KONG: SKULL ISLAND – RECENSIONE – I MOSTRI SONO TORNATI

Quando tre anni fa uscì il GODZILLA di Gareth Edwards e tutti lo acclamavano, e tutti lo elogiavano, io mi sentii solo e incompreso.

Perché sarà stato anche un film egregio a livello tecnico con altissimi momenti di cinema [la scena coi paracadutisti resta la migliore] ma non era il monster movie che mi aspettavo, non era il Godzilla che desideravo.
Era un disaster movie, ne più ne meno. Era il classico film in cui i protagonisti [i militari scemi, la famiglia che per culo sopravvive a tutto, gli scienziati che predicono pericoli e a cui nessuno dà ascolto] cercano di sopravvivere ad una qualche calamità: una tempesta, un uragano, un’eruzione vulcanica. Solo che questa volta la calamità aveva il volto di un lucertolone obeso.

Ok, figo, ma dov’è Godzilla? Dov’è il dinosaurone che spacca tutto? Dov’è il “monster” di questo “monster movie”?

Where is Waldo Godzy?

Perché va bene la storia impegnata, va bene la critica socio/politica/ambientale/quellochevuoi, va bene l’introspezione [che poi dovete spiegarmi dove sta ‘sta introspezione] va bene il Grande cinema impegnato, va bene tutto quello che volete, ma non si può fare un filmone di 123 minuti in cui solo 5 appare il mostrone che dà il titolo al film. Eccheccazzo.

Poi mi guardano tutti male quando dico che il Godzilla del ’98, quello del sommo Emmerich, m’è piaciuto. Era una cacata, ok, ma era una cacacata bella col mostrone che fa il mostrone, i militari che fanno più danni che altro, i civili che salvano [e si salvano] la situazione. Era la fiera del cliché e dello stereotipo ma di quelli che funzionano e intrattengono!

Invece no, nell’era del dark e del serioso il nuovo Godzilla ha convinto tutti ed è piaciuto a tutti e io sono rimasto in astinenza di kaiju e di mostroni e di botte e di felicità…..fino ad oggi!

Perché da qualche parte nel mondo un uomo si è alzato a salvezza di noi cinefili dai gusti rumorosi, un regista sconosciuto con più barba che filmografia ha detto “basta” ai musoni della settima arte, ha voluto interrompere questa siccità di monster movies e film d’avventura che affligge Hollywood ormai da anni [seriamente, quand’è stata l’ultima volta che avete visto un film d’avventura veramente valido?] e ha voluto fare dito medio al Godzilla di Edwards con un film che gasa, stordisce e diverte dall’inizio alla fine.

Jordan Vogt-Roberts è il suo nome. KONG: SKULL ISLAND il suo dono all’umanità.

Tra Godzilla e King Kong io ho sempre preferito il lucertolone, sia come mostro che come saga cinematografica. Ma dopo il mezzo flop del 2005 di Kong e la delusione del 2014 di Godzy, questo SKULL ISLAND mi sapeva proprio di tempo perso.

Quello che ignoravo è che Vogt-Roberts aveva in serbo per me una bomba fatta di creature giganti mai viste, ambientazione ostile e cast stellare, il tutto condito da colonna sonora da Disco d’Oro anni ’70 e botte da orbi che neanche nei miei sogni più reconditi.

Questo nuovo King Kong si slega completamene e volutamente dai concetti originali [la missione non ha scopo “artistico”, Kong non lascerà l’isola, almeno per ora, e non manifesterà chiaramente il suo amore per le bionde] per concentrarsi sull’intera isola, sulle creature che la abitano e sui pericoli che i protagonisti devono affrontare.

Tralasciando l’inizio [non il prologo, che già di suo meriterebbe uno spin-off a se, ma la parte iniziale del film] dove ovviamente bisogna presentare i protagonisti e dare un minimo di senso alla trama [efficace nella sua banalità classicità], KONG: SKULL ISLAND è un via vai di trappole e pericoli, di fughe e grida, di misteri e pellaccia salvata all’ultimo momento, un cazzo di survivor movie ambientato nella classica isola dei mostri!

Il film diverte, è colorato, rumoroso, adrenalinico, ne senti veramente il sapore, è come uno strano sposalizio tra Predator, Jurassic Park e Apocalypse Now. E lo è non perché cerca di fare critica o di costruire personaggi solidi, ma perché ha come motore trainante Kong e la sua isola con tutto quello che c’è dentro!

