GUILTY PLEASURE: PUNISHER WAR ZONE – L’INCONDIVISIBLE VIRTÙ DELLA VIOLENZA

Com’è quel detto? Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace?

Ecco, su questa lunghezza d’onda inauguro una nuova rubrica dedicato ai film che non sono piaciuti a nessuno ma in fondo a me [e magari a qualche altro disgraziato] si, i cosiddetti Guilty Pleasure [cos’è un guilty pleasure? Tiè, ve lo spiega Wikipedia in 1 riga].

In passato ho già scritto recensioni positive su film di dubbia fattura [come 47 RONIN o I FANTASTICI 4 con Jessicona Alba] ma ora rendo ufficialmente pubblici i miei cattivi gusti in fatto di cinema di un certo tipo di cinema [oltre al cazzo che me ne frega di recensioni, stelline e pomodori marci].
Per iniziare non potevo ovviamente non scegliere un film d’azione, supereroistico, flopparo, di cattivo gusto e così deludente in patria che in Italia è uscito direttamente in DVD: PUNISHER: WAR ZONE.

Terza incarnazione del personaggio Marvel che tutt’ora sembra non trovare il suo momento di gloria sul grande schermo. Dopo il bestione sfasato senza logo di Dolph Lundgren ne IL VENDICATORE [titolo italiano ovviamente alla cazzo di cane] e il pirletta interpretato da Thomas Jane che torturava i mafiosi coi ghiaccioli e faceva scherzi telefonici alla moglie di John Travolta [tutto vero eh] nel THE PUNISHER del 2004, si sentiva decisamente il bisogno di un film più cattivo, cazzuto, immorale, volgare, fuori di testa e meno propenso a piacere alle famiglie.
E cazzo tutto questo è PUNISHER: WAR ZONE!

No davvero, è figo da paura sto film, com’è che non è piaciuto?

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Non si parla del Punitore in calzamaglia anni 70/80 ne di quello più moderno con maschera e gadget hi-tech, il materiale d’ispirazione è ovviamente quel Punisher grottesco e sopra le righe, un po profano ma molto divertente scritto da Garth Ennis per la linea MAX sotto etichetta della Marvel destinata ad un pubblico abbastanza grande da conoscere parolacce, violenza e pornografia e caratterizzato appunto da storie e personaggi non adatto agli infanti [per dire, avete presente il Russo, il cattivone visto nel film del 2004? Ecco, nel fumetto torna in vita sotto forma di cyborg transessuale].
Proprio come il Punisher MAX anche PUNISHER: WAR ZONE si concede la libertà di non piacere alla massa mostrando morti splatter, personaggi inverosimili e bidimensionali che sanno fare bene solo 2 cose: uccidere o essere uccisi.

Volevate qualcosa di intelligente e introspettivo? Fottetevi!

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Tiè

L’intero film è caratterizzato da questo taglio da film d’exploitation diretto allegramente da Lexi Alexander [eh si, il marvel movie più violento di tutti è diretto da una donna, in barba al cromosoma Y] che si diverte tanto nelle scene d’azione quanto si annoia in quelle narrative [molto banale e anonima tutto ciò che non è spara spara, corri corri, picchia picchia, muori male].

Nel ruolo del protagonista c’è Ray Stevenson che interpreta un Frank Castle abbastanza piatto ma decisamente più ingellato più cattivo rispetto al pirletta interpretato da Thomas Jane [niente ghiaccioli in questo film]. Ad accompagnarlo nella lotta guerra contro i criminali ci sono Martin Soap il detective sfigato a capo della task force contro il Punisher che segretamente gli gira informazioni riservate, Carlos un pentito Latin King che fornisce armi e soffiate al team Puni e infine ma più importante Micro aiutante e “coscienza” di Castle interpretato da Wayne Knight che probabilmente non riuscirà mai a togliersi l’appellativo di “ciccione di JURASSIC PARK“, ma che contrariamente al motivo per il quale è stato assunto [dare un lato comico al film” parole della Alexander] offre l’interpretazione più seria e composta dell’intero cast.

Ooooh, va che ho fatto anche SPACE JAM
[Giusto, ha fatto il ciccione anche in SPACE JAM]

Ma se i buoni sono abbastanza normali, il bello ce lo offrono i villanzoni!

