RECENSIONE MOANA…OCEANIA…VAIANA…UN SACCO DI “-ANA”…VABBÈ, PARLIAMONE

[Attenzione: seguiranno pippe mentali su un film che, poraccio, non mi ha fatto nulla di male 😀 ]

OCEANIA è tante cose.

È un film per famiglie, è una riuscitissima unione tra vecchia e nuova scuola [personaggi e struttura classici realizzati con le moderne tecnologie animate], è un film composto da characters femminili forti [femmina è la protagonista che da sola riesce a rivoluzionare il suo intero villaggio, femmina è colei che la spingerà a intraprendere il suo viaggio perché, come ogni nonnina che si rispetti, ne sa a palate di più di tutti gli altri messi assieme e femmina è persino l’isola madre Te Fiti al centro di tutto l’ambaradan tra Dei] che fanno soccombere quelli maschili quasi tutti cocciuti, arcaici e pieni di se [il padre di Vaiana, il co-protagonista semidivino Maui e persino il crostaceo villainaccio Tamatoa], ma più di ogni altra cosa OCEANIA è un ibrido, il figlio illegittimo di numerose esperienze cinematografiche dei suoi realizzatori [Ron Clements e John Musker],  un mostro di Frankenstein animato che cerca di inserire più cose possibile per accaparrarsi il favore della più vasta fetta di pubblico [principessa Disney, canzoncine orecchiabili ogni 5 minuti, rappresentazione colorata e zuccherosa di una qualche cultura “straniera”, sfruttamento di soggetti e paesaggi poco visti al cinema e non una, non due, non tre ma ben QUATTRO spalle comiche], un potpourri di idee rimasticate e riadattate che per qualche oscura e inquietante ragione…funziona.

oceania-teaser

Ron Clements e John Musker [rispettivamente regista e regista/sceneggiatore] sono due grossi nomi nella storia cinematografica disneyiana. Ma per la rapidità con cui si evolve la tecnologia, il linguaggio e il pubblico, probabilmente venivano visti come due dinosauri!

Hanno realizzato “filmetti” del calibro di Basil L’Investigatopo, La Sirenetta, Aladdin, Hercules, il trascurato Il Pianeta del Tesoro e alla fine La Principessa e il Ranocchio loro ultimo lungometraggio in 2D uscito in un periodo in cui se non ne avevi almeno tre di “D” non eri nessuno.

Ironia della sorte dopo La Principessa e il Ranocchio Mickey Mouse ha smesso di produrre cartoni animati in due dimensioni preferendo lavorare con quella CGI ereditata/rubacchiata dall’inquilino Pixar e dando vita a film come Rapunzel [uscito solo un annetto dopo Princess/Frog], il bellissimo Ralph Spaccatutto, il successone globale Frozen, Big Hero 6 e il pregiatissimo Zootropolis.

E Clements/Musker muti.

I due registi non hanno più lavorato dal 2009 [sette anni, che sembrano pochissimi detti così ma in un ambiente in continua evoluzione come quello animato sette anni sono un lasso di tempo infinito] fino a quando un giorno non hanno detto: “Sai che c’è Topolino? Mi sa che noi ora si va a studiare un po’ questa cosa del 3D, smanettiamo un po’ con il calcolatore e tutta questa robba tecnologica e poi torniamo agli Studios per rimettere in riga quei giovanotti della nuova generazione [George Miller insegna]”.

E così è stato. Hanno studiato e hanno fatto dei corsi di aggiornamento perché [come da loro stesso dichiarato] mentre alcuni aspetti come la stesura del copione, le sessioni di doppiaggio ecc, rimangono invariati, la realizzazione vera e propria di un film è una cosa completamente diversa dal passato, un mondo nettamente a parte!

Ma forti della loro esperienza e forse della loro cocciutaggine [e questa è vera dedizione oltre che pura passione] sono riusciti a realizzare un gustosissimo lungometraggio che, va detto, si rifà molto ai loro lavori passati ma che nulla ha da invidiare ai recenti film Disney [specialmente da quel cavolo di Frozen].

oceania-vaiana

C’è molta Sirenetta in Moana Vaiana.

