TOP 7: REGISTI ESORDIENTI PER GRANDI BLOCKBUSTERS – PERCHÈ È UNA PESSIMA IDEA

Ultimamente c’è questa tendenza tra le grandi major di “adottare” un giovane [giovane in senso lavorativo non di generazione] e promettente regista per farlo crescere sotto la propria ala protettiva. Tutto molto bello e giusto, il problema è che questa crescita non avviene gradualmente ma spesso al suddetto regista in erba viene affidato subito un blockbusterone di quelli dal budget esagerato o addirittura un intero franchise da gestire! Purtroppo però parliamo di registi che si sono fatti famosi per uno, massimo due film buoni, fatto con 4 soldi nel giardino di casa e in seguito proiettato in qualche festival di quelli con la puzza sotto il naso, quindi non propriamente filmakers pronti a gestire i big money di un colossal!

Da una parte [dalla parte delle case di produzione] questa è una buona mossa perché si accaparrano un regista promettente e se lo tengono stretto, un po per il nome [nell’eventualità in cui diventi famoso e di successo] e un po per il prezzo [eggià, costano poco]. Dall’altra parte però [dalla parte dei registi] c’è una ENORME responsabilità sia artisticamente che finanziariamente e una eventuale stroncatura potrebbe tradursi nella fine della propria carriera!

trank-ortolani-moretti

Powered by Leo Ortolani.

Se state pensando a Josh Trank e al suo catastrofico FANT4STICI FOUR avete fatto centro.
Solo perché un regista ha fatto un buon film [un singolo CAZZO di film!!!] non vuol dire che sia pronto per gestire un grande blockbuster! Ma proprio per un cazzo!

Ecco quindi una classifica di registi esordienti a cui sono state affidate le chiavi per l’olimpo hollywodiano solo per farsele sfuggire di mano! I tutto fumo e niente arrosto. Le delusioni. I parla parla. i Flop Legacy [questa la capirete alla fine]. In ordine rigorosamente personale [dal più monnezza al meno peggio ovviamente].
Enjoi it.

[per vedere invece 7 registi esordienti che sanno quello che fanno passate QUI]

7) JOSH TRANK
[THE FANTASTIC 4, STAR WARS SPIN-OFF]

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E partiamo proprio da Josh Trank, che se sono qui a fare sta classifica è merito tutta colpa sua!
Il non-fantastico Josh si era fatto conoscere per CHRONICLE, film del 2012 girato con la tecnica del found footage. Un bel film, non c’è che dire, uno dei pochi che sia riuscito a toccare  temi importanti in ambito supereroistico [o meglio “superumano” perché di supereroi tecnicamente non ce ne sono]. Vista la riuscita di questo filmetto la 20th Century Fox ha pensato male di affidargli il reebot del gruppo di supereroi più difficile da adattare sul grande schermo: I Fantastici 4! Cosa sia accaduto realmente sul set non ci è dato saperlo [lui dà la colpa alla Fox, la Fox dà la colpa a lui, ancora un po e andavano a piangere dalla maestra], il risultato però è un floppone di livelli inauditi chiaro segno che non tutti i registi sono portati per le grandi produzioni.

Oltre il danno la beffa: la Disney aveva affidato a Trank la regia di uno dei futuri spin-off della nuova trilogia di STAR WARS, ma visti i risultati e la professionalità dimostrata con I FLOPPISSIMI 4, Mickey Mouse ha chiamato Trank dicendogli “Senti, forse è meglio se restiamo solo amici“.
Facciamo tutti un minuto di silenzio per la carriera di Josh Trank.

