SCREENING ROOM: LA “CIVIL WAR” DEI PIÙ GRANDI REGISTI HOLLYWOODIANI

Siete stanchi di andare al cinema? Di guardare i film su schermi giganteschi, di ascoltare il possente suono prodotto da casse acustiche grandi quanto voi, di deliziarvi con i trailer dei prossimi film in uscita, di deridere quelli che escono prima della fine dei titoli di coda di un film Marvel, di sentire quel brivido sulla pelle non appena si spengono le luci della sala, insomma, siete stufi di tutta quell’esperienza fisica e sociale chiamata cinema?
No vero? Onestamente neanche io, lo adoro!

C’è però chi la pensa diversamente, o meglio chi crede [forse anche con cognizione di causa] che il pubblico sia disposto a rinunciare a questa “tradizione” e di fare spazio a un’esperienza di cinema più moderno [AKA con meno sbattimento].

Questo figuro risponde al nome di Sean Parker [anche noto come Justin Timberlake in THE SOCIAL NETWORK]

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Tipo lui ma con meno suit & tie

Se non avete mai sentito nominare questo losco figuro, sappiate che, oltre ad aver contribuito all’ascesa dell’impero facebookiano, è conosciuto principalmente per essere il fondatore di Napster [insieme a Shawn Fanning, che non si caga mai nessuno] un programma di condivisione audio gratuito [oltre che illegale] che sul finire degli anni ’90 ha fatto incacchiare un po’ di etichette discografiche facendo guadagnare a Parker un bel po’ di beghe legali [ma capita quando rubi qualcosa a qualcuno per poi regalarlo in giro].
Napster ha poi chiuso bottega ma dalle sue ceneri sono nati programmi come WinMX o come il Mulo che negli anni hanno contribuito alla diffusione del file sharing illegale in rete.

Detta in soldoni, Sean Parker ha inventato la pirateria [infatti nell’ambiente è soprannominato “Sean PARRRker….no, non è vero, ma sarebbe bello].

Ma perché ci interessa tanto questo Parker?
Perché a vent’anni dalla sua avventura napsteriana ha deciso di riprovarci. Questa volta con il cinema, questa volta con le cosa fatte per bene, questa volta in compagnia di Prem Akkaraju [che non si sta cagando nessuno] e supportato dai più grandi nomi del cinema contemporaneo.

Questo suo nuovo progettino si chiama SCREENING ROOM.

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Immaginate che oggi esca l’ultimo film di di Scorsese o di Tarantino, o magari un nuovo film Marvel o l’ottavo episodio di STAR WARS [che potresti vedere anche domani ma internet è infame e non appena abbassi la guardia ti spoilera la scena clou], ma oggi proprio oggi non potete andare al cinema perché vi si è rotta la macchina o non potete uscire perché dovete badare ai vostri figli, o non fate in tempo ad arrivare all’ultimo spettacolo delle 21 o semplicemente vi pesa il culo e dopo una giornata di lavoro di andare al cinema proprio non vi va.
Quanto sarebbe figo potersi stravaccare comodamente sul divano, cuscino comodo, birretta in mano e gustarsi il film sul televisore in modo legale e con zero sbattimento? Chi mai potrebbe avere qualcosa in contrario?
Ecco, tipo le sale cinematografiche. E le case di produzione e di distribuzione che vedono in tutto questa evoluzione tecnologica quello che i nostri amici Dinosauri avevano visto in quel dannato meteorite.

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Oddioh la tecnologggia!

Non è certo la prima volta che qualcuno propone la release cinematografica di un film in contemporanea con quella casalinga, ma per un motivo o per un altro la cosa non è mai andata in porto.

Fino ad ora.

Non è tanto Sean Parker o il tipo di servizio che Screening Room si propone di offrire [tra un po’ ci arriviamo] ma sono i nomi delle persone che ad oggi si trovano coinvolte [e convinte] sulla buona riuscita di questo progetto.
Parliamo di registi del calibro di Martin ScorseseSteven Spielberg , Peter Jackson , JJ Abrams e Ron Howard, nomi importantissimi nel mondo del cinema ma soprattutto tra i più influenti nell’intera industria cinematografica statunitense. Stupisce in particolare la presenza del Signore dell’Anello Peter Jackson che in passato aveva detto “a zì, ma non scherziamo” a progetti simili ma oggi si ritrova sostenitore della creatura di Parker.