Come Ariel, Vaiana è una principessa claustrofobica che vuole esplorare il mondo al di fuori del proprio regno. Non importa se si tratta di un paradiso in Terra con un popolo che vive in pace e in armonia, lei vuole vedere cose nuove, un panorama che non sia infestato dai soliti alberi e bere qualcosa che non derivi dalla palma da cocco e questo la mette in netto contrasto col padre [il Capo Tui, comunque molto meno minaccioso di Tritone de La Sirenetta].

Mentre però per la Little Mermaid si trattava di un mero capriccio personale che finirà con la classica sottomissione al bel principe di turno [oh, contenta lei], le scelte di Vaiana vengono influenzate anche dal precario benessere del suo popolo. E qui viene fuori tutta la modernità con cui Clements/Musker si sono approcciati al film e che da un po’ di tempo invade il genere.

Ariel voleva scappare dal mondo oceanico per andare sulla terraferma e capire come cavolo si usa una arriccia spiccia e un soffio bla bla, Vaiana invece RINUNCIA ai suoi sogni di evasione perché si rende conto di avere delle responsabilità verso il suo popolo [composto da teste di cocco che non sanno neanche riparare il tetto di un capannone…anch’io mi sentirei in colpa ad abbandonarli] e solo in un secondo momento, quando il villaggio è in pericolo e non ci sono altre opzioni, solo lì Vaiana fa il grande passo e decide di oltrepassare il reef che fin da piccola gli hanno insegnato a temere.

Il personaggio è lo stesso ma il contesto è diverso e i tempi son cambiati e l’approccio al characters si è dovuto evolvere di conseguenza e tutto ciò è molto fico [o no?]

moana-maui-tattoo

C’è invece dell’Hercules nel co-protagonista Maui.

E non mi riferisco solo ai tatuaggi che sembrano presi di peso dal film del 1997 [per un momento ho creduto che spuntassero fuori le muse a cantare], nella mia testa Maui è un Hercules di un universo alternativo, un what if, un cosa sarebbe successo se Hercules non avesse avuto una guida come Filottete. Se non avesse capito il vero significato di “eroe”, se non avesse trovato la complicità di una potenza divina come Zeus, cosa sarebbe successo al ragazzo di Fil? Sarebbe diventato Maui.

Sarebbe diventato un Dio bramoso di attenzioni. Dodici fatiche non sarebbero state abbastanza, avrebbe continuato a farsi in quattro per dei mortali che non lo acclamavano a dovere.
La canzone con sui si presenta a Vaiana [e al pubblico] si intitola “You’re Welcome“, Prego, un modo carino per dire “Oh comunque grazie eh! Ho alzato il cielo per voi, vi ho dato le isole, vi ho dato il fuoco quando sentivate freddo ma comunque tranquilli, non c’è di che, prego per il mondo stupendo in cui vivete ingrati bastardi“.

oceania-maui-incontro

Perché l’accoppiata Vaiana/Maui funziona a meraviglia? Perché sono agli antipodi.
Lei è una giovane ragazzina che dà tutto agli altri [prima rinuncia ai suoi sogni per il suo popolo, poi parte per un rischiosissimo viaggio] senza pretendere nulla in cambio, lui è un semidio che fa tutto quello che fa solo per essere acclamato ed essere visto come un eroe [compresa quest’ultima impresa].

Se l’accoppiata scombinata non è una novità in questo tipo di film, lo è [lo sta diventando] i ruoli che giocano l’uno per l’altro. Non c’è più la spalla saggia e genitrice che aiuta il giovane a compiere un viaggio [il Grillo Parlante, il topolino di Dumbo, l’orso Baloo, la Fata Madrina, il drago MushuMerlino, Filottete, Timon e Pumba], ora sono i giovani a dare una spinta ai “vecchi”, ora abbiamo una piccola Vanellope per un grosso Ralph, una allegra Judy Hopps per un navigato Nick Wilde, una giovane Vaiana per un antico Dio come Maui.

Maui si era arreso con l’umanità, se ne sarebbe lavato le mani del fato del suo popolo se solo non avesse incontrato [con qualche millennio di ritardo] il suo Filottete, una guida che non è più mezzo uomo/mezzo caprone/mezzo maniaco sessuale, ma ha le sembianze di una giovane ragazzina polinesiana con più cuore che prudenza.

