BOHEMIAN RHAPSODY: RAMI, FREDDIE E I MIEI DUBBI SUL FILM DEI QUEEN

Ieri è stata rilasciata la prima immagine ufficiale di BOHEMIAN RHAPSODY, biopic su Freddie Mercury diretto da Brian Singer [si, quello degli X-Men] e con Rami Malek [si, quello di Mr.Robot] nei panni del leggendario cantante dei Queen.

E…e niente, giudicate voi.

Credo che la somiglianza sia palese per tutti, tanto che a una prima occhiata sarebbe difficile distinguere questa foto con una vera di Mercury, ma ho molte perplessità che personalmente continuo a portarmi dietro da bravo cinefilo pessimista quale sono.

No, non mi riferisco allo strano alone di photoshop di cui sembra impregnato il volto di Malek in questa prima foto [che ultimamente a Hollywood sembra esserci carenza di bravi photoshoppisti], la mia preoccupazione sull’amico Rami non è tanto la somiglianza con il frontman della band, quanto la sua capacità di rendergli onore in…bè, praticamente tutto il resto!

Mai come in questo caso, infatti, il paragone fisico di un attore con il personaggio storico che andrà ad interpretare potrebbe benissimo passare in secondo piano [non che Freddie avesse un volto comune, ma aveva quegli elementi distintivi che, una volta trovati, renderebbero un qualsiasi attore “perfetto per la parte”]. Quello che dovrebbe avere Rami e che il pubblico si aspetta di vedere non è tanto il volto,  quanto il “corpo” di Freddie Mercury.

Le sue movenze, la sua energia, la sua forza, l’abilità che aveva di dominare un qualsiasi palcoscenico, di caricare la scena di elettricità, di troneggiare sul pubblico facendolo divertire caricandolo a manetta e facendolo sembrare anche facile, addirittura naturale!

Rami Malek è un bravissimo attore, una giovane promessa che si è fatto un pubblico grazie alla serie thriller/informatica di Sam Esmail, ma nella sua carriera, sia cinematografica che televisiva, non è MAI uscito dal suo canone attoriale. Non ha mai, per intenderci, interpretato un ruolo che non fosse quello del “tipo strano”, dell’introverso, dello strambo [il buffo faraone in UNA NOTTE AL MUSEO, lo strambo studente in LARRY CROWNE, l’ottuso compagno chiesaiolo in UNA MAMMA PER AMICA, l’amico scemo in NEED FOR SPEED, l’informatico al limite dell’autismo in MR.ROBOT, ecc] . Comico o drammatico che fosse il ruolo, sempre questo ha fatto.
Ed è bravo, chi lo nega! Ci sono attori che hanno passato la loro intera carriera ad interpretare sempre lo stesso ruolo quindi ci sta, good for you Rami.

Ma quello di Freddie Mercury è un ruolo che si discosta infinitamente dai suoi soliti ruoli! La cosa più lontana da Elliot che ci possa essere! Deve essere carismatico, estroverso, dev’essere una forza della natura, trasudare energia pura e la mia preoccupazione è che il bravo Rami non arrivi a tanto. Non perché sia un incapace, ma perché è fuori dai suoi schemi, sarebbe come chiedere a Clint Eastwood di interpretare The Mask o Judi Dench interpretare Harley Quinn o Leonardo DiCaprio interpretare il Joker. Come si fa? E loro sono dei mostri di attori!

Con questo non voglio dire che quello di Freddie Mercury sia un ruolo irraggiungibile o che sia una celebrità intoccabile [in passato altre grandi star sono state riportate in vita sullo schermo e abbiamo assistito più volte a grandi interpretazioni in altrettanto grandi film] il mio problema è la scelta di un particolare attore per un particolare ruolo.

Sacha Baron Cohen, per dire, è stato legato al progetto per molti anni prima che venisse rimpiazzato da Malek [non ricordo il perché del suo licenziamento] ma per quanto sia un coglione di prima categoria, lo avrei visto meglio nella parte perché l’energia e l’esuberanza ce l’ha!
L’amico Rami invece… è un bravo guaglione, gli si vuole bene e gli auguro una lunga e soddisfacente carriera, ma voi ce lo vedete a saltare sul palco, a giocare con l’asta del microfono, a ballare con i cameramen, a tirare fuori l’anima con un microfono in mano, a improvvisare?
Io sinceramente no, per niente.

