SPIDER-MAN: HOMECOMING – RECENSIONE – STUPEFACENTE, SPETTACOLARE, SEMPLICEMENTE SPIDEY

Immagino sia andata così.

C’erano tutti i capoccia della Sony Entertainment, riuniti nella stessa stanza a chiedersi come sia cazzo possibile avere i diritti cinematografici di uno dei super eroi più iconici, famosi ed amati del mondo [se la gioca con Supes e Batsy, al massimo Iron Man ma solo grazie ai films] e non riuscire a tirarci fuori nulla di buono.

Cinque film in 15 anni abbiamo fatto“.

Due reboot in meno di 10“.

Su cinque pellicole solo due sono quelle veramente riuscite“.

Gli incassi vanno sempre a scemare, com’è possibile vedere da questo grafico a forma di pisciata poco convinta

Quel film con il procione e l’albero parlante ha avuto più successo di noi! Ma pure quel uomo formica del cazzo ha conquistato il pubblico più del nostro spider-Garfield!

Regà, tocca fare qualcosa al più presto. Venom e i Sinistri Sei sono buone idee, il film su Zia May ce lo teniamo come asso nella manica, ma nel frattempo dobbiamo pensare a qualcosa per l’uomo ragno

Signori, è tutto inutile, dobbiamo chiedere aiuto

E chi chiamerai?

Già, who you gonna call?

“Kevin Feige!!!”

Perché che vi siano piaciuti o meno i precedenti film, che ci abbiate visto qualche versione particolare del fumetto [l’Ultimate, il 616, il 2099, l’3stic4zz1], il problema della Sony è sempre stato uno: non ha mai capito veramente il personaggio.

Non erano i registi, gli attori, la storia o gli effetti speciali il problema. I registi sapevano il fatto loro, di attori ce ne sono in abbondanza tra cui scegliere, le sceneggiature si possono aggiustare [e ci sono quasi 60 anni di storie a fumetti da cui farsi ispirare], gli effetti speciali sono sempre stati adeguati.
Ma centrare lo spirito del personaggio? Capire veramente quello che ha rappresentato negli anni, quello che ha portato al mondo dei comics americani e quello che lo rende unico in universo fatto di personaggi anche più fighi di lui? Tutta un’altra cosa.

Cosa che ai Marvel Studios viene abbastanza bene. A questo punto una disperata richiesta d’aiuto una collaborazione era l’unica soluzione possibile.

E il risultato?
Ovviamente la cosa più marveliana che si sia mai visto con protagonista l’arrampicamuri.

Mi piace questo suo spirito da eroe springsteeniano della classe operaia“.

Questo è un film che tra una gag e l’altra e un occhiolino ai fan, ci infila in mezzo anche delle frasi importanti, bisbigliate o dette velocemente in un discorso più ampio, ma con un peso non indifferente. E questa battuta finale di Tony Downey Jr. ne è un esempio perfetto [accadeva la stessa cosa con il primo Avengers e con i Guardiani di James Gunn. Spesso in 120 minuti di film non si riesce a inquadrare un personaggio, certe volte invece basta una sola frase detta bene].

Il frullato di origin story fatto per il suo inserimento in Civil War è stato provvidenziale. Quando Stark decide di reclutarlo ha già i super poteri, non vediamo le origini ma un Peter che è uomo ragno già da un po’, non abbastanza da avere un costume suo [usa ancora pigiama e occhiali da nuotatore] ma il necessario per affrontare Capitan America senza fare brutte figure.
È già Spider-man, solo che non lo è ancora abbastanza.

Vederlo affrontare ladri di biciclette e aiutare vecchie rincoglionite allora diventa ben più che semplice elemento comico, diventa il ritratto perfetto del supereroe della porta accanto, l’eroe urbano confinato [per scelta o possibilità] nel proprio quartiere. La più chiara e sfacciata illustrazione della famosa nomina di “amichevole uomo ragno di quartiere“, insomma.

Non che lo Spider-man di Raimi fosse da meno [il ragno si è fatto salvare il culo dagli stessi newyorkesi in ben due occasioni, tanto era il loro amore per lui], ma mentre in quella trilogia erano i cittadini a seguire le gesta dell’uomo ragno [nel bene o nel male], qui è lui che cerca in tutti i modi di rendersi utile per loro, sia che si parli di una rapina in banca, sia che si parli di un uomo con ali meccaniche e armi aliene.