Tralasciando i mafiosi italo americani, i 3 parkouristi strafatti e le varie bande caratterizzate dai più banali stereotipi razziali, abbiamo Dominic West granidssimo nel ruolo dello sfigurato Jigsaw [Puzzle in italiano…no comment]. È esagerato, sopra le righe ed è spietato, non ci sono motivazioni chiare dietro quello che fa [perché ci devono essere sempre delle motivazione dietro un pazzo figlio di puttana?] eppure il più folle di tutti è suo fratello Jimmy il Matto, interpretato da Doug Hutchison [già a suo agio nel ruolo di stronzo sadico dopo IL MIGLIO VERDE] un pazzo cannibale rinchiuso in un manicomio che squarta una guardia per avergli mangiato una mela e spacca a testate gli specchi per impedire che suo fratello ci si rifletta.
Proprio un bravo ragazzo.

Va là che tenerezz…

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Ah.

Come detto prima, la regia da il meglio di se nelle carneficine e nelle sparatorie ma casca nell’insulso per tutto il resto del film. Per la fotografia si è invece scelta una strada sperimentale: le varie ambientazioni hanno sempre un colore predominante. In una scena non c’è per esempio il blu della notte, il giallo del lampione e il verde di un’insegna, è tutto o prevalentemente blu o giallo, o verde, o viola ecc…una scelta un po discutibile che potrebbe rifarsi a qualche fumetto [non del Punitore] ma forse più adatto per altri tipi di film.

COS’È ANDATO STORTO?

La produzione del film non è stato tutto rose e fiori.
La sceneggiatura è stata riscritta più volte e da più mani [inizialmente era stato concepito come sequel del film del 2004, prima del 2 di picche di Thomas Jane e del regista Jonathan Hensleigh]. Lo studio poi ci ha messo del suo: sono state contestate molte scelte artistiche [tipo i 3 parkouristi non li volevano…vai a capire perché] ed è stato licenziato all’ultimo il compositore che stava lavorando ad una colonna sonora in linea con il film [molto Metal e disturbante suppongo] per assumere qualcuno che facesse uno score più simile a “IL CAVALIERE OSCURO” [mi taglierei le vene ogni volta che leggo certe cose].
Il colpo di grazia finale è stata la scelta [contestata dalla Alexander] di fare delle anteprime stampa quando invece per certi tipi film non vengono fatte per ovvie ragioni. I giornalisti non cogliendo lo spirito del film e del fumetto ne tanto meno certe citazioni [come la famosa scena della “sbendatura” del Joker di Tim Burton o il discorso alle truppe di FAHRENHEIT 9/11 di Michael Moore] hanno stroncato totalmente il film facendolo uscire in un clima di “non lo guardo, dicono che fa cagare“.

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“Tua madre”

CONCLUSIONE

Visti i contenuti del film, una giornalista del New York Times ha scritto “Lexi Alexander dovrebbe andare in prigione per la sua immaginazione violenta“…..CAZZATA SPAZIALE! E a Rob Zombie allora cosa facciamo? Sedia elettrica?
Si, in questo film c’è molto sangue, morte e violenza gratuita, diverso da qualsiasi altro cinefumetto realizzato e decisamente non adatto ad un pubblico bigotto che vuole solo costumi e belle parole. La storia è molto banale e i personaggi al limite della bidimensionalità ed è tutto un tripudio di cliché e pallottole.

E allora?

Non c’è la spettacolare azione degli AVENGERS ne i finti combattimenti de IL CAVALIERE OSCURO, non c’è una storia intricata dai rivolti politici come in X-MEN, non c’è un villain introspettivoh come il Joker, non ci sono le battute di Robert Downey Jr, non c’è una colonna sonora firmata da Hans Zimmer e non c’è un cameo di Stan Lee. Perché il film non abbia conquistato il grande pubblico è evidente a tutti [ed è normalissimo che a qualcuno non sia piaciuto, per carità, lo capisco anche], è stato anche fatto con quattro spicci e distribuito in un numero ristretto di sale, letteralmente un B-movie, ma per quello che è il personaggio e il materiale di partenza questa è sicuramente una delle incarnazioni più adeguate, anzi in alcuni casi si sono anche trattenuti [basta pensare ai risvolti incestuosi del detective Soap nel fumetto di cui non si fa accenno nel film] per non parlare di una colonna sonora che vede artisti come Slipknot, Rise Against, Slayer e Rob Zombie [sempre che vi piaccia questo genere, se no ciccia].

Sono sicuro che il film il suo pubblico se lo sia trovato [un gruppetto di bastardi sparso per il mondo di cui mi sento ovviamente parte], la prossima volta che vedremo Frank Castle sarà nella seconda stagione di DAREDEVIL interpretato da Jon Bernthal, una versione sicuramente bellissima, più profonda ma comunque cruda come quella data da Frank Miller [da cui sicuramente si ispireranno] ma per me la ZONA DI GUERRA è [e sarà] sempre una piccola parentesi Rated R in cui trastullarmi quando le chiacchiere stanno a zero e gli unici a dover parlare sono le armi del Punisher e le grida delle sue vittime, il tutto condito da sangue, viscere e accompagnati dalla voce gracchiante di Rob Zombie.