Ha semplicemente cambiato idea o è stato Screening Room a fargliela cambiare?

Vediamo cosa ci propone.

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“Mo ve faccio partì per un viaggio inaspettato”

Prima di tutto si sappia che, qual’ora il servizio venisse distribuito, sarà necessario acquistare il set top box, letteralmente uno scatolotto malefico che dovrà essere collegato al televisore e alla rete internet. E già questo mi sa di antiquato e superfluo [basti pensare a servizi streaming interamente on line come Infinity o Netflix] che il mio televisore è già circondato da lettore blu-ray, Play 3, decoder e chissà che altro, ci manca solo che ci attacchi il cubo di Parker ed è la volta buona che mi salta in aria la casa.
Costo dello scatolo? 150 dollaroni [se, #Ciaone].

Ammesso ma non concesso, una volta acquistato lo scatolo sarà possibile comprare, o meglio, noleggiare [la visione sarà consentita solo per 48 ore, #CiaoneVol2] qualsiasi film presente in sala.
Il costo per il singolo film è stato dichiarato che dovrebbe aggirarsi intorno ai 50 dollari, che voi direte “Eggià, mò mi metto a pagare un film 50 monete solo perché non ho voglia di andare al cinema?“. In realtà il prezzo non è proprio campato per aria.

Non è certo indirizzato a noi lupi solitari che ci facciamo le maratone nel buio della nostra stanza, ma pensate per esempio a una famiglia che va a cinema, a un povero genitore con mogliera e prole appresso [magari un tris di bimbi] oppure a un gruppetto di amici a cui parte la serata pizza e cinema e valutate il prezzo del singolo biglietto [dai 7 ai 10 eurini a capa belli miei, escludendo ovviamente 3D, IMAX, iSense, zucchero, cannella ed ogni cosa bella]. Aggiungeteci magari il prezzo della benzina o dei mezzi con cui vi spostate, eventualmente il prezzo del parcheggio o per i più golosi anche quello dei pop corn, delle patatine e delle bibite [che non costano certo poco], sommate il tutto e quei 50 dobloni di cui si parlava non sembrano più così tanti vero?

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Ma qual’è la principale preoccupazione delle case di produzioni dell’avvento di prodotti come Screening Room e affini?
Essenzialmente due: estinzione e mancato guadagno [vedi -> pirateria].

Ogni tanto spunta sempre qualcuno che annuncia la fine del mondo cinema come lo conosciamo oggi. Napster [visto che ne parlavamo] ha contribuito non poco al crollo dell’industria discografica. Non sono un esperto [penso l’abbiate capito] ma quanti sono i dischi che vengono effettivamente venduti oggigiorno? Anche volendo escludere la pirateria, in giro ci sono servizi download come iTunes e di streaming come Spotify sicuramente molto più comodi e appetibili per l’utente medio.
Stessa cosa per il noleggio video [abbiamo sofferto tutti della morte di Blockbuster vero? No? Solo io? Ok…] e delle serie TV che ormai siamo tutti più felici di vederceli comodamente su pc o tablet invece di allineare le nostre agende con il palinsesto dei vari network.

Da questo punto di vista la “morte” del cinema come lo concepiamo oggi non sembra più fantascienza.

Il problema principale però rimane sempre quella, la pirateria.
E in che modo Screening Room aiuterebbe a sconfiggere la pirateria? In nessun modo, anzi contribuirebbe a farla diffondere ulteriormente. Già oggi si riescono a scaricare versioni più o meno decenti dei film appena usciti  in sala [almeno così dicono, io ovviamente non scarico film 😛 ], immaginate di poter attingere direttamente dalla fonte? Cioè, io non sono Elliot di MR.ROBOT ma penso che non sia così difficile “rubare” e diffondere il film una volta noleggiato.

Anche se a dire il vero è stato smentito, o meglio mai del tutto provato [da chi poi non lo so] che un film scaricato non equivale sempre a un biglietto in meno venduto.

Ma rischi pirateschi a parte, Screening Room si propone comunque di “supportare” le sale cinematografiche, almeno dal punto di vista monetario. Delle 50 cuccuzze che si lascerebbero per noleggiare un film infatti una parte andrebbe ai proprietari dei diritti del film [banalmente Disney, Warner Bros, ecc], una parte alle sale cinematografiche [che in tutto questo giro non fanno assolutamente NULLA, quindi è tipo un contentino] e solo una piccola parte ai capoccia di Screening Room.
Quindi almeno sul fronte del portafoglio sembrerebbero uscirne tutti vincitori, MA come cantava il caro vecchio Vasco [che per altro non ho mai ascoltato]: c’è chi dice no!