Devi ridarmi il costume.
Sono niente senza il costume.
Se sei niente senza il costume, non dovresti averlo.

Perché nella testa di Spidey [e dei fan] rimbomba forte anche un’altra iconica frase: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità“, e anche qui, questo nuovo hombre araña, si distingue dalle precedenti incarnazioni.

Peter cerca si di proteggere il proprio quartiere, ma ha assaggiato anche l’ebrezza delle grandi imprese e come ogni adolescenti maturo che si rispetti, non vede l’ora di bruciare le tappe e di sedersi al tavolo dei grandi.

Ha grandi poteri, ora vuole le grandi responsabilità.

Ma non appena il bimbo ragno affronta una minaccia poco più in alto delle sue capacità cosa succede? Trova la forza per vincere? Scopre che il suo eroismo basta per affrontare ogni nemico? Dimostra con forza come il bene vinca sempre sul male? No, manco per il cazzo.
Peter fallisce. Ripetutamente.

Perché un eroe, specialmente se alle prime armi, è anche questo: fallimento. Ed è così che vediamo il nostro amato Spider-Man cadere a terra, sbattere contro i muri, arrampicarsi a fatica su un monumento storico, ritrovarsi senza palazzi su cui appendersi, prendere più botte di quante il senso di ragno dovrebbero consentirgli, sbattere la faccia a terra più di quanto si libri in aria [letteralmente, rispetto a Maguire e Garfield, Tommy Holland passa molto poco tempo a fare volteggi tra i palazzi].

Un giovanissimo eroe urbano fallimentare che lotta per il proprio quartiere, uno strano ibrido tra il Kick-Ass di Vaughn e il Daredevil di Netflix [piccolo OT: i fan stanno chiedendo a gran voce l’inserimento del diavolo rosso in un qualche lungometraggio, senza pensare al fatto che, di fronte a minacce da grande schermo, il risultato sarebbe per lo più questo: tante botte e tanti fallimenti…il che però non lo renderebbe per nulla meno interessante 🙂 Fine OT].

E questo fa molto Uomo Ragno.
Perché grandi poteri comportano grandi responsabilità, ma non assicura gradi vittorie. Per quella ci vuole grande determinazione, quella è la forza di Spidey ed è quello che da anni contraddistingue il personaggio dei fumetti.
Era ora che qualcuno la portasse come si deve anche al cinema.

Il mondo cambia, dobbiamo cambiare anche noi.

Dice l’Adrian Toomes di Michael Keaton, uno dei villain più riusciti del MCU [un anti-villain che nel suo piccolo riesce dove grandi villain hanno fallito: creare empatia con lo spettatore]. Questa frase però è stata probabilmente anche il mantra di Watts, Feige e compagnia bella.

Diciamocelo, in quanti hanno storto il naso [o magari imprecato un qualche dio] quando Tony Revolori è stato scelto per interpretare Flash Thompson? Cioè, il giovane e rachitico lobby boy del Grand Budapest Hotel nei panni del bullo della scuola? Quello che dovrebbe tormentare Peter Parker e farsi le più fighe della classe? Ma cosa sono ritardati quelli del casting?.

No, non lo sono, è solo che si sono accorti prima di noi che non siamo più negli anni ’60!

I giovini di ieri vs i giovini di oggi…eh si, qualcosa è cambiato nel corso degli anni.

Il tipo ingellato con la giacca di pelle non fa più parte della realtà americana [nonostante continui ad apparire in qualsiasi film/serie tv], oggi i fighi della scuola sono i figli di papà con il pantalone firmato e la puzza sotto il naso! Il bullismo si fa sui social. Gli occhiali enormi non sono più da secchione ma da hipster ed essere appassionato di fumetti e scienza è diventato la norma. Insomma, questo nuovo Spider-Man opera in un’attualità vera che ironicamente un po’ ci disorienta, dato che gli stereotipi da corridoi scolastici sono ancora fortemente presente in numerosi film e serie televisive.