Non ce ne frega niente dei personaggi umani. Sicuramente hanno delle storie, del background, delle motivazioni, ma non vengono mai esplorati perché tanto qualsiasi tentativo di approfondimento risulterebbe banale ed inutile [puoi avere personaggi con tutte le sfaccettature che vuoi, ma di fronte ad un ragno gigante con zampe fatte di bamboo stai tranquillo che a nessuno fregherà niente della loro introspezione]. E quindi focus sull’isola, sui mostri, sul villaggio che comunica senza parlare [bellissima scena] e sul grandioso Kong interpretato in motion capture da Toby Kebbell [già Koba nei primi due Pianeta delle Scimmie e quindi degno erede di Andy Serkis].

Ma che l’approccio sia quello giusto lo si capisce fin dall’inizio quando ci viene spiattellato fin da subito il faccione del gorillone con il sole al tramontare sullo sfondo. Già si capisce che con Godzilla [dove preferivano nasconderlo dietro fumo, nuvole, ombre e chissà che altro] e con il King Kong del 2005 [più romantico e celebrativo]  non ha nulla a che fare, già si capisce che ci si vuole divertire in questo viaggio nell’ignoto, già si capisce che ci saranno risate [fantastico il personaggio di John C. Reilly], azione bella tosta e immagini magnifiche [Vogt-Roberts ha un occhio incredibile, ci sono inquadrature che sembrano le tavole di un fumetto] e volendo anche qualche messaggio da leggere tra le righe [le terribili immagini delle bombe sganciate nella verde e pacifica isola seguite da Kong che abbatte gli elicotteri come fossero mosquitos vale più di qualsiasi comizio sulla salvaguardia dell’ambiente] il tutto arricchito da mostroni bellissimi dal design irresistibile [ispirati, come dichiarato dallo stesso regista, un po’ da Evangelion, un po’ dalle creature di Miyazaki, un po’ dai Pokémon…Vogt-Roberts uno di noi!] e scene degne dei migliori film di guerra.

Insomma, questo KONG: SKULL ISLAND è la bomba d’avventura e azione che personalmente aspettavo da tempo, un film che ti fa venir voglia di saltare sulla poltrona e strapparti i vestiti in sala, il monster movie che segnerà veramente quest’epoca [con buona pace di Godzilla, Pacific Rim, Cloverfield e tutti gli altri scappati di casa], il film che apre veramente le porte del cinema ad un nuovo universo di mostri.

Mostri [e film] che, almeno per ora, devono solo inchinarsi di fronte al Re!

PS: sarà interessante vedere quale sarà l’approccio di Michael Dougherty al sequel di GODZILLA, se sarà serio e composto come Edwards oppure colorato e fracassone come Vogt-Roberts. Quel che è certo è che il crossover in cui i due mostri si scontreranno DEVE avere l’approccio di SKULL ISLAND!
Per forza! Se no che senso ha?

Io voglio le botte, voglio il colore, voglio che queste due creature leggendarie spacchino lo schermo con la loro sola presenza! Sono Dei che si scontrano sulla Terra santoddio!
Se tutto ciò non dovesse accadere sarebbe la più grande e stupida occasione sprecata della storia del cinema fracassone moderno.

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16 thoughts on “KONG: SKULL ISLAND – RECENSIONE – I MOSTRI SONO TORNATI

  1. Il film non l’ho visto, lo guarderò più avanti a casina ma sappi che
    1) non sei l’unico a cui Godzilla di Edwards non è piaciuto (ci feci una mini rece se ti è sfuggita recupera)
    2) pure io preferisco il Godzilla di Emmerich il cui unico problema “reale” fu il discostarsi non poco dai temi del Godzilla originale, per intenderci l’essere protagonista mostro ed eroe allo stesso tempo, l’unica cosa fedele di quello di Edwards.

    Non sei il primo a descrivere Skull Island in questi termini e la cosa mi fa molto piacere.