6) NOAM MURRO
[300: L’ALBA DI UN IMPERO]

MURRO - 300: RISE OF AN EMPIRE

Una brillante carriera come regista di spot pubblicitari bruciata definitivamente dopo aver volato troppo in alto [e troppo in fretta] vicino al sole hollywoodiano.
Noam Murro esordisce al cinema con SMART PEOPLE commediola del 2008 che è piaciuta ad alcuni e ad altri un po meno. La pellicola comunque ha fatto parlare di se quel tanto da convincere la Warner Bors che Murro era l’uomo giusto da mettere dietro la macchina da presa del sequel non che prequel ma anche un po midquel di uno dei film storici [se così si può definire] più epici di questo millennio ovvero 300.
Murro purtroppo si è rivelato essere un povero mestierante dedito solo a scimmiottare quella titanica regia di Zack Snyder che fece la fortuna della prima epopea spartana.
Attualmente di Murro si sono perse le tracce ma ogni eventuale avvistamento va segnalato alle autorità competenti.

5) MARK NEVELDINE & BRIAN TAYLOR
[GHOST RIDER – SPIRITO DI VENDETTA]

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Nel 2006 uscì uno dei film d’azione più folli dell’intera carriera di Jason Statham: CRANK pellicola che non sto neanche qui a spiegarvi cos’è perché se siete fan dell’action movie l’avrete sicuramente visto [e vi è piaciuto, so che vi è piaciuto!].
Comunque, la regia frenetica e il fuoco vivo che traspirava dagli occhi dei due registi Mark Neveldine e Brian Taylor ha eccitato talmente tanto la Columbia Picture che li ha messi in cabina di regia di un film dedicato ad un atipico e non convenzionale [e quindi perfetti per il duo Neveldine/Taylor] eroe Marvel sperando di poterne riesumare il franchise: GHOST RIDER – SPIRITO DI VENDETTA!
I due registi si sono rivelati però dei fuochi di paglia. Il film sul fiammeggiante centauro è a dir poco povero di contenuti e con scene d’azione un po banalotte e per niente adrenaliniche che a confronto Peppa Pig è MAD MAX: FURY ROAD.
Nota positiva: i diritti del personaggio sono tornati in mano ai Marvel Studios, quindi non ci resta che sperare che ci facciano qualcosa di buono, magari in una piattaforma degna [qualcuno ha detto Netflix?].

4) JOSÈ PADILHA
[ROBOCOP]

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Il regista brasileiro si era distinto per due fortissimi film sulle squadre speciali [i BOPE] che operano nelle peggiori e più pericolose favelas del Brasile: TROPA DE ELITE e TROPA DE ELITE 2 – IL NEMICO È UN ALTRO. I due film presentavano scene molte crude ed erano cariche di tematiche importanti per la cultura Brasiliana. La Columbia ha quindi pensato di affidare a lui il reboot di ROBOCOP sperando che ne potesse trarre qualcosa di più adulto e profondo.
E così è stato, c’è molta politica e molta critica sociale nel film di Padilha…..peccato che il film si chiami ROBOCOP e che il poliziotto robot sia poco più che una pedina nell’intero il film! Neanche le scene d’azione [quelle poche che ci sono] sono riusciti a salvare la pellicola dal flop facendo rimpiangere l’inarrivabile opera originale di Paul Verhoeven del 1987.
Comunque, dopo la disavventura robocoppiana, Padilha si è dato al piccolo schermo [o meglio allo streaming] producendo e dirigendo un paio di episodio della serie Netflix NARCOS. Decisamente più nelle sue corde.

3) GAVIN HOOD
[X-MEN LE ORIGINI: WOLVERINE, ENDER’S GAME]

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Gavin Hood non è passato da 0 a 100 nel giro di un film. Dopo la sua pellicola premio oscar IL SUO NOME È TSOTSI, Hood provò ad entrare ad Hollywoodland con RENDITION – DETENZIONE ILLEGALE film che non giudico perché non l’ho visto ma di cui non si leggono belle cose nell’internet.
Nonostante il piccolo flop, la 20th Century Fox gli affida comunque il primo spin-off della serie X-MEN nonché primo film in solitaria del più famoso e amato mutante della Marvel: Wolverine, il cui film ne avrebbe dovuto esplorare il lungo, misterioso e tortuoso passato.
E fu flop!
Con una storia che fa marameo al fumetto originale e delle scelte artistiche di gran lunga discutibili [qualsiasi riferimento a Deadpool è del tutto casuale…..no davvero, se quel coso nel film ha qualcosa in comune col mercenario chiacchierone è solo culo], lo spin-off con protagonista Hugh Jackman non conquista il pubblico ma ripaga [di poco] le tasche della major convincendola a produrre altri due film [ma questa è un’altra storia].
Per quanto riguarda Hood invece dopo la parentesi mutante ci riprova qualche anno più tardi con ENDER’S GAME, film fantascema che ha spaccato in due il pubblico [e le palle al sottoscritto].

