CINECOMICS STORY – PROLOGO: ONOMATOPEE SUL PICCOLO SCHERMO

Il connubio tra cinema e fumetto si fa sempre più forte e frequente, ormai siamo arrivati ad una media di 4/5 film tratti da un comic book all’anno e in futuro sono in procinto di aumentare [se ne contano 5 solo tra DC e Marvel Studios…se ci mettiamo in mezzo anche quelli di proprietà FOX, Vertigo, film tratti da graphic novel, da fumetti meno mainstream, manga, film d’animazione ecc…fate voi i conti! #EsconoDalleFottutePareti].
C’è chi è felice come un bambino a natale ogni volta che ne viene annunciato uno nuovo [come il sottoscritto], chi è titubante, chi si è scelto solo una scuderia da seguire e c’è addirittura chi si è definito “stanco” di tutti questi cinecomics.

Ma il cinefumetto può essere visto veramente come genere a sé? Insomma non è come un horror, una commedia o un film d’azione anzi, spazia tra i vari generi in base al fumetto di origine! Essere stanco dei film tratti da fumetti non è un po come essere stanchi dei film tratti da libri, dai film tratti da storie vere o da film storici? Hanno lo stesso tipo di fonte ma non per questo sono tutti uguali.

Anche personaggi illustri come Steven Spielberg vedono i comicbook movies come un genere o una moda passeggera. “Abbiamo assistito alla morte del western e ci sarà un giorno in cui i cinecomics faranno la stessa fine” si legge in una sua intervista. “Non è detto però che non possano tornare, credo che la cultura popolare sia fatta di cicli infiniti“.
E infatti i film tratti da fumetti non sono nati ieri, vengono riproposti ciclicamente, sebbene abbiano trovato la loro fortuna e la loro vasta fetta di pubblico all’inizio del nuovo millennio è fin dagli anni ’30 che il cinema cerca nelle vignette illustrate l’ispirazione per grandi film e grandi storie.

ORIGINS

serial-movie-1940

Negli anni 30 erano molto diffusi [soprattutto negli Stati Uniti] i cosiddetti serial cinematografici, serie a episodi che venivano proiettati prima dell’inizio di un film [presente i corti Pixar? Uguale ma con puntate collegate tra loro]. I proto-cinecomics potremmo dire che nascono proprio in quei serial.
Il primo fortunato a vedere il buio della sala fu FLASH GORDON [1936], celebre personaggio creato da Alex Raymond che si era fatto conoscere in quegli anni per le strisce domenicali nei quotidiani.
Visto il buon riscontro di pubblico, altri personaggi presero presto esempio approdando sul grande schermo. Tanto per fare qualche nome:

  • DICK TRACY [1937] basato sulle strisce di Chester Gould e interpretato da Ralph Byrd che riprenderà il ruolo nei tre seguiti e in due film televisivi;
  • THE ADVENTURE OF CAPTAIN MARVEL [1941] il Capitan Marvel della Fawcett Comics [prima che diventasse proprietà DC con il nome di Shazam] interpretato dal cowboy Tom Tyler;
  • THE PHANTOM [1943] conosciuto da noi come Uomo Mascherato, protagonista di strisce a fumetti ad opera di Lee Falk;
  • BATMAN [1943] prima vera apparizione dell’Uomo Pipistrello sul grande schermo, allora col volto di Lewis Wilson accompagnato da Douglas Croft come Robin. Il serial si porta il merito di aver introdotto ufficialmente la Batcaverna nell’universo batmaniano [prima di allora era indicato come un generico “hangar”], sarà la prima ma non l’ultima volta che una trasposizione cinematografica influenza il fumetto di origine;
  • CAPITAN AMERICA [1944] serial vagamente ispirato al personaggio Marvel, vedeva il commissario Grant Gardner vestire i panni del Capitano per sconfiggere il malvagio The Scarab [“vagamente” ispirato appunto];
  • SUPERMAN [1948] e finalmente anche il supereroe per antonomasia si guadagna il grande schermo. Protagonista della serie era l’attore Kirk Alyn ufficialmente il primo ad aver impersonato l’Uomo d’Acciaio al cinema. Memorabili gli effetti speciali usati durante le scene di volo in cui l’attore veniva sostituito da una versione animata del personaggio, tecnica che oggi fa sorridere ma che all’epoca ne decreto uno degli elementi di successo [erano pure gli anni 40 eh] tanto da convincere i produttori a realizzarne un sequel: ATOM MAN VS SUPERMAN [1950].