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    • La tua rece me la sono persa, vedrò di recuperarla 😉

      In realtà volendo essere obbiettivi, questo Kong stravolge un po’ il mito originale ESATTAMENTE come fece il Godzilla del ’98 [americanizzando anche il tutto come Emmerich a suo tempo]. Il fatto che il nuovo Godzy sia più fedele non lo rende automaticamente migliore imho [il mostro avrà anche ripreso il look originale…ma il look originale prevedeva un povero cristo dentro un pesante costume di gomma, sicché…].
      Come sempre quindi l’importante non è la fedeltà massima al materiale di partenza ma il modo in cui si decide di affrontare il tutto. E con Skull Island hanno SPACCATO!
      Uno dei film più divertenti e gustosi che abbia visto negli ultimi anni 😀

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  2. Ancora nn l’ho visto ma poi ne diro’
    E sappi che
    Nell’ordine hai scritto:
     Godzilla del ’98, quello del sommo Emmerich, m’è piaciuto.
    Era una cacata, ok, ma era una cacacata bella col mostrone che fa il mostrone, i militari che fanno più danni che altro, i civili che salvano [e si salvano] la situazione. Era la fiera del cliché e dello stereotipo ma di quelli che funzionano e intrattengono!
    Oddio mi sto’ innamorando ho pensato…
    Poi hai scritto:
    in astinenza di kaiju e di mostroni e di botte e di felicità…..
    Ok si si mi sto’ proprio innamorando…
    Poi ho letto la tua recensione e sn capitolata..
    😆😆😆😆😆
    (Pero’ scusami ma Gozy e Kong proprio nn riesco a essere obbiettiva…come li fanno e li fanno a me piacciono..) 😄😄😄😄

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  3. Bellissima recensione, PD, davvero ed oltretutto, per me che sto seguendo a debita distanza questo franchise, anche inaspettata!
    Infatti dai trailer avevo temuto la cagata pazzesca e non nel senso di semplice tamarrata (a differenza di Godzilla, il character di Kong non è che avesse chissà quale spessore nemmeno in passato…), ma proprio nel senso di brutto film anche come genre action… ed invece tu mi stai dicendo l’esatto opposto!
    Bene, molto bene, perché da questo film non avrei desiderato nulla di più di quello che hai descritto!

    Sul discorso Godzilla, invece, come sai, la vedo un po’ differentemente (anche se alla fine penso siamo entrambi concordi), perché sono troppo legato emotivamente alla visione del caro veccho Gojira, capostipite di tutti i kaijū, quale ambiasciatore del pianeta Terra e del Giappone stesso ed ho una certa difficoltà a vederlo “crossoverare” con Kong in un’operazione che se ben fatta (come giustamente tu auspichi) inevitabilmente lo dovrà allontanare di nuovo dall’idea originale e riversarlo in un calderone di mostroni indistinto (se togliamo a Godzilla le sue peculiarità cosa resta? Solo tanta furia in computer graphic? Un po’ poco…).

    Allo stesso modo, il Godzilla di Gareth Edwards io non l’ho mai visto come “cinema impegnato” ma solo come cinema più rispettoso per le origini di quello di Emmerich: il primo si è posto il probelam di creare una sua versione del mito, il secondo ha voluto fare un suo Jurassic Park urbano, fottendosene allegramente del farnchise (non a caso, sai bene che in Giappone il film di Emmerich è stato assai contestato e non da una sorta di intellighenzia snob, ma dalla folla dei fan)
    Insomma, è bello sapere che Edwards è regista sopraffino ma anche esperto di effetti speciali, nel senso che lo fa proprio di lavoro! C’è molto “nerdismo” in tutto questo, solo che è un nerdismo diverso da quello statunitense, tutto qui e non è un caso che poi uno come lui abbia prodotto un filmone come Rogue One…
    Insomma, può non piacere il Godzilla di Edwards, ma ha una sua dignità precisa ed è espressione non di fighetteria ma di amore per un character, questo glielo devi!