2) MARK WEBB
[THE AMAZING SPIDER-MAN]

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Mark Webb è passato da una produzione di soli 7 milioncini di dollari a un franchise da 230 milioni di dollaroni in un batter d’occhio. Un colpaccio che purtroppo non è andato a buon fine.
Ma io so cosa hanno visto a la Sony e la Columbia in lui, capisco perché si siano fidati.
(500) GIORNI INSIEME è una delle commedie romaniche più fresche e piacevoli che si siano visti negli ultimi anni! E il merito è tutto di Webb che non si limita a raccontare la storia trita e ritrita di due innamorati ma ci coinvolge con trovare registiche e grafiche sviluppate nel suo passato da videoclipparo: gioca con i colori, con la fotografia che sottolinea lo stato d’animo dei personaggi, usa il bianco e nero, si diverte con i formati video come quando racconta il passato di Sole [a mo di film d’epoca con il formato 4:3] oppure nella scena più grande che si sia vista in una commedia dal sapore agrodolce, quando splitta lo schermo in due mostrando contemporaneamente a sinistra le aspettative di un innamorato Joseph Gordon-Levitt [che reincontra la sua amata Zooey Deschanel dopo un lungo periodo di separazione] e a destra la dura e triste realtà [lei non se lo caga di striscio ma anzi ha in serbo una brutta sorpresa].
Nel suo piccolo il potenziale del regista era immenso, IMMENSO…..purtroppo è stato fregato da un attacco di panico [o dalla classica ansia da prestazione].

Quando gli affidano le redini del supereroe Marvel più iconico di sempre, Webb decide di andare sul sicuro e fa il minimo sindacale dietro la macchina da presa. E con una direzione piatta e una storia confusa, il risultato è un insipido cinefumetto che ha fatto rimpiangere lo SPIDER-MAN 3 di Sam Raimi [il che non è facile].
Nonostante il deludente incasso e ancora di più le deludenti recensioni, la Sony non si scoraggia e offre a Webb una seconda possibilità…..che si brucia inesorabilmente facendo l’esatto errore opposto: ci mette troppa roba!
Troppi personaggi, troppo colore, troppe battute, troppe libertà sulla messa in scena [Electro che suona “Itsy Bitsy Spider” durante lo scontro finale? MA SEI SERIO?!]. Più che un film da 200 milioni sembra di vedere un episodio del famoso cartone animato degli anni ’90.
Nulla da fare, nonostante la Sony pianificasse un franchise lungo e prosperoso [composta da 1 sequel, 2 spin-off a tema villain, 1 spin-off al femminile culminanti tutti in un grande cross-over] le strade di Spidey e Webb si separano: l’arrampica-muri è tornato a casa Marvel entrando ufficialmente nel Marvel Cinematic Universe, mentre il caro Webb si sta cimentando sul piccolo schermo con la serie LIMITLESS.
Una separazione tutto sommato amichevole per quella che poteva essere una grandissima e duratura relazione.

1) JOSEPH KOSINSKI
[TRON: LEGACY]

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From Zero to Hero“.
Così cantavano le muse nel film d’animazione Disney HERCULES e credo che non ci sia definizione più azzeccata per definire Joseph Kosinski passato letteralmente dall’essere un signor nessuno a dirigere una pellicola fantascientifica [sempre Disney] dal budget di 170 milioni di cucuzze! Ma facciamo un passo in dietro.