La speranza ovviamente è che ne esca fuori un bel film, rispettoso della vita di Mercury e della carriera dei Queen, poi magari ci viene fuori anche una grande interpretazione, chi lo sa! Non è la prima volta che mi sbaglio!
Ma se questa è una di quelle volte e Rami riesce a rendere onore a Mercury anche solo per metà, giuro che volo a Los Angeles e costringo l’Academy ad assegnargli l’Oscar alla carriera a Malek, così su due piedi!

Oh yeah!

Comunque, se non mi sono perso qualche novità, il film dovrebbe arrivare a dicembre del 2018 [una gestazione lunghetta] per la regia di Brian Singer [altra scelta che mi lascia perplesso]. Oltre all’amico Rami come Freddie vedremo Gwilym Lee [chi?] nei panni di Brian May, Ben Hardy [chi???] nei panni di Roger Taylor e Joe Mazzello [ch…oooh è il bambino del primo Jurassic Park! Ma è ancora in circolazione?] nei panni di John Deacon.
Le parti vocali saranno miste tra la voce di Malek e tracce vere di Mercury [scelta sensata, va bene tutto ma che impari anche a cantare come Mercury, quella si che è fantascienza XD].

E a voi convince l’amico Rami nei panni di Freddie Mercury? La prima immagine vi ha convinti o siete afflitti da 1000 pensieri negativi come il sottoscritto?
Dai, non posso essere l’unico che si sta preoccupando per questo casting XD

PS: comunque mal che vada ci possiamo consolare con un’altra grande news, ovvero che Jonathan Pryce, il sosia vivente di Papa Francesco, è stato scelto per interpretare Papa Francesco nel film su Papa Francesco targato Netflix!
I pianeti si sono allineati, la luna nera è stata pescata e l’internet ha vinto ancora una volta!

Amen!

 

 

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12 thoughts on “BOHEMIAN RHAPSODY: RAMI, FREDDIE E I MIEI DUBBI SUL FILM DEI QUEEN

  1. Mai stato un fan dei Queen (per me il biopic musicale da vedere è All eyez on me di cui non conosco minimamente il cast), i tuoi dubbi ci stanno tutti, anche io ci vedevo meglio Baron-Coso. Ah non ho ancora visto nemmeno Mr Robotto XD e Rami era anche l’amico strano e gay in The War at Home, sit com sfortunata di qualche anno fa.

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    • Io invece non son un fan di Tupac, quindi direi che siamo allineati XD
      Mr.Robot è una bella serie partita benissimo e che ha cominciato a zoppicare nella seconda stagione. Se ti interessano i thriller psicologici [o psico-spastici] dagli un’occhiatina 🙂
      “The War at Home” mi suona come titolo, ma guardando su google, credo di non averla mai nemmeno incrociata :/

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  2. Sono completamente d’accordo. Per interpretare il più estroverso dei personaggi della Storia hanno scelto l’attore che è diventato famoso solo ed esclusivamente per i suoi ruoli introversi. Ovvio, non vuol dire necessariamente che sarà un fiasco, ma il dubbio su di lui è più che legittimo. Direi che a questo punto o gli va molto bene o molto male.

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    • Esatto, è un accostamento pericoloso :/
      Poi oh, magari è stato solo un caso che i suoi ruoli siano stati tutti di personaggi introversi, magari nella vita reale è un pazzo scatenato e sarà perfetto nella parte XD
      Almeno è quello che mi auguro io…

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  3. Conosco poco i Queen (mea culpa) e conosco ancor meno la leggendaria figura di Mercury (stramea culpa) quindi non posso permettirmi di dissentire con le tue osservazioni circa l’appropriatezza della scelta di Malek per interpretare il famoso artista.
    Di sicuro vedrò il film, comunque, perchè pur disprezzando i biopic spero possa essere l’occasione giusta per colmare le lacune di cui sopra.

    Tuttavia, da bravo ermenauta, non posso cavarmela con un commento di appena due frasi…. Pertanto prendo spunto dalle tue osservazioni circa la ricerca della somiglianza tra attore e personaggio vero per fare un pippone dei miei (sentiti libero di censurarlo eheheheh).