Perché Screening Room è il servizio che il pubblico merita, ma non quello di cui ha bisogno"

“Perché Screening Room è il servizio che il pubblico merita, ma non quello di cui ha bisogno”

Tra i principali detrattori di Screening Room troviamo James Cameron e Christopher Nolan che si sono detti contrari [o meglio non intendono supportare] l’avvento di tale tecnologia.

Le loro argomentazioni però non sono così concrete e ben argomentate come quelle dei favorevoli, riporta Variety [che ha intervistato il produttore Jon Landau che ha parlato per conto di James Cameron che ne ha discusso con Chris Nolan che picchio il cane che morse il gatto] che tutta la loro argomentazione si basa sulla “santità della sala” [me cojon].

Per carità, tutto bello e giusto, il cinema, la sala, l’atmosfera, la maggia…ma qui non si parla tanto dei film in se quanto invece di adattarsi ad un mondo che è in continua evoluzione.
Nessuno sta pensando di uccidere le sale cinematografiche, Pete Jackson è stato molto chiaro in questo, la verità [almeno a quanto si dice] è che i produttori [com’è giusto che sia, alla fine il loro lavoro è quello] sono intenzionati a ricavare il più possibile da ogni singolo film e il sistema attuale offre un piatto bello ricco per chi incassa gli assegni, tra release teatrale, home video, on demand, pay tv, streaming ecc, ecc i soldi entrano un po da tutte le parti e in fasi temporalmente distinte.

Screening Room non è stato ancora lanciato ufficialmente sul mercato, è ben lontano dal diventare realtà, ma da come è riuscito ad attirare l’attenzione [positiva o negativa che sia] di registi del calibro di Spielberg, Scorsese e Nolan sembra inevitabile che prima o poi diventi realtà [se non lui di sicuro un servizio simile].

Ma come qualsiasi altra cosa, alla fine a decidere saremo noi spettatori che in base alle nostre abitudini e alle nostre tendenze decideremo se accettare oppure no questo ENORME cambiamento nel mondo del cinema.

Per quanto mi riguarda continuerei comunque ad andare al cinema e a comprare blu-ray di film che ho già visto 300 volte, quindi cara Hollywood basta che continui a sfornarmi film di qualità e nessuno si farà male.

E questo è quanto, vedremo come si evolve la situazione.
E voi cosa ne pensate di Screening Room? Siete a favore o le cose vi stanno bene come stanno ora? O per rubare lo slogan di un grande fumetto del 2006 futuro grande blockbuster di quest’anno: “tu da che parte stai?“.

stephen-spielberg-chris-nolan

 

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12 thoughts on “SCREENING ROOM: LA “CIVIL WAR” DEI PIÙ GRANDI REGISTI HOLLYWOODIANI

  1. Io dico che è una cosa abbastanza superflua e da un certo punto di vista ignobile. Nel senso, se io pago un servizio come Netflix o vado al cinema per vedere un film è perché voglio finanziare un certo tipo di cosa. Quindi mi sembra che si voglia giocare con gli utenti :/

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    • Sono d’accordo, ora come ora sarebbe un servizio superfluo. Cioè a beneficiarne sarebbero veramente in pochissimi!
      Io mi tengo stretto il mio caro cinema e tanti saluti agli altri 🙂

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  2. Bellissimo articolo che riassume perfettamente la questione Screening Room, presenta i personaggi in campo, strizza l’occhio al nostro immaginario filmico, da voce alle campane della maggioranza silenziosa, permette ad ognuno di identificarsi nei potenziali fruitori ed infine da modo di riflettere; anche il pizzico di ironia, con gli incisi nel tuo perfetto burrito style, non interrompono la narrazione, ma le danno un valore aggiunto.
    Impeccabile.

    Sono inoltre abbastanza presuntuoso da dire la mia sulla questione: io ritengo che così come è concepita adesso, quella della Screening Room sia una delle più grosse stronzate che solo un industria idiota e con tendenze suicidarie come quella statunitense poteva appoggiare, per non dire partorire!
    Ringrazio di cuore, come uomo, come spettatore e come persona appassionata chiunque si opponga a tale progetto.