Ripeto: non è tutto ciò molto fico?

E c’è molto altro nel film.

C’è un po’ de Il Pianeta del Tesoro, con la barca come mezzo di fuga e la navigazione come segno di libertà, c’è il comprimario comico che accompagna e protegge i protagonisti pur non avendo l’uso della parola [quella “lingua” di oceano che aiuta Vaiana è un lontano cugino del tappeto volante di Aladdin, parola di Clements/Musker], c’è la scoperta e la devozione [tramite trasgressione] per le proprie origini come in Mulan, c’è lo spassoso quanto angosciante Tamatoa, un granchio gigante vorace di oggetti luccicanti come Smaug ma dalla vena carnevalesca come l’alligatore drag queen di Charlie – Anche i Cani Vanno in Paradiso.

Questo MOANA/OCEANIA pesca un po’ qua e là e non stupisce che a molti abbia fatto un effetti di déjà vu, eppure c’è molta originalità e molta vita in questa pellicola, non è una semplice centrifuga di elementi vecchi riproposti in 3D.

Proprio come Millerone l’anno scorso con il suo Mad Max, quest’anno il duo analogico Clements/Musker ha dato una bella strigliata al [comunque ottimo, solo pochi mesi fa usciva Zootropolis, altro filmone] mondo d’animazione.

Forse è per questo che, nonostante le tiepide premesse, funziona. Perché parte da una visione vecchia classica dei personaggi per raccontare qualcosa di contestualmente nuovo. Il tutto condito da risate, colori, sentimento e canzoncine che ti entrano in testa e non ti abbandonano più fino al prossimo film.
Ci sta, piace anche per questo.

moana-poster

PS: sarò scemo e infantile ma il gallo HeiHei mi ha fatto piegare in due dalle risate! Non ha neanche chissà quale comicità, è slapstick e prevedibile ma oh, in sala ridevo come un idiota ogni volta che appariva XD

PPS: e comunque la grande D sta pian piano superando il compare Pixar. La Disney quest’anno ha sfornato due filmoni uno migliore dell’altro, la Pixar invece un appena passabile sequel, per di più nell’anno del suo trentesimo anniversario. Non che siano in competizione [i $oldi vanno comunque tutti a Topolino] però è u bel campanello di allarme.

PPPS: dicono che le cose più difficili da animare al computer siano capelli e acqua. E questi che ci infilano nel film? Capelli e acqua come se non ci fosse un domani. Però si sono difesi bene…porca miseria se si sono difesi bene.

PPPPS: non c’entra nulla ma non so più come chiudere il post! Quindi vi beccate “How Far I’ll Go” cantata in 24 lingue diverse, che fa sempre piacere [e magari riesce a far dimenticare a tutti il “Let It Go” di Frozen…che il “Let It Go” di Frozen ha un po’ rotto il ca

Enjoy it!

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19 thoughts on “RECENSIONE MOANA…OCEANIA…VAIANA…UN SACCO DI “-ANA”…VABBÈ, PARLIAMONE

  1. Non sono ancora riuscito a vederlo, ma sono curiosissimo. Ho amato Zootropolis e ormai è abbastanza evidente che la Disney abbia ingranato la marcia giusta con i suoi film d’animazione. Il tuo pezzo, come sempre spassosissimo, mi da fiducia anche per quello che era il mio timore iniziale, ovvero quella sensazione di già visto che è percepibile anche guardando solo i trailer.
    Non so se riuscirò a vederlo in sala perché l’offerta al momento è molto ricca, ma prima o poi lo vedrò di sicuro. 😉

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    • Hai perfettamente ragione Zack, la Dusney ha ingranato benissimo, alcuni dicono addirittura che questa sia la sua seconda età dell’oro!
      Non so se mi spingerei a tanto ma sia Zootropolis che Oceania, per quanto diversi, sono film magnifici! 🙂