È impressionante la rapidità con cui i fumetti e più in particolare i supereroi [da sempre visti come rappresentati della nona arte ma che si limitano ad esserne un ramo…i fumetti NON si esprimono solo tramite maschere e mantelli] cominciarono ad invadere le sale, se pensiamo che Superman, il prototipo del supereroe e padre di ogni personaggio arrivato più tardi [Batman compreso] è stato creato nel 1938, solo dieci anni prima del suo approdo su celluloide [ma anticipato da cartoni animati e show radiofonici].

superman-Kirk-Alyn

Negli anni ci furono altri serial meno fortunati come JUNGLE JIM, BUCK ROGERS e MANDRAKE, in seguito era usanza accorpare i vari episodi e riproporli sotto forma di film, ma il vero e proprio lungometraggio ORIGINALE arrivò all’inizio degli anni cinquanta: SUPERMAN AND THE MOLE MEN [1951] con protagonista George Reeves, uno dei volti più famosi che abbiano mai interpretato l’Uomo d’Acciaio [di sicuro il primo di cui si ha memoria].

Il film ebbe un discreto successo, tale che ne nacque una serie televisiva, ADVENTURES OF SUPERMAN sempre con Geroge Reeves come protagonista.

IT’S A BIRD, IT’S A PLANE, IT’S…

Nacque una leggenda, nacque una mitologia.
Come accaduto col comicbook, Superman divenne il primo supereroe della televisione, il suo arrivo sul piccolo schermo fu un evento senza precedenti, anche nelle pagine dei fumetti non si perdeva occasione di annunciare “Superman is on television!” diventando presto un’icona americana ed entrando nelle case degli spettatori in piena Guerra Fredda annunciando la sua “eterna battaglia per la verità, la libertà e lo stile di vita americano“.

La serie è considerata ancora oggi una pietra miliare del genere ed ebbe un grandissimo successo in tutte le sue 6 stagioni [di cui le prime due in bianco e nero] andate in onda dal 1952 fino al 1958 anno della sua prematura conclusione in seguito al suicidio di Reeves [un tragico evento che ha fatto molto parlare e che è stata anni dopo raccontata nel film HOLLYDOODLAND in cui Ben Affleck interpreta il compianto attore].
L’evento fece molto scalpore non solo per la popolarità che Reeves si era guadagnato in quegli anni, ma perché agli occhi del pubblico lui ERA Superman!

bonus

Era la prima volta che un attore e un personaggio dei fumetti diventavano un tutt’uno entrando nell’immaginario collettivo, neanche lontanamente comparabile con un Stephen Amell o un Robert Downey Jr. di oggi, la gente guardava Reeves e vedeva Superman, pensava al supereroe e immaginava l’attore. Quando morì Reeves fu come se fosse morto lo stesso Superman.
Sentimento forte e difficile da comprendere per noi oggi quello che veramente si sviluppo nel cuore del pubblico, segno che forse la gente era pronta per l’ondata di GRANDI spettacoli fumettistici [o in questo caso supereroistici] sul piccolo schermo….ondata che però fu bloccata sul nascere.

comics-code-authority

Negli anni ’50 un certo Frederic Wertham accusò i fumetti di essere la fonte di molti disturbi infantili, un’accusa assurda e abbastanza sterile basata sul fatto che molti dei suoi pazienti erano assidui lettori di comics [e spero non serva specificare il perché della stupidità della cosa, sarebbe come fare una ricerca su pazienti affetti di tumore, scoprire che tutti loro mangiano ciambelle e dedurre che le ciambelle provocano tumori…]. La faccenda si protrae per molti anni arrivando al 1954 anno in cui venne istituito il Comics Code Authority un codice di censura da apportare ad ogni singolo fumetto. Tale censura impediva la presenza nei fumetti di creature spaventose [vietati vampiri e zombie], di scene di sesso e di violenza e soprattutto era vietato illustrare in modo irrispettoso le istituzioni [poliziotti e politici non potevano essere rappresentati come “cattivi” o corrotti] il che portò ad un drastico cambiamento nelle storie che diventarono sempre più sempliciotte e infantili accaparrandosi il titolo di “kid stuff” [roba per bambini] pensiero diffuso in parte ancora oggi.

Ed è su questa mentalità e questa “atmosfera perbenista” che una serie tv trova la sua fortuna a metà degli anni ’60. Una serie che rispecchiava l’andazzo dell’epoca e la voglia di prodotti più goliardici e infantili, quella che potrebbe essere facilmente e amorevolmente definita come una delle peggiori trasposizioni mai fatte dal fumetto alla tv ma che il tempo e la passione versò il retrò [ma soprattutto internet] ne hanno decretato la sacralità cult: BATMAN [poi ribattezzato BATMAN ’66]!

THE “KITSCH” KNIGHT RISES

batman-66

Andato in onda sulla ABC dal 1966 al 1968, BATMAN decretò il più grande successo nella storia dei comic-serial dai tempi del Superman con George Reeves.
Il tono è lontano eoni rispetto a quelli di oggi ma anche a quelli originali degli anni ’30, col tempo infatti il crociato incappucciato era passato dall’essere un vigilante oscuro e solitario a giustiziere dai modi meno violenti. Poi è subentrato il sideckick e Batman è diventato sempre più accomodante, alcuni dicono addirittura “paterno”, con l’arrivo del CCA poi le storie presero una piega ancora più leggera e la serie tv non fece altro che accentuare queste rinnovate caratteristiche portandole all’estremo.