Kosinksi era un architetto con la passione per la computer grafica, si divertiva a realizzare corti in CGI, corti notevoli suppongo dato che è stato notato da un bel po di gente in quel di Hollywood [tra cui un certo David Fincher]. Col tempo comincia ad occuparsi [e a dirigere] degli spot pubblicitari sempre ad alto tasso computer-grafico.
Contemporaneamente la Disney si trovava nel continuo e inutile tentativo di realizzare un sequel di TRONsfortunato cult fantascientifico del 1982. A convincerli a procedere con questo benedetto sequel sara un corto realizzato proprio da Kosinski intitolato TR2N e usato in seguito per pubblicizzare la pellicola [se vi interessa lo trovate QUI camuffato da trailer].
Visivamente il film è una bomba e riesce a lasciare di stucco tutti quanti, ma purtroppo non incassa il dovuto. Proprio come accaduto 30 anni prima col primo film, anche TRON: LEGACY si ritrova a racimolare poco più del doppio dei soldi spesi bollandolo per sempre come un flop made in Disney. Peccato perché a me il film è piaciuto un sacco, è un po prolisso nell’introduzione e sbrigativo nel finale, ma la resa grafica, l’azione e più in generale il mondo creato [anzi, RIcreato] da Kosinski è formidabile.

Kosinski però non si scoraggia e tre anni più tardi riesce a realizzare un suo vecchio e caro progetto, OBLIVION altro piccolo flop del regista che si conferma non essere portato per il grande schermo nonostante le altissime capacità e la grande visione registica.

Il migliore tra i peggiori insomma.

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11 thoughts on “TOP 7: REGISTI ESORDIENTI PER GRANDI BLOCKBUSTERS – PERCHÈ È UNA PESSIMA IDEA

  1. Grande pizzaDog! Sui “Non proprio Magnifici 7” sono abbastanza d’accordo.
    Ma non credo che quella di affidare blockbusteroni giganti a registi mezzo-esordienti, se non proprio esordienti, sia di per sé una scelta sempre sbagliata. Non credo neanche che fosse questo quello che intendevi dire tu, ma ci tenevo a fare il simpatico cacacazzi e a sottolinearlo come se ce ne fosse bisogno. Insomma non esistono regole del genere, dipende tutto da caso a caso. Anzi, volendo fare proprio i precisini, forse sono addirittura di più i casi in cui questa scelta si è rivelata vincente rispetto a quelli che invece no. Ma comunque il discorso ci sta tutto e oggi più che mai questo è uno dei fenomeni più interessanti.
    Il problema che ha portato a disastri come quelli che hai citato tu (anche se Tron: Legacy tanto disastroso non è stato, non come gli altri almeno) per me sta tutto nel rapporto tra le major e i registi, che spesso non sono sulla stessa lunghezza d’onda, sono pieni di incomprensioni e malintesi. La posta in gioco è sempre talmente alta che si è costantemente in procinto di andare nel panico più totale. Quando si tratta di film così grossi, infatti, ci sono sempre un sacco di persone che vogliono metterci le mani sopra “per sentirsi più sicuri” e se il regista non ha abbastanza coglioni e talento da far star zitti tutti (magari DIMOSTRANDO anche di avere tutto sotto control-BATMAN BEGINS PORCODDIO), il film va a rotoli, diventa un pasticcio incredibile come il nuovo Fantastic 4 che ne è uno degli esempi più eclatanti e che ha dimostrato allo stesso tempo sia l’inadeguatezza di Josh Trank che la fragilità della Fox.

    E spero mi perdonerai per la bestemmia, non so o comunque non ricordo come la pensi tu circa le bestemmie. A me piacciono un casino, ma se a te danno fastidio dimmelo che in futuro evito 😉

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    • Sono d’accordo al 200% con quello che hai detto tu caro Zack…..e ti chiedo scusa perché in realtà questa tua arringa si poteva evitare facilmente! Mi sono accorto ora rileggendo il post che ho cancellato per sbaglio un paragrafo dove anticipavo la seconda parte di dei “Registi esordienti per grandi Blockbusters”. Sto scrivendo proprio ora l’altra classifica con i “Magnifici 7”, ovvero con i registi che [al contrario di questi qua sopra] ce l’hanno fatta a fare dei film con la F maiuscola!
      Errore mio XD