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  2. Zootropolis è stato un filmone. Azzarderei tra i migliori Disney di sempre: sicuramente il più adulto e maturo in relazione all’attualità, senza tuttavia essere meno digeribile per i bambini. Davvero un filmone, arrivato tra l’altro dopo un paio di titoli infantili e abbastanza scadenti (Frozen in testa, ma anche Big Hero).
    Pixar effettivamente in calo negli ultimi anni. Gli ultimi tre film, compreso lo sponsorizzatissimo Inside Out, alla fine son passati come aria fresca. I tempi di Wall-E o Up! sembrano ormai lontani, purtroppo.
    Attendo con trepidazione di recuperare il nuovo film Laika invece, Kubo e la spada magica, che hanno passato pochissimo ma che mi ispira molto.
    E poi, ovviamente, il tuo ottimo pezzo mi obbliga a correre al cinema a vedere Oceania!

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    • It’s true, la Pixar sta un po’ calando in questi anni [Inside Out per me è stato un bel riscatto ma con Finding Dory si è tornati alla situazione di prima] così come è vero che la Disney si è fatta valere quest’anno con due grandi film arrivati dopo due mezze pippe come Big Hero 6 e Frozen [che però ha fatto scoppiare una febbre tra le ragazzine che regge ancora oggi].

      La Laika è uno studio da tenere d’occhio, aspettavo Kubo con molta eccitazione ma alla fine me lo sono perso pure io. Toccherà recuperarlo, sembra davvero un gioiellino 🙂

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      • Coraline, della Laika, secondo me è un piccolo capolavoro, e soprattutto un vero film horror! Vero anche che Gaiman, autore del libro, non è il primo pirla di passaggio.
        Molto carino ParaNorman, abbastanza insignificante invece Boxtrolls.
        Ma in Kubo ci credo. 😎

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      • Mamma mia Coraline, che magnifico film! Hai ragione a tratti sembra davvero un horror [non capita spesso a un uomo adulto di rimanere inquietato da un cartone animato] però ha avuto il supporto di due leggende, Gaiman per il soggetto e Henry Selick per la regia.
        ParaNorman e Boxtroll hanno avuto storie un po’ banalotte, ma Kubo sembra già più interessante ed epico!
        Nutro molta speranza in questo film! 😀

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  3. Non ho ancora visto Moana e non so se lo guarderò ma personalmente è da tanto che ritengo la Pixar strasopravvalutata dal pubblico, a guardare bene la filmografia Pixar (piuttosto scarna rispetto alla casa madre per ovvie ragioni anagrafiche) non è che si parli sempre di capolavori eppure il pubblico tende sempre ad osannarla e a bistrattare la Disney che ridendo e scherzando, a parte lo schifo di Frozen, negli ultimi anni ha sempre fatto roba buona.

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    • Parlare male della Disney è una moda tra haters e tale spero resti [anche la persona meno obbiettiva di questo mondo non può non riscontrare gli ottimi lavori sfornati, sia diretti che indiretti con Pixar, Marvel, Lucas].
      Per quanto riguarda la Pixar non credo sia sopravvalutata ma di sicuro vive di onorevole rendita. I primi film erano dei gioielli di inventiva, storytelling e computer grafica, ma dopo Wall-E [ultimo grande lavoro, sempre in my honest ignorant opinion] c’è stata una parata di mere sufficienze sopravvissute solo grazie al marchio che portavano.
      Ribelle, Cars 2, Monster University, Finding Dory…solo Inside Out secondo me fa onore ai primi lavori ma per il resto si naviga nell’oceano della sufficienza. Non che siano brutti film [questo assolutamente no] ma non stiamo parlando di capolavori e non è questo che il pubblico dovrebbe aspettarsi dalla Pixar.

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      • Non fraintendermi, quando dico sopravvalutata intendo esattamente quel che hai detto tu. Molto spesso basta il logo Pixar a far diventare automaticamente il film di turno in un capolavoro “non come le bambinate Disney” che boh mi fa un po’ ridere, anche perché tutti poi parlano sempre dei soliti titoli come Toy Story e Wall-E dimenticandosi appunto di filmettini normali come Monster University.

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  4. Ti leggo, caro pizza (e ci risiamo un’altra volta…)
    ma solo perchè leggerti è sempre un piacere.
    Perchè io questo film non lo potrei MAI e poi MAI vedere.