Dialoghi insensati, battute nonsense, cattivi strampalati, gadget di dubbia utilità [il bat-schiaccia mosche, il bat-repellente per pescecani, il bat-filtro polaroid], soluzioni al limite del grottesco, transizioni cartoonesche, onomatopee in sovrimpressione. Queste e altre trovate kitsch strutturavano un qualsiasi episodio di questa fortunata serie.
Adam West vestiva i panni di un Batman goffo e un po fuori forma e in compagnia di Burt Ward nei panni di Robin ha dato vita ad un personaggio storico e memorabile nella sua bizzarria.
La stravagante serie raccolse un successo senza pari introducendo elementi iconici che si ricordano ancora oggi come le imprecazioni a tema di Robin, la celebre Batmobile [un concept mai realizzato dalla Ford Lincoln Futura] e i “camei alla finestra” in cui apparvero celebrità dell’epoca come Jerry Lewis, Sammy Davis Jr, Ted Cassidy nei celebri panni di Lurch de LA FAMIGLIA ADDAMS e il duo Van Williams / Bruce Lee come Calabrone Verde e Kato protagonisti de IL CALABRONE VERDE altra serie tv popolarissima negli anni 60 [i due fecero delle apparizioni anche in un altro paio di episodi di BATMAN].

batman-66-batmobile

Meraviglia vintage

I personaggi erano presi a piene mani dal fumetto come il Joker [interpretato da Cesar Romero], Catwoman [col volto di Julie Newman nelle prime due stagioni e di Eartha Kitt nella terza], il Pinguino [Burgess Meredith che introdusse il celebre starnazzante tic del personaggio], l’Enigmista [Frank Gorsin nella prima stagione, e John Astin nella seconda], ma erano numerosi anche i personaggi inventati appositamente per la serie.
Alcuni di questi vennero anni più tardi introdotti nel fumetto, ennesima prova della reciproca influenza tra video e controparte cartacea.

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Nel 2013 è stato realizzato un fumetto digitale [in seguito ristampato in volume] intitolato BATMAN ’66 e direttamente ispirato alle atmosfere della serie tv

Con strumenti che potremmo definire rudimentali [se non “fatti in casa“, dovuti più al periodo di realizzazione che non alla mancanza di risorse] la serie si è guadagnata un posto nella storia della televisione. Grazie ad essa il Pipistrello di Gotham torna alla ribalta dopo un difficile periodo di scarse vendite del fumetto [che aveva toccato un po tutto il settore fumettistico] permettendo la nascita di nuove serie televisive come  WONDER WOMAN con Lynda Carter o L’INCREDIBILE HULK con Bill Bixby e Lou Ferrigno.

La televisione stava piantando i primi semi per l’arrivo del primo vero e GRANDE cinefumetto della storia, la prima pellicola che sia riuscita a convincere il pubblico che i personaggi dei fumetti potessero vivere sul grande schermo, il film che ha dato il via al tutto e che segna l’inizio di questo nostro “viaggio” nella storia del comicbook movie [fa molto superquark vero?], viaggio che non poteva non iniziare con il solo e unico: SUPERMAN di Richard Donner.

[LEGGI IL CAPITOLO 1]

batman-66-cover

 

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4 thoughts on “CINECOMICS STORY – PROLOGO: ONOMATOPEE SUL PICCOLO SCHERMO

  1. Questa è la seconda volta che leggo il tuo post e non ho ancora trovato modo di commentarlo adeguatamente, ma sappi che non solo l’ho apprezzato in modo viscerale, ma che è anche entrato nella mia personale Top 5 degli articoli più belli che abbia mai letto sulla piattaforma WordPress… e siamo solo al primo capitolo!!
    Altre letture seguiranno ed a quel punto, spero, anche un commento più completo da parte mia.
    Quando parlo di commento adeguato, non mi riferisco ai complimenti ed agli apprezzamenti che ti sto riservando, ama i commenti veri, ai miei interventi ed alle mie considerazioni sulla valanga di cose che hai citato ed annotato: una vita di emozioni, ed affabulazioni, un omaggio al fumetto ed alla televisione vintage che mi ha turbato per il piacere profondo provato nel rivivere tante gioie e nel riguardare immagini e video che ho nel tempo collezionato e catalogato nella mia mente e nel mio cuore!
    Una volta completato, il tuo sarà un delizioso percorso che dovrà compiere chiunque voglia davvero capire come è nato tutto ciò che oggi vediamo come fiction televisiva o cinema supererositico.

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  2. Pingback: CINECOMICS STORY – CAPITOLO 1: BELIVE A MAN CAN FLY | L'OSSERVATORIO

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