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      • Ahahahah che grande! Tranquillo, tranquillo. Attendo con ansia la seconda parte allora! 😉

        PS: Ah, dimenticavo. Probabilmente non ti è arrivata la notifica, perché il sistema dei commenti del mio blog fa cagare, ma alla fine ti avevo risposto al commento sotto il mio post su Sense8. Se ti interessa e se non l’hai già letto, sai dove trovarlo. 😀

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  2. Articolo pieno di considerazioni interessantissime, che presenta le majors un po’ come quegli strateghi militari dei campi di addestramento intensivo (stile “Orfani”, il fumetto Bonelli di Recchioni e Mammucari), in cui tanti ragazzi sono buttati allo sbaraglio e se ci lasciano le penne, peggio per oro, ma quelli che emergono sono dei duri, più duri dell’acciaio e varranno miliardi!
    Parli la mia stessa lingua, quella dal cuore nerd e mi citi Ortolani (tra l’altro la sua recensione del film di Trank è da lacrime…) e Peppa Pig…
    Le disamine che hai fatto dei sette registi sono senza pietà ,ma purtroppo per lo più molto vere e questo è senza dubbio da collegarsi alla tua premessa ed anche all’osservazione di Zack, che poi alla fine sono la stessa cosa: o sei davvero molto bravo o molto esperto o molto Nolan (ed anche un po’ molto inglese) oppure ti soffiano via qualcosa in una mega-produzione: ricordo ancora quello che diceva Spielberg sulla difficoltà immensa di mantenere coerenza nella gestione di una grossa produzione e di come ogni giorno, ogni ora, ogni minuto doveva lui stesso combattere con agenti di immagine, lobbisti di prodotti (auto, armi, cibo, etc.) che cercavano di passargli avanti persino con il direttore della fotografia o il costumista o l’attrezzista.. . una giungla!
    Ricordo anche un’intervista fatta a Paul Thomas Anderson (un genio, a mio avviso, che sia chiaro) in cui in modo un po’ patetico e miope si lamentava di come le majors affidassero inspiegabilmente a Nolan un fracco di soldi per girare dei blockbuster e che anche lui ne avrebbe fatti di film così se solo gli avessero affidato delle mega-produzioni… ma noi sappiamo che non è così, che non è roba per tutti, no, per girare dei kolossal ci vuole qualcosa in più che non è solo bravura o arte (che, ripeto, non mancano ad Anderson), ma anche una sorta di capacità di essere oltre che un grande regista anche un grande direttore del traffico, quella abilità che ad Hollywood in passato portava dei registi a fare letteralmente carriera più come organizzatori del set che non come pittori dello schermo.
    Comunque, comunque, i film precedenti dicono molto: io apprezzai moltissimo “Chronicle” e speravo molto nel nuovo “Fantastic Four”, dove penso che il disastro sia davvero nel mezzo delle varie affermazioni, ma sicuramente con più palle da parte di Trank questo non sarebbe accaduto.
    Su Gavin Hood, ti dirò che ho apprezzato molto di più “Ender’s Game” che non quella ciofeca con Wolverine (anche perché l’apparente fragilità della trama ed il motivo del perché usino dei bimbi è il risultato di una sceneggiatura miracolosa considerando che è la sintesi di due romanzi, con tagli feroci, approvati dallo stesso scrittore dei due libri che è anche il produttore del film).
    Joseph Kosinski secondo me ha fatto delel cose splendide, ma non riesce ad imbroccare il ritmo necessario per essere davvero mainstream: “Tron” è sinusoidale, alternando tensione e bellezza senza pari (quasi tutto quello che accade nel mondo virtuale è meraviglioso, con l’eccezione della schifida versione plasticosa di Jeff Bridges) a piattezza e banalità (la parte nel mondo fuori della macchina è terribile e l’atteggiamento del protagonista imbarazzante, da fiction tv di bassa lega), ma vale l’acquisto in Blu-Ray, subito ed “Oblivion” è anche meglio, ma poco adatto al grande pubblico, malgrado una colonna sonora da urlo, effetti splendidi, un concept design geniale ed un grande Tom Cruise, però così, come dire, “incompleto”, come fosse un “Divergent” senza un “Insurgent” o un “Maze Runner” senza un “The Scorch Trials”…
    Sei nel tuo territorio, Amazing GoodboyDog, si sente a pelle e fai faville quando ti lasci andare!