    La modifica del titolo originale nonchè del nome della protagonista è stata inevitabile. Ma perchè era ragazzino tra la fine degli anni 80 e i primi 90 quel nome – MOANA – l’evocazione fonetica dellì’eros, non c’è niente da fare. E come posso guardare un cartone se ogni 3 secondi mi viene in mente MOANA , la VERA MOANA, quella di Moana e Cicciolina ai Mondiali, quella che partecipò alle tribune politiche delle elzioni del 92 (sei troppo giovane per ricordare le Tribune Politiche, gli fa il verso anche Villaggio in non ricordo più quale Fantozzi).
    L’incipit della sua pagina wikipedia credo sia il più grottesto di tutta wikipedia:
    Anna Moana Rosa Pozzi (Genova, 27 aprile 1961 – Lione, 15 settembre 1994) è stata una pornostar, attrice e politica italiana.

    Come posso, dunque, guardare questo film o leggerne, senza ripensare a quei tempi?
    Mi spiace, caro pizza, mi è impossible, anche se tu hai scritto il tuo solito pezzo della madonna…

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    • Hahaha grande Lap!
      Come hai detto sono troppo giovine per aver vissuto la febbre Moana, ma ovviamente conosco bene questa “icona” italiana, la sua fama la precede, tant’è che non solo in Italia ma in molti paesi d’Europa il titolo del film Disney ha dovuto subire variazioni diventando così “Vaiana” [ma noi italiani dobbiamo farci riconoscere e mentre la protagonista diventa Vaiana il titolo del film diventa “Oceania” creando confusione più nella testa di noi adulti che in quella dei bambini].
      Comunque oh, io il titolo l’avrei lasciato così, “Moana”, sai gli incassi che avrebbe fatto? XD

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      • Pare però che il motivo di questo cambio fosse un marchio registrato come Moana in diversi paesi che avrebbe impedito l’uso del titolo originale, pare roba di profumi. Poi se è una balla per giustificare il cambio pazienza, a ripensarci bene non è di certo il primo cambiamento in Disney.

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      • E’ la stessa cosa che ho pensato io!!!
        Sai quanti papà si sarebbero offerti per accompagnare i figli a vederlo ahahahahaha

        Tra l’altro, ti confesso che non ho mai avuto il coraggio di vedere la serie-tv che qualche anno fa Sky dedicò a Moana Pozzi. Non so perchè, a dire il vero, e dire che nel cast c’erano (ovviamente) gnocche e tette a volontà…

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  5. Grazie al cielo ci sono ancora delle certezze ed una di queste è senz’altro la cultura, la passione, la competenza e perché no, anche la perseveranza con cui tu PD ci tieni aggiornati su versanti quali i cinecomics e l’amimazione a tutto tondo e qui si necessita subito di alcune precisazioni…

    Non ti considero, infatti, un recensore limitato a questo genere, tutt’altro: tu vedi cose che altri umani nemmeno si sognerebbero e come me sguazzi nel mainstream e nell’autorale, senza paura di sporcarti le mani (anzi, la tua rubrica purtroppo non regolare, dedicata ai guilty pleasure è portabandiera di questa tua capacità), gettandoti negli inferi di tette, culi, sparatorie ed inseguimenti mozzafiato, per poi risalire alla luce di poesie filmiche e cortometraggi animati che assomigliano più a liriche ispirate che non a semplice intrattenimento.
    Insomma, nell’ombra della tua retina io scorsi a suo tempo quei lampi brillanti di visione “altra” e laterale, che ti permette spesso di allontanarti dal comune sentire e di guardare agli accadimenti cinemtografici (come per altro accade ad uno dei commentatori presenti in questa lista di tuoi follower, il geniale Pennadiparte, blogger sopraffino, che giustamente ti segue e non poteva essere diversamente!).
    Tuttavia, malgrado la tua competenza omnicomprensiva del cinema e della tv, resta in modo partcolarmente adorabile sentirti parlare soprattutto di animazione, sia quando esalti ciò che anche altri blogger hanno esaltato, sia quando denigri ciò che è già stato pubblicamente denigrato, perché quando lo fai tu tutto acquista un senso e viene inquadrtao in un discorso più ampio ed organico, proprio di quelli che piacciono tanto a me!
    Sentire te parlare di animazione è insomma come sentire Michail Gorbačëv parlare di Perestrojka… è roba sua e l’amimazione è roba tua!