E quindi il mondo scolastico di Peter diventa multirazziale e multi culturale; l’uomo ragno diventa virale su YouTube più che sui giornali; zia May non è più una vecchia scassa maroni ma diventa una bella milfona a cui i camerieri fanno la corte [c’hanno provato a imbruttirla eh, ma non c’è niente da fare, Marisa Tomei appetibile è e appetibile rimane]; il costume di Spidey diventa più tecnologico [un po’ esagerate le funzioni che Stark gli ha rifilato, ma in un’epoca in cui con un iPhone puoi conquistare il mondo è impensabile che Peter si affidi ad un pigiama per combattere il crimine] e il villain non è più mosso dalla malvagità e dalla sete di conquista come un cattivone qualunque, ma diventa un pover uomo che soffocato dai debiti e preso a calci in culo dai potenti e dai miliardari playboy, decide di reagire e di far di tutto per dare alla sua famiglia quello che si merita.

In tutta questa fiera di modernità [vi sfido a trovare una cosa che non si sposi bene con i nostri tempi] l’unica che mi ha convinto meno è MJ. Che Michelle/Zendaya non sia Mary Jane in senso stretto è già stato chiarito da Watts, ma quanto sarebbe stata perfetta MJ ai giorni nostri? Vedere la bella e frivola rossa dell’universo Marvel catapultata nell’era di Twitter e Instagram dove è l’aspetto a contare più della sostanza?
Michelle è un personaggio adorabile e da un certo punto di vista anche più interessante e stimolante [specie se confrontata con Peter], ma affidargli il ruolo che MJ ha ricoperto in tutti questi anni di fumetto…non so, vediamo come decideranno di sviluppare la cosa in futuro.

CONCLUSIONE

Credo che con il giusto mentore saresti una risorsa preziosa per la squadra“…che equivale a dire che, nelle giuste mani, Spider-Man può essere ben più che l’ennesimo superhero movie su un tizio che si arrampica sui muri, soprattutto se inserito in un parco giochi più grande come è l’MCU. Spidey può portare freschezza, gioventù e tante altre idee che Cap, Stark e compagnia non possono mostrarci.

Uomo ragno a parte [ho scritto praticamente solo su di lui], il resto del film si commenta da solo.
È divertente, frizzante, colorato e molto pop, con un leggero retrogusto rock [i titoli di coda sono una cosa magnifica].

La storia è equilibrata e si concentra su ciò che è più interessante: la frustrazione di Spidey e la sua voglia di spaccare [mentre un vecchio come Stark si ritrova con una sindrome da stress post-traumatico dopo la sua prima avventura con gli Avengers, Peter non vede l’ora di tornare in azione], le sue origini non vengono mai mostrate ma viene accennato solo qualche elemento quando necessario, moltissimi i riferimenti ai passati film MCU [è un ottimo banco di prova per i fan più accaniti dell’universo cinematografico] e al fumetto. Ovazione meritatissima per Michale Keaton e per il suo personaggio [e per il suo costume], ottima trovata quella di affiancare a Peter due spalle diversissime come il burbero Happy Hogan e l’affascinante I.A. Karen e tanto di cappello a Watts per aver ridotto al minimo la presenza di Stark.

Ma a farla da padrona è lui, Tom “Spidey” Holland, se il film funziona è grazie all’interpretazione del giovane attore e agli sceneggiatori che sono riusciti finalmente a centrare il cuore del personaggio.

Il paragone è d’obbligo e la domanda sorge spontanea: è il miglior film su Spider-Man mai fatto fin ora?
Difficile dirlo.

Quelli di Raimi restano sicuramente i migliori “film” in senso puramente cinematografico [quindi escludendo fumetti e pippe mentali da nerd], quelli di Webb invece hanno centrato più di tutti il lato visivo dell’uomo ragno [il costume di THE AMAZING SPIDER-MAN 2 è la cosa più fedele che potremo mai avere e i volteggi, le acrobazie e le pose plastiche di Garfield sono la cosa per cui saremo più grati ai due “filmetti” di Webb], ma quello di Watts è sicuramente quello con la personalità più riuscita.

Non sarà il miglior film di Spider-Man ne tanto meno il più fedele al fumetto, ma sotto la maschera c’è sicuramente lo spirito del vero Uomo Ragno, lo Spidey che tutti stavamo aspettando.