Non potrei chiedere di meglio.

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9 thoughts on “GUILTY PLEASURE: PUNISHER WAR ZONE – L’INCONDIVISIBLE VIRTÙ DELLA VIOLENZA

  1. Ne “La Gazzetta di South Park”, il blogger Giorgio Viaro, parlando a proposito dei “piaceri probiiti” ed innominabili passioni che moltissimi cinefili hanno verso dei film teoricamente lontani dai loro gusti altolocati, scrisse “[…]guilty pleasures, pellicole di genere, (melodrammoni lacrimosi, commedie scollacciate, horror, action frettolosi), che pur palesando una qualità di scrittura e messa in scena davvero mediocri, conquistano l’arido cuore indagatore di chi di mestiere si occupa di cinema, consentendogli per un paio d’ore di accantonare la propria ferocia di giudizio […] Ecco quindi severissime penne che di norma sono abituate a radiografare il realismo di un dramma sociale, sciogliersi in lacrime di fronte alla lagna di un elementare racconto di giovani separati dalla guerra o che dopo aver fatto a pezzi l’incoerenza di un thriller d’autore, si riguardano per la ventesima volta un film di Stallone ripetendo le battute a memoria […].
    I veri “Gulty Pleasure” sono proprio così, non pellicole perfette (altrimenti che piacere proibito sarebbe appassionarsi ad una cosa ritenuta bella da tutti?), ma anzi film per molti aspetti “sbagliati” ma con quel non so che che ti fa stare bene!

    Hai creato una rubrica bellissima ed anche molto intelligente, uno spazio dove, se ho ben capito, non vuoi rivalutare film a tuo avviso sottovalutati (quindi, una revisione critica e la riparazione di un torto), ma confessare l’apprezzamento per qualche film, forse un po’ “cazzone”, ma tanto piacevole…

    Mi viene in mente la situazione in cui, dopo che sono state cucinate in padella delle salsicce belle grasse con i fagioli ed averle già servite nei piatti, qualcuno della famiglia si alza e contro qualsiasi regola di igiene alimentare pensa bene di “fare scarpetta” nell’olio esausto rimasto sul fondo della padella… e quando qualcuno gli fa notare che probailmente sta per mangiarsi qualcosa che, nella migliore delle ipotesi, usa un poster del Danacol come bersaglio per le freccette, risponde “Fa male, lo so, ma che gusto!

    Ultima nota: il film che hai recensito, ovviamente (da lettore di fumetti!), lo vidi a suo tempo, perché era un cinecomic e perché speravo fosse un’occasione di riscatto per il personaggio del The Punisher, precedentemente abbastanza bistrattato al cinema: a distanza di tempo, ti dico che il film continua per me ad essere una pellicola sbagliata sotto tantissimi aspetti (tu stesso non ne fai mistero), ma di certo è quella che ha meglio rappresentato lo spirito di Castle, non ci piove!

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    • Illustre Kasa, come sempre hai azzeccato in pieno lo spirito 😉
      Lungi da me ovviamente redimere un film di mal fattura e tanto meno convincere il mondo che si tratta di un film sottovalutato.
      Questa “rubrica” nasce come lettera d’amore per quei film che nessuno può definire “belli” o “riusciti” ma che a me [e sospetto anche qualcun altro] è piaciuto un sacco per qualche strana ragione che risiede probabilmente nel subconscio infantile di tutti noi o in uno stomaco che ogni tanto ha bisogno di dire “no” alla cucina gourmet per darsi al junk food.
      Rispetto [e neanche a dirlo condivido] la tua delusione verso l’ennesimo flop con protagonista il Punitore…ma cosa ci posso fare? Mi sono divertito un sacco guardando questo WAR ZONE 😀

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      • Ti capisco, ti capisco… noi amanti dei fumetti viviamo sempre nella speranza di trovare una “traduzione” in film degna dell’opera originale in comic o in manga che abbiamo letto…

        Tu sei uno dei pochi che può capire, ad esempio, il dolore che ho provato quando a suo tempo andai al cinema, armato di tutta la mia bonomia e tolleranza ed il sorriso mi si spegneva ad ogni minuto che passavo guardando il film di “Spawn”… una tragedia… dov’era il mio Malebolge? Siamo seri…

        Insomma ci sono “tradimenti” che accetti (i vari Batman, V For Vendetta, Watchmen, lo stesso From Hell, così diverso dal fumetto ma a mio avviso comunque bello… ma non “La lega degli Straordinari Gentiluomini”, ad esempio, un film che fu una cazzata epocale… non si può, seriamente… abbiamo ovuto aspettare Logan e la sua meravigliosa fiction di “Penny Dreadful” per riudare dignità al concept…).