    Vengo ora a spiegare il mio pensiero:

    1. parlando egoisticamente, io non sento il bisogno di avere uno scatolozzo che mi permetta a caro prezzo di vedere sul mio Tv di casa un film chiaramente con minore qualità video ed audio di molte sale (a meno di non vivere sul ponte ologrammi dell’Enterprise , ciò che uno ha a casa propria sarà tutt’al più un LED od OLED 4K, con impianto audio per quanto bello da tenere a volume adeguato a permissibile convivenza con i vicini… nulla di nemmeno lontanamente paragonabile ad una sala), se poi vogliamo parlare di quello sparuto gruppo di persone che posseggono non un impianto home ma una vera saletta di proiezione il target diventerebbe risibile

    2. Oggi la pirateria segue il flusso digitale, legata ad una richiesta crescente di qualità audio e video: vedere un cam-rip è un disturbo mentale che mi fa vomitare e per avere una copia illegale decente bisogna aspettare sempre che sia iniziato il processo di conversione che le stesse aziende creano per il digitale home video e che ovviamente vengono diffusi ancor prima dell’uscita del primissimo blu-ray; con lo screening room si regalerebbe alla pirateria la possibilità di bruciare le tappe, il che mi sembra oltremodo cretino

    3. Penso che la crisi delle sale cinematografiche sia legata alla crisi economica e non alla pigrizia e far pagare 50 dollari una visione casalinga è la risposta più imbecille che si possa dare ad un problema economico.

    Detto questo, che si fottano tutti, tanto prima o poi il progresso tecnologico sospinto da prodotti consumer porterà a nuove forme di visione, nelle quali spero si celebrerà la morte della forma d’intrattenimento più fintamente nuova e più cretina che esista oggi, ossia il 3D

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    • Carissimo Kasa ancora una volta ci troviamo d’accordo praticamente su tutto!

      1) Infatti non capisco questa scelta di far ospitare il servizio all’interno di un box fisico. Ma cosa siamo all’età della pietra? Per di più che stiamo parlando di un servizio streaming di noleggio [della durata di 48 ore], quindi non si può neanche giustificare questa mossa con le esigenze di spazio di archiviazione.
      Mah.

      2) Il problema principale infatti è proprio questo, Screening Room metterebbe a disposizione ai vari “pirati” una versione di altissima qualità di film freschi di sala!
      Io capisco il volere di Parker e co. di far “evolvere” il mondo dell’entertainment, ma bisogna tenere conto dei problemi del panorama attuale e trovare soluzioni valide, solo così si può iniziare a proporre qualcosa di sensato.
      Il nemico numero dei vari media dell’intrattenimento è la pirateria, non si scappa, e sono in molti oggi ad essere riusciti a portare sul mercato alternative valide [molto più intelligenti si Screening Room]. Pensando per esempio alla musica c’è Spotify che mette a disposizione un’infinità di selezione musicale completamente GRATIS [con la possibilità di abbonarsi per avere alcuni benefit in più] questo si che fa una bella pulizia della pirateria! O parlando di serie TV abbiamo Netflix che, non sarà certo gratis, ma avere a disposizione serie tv e film ad un costo risibile [io lo sto pagando 3 euro al mese, 3 EURO AL MESE] fa passare un po la voglia di mettersi li e sbattersi per scaricare i vari episodi delle varie stagioni di una sere tv.

      3) Almeno su questo sembra che la squadra di Parker ci abbia preso. Una parte della quota dei film infatti andrà anche alle sale cinematografiche, così anche se ci saranno meno spettatori in sala [si parla sempre teoricamente eh] la cosa non andrà a infierire pesantemente ai poveri cinema.
      Detto questo però 50 euro è proprio un colpo al cuore [e al portafoglio]. Certo, ci sono casi come quelli elencati [famiglie numerose, gruppi di amici, ecc] che potrebbero giustificare questa spesa, ma sono casi estremamente rari, una percentuale minima rispetto al numero di spettatori medio. Così facendo rischia di diventare un servizio di nicchia [ma nicchia nicchia].
      Ma onestamente come dicono i nobili “cazzi loro”. Alla fine possono mettere su tutti i servizi che voglio ma io [e chiunque altro] deciderà poi che fare della propria vita.
      E la mia vita è legata a doppio filo alle sale cinematografiche!