    Viceversa trovai a suo tempo il Kong di Pete Jackson ridondante, noioso ed inutile… Mentre, dalle tue parole, questo Kong Skull Island sembrerebbe essere, paradossalmente, un ritorno alle origini!
    Infatti, la fedeltà e l’amore per un character non significano la pedissequea imitazione ma il comprendere lo spirito originale: Kong era un re e non un coglinazzo da buttare giù da una rupe, così come Godzilla era un difensore della natura e del pianeta, così come i mostri di Pacfic Rim sono creature demoniache ed aliene da distruggere con ogni mezzo possibile…
    Tra l’altro, tu che sei persona di notevole cultura fumettstica ed animata, sai bene che se facessi vedere Evangelion a tutti quelli che stanno esaltando questo Kong, più del 90% ti metterebbe le mani addosso (non io, chiaramente, che lo adoro) per il suo ritmo assolutamente anomalo e così poco occidentale…

    In conclusione, volevo risparmiare i soldi del biglietto, ma dopo questa tua recensione, sarò costretto ad andare al cinema, perché un film come lo hai descritto tu, va visto sul big screen…maledetto!!!

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    • Ora mi sento sotto pressione per il carico di responsabilità…spero proprio che ti piaccia amico mio XD

      Per il discorso Edwards: ammetto di aver esasperato il concetto come sempre [per rendere più chiaro il mio pensiero o anche solo per fare due risate], conosco benissimo il talento del regista, so il tipo di operazione che c’era dietro il suo Godzilla e grazie a te conosco anche qualche dettaglio in più sul’intera saga cinematografica [ho ancora bene in mente il tuo articolo, sappilo 🙂 ], il mio è un disappunto puramente personale dettato dal gusto e dalla poca conoscenza della saga [e dal poco attaccamento che ho per essa].

      Con il film del ’98 ho un ricordo speciale legato a mio padre [quindi può essere la cagata più cagata di questo mondo ma per me sarà sempre intoccabile] ma anche tolto il lato emotivo, per me quello fu un film grandissimo [avevo anche 7 anni eh 😀 ].
      L’idea di un reboot in grande stile mi emozionava, ma assistere ad un film in cui il mostro è tozzo e culone con due tronchi al posto delle zampe [i piedi mi lasciano ogni volta perplesso] e che appare per meno di 10 minuti di film per lasciare spazio a due mostri mai visti e alle storie dei personaggi umani…per uno cresciuto con la serie animata di Godzilla capisci che è stato una bella mazzata XD

      Detto questo, la colpa è mia perché non conoscevo bene il significato e il concetto stesso di Godzilla, ma resto comunque dell’idea che il film sia una mezza occasione sprecata. Non metto in dubbio la fedeltà all’originale, ma non credo che qualche scena in più del kaiju avrebbe rovinato il tema centra del film. Alla fine è tutto un problema di equilibrio.
      Un film fracassone non per forza lo prediligo [ora scrivo belle cose di Kong ma solo settimana scorsa versavo lacrime per Logan], un Godzilla come quello potrebbe anche non andarmi a genio ma avrei potuto accettarlo se avesse mostrato un po’ più di Godzy e un po’ meno di famiglia Maximoff. Capisco che hai fan sia piaciuto, ma proprio non capisco come tu o chiunque altro, non abbiate voglia di vedere più scene con protagonista Godzilla.
      Ma alla fine, tolto il lato tecnico e artistico [non sono cieco, so benissimo quanto valga il film di Edwards] credo che si riduca tutto a una questione di gusti [pessimi per quanto riguardano i miei XD].

      Fammi sapere comunque cosa ne penserai di Skull Island, spero veramente che ti piaccia [io no uscito esaltato dal cinema], anche solo a livello visivo il film merita il big screen 🙂

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      • Ho imparato a conoscerti e sono ultra-certo che mi piacerà…
        Sul Godzilla di Edwards è ovvio che mi sarebbe piaciuto vedere il nostro mostrone non 10 minuti ma un’ora o due ore in più ed è quello che sarebbe accaduto nei seguiti, previsti dallo stesso Edwards, ma poi è stato tutto cambiato e mandato a carte all’aria… Edwards si era preso un intero film per riparare all’offesa fatta al franchise nipponico dal film di Emmerich ed aveva deciso di lasciare più Godzilla nei film successivi, ma ha sbagliato i suoi conti, perché il mondo del cinema non ragiona come Edwards e spesso non viene dato il tempo agli autori per fare quello che pensano (i soldi pesano, eh!).
        Con il tempo Eddie ha imparato la lezione: in Rogue One ha saputo dividere all’interno dello stesso film momenti intimi e d’azione ed aggiungo anche che proprio lo scarsissimo minutaggio del nostro kaiju preferito rende il Godzilla di Edward non un capolavoro, nel modo più assoluto, ma solo un appassionato riparare i torti ed un’occasione come hai detto tu sprecata…
        Infine, sul Godzilla di Emmerich, avendo tu letto a suo tempo il mio post, sai che è un film che mi è piaciuto e mi ha divertito moltissimo, ma come dissi allora, non doveva chiamarsi Godzilla!
        Poi, se andiamo a toccare la sfera personale dei sentimenti, beh, allora mi tolgo il cappello e taccio per rispetto…