    A tale proposito vorrei condividere con te un brevissimo video che probabilmente già conosci, quella chicca di “Tortuga Del Coronado“, realizzata da Wayne Unten, animatore presso i Disney Studios, con tecnica mista animata 2D/3D e live action (tra l’altro l’espressione finto corrucciata di una delle due attrici, le figlie di Unten, Emily ed Amelia, alla fine del cortometraggio, è meravigliosa e dà alla clip quell’alterità di cui parlavo sopra:

    Quante discusisoni e riflessioni con te su film animati Dreamworks, Disney ed indipendenti ed ogni volta è un piacere, perché si riconosce nelle tue parole quella vivacità e curiostà quasi fanciullesca con cui ti avvicini persino ai video virali del web, a quello che tu stesso hai definito una volta “[…] il bello del web […]”…
    Adesso apro, a tal proposito, una piccola parentesi, con quello che secondo me è il più bello dei tantissimi video del gruppo Viet-Nam Flashback, sub-categoria dei video memes di rimontaggio e rimasterizzazione e campionatura che hanno letteralmente ricoperto il web nel 2016: tra la colonna sonora con quell’Adagio for Strings di Samuel Barber, già usato da Oliver Stone nel suo Platoon (che è poi l’ispiratore campionato di tutti questi video flashback virali) e l’immobilismo non da fermo immagine del criceto, si rischia il capolavoro, anche meglio del Cat Trascendence montato con la musica di Zimmer per Interstellar e le immagini di History Channel sulla nascita della vita…

    Torniamo ora, però, a “Moana” (che si fotta la traduzione italiana, noi guardiamo sempre all’originale…): concordo con Butcher quando dice che l’artcilo è fenomenale e ndavvero non si potrebbe aggiungere nulla, specie dopo frasi come “[…] Se l’accoppiata scombinata [parlando di Vaiana e Maui] non è una novità in questo tipo di film, lo sono (lo sta diventando) i ruoli che giocano l’uno per l’altro. Non c’è più la spalla saggia e genitrice che aiuta il giovane a compiere un viaggio (il Grillo Parlante, il topolino di Dumbo, l’orso Baloo, la Fata Madrina, il drago Mushu, Merlino, Filottete, Timon e Pumba), ora sono i giovani a dare una spinta ai “vecchi”, ora abbiamo una piccola Vanellope per un grosso Ralph, una allegra Judy Hopps per un navigato Nick Wilde, una giovane Vaiana per un antico Dio come Maui. […]”.
    Sei un fottuto genio, un amabile fottuto recensore geniale che naviga dentro i fiulm animati, citando nomi e titoli, facendo accostamenti e verifiche, contestualizzando ed astrando, con una polifonia di riferimenti che rendono articoli come questo dei veri e propri saggi…

    Infine, vorrei fare un accenno alla discussione che hai iniziato sullo spazio commenti, su quanto sia ridicolo demonizzare una casa produttrice come la Disney (penso a quei microcefali che si sono sul web accaniti contro di lei per aver imposto una deriva fanciullesca anche alla saga di Star Wars, senza accorgersi che merde come gli Ewoks, della prima trilogia o come Jar Jar binks, della seconda trilogia, erano stati creati quando tutto era ancora saldamente in mano a Lucas!)…
    Il rapporto tra Pixar, Disney e vitalità delle grande idee è complesso e meriterebbe da parte tua un articolo apposito, anche perché non mi viene in mente nessuno che sarebbe più capace di te di farlo…

    Il mio unico contributo a tale discorso è l’osservazione di come due immense personalità abbiano trasformato per sempre la visione imprenditoriale e la direzione artistica che sta sempre dietro ad un colosso produttivo come sono appunto le due case ovvero quello Steve Jobs che tutti conoscono e quel John Lasseter che tutti dovrebbero imparare a conoscere (del quale continuo ad amare più di ogni cosa quel “The brave little toaster” del 1987 da cui tutto ebbe inizio…)

    Un ultima considerazione: non so se tu sia pienamente consapevole di quanto sei bravo in queste cose…

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