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24 thoughts on “SPIDER-MAN: HOMECOMING – RECENSIONE – STUPEFACENTE, SPETTACOLARE, SEMPLICEMENTE SPIDEY

  1. Sicuramente lo vedrò coi miei tempi, ma son curioso assai 🙂
    Ricordo che non mi erano piaciuti molto quelli con Maguire (si scrive così?) anche se azzeccavano il lato sfigato di Peter, e il primo con Scoiattolo-impagliato-Garfield – il secondo ancora mi manca – non mi ha convinto per le numerose falle logiche, nonostante l’attore avesse una certa somiglianza fisica col Peter più adulto e avesse un ottimo costume.

    Comunque, è uno dei personaggi Marvel che preferisco, sebbene io sia aracnofobo, perciò son contento, se finalmente l’hanno azzeccato. 😀

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    • Pensa un po’, sono aracnofobico pure io!
      Per fortuna Spider-man di ragnesco ha solo il nome 😀

      A me i film con Maguire erano piaciuti ma non mi convinceva per nulla lui come Peter ne Kirsten Dunst come Mary Jane [e il fatto che la storia fosse incentrata sempre su loro due non aiutava].
      Quelli con Scoiattolo-Garfield e ranocchia-Stone invece l’esatto opposto: mi piacevano loro come coppia, ma i film erano poca roba [specialmente il primo, troppo confuso].

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      • Sono citazionista, che vuoi farci 😛
        Comunque, il problema di Amazing non erano certo gli attori, ma per colpa di Ortolani, ogni tanto ripenso allo scoiattolo impagliato con la noce incollata alle zampe e rido XD

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      • Sottoscrivo. Da tempo amo ripetere che considero Ortolani un geniale fumettista ed il suo Rat-Man, che ho seguito fedelmente sin da prima che fosse supervisionato da Plazzi, è uno dei comic più intelligenti di sempre e penso anche che da quando ha aperto il suo blog su Wordp Press abbia trovato con le recensioni parodistiche una nuova vena per esprimere la sua prorompente creatività ed irrefrenabile umorismo, tuttavia… il suo essere nel tempo divenuto per molti un guru lo ha reso anche un opinion leader, spesso troppo massimalista e sprezzante, ma mentre in lui la critica diventa ironia geniale, in bocca ai suoi fan molte sue sentenze di condanna divengono la cieca obbedienza a giudizi che la gente quasi non osa mettere in discussione.
        Difficile fenomeno da circoscrivere e raccontare senza essere fraintesi…
        P.S. la Stone è stata per me una delle poche attrici che abbiano meritato un oscar stra-meritato…

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      • Ortolani è un guru della comicità fumettistica italiana, ma relegarlo a solo “comico” è assai riduttivo e la parabola finale del suo Rat-Man [siamo ormai al -1] ne è l’ennesima conferma [c’è più dramma ed epicità che comicità].
        Genio è genio, su questo siamo d’accordo tutti e il suo addio alla serie che l’ha reso popolare è allo stesso tempo una fortuna e una sfortuna: da una parte è triste che non avremo più storie di Rat-man [anche se non è vero, qualche storiella ha già detto che la tirerà fuori di tanto in tanto], dall’altra però è eccitante scoprire cosa riuscirà a fare Leo ora che avrà più tempo e libertà creativa. Le idee di sicuro non gli mancano [e il format cineMAH nato un po’ per scherzo, un po’ per caso, ne è un esempio perfetto].
        Per quanto riguarda i fan c’è poco da dire: a fare danni non è mai Dio, ma solo la sua fanbase 🙂

        PS: Emma Stone è una promessa confermata. Insieme alla Lawrence è probabilmente la giovane attrice più lanciata e promettente di Hollywood. Solo che, mentre J-Law è più portata al protagonismo e ai ruoli centrici [come ha notato fin da subito O. Russel] la Stone trovo che sia molto più versatile, ha delle doti che riescono a rendere un cast molto più omogeneo e complementare e riesce a tirare fuori grandi performance anche in ruoli secondari [come “Birdman” dove ha un monologo che mi lascia la pelle d’oca ogni volta che lo sento].