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      • Parole sante, fratello… parole sante… Lieto che concordiamo ancora una volta…

        A proposito di Netflix, ma quanto è fighissimissima la seconda season di Daredevil? No, dico, seriamente… fa paura! Visto il finale, comunque, si spera che vada avanti, eh!

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      • MAMMA MIA, Kasa, MAMMA MIA!
        Calcola che sto ancora metabolizzando il tutto [oltre a chiedermi come sia stato possibile fare una stagione migliore della prima!].
        Inoltre credo che Bernthal sia stato un dono dal cielo [o dall’inferno, dipende dai punti di vista] i continui confronti con Matt sono da standing ovation!

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  3. Come sempre, è uno spasso leggerti. Davvero un ottimo pezzo!
    Sono anche io tra quelli che credono che Screening Room NON sia affatto la soluzione migliore per il nostro problema, ma piuttosto un tentativo abbastanza improvvisato e affrettato da parte di Parker e soci di costruire un ipotetico sistema di sfruttamento dei film del futuro. E’ ormai innegabile che presto o tardi avremo tutti la possibilità di guardare (legalmente e in HD) i film a casa nostra contemporaneamente alla loro release nelle sale (lo facciamo già oggi, solo illegalmente e in bassissima qualità). Parker l’ha capito e vuole mettere il suo nome sul cartellone, vuole giocare d’anticipo e aprire un vaso di pandora come ha già fatto con napster. “Sean Parker 2: il Ritorno” potremmo chiamarlo, o “la Vendetta” se preferisci. Ma nonostante le sue intuizioni e nonostante l’appoggio di tutta quella gente importante lì, la sua proposta ha ancora l’aria dell’abbozzo poco credibile.
    Il problema maggiore essenzialmente è che gli oppositori del progetto devono sforzarsi di trovare argomentazioni più valide in sostegno della loro posizione, perché dall’altro lato, quelli favorevoli a Screening Room stanno messi più che bene da questo punto di vista.
    Praticamente e tecnicamente SR sembra poco realizzabile. Ma concettualmente il futuro è quello.

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    • Hai perfettamente colto il punto della questione caro amico Zack! Anzi I punti!
      Probabilmente qualche anno fa si sarebbero detti impossibili prodotti come Netflix o Spotify, eppure oggi quella è la realtà. Non passera molto prima che il cinema compia il grande passo….ma ecco, magari non con Screening Room XD [che ironia della sorte potrebbe fare l’esatta fine di Napster, ovvero fallire aprendo involontariamente la strada ad altri prodotti].
      Alla fine non è che sarà un salto obbligatorio [se uno vuole continuare ad andare al cinema nessuno lo vieta] forse per questo Nolan e Cameron non si sono sbottonati molto sull’argomento, però insomma….da due tipi colti come loro qualche parola più concreta me la sarei aspettata [specialmente da Cameron che non è certo uno che le manda a dire].

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  4. Screening Room MAI! Grazie di avermi fatto conoscere questa nuova realtà.
    Sono una fiera sostenitrice dell’esperienza cinema a 360°, anche la fila per prendere il biglietto, sì. Il giornalino da prendere, l’attesa, le chiacchiere, il buio in sala, i titoli di coda…Non rinuncerei per avere fondamentalmente quello che poi posso avere oggi for free.
    Come dici tu è ridondante.
    E poi ragazzi vogliono costringerci proprio a non uscire più di casa, ormai tra la spesa a domicilio e tutti gli altri cavoli, adesso anche il cinema? Ci manca solo la palestra virtuale…

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    • Hai presente “15 milioni di celebrità” il secondo episodio di BLACK MIRROR? Ecco, probabilmente è quello il futuro che ci aspetta 😀

      Scherzi a parte [ma neanche tanto] anche io amo l’intera esperienza cinematografica, anche le cose che li per li mi infastidiscono [come hai detto tu la coda per il biglietto ma anche l’attesa pre film, gli infiniti trailer e spot pubblicitari, il pinuccio che ti strappa il biglietto che con cortese sorriso ti indica la sala in cui devi andare, ecc] sono cose di cui probabilmente sentirei la mancanza.
      Finché ci sarà anche solo una sala cinematografica in circolazione io continuerò ad andarci!

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