        Andando invece Out of Topic (che figo un film che si chiamasse così… non pensi? Magari scritto e diretto da Kevin Smth…), stavo riflettendo sul fatto che tu pratichi MMA… quindi sei un tosto, tosto, eh?

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      • La mia passione per i fumetti è sbocciata tardi e ci sono moltissimi personaggi che ho conosciuto prima al cinema [o in tv o nei video game] che sul fumetto e Spawn è uno di quelli. Nello specifico non posso immaginare la tua delusione, ma si, in linea di massima siamo sulla stessa lunghezza d’onda riguardo aspettative distrutte! Se poi tiri fori capolavori maltrattati di leggende viventi come i “Gentlemen” di Moore allora ciao, stiamo qui a parlarne fino a domani XD
        Riguardo il tuo “Out of Topic”: 1) a me invece è venuta subito in mente una sitcom, non so perché XD; 2) Dipende dalla tua definizione di “tosto”:D

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  2. Mitico PizzaDog!
    Con il tuo permesso, adesso partirei con la mia visione del mondo e della vita. STRALOL
    Questo War Zone è un B movie di tutto rispetto, che nonostante gli immancabili difetti tecnici, è “fatto bene”. Vuole semplicemente essere un film di serie B, senza alcuna vergogna e senza la pretesa di essere anche altro, e ci riesce, diverte tantissimo ed è pure la migliore trasposizione cinematografica del fumetto finora. Insomma sono d’accordissimo con tutto quello che hai detto tu e con il commento del Maestro Kasabake.
    Però è qui che casca l’asino. Che sarei io, ovviamente. Anche perché ora che ci penso non è quello il modo di dire più appropriato al discorso e a quello che sto per dire.
    Ma comunque. Il mio guilty pleasure in questo caso, ed è la prima volta che lo dico apertamente in pubblico, è proprio l’altro Punisher, quello del 2004 con Thomas Jane e John Travolta (non ho ancora visto quello con Dolph e mi sento tanto una brutta persona).
    Punisher War Zone mi ha divertito, tutto sommato mi piace, ma non riesco a percepirlo come guilty pleasure, perché lo considero appunto come un normalissimo B movie che non ha niente di veramente brutto e soprattutto non ha niente di cui vergognarsi. Quello con Thomas Jane invece era sballatissimo, in un certo senso anche più folle di questo e a tratti veramente ridicolo (sai benissimo di che parlo), però l’ho visto per la prima volta che ero abbastanza giovane e sapevo molto poco sia del fumetto che del cinema in generale. Quindi non so bene cosa fosse, ma mentre guardavo il film provavo una strana sensazione di disagio fisico che in qualche modo mi attirava tantissimo e il solo ricordo di quella sensazione mi spinge tutt’ora a rivederlo con piacere quando lo becco in tv. E solo a pensarci ora mi stanno quasi venendo i brividi. Quasi.
    Comunque, grande! Se il pippone ti ha annoiato, sappi che è colpa tua che me l’hai fatto venire. Mi piace questa nuova rubrica!

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    • Caro Zack il mondo è bello perché è vario…ma soprattuto perché ognuno di noi ha dei piaceri nascosti che non rivelerebbe in circostanze normali!
      Avendo aperto il vaso di pandora con WAR ZONE ti ringrazio della tua condivisione e di esserti unito al gruppo [improvvisamente sembra un incontro di film brutti anonimi].
      Ti dirò, nonostante mi piaccia prenderlo in giro, ai tempi anche io apprezzai il Punisher con Thomas Jane. Poi però sono arrivati i capelli ingellati di Ray Stevenson e la faccia sfigurata di Mosaico ed è stato amore a prima vista XD
      Comunque avevo letto da qualche parte [forse negli extra del DVD] che il Punisher del 2004 è diventato un cult dei film a basso budget e viene spesso usato nelle università degli stati uniti come motivo di studio sulle produzioni.
      Quindi oh, zitti zitti questi due Punisher hanno i loro meriti 😉

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      • Uhhh questa storia delle università mi è nuova! Andrò ad approfondire.
        Comunque sì, i loro meriti ce li hanno sicuramente anche per il semplice fatto di esistere e di essere gradevolmente violenti. 😀
        Alla prossima!

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    • Caro Lupo conosco bene i tuoi gusti e credimi, per me sei un faro del Guilty Pleasure 😀
      A me non ha stufato il cinema “normale”, ma ogni tanto ci vuole, cazzo CI VUOLE qualcosa di più viscerale anche se universalmente definito come “brutto film”!

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