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    • Grazie 1000 Kasa 🙂
      Concordo con quanto hai detto tu [e prima ancora da Zack], se un regista è veramente bravo non ci sono cazzi che tengano, il film viene fuori bene, magari non eccelso [le major ci mettono lo zappino ogni tanto] ma sicuramente qualcosa di buono si. Il che non vuol dire che tutti quelli che floppano siano pessimi registi, semplicemente non sono nel loro campo da gioco. Mi hai citato Paul Thomas Anderson, ecco un regista come lui, con una visione particolare come la sua non potrà mai fare un blockbuster di un certo tipo, non perché non ne sia capace, ma perché la sua abilità sta nei suoi schemi sviluppati in tutti suoi anni di carriera, schemi che non richiedono un grosso budget e che funzionano comunque benissimo. Più soldi spesso significa più persone coinvolte che sperano di ricevere altrettanto denaro in cambio dal box office e inevitabilmente ad un regista tocca “vendersi” quel tanto che basta per accontentarli. Anche Nolan che ha avuto la fortuna [o il merito] di avere quasi carta bianca in ogni suo progetto, ha dovuto cambiare il suo modo di fare cinema. MEMENTO non ha nulla a che fare con INTERSTELLAR [e personalmente preferisco 100 volte il primo al secondo].
      Se un regista si impone troppo su un film c’è il rischio che gli incassi non ripaghino le spese della produzione bollandolo come flop [anche se magari è un bel film]. Se invece un regista non ha abbastanza spina dorsale da imporsi sulla produzione finisce per fare un film non suo ma una accozzaglia di roba voluta dai produttori. E quindi flop.
      L’ideale sarebbe avere un perfetto equilibro tra regista e produzione, avere le stesse idee, la stessa visione o al massimo affrontare qualche piccolo compromesso [da ambo le parti]. Cosa difficilissima, ma per niente impossibile.
      Coming soon 7 esempi di come sia possibile tutto ciò 😉
      PS: il mio problema con ENDER’S GAME è 1) non ho mai letto il libro; 2) quei film con protagonisti ragazzini che fanno cose [com’è che li chiamano ora? young adult?] mi stanno un po stufando. Di solito parto già con dei pregiudizi negativi e il film di Hood non mi ha preso quel tanto da farmi ricredere al contrario per esempio di HUNGER GAMES.

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  3. Ogni tuo commento è come sempre foriero di considerazioni intelligenti… come l’aria di alta montagna èp rarefatta perché povera di ossigeno, così le tue parole sono belle da accogliere perché prive di stupidità, ma questo le rende ovviamente più complesse, più rare e meno banali.
    Buona domenica!

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  4. Per molti di questi registi sono molto dispiaciuto perché avevano dimostrato talento e capacità. Più che altro mi domando come la carriera di Trank possa andare avanti dopo I Fantastici 4. Tron: Legacy mi era piaciuto, peccato che abbia guadagnato poco.

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    • Trank in questo momento si trova in una bruttissima situazione. Non tanto per il flop [non è ne il primo e non sarà l’unico a sbagliare un film] ma per i rumor sul suo comportamento e la sua poca professionalità [tipo che si chiudeva in una roulotte senza parlare con nessuno o che ha distrutto la casa in cui alloggiava lasciando tra l’altro merda di cane in giro…]. Trovare uno studio che gli conceda un’altra possibilità sarà dura.
      Anche a me è piaciuto moltissimo TRON: LEGACY e mi spiace per Kosinski come sono andati i suoi due film. Spiace anche per Webb e Padilha, magari sul piccolo schermo riescono ad esprimersi al meglio!

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