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  4. Chi è amico di Emmerich è mio amico, dice il proverbio.
    Ed io, che del buon vecchio Roland, tengo un’effige sul comò con tanto di lumino davanti, di fronte a cotanta sfaccciata ammirazione non solo per il Nostro Roland ma anche e soprattutto per il (sotto)genere cinematografico di cui lui è sempre stato alfiere (talvolta perfino epigone) non posso che esultare e gridare.

    Confesso che King Kong in generale e le scimmie in particolare mi fanno repulsione totale. Vissi con dolore ogni singolo minuto del film di Peter Jackson (ma d’altronde ho vissuto con dolore ogni minuto di visione di un film di Peter Jackson) e se avevo inserito in watchlist questo reboot di un franchise vecchio quasi come i fratelli Lumière il motivo è solo, semplicemente, banalmente, uno:

    Come ben sai, certi temi mi rendono sensibile e non posso non indulgere in un’esegesi approfondita della questione, scrutando ogni prospettiva possibile.

    Ora però tu mi dici che il film è pure tosto. Di più: che il film è “emmerichiano”.
    E io vado in visibilio!!!!!

    PS: sono in debito di qualche commento circa LOGAN (ti dissi che avrei letto la tua rece dopo la visione e l’ho fatto) e, seppure fuori sede, accorpo qui qualche breve considerazione sul film e sulla recensione.
    Innanzitutto ti faccio i complimenti, perchè la tua è la migliore, per distacco, che abbia letto sul film. Hai analizzato tutti i temi fondamentali e l’hai fatto con il tuo solito acume che, nonostante sia sempre ben nascosto dietro la tua prosa brillante ed ironica, è lapalissiano per chi sia funzionalmente alfabeta.
    Dal canto mio, lotto da giorni contro il desiderio di scriverne anche io (perchè le emozioni che mi ha lasciato questo film sono indicibili) e la consapevolezza che qualunque parola possa usare per parlarne sminuirebbe il valore del film (è questo il motivo per cui non recensisco mai capolavori: ho il terrrore di sminuirli).
    Pertanto mi rileggo la tua, che invece non sminuisce niente ed anzi mi mette la pazza voglia di rivederlo il prima possibile.

    ad maiora, amico pizza!!!

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    • Ogni volta che vedo la notifica con su il tuo nome mi sale l’hype e la felicità amico Lap, sappilo XD

      In quanto componente del Emmerich Fun Club sono obbligato a dirti che il film non è propriamente Emmerichiano, però è molto più vicino alle suo opere che al Godzilla di Edwards o il King Kong di Jackson [neanche tu fan di Peterone eh? XD].

      Comunque c’è l’azione, il divertimento, l’avventura, l’ignoranza e le botte [e te lo dice uno che è molto più selettivo sulle botte di quanto non sembri]. Il fattore patata non è così accentuata come avremmo tutti desiderato [qui la nostra formaggina Brie è molto tosta ed emancipata e al contrario di Lara Croft è anche molto vestita…mi spiace :/ ] ma il resto del cast è di un tale carisma [Sam Jackson, John Goodman, Loki, John C Reilly] che è impossibile annoiarsi anche nelle scene “calme”.

      PS: comunque quel vestito di Brie è illegale! Talmente illegale che manco Loki ha resistito a darci la sbirciatina XD

      http://9gag.com/gag/a0bR93X/tom-hiddleston-caught-looking-at-brie-larson-s-cleavage

      LOGAN!
      Ammetto che un pezzo da parte tua lo leggerei volentieri! Abbiamo due stili diversi e, nonostante anche tu ti diverta a ironizzare e scherzare su certi argomenti, hai anche dimostrato di essere profondo e sensibile.
      Se scriverai qualcosa sul film sarò il primo a leggerlo, sappilo 😀

      Liked by 1 persona

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