente d’accordo con te su tutto. Un supereroe diverso, e che si distingue…ma che non per questo è inferiore. Mi sono divertito a vedere questo film, e non mi sono per niente pentito di essere andato a vederlo a cinema 🙂

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