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      • Commento meraviglioso! Come avevi già fatto dentro al post, esaminando il film a tutti tondo, così hai fatto qui, circumnavigando la questione Ortolani, il suo essere artista completo (sono anni che Piazzi lo urla in giro, spesso inascoltato…) ed infine chiosando con l’affermazione su come spesso i “realisti” siano più realisti del re…

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  2. Ho appena fatto una maratona di tutti quelli prima…
    Machettelodicoaffa’…
    A quelli della mia generazione che i supereroi Marvel o DC li aveva vissuti solo nei fumetti (ma soprattutto A ME)
    QUALUNQUE FILM SUI SUPEREROI da fine anni 90 in poi ha divertito,sorpreso e scazzato…ne riparleremo.

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    • I primi tre di Raimi me li sono riguardati spesso pure io [più che altro qualche anno fa, quando i cinecomics erano ancora poco diffusi]. I due con Andre Garfield li ho visti meno volte, ma da grande fan del fumetto e dei supereroi in generale non ti nascondo che, in fondo, qualcosa di buono lo trovo sempre anche nei peggiori cinecomics 😀
      Fammi sapere appena vedrai Homecoming! Il parere di una grande appassionata come te è assai prezioso 😉

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  3. No, davvero, quello tra me e te non è uno squallido e banale scambio di reciproci complimenti… tu dici bravo a me, poi io dico bravo a te… no, no, qui c’è davvero tanta stima reciproca e porco boia se è davvero ben riposta!
    Il film è piaciuto moltissimo ad entrambi (lo avrai capito anche dal mio commento, fatto il giorno dopo, a caldo, sul gruppo di whatsapp), ma tu hai fatto un lavoro davvero esaustivo: hai ripercorso la genesi produttiva del film, hai fatto le valutazioni sulle peculiarità delle produzioni Sony, hai trovato il bandolo della matassa o se vogliamo esagerare le radici del male, hai salvato il salvabile senza sparare nel mucchio ed hai enunciato i due veri plus di Homecoming, ovvero il suo essere un film contemporaneo ed il suo essere un ritorno all’essenza originaria del personaggio.
    Sottoscrivo tutto quello che hai detto, specie le lucide osservazioni sul character di Flash Thompson, dove a mio avviso ti sei superato, mostrando un’apertura mentale che io non riscontro quasi mai nemmeno in che è pagato per averla!!!
    Sei un grande recensore PD, ad ogni articolo sempre di più.

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  4. Tu le recensioni le sai fare, specie quelle sui cinecomic.
    E’ un piacere leggerti, perchè sai dosare con mano sapiente ironia, competenza, esaustitività.
    Ti confesso che dopo aver letto questa perfetta (ripeto, PERFETTA) recensione sull’ultimo Spidey, per un secondo ho anche pensato di cancellare quella che ho preparato io… perchè leggere questa mi ha fatto sentire come un 15enne al cospetto di Rocco Siffredi….
    Vabbè, questo è il tuo campo, alzo le mani, non ti si batte.

    Considerato che:
    – ho schifato gli Spidey di Webb, una roba inguardabile
    – ho adorato il primo Spidey di Raimi, meno i seguenti

    questo li batte tutti. Io non ho paura ad ammetterlo, perchè sono più cafone e più ignorante di te 😀

    PS: quando Stark se n’è uscito con la battuta “Mi piace questo suo spirito da eroe springsteeniano della classe operaia“. sono andato in brodo di giuggiole!!!!

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    • Non t’azzardare a pensarlo mai più! Un tuo articolo è sempre un dono che fai al web, privarcene sarebbe una grande bastardata 😀

      Scherzi a parte, il film è fantastico e sto notando che ha conquistato un po’ tutti, anche chi dai cinecomics cerca/si aspetta/agogna cose diverse e la pensa diversamente sui passati film sui Spidey [per me il migliore è sempre stato il secondo di Raimi…ora questo Homecoming mi ha messo seriamente in crisi XD].

      Ora attendo con ansia la tua rece!

      PS: la battuta di Stark non poteva non far piacere ad un grande fan del boss come te 😀
      PPS: è la prima volta che qualcuno mi paragona a Siffredi…ma mai avrei immaginato che a fare tale paragone sarebbe stato un uomo…
      Le sorprese della vita XD

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  5. A questo punto è ufficiale, questo film ha fatto schifo solo a me. Io l’ho trovato scritto malissimo, con dei personaggi fastidiosi o insignificanti (con la sola possibile eccezione del villain) e delle battute squallide; le uniche linee di dialogo che mi sono piaciute davvero sono quelle riservate a Tony Stark. Non mi ha divertito, non m ha emozionato e non mi ha coinvolto. E’ il primo film Marvel dopo il quale esco dalla sala deluso.
    Il problema secondo me è che lì dentro non c’è niente del mondo di Spiderman. Mi sembra che. mentre per gli altri supereroi sia stato mantenuto tutto un universo di personaggi e situazione proveniente dai fumetti a fargli da contorno, qui sia stato azzerato tutto. Non sono d’accordo sul fatto che Flash sia “fuori moda”, il bullismo non lo è mai, e Flash è proprio questo. Può essere stantio quanto vuoi, ma Spiderman si confronta quotidianamente con questa realtà, ed eliminarla così del tutto non mi è piaciuto. Poi niente Harry Osborne, niente Gwen Stacy, una MJ posticcia che ha urlato “fai attenzione che sono importante” per tutto il film.
    Insomma, potevano dargli un altro nome e non sarebbe cambiato niente.

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    • Ci sta dai, non poteva piacere a tutti 😀
      Se devo essere iper critico ammetto che il film non sia un capolavoro, ci sono alcune parti deboli, però nel suo genere lo trovo molto riuscito e mi ha lasciato la voglia di rivederlo [da qui, tutto il mio entusiasmo]. Al contrario di molte altre persone, non credo sia il miglior film MCU, ma neppure il peggiore [personalmente trovo più deboli film come Iron Man 2 o Doctor Strange].

      Per quanto riguarda Flash invece, forse mi sono spiegato male. Non voglio dire che il bullismo non è più di moda, ma solo che è cambiato il modo di “bullare” i più deboli.
      I più fighi della scuola non sono più quelli più grossi con la giacca di pelle, ma quelli che hanno il telefono nuovo e 10 mila followers su instagram. Ai miei tempi se ti depilavi prendevi schiaffi da mezza classe, oggi invece se non ti curi le sopracciglia non sei nessuno [e parlo degli uomini eh XD]. Cioè viviamo in un’attualità diversa e parecchio strana rispetto alla nostra gioventù o peggio ancora a quella dei nostri genitori, questo film secondo me ha cercato di rispecchiarla al meglio [infatti non è vero che Flash non si bulla più di Peter, lo deride ma per motivi diversi come la macchina o il suo non andare mai alle feste].
      Per quanto riguarda il resto del cast [MJ, Gwen, Harry e compagnia] anche a me dispiace non averli visti, ma dopo cinque film [più o meno riusciti] con questi personaggi probabilmente la Marvel ha preferito andarci piano.

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      • Ok, ho capito cosa intendevi parlando di Flash., e sono d’accordo, per quanto il personaggio non mi sia piaciuto. Tra l’altro con la descrizione dei “più fighi della scuola” mi sono venuti in mente i miei compagni di università, praticamente dei metrosessuali!

        Doctor Strange l’ho trovato anche io debole come racconto, molto classico e decisamente poco originale, ma è salvato dalla componente visiva che secondo me è sbalorditiva; non sarà all’avanguardia nella storia del cinema (Incpetion aveva già fatto cose molto simili), ma secondo me all’interno del MCU è quello che ha osato di più, e l’ho molto apprezzato per questo.

        Se dovessi osare e dire un migliore, credo che sarei molto combattuto tra Iron Man, Avengers e Civil War.

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      • Son d’accordo, Doc Strange a livello visivo ha dato tanto, il problema è che è arrivato troppo tardi, dopo 17 anni che ci tempestano di cinecomics ci voleva qualcosa di diverso dalla classica storia di origini…

        Per quanto riguarda io mio film MCU preferito è senza dubbio The Winter Soldier, seguito da Civil War e Guardiani 2!

        Comunque, a proposito di preferiti, tempo fa ho scritto un articolo trasformatosi poi in gioco, in cui ognuno commentava con la propria classifica dei migliori film supereroistici!
        Se ti va di partecipare, ti lascio qui sotto il link 😉

        https://ilblogdipizzadog.wordpress.com/2017/05/20/top-12-superhero-movies-i-migliori-cinefumetti-di-questo-millennio-secondo-me/

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