    Orbene, quand’ero bambino una delle cose che preferivo in televisione erano le IMITAZIONI DI GIGI SABANI. Molti, specie i più giovani, lo ricorderanno per la conduzione di OK IL PREZZO E’ GIUSTO (migliore dei casi) o per l’implicazione nello scandalo di VALLETTOPOLI (peggiore dei casi). Io invece lo ricordo come sopraffino imitatore (forse il più valido ambasciatore di questa categoria dai tempi di Noschese). Questa sua abilità era molto versatile: quando conduceva un programma gli capitava di fare delle battute utilizzando la voce di questo o quell’altro personaggio famoso, aggiungendo maggiore effetto comico. Oppure reaalizzava dei brevi sketch in cui impersonava numerosi personaggi arrivando perfino a costruire dialoghi nei quali partecipavano anche più personaggi diversi.
    Al di là della indiscutibile bravura vocale (alcune volte era assolutamente indistinguibile dall’originale) Sabani non abbinava mai elementi di abbigliamento di trucco o di parrucco che potessero farlo rassomigliare al personaggio che imitava. La voce cambiava, ma al centro del palcoscenico restava sempre lui in giacca e cravatta.
    L’imitazione, quindi, era all’epoca solo concettuale o, al più, vocale, comunque di sostanza. La forma era sussidiaria, quasi un peso.

    Negli anni è avvenuto un avvitamento sostanziale: oggi per prima cosa si guarda la somiglianza fisica, le altre aderenze diventano secondarie. Crozza ad esempio è un pessimo imitatore sia come voce che come concetto, egli si limita a conciarsi il più possibile come il personaggio oggetto dell’imitazione e poi farlo diventare protagonista di una caricatura di se stesso. Onestamente la trovo una pratica un po’ vigliacca, ma io detesto Crozza quindi non faccio testo.
    Si muove in maniera analoga anche Virginia Raffaele, divenuta celebre per l’imitazione di Belen Rodriguez.
    Sta di fatto che l’immagine ha preso il sopravvento sul concetto, la forma prevarica la sostanza.

    E il fenomeno investe tristemente anche il cinema quando deve fare un biopic.
    Per prima cosa si prende un attore somigliante, se poi si cala bene nella parte ok, altrimenti chissenefrega (e stando alle tue previsioni la scelta di Malek rientrerebbe in questa categoria).

    In conclusione, mi piacerebbe che cinema e televisione cercassero di ricreare l’essenza dei personaggi oggetto di biopic o imitazione, senza limitarsi a riprodurne l’aspetto incuranti di tutto il resto.
    Ma forse sbaglio io che, che sto invecchiando e non riesco a piegarmi alle nuove regole della civiltà dell’immagine…

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    • Concordo in pieno, anzi, aggiungo che questo discorso non vale solo per i ruoli di figure celebri/storiche ma anche [sempre più spesso] per adattamenti di fumetti/videogiochi/cartoni animati, dove il pubblico pretende che si dia più importanza alla similarità dell’attore piuttosto che sulle sue effettive doti attoriali.
      Il che è assurdo!

      Il problema poi di dover interpretare particolari personaggi è che spesso si cade nella più becera imitazione. Prediamo per esempio Ray Charles, mi permetto di dire che quasi chiunque avrebbe potuto interpretarlo [chiunque sia scuro di pelle, ovviamente] ma quanto sarebbe facile cadere nella più becera parodia? In quel caso è più che sensato concentrarsi meno sulla somiglianza e più sulla delicatezza della performance. Stessa cosa personaggi come Stephen Hawking, Steve Jobs, Charlie Chaplin, ecc, personaggi con delle peculiarità fisiche o caratteriali che rendono molto sottile il limite tra imitazione e immedesimazione.

      Tom Hanks non assomiglia per niente a Walt Disney, lui stesso l’ha ribadito più volte, ma in SAVING MR.BANKS è stato magistrale a trattare un personaggio tanto celebre quanto scomodo [non era per nulla un santo e il film stesso lo dimostra]. Michael Fassbender non assomiglia a Steve Jobs, ma la sua interpretazione è stata onesta ed è riuscito a discostarsi dall’icona mitologica che si era creata attorno al fondatore della Apple, cosa che invece Ashton Kutcher [mooolto più simile a Jobs] non era riuscito minimamente a fare.

      Per il film su Mercury si è sempre fatto il nome di Sacha Baron Cohen [è in sella fin dall’inizio del progetto] e al cosa andava bene perché c’era sia la somiglianza sia le potenziali capacità, ora invece abbiamo la somiglianza [PER ORA. L’amico Rami è emerso da poco e non ha ancora dato prova di se al 100%, potrebbe stupire tutti]. Per carità, non mi dispiace che Borat sia stato silurato [un po’ mi sta sul cazzo] ma al suo posto speravo in un nome più rassicurante. Rami è un grosso punto interrogativo :/ e la cosa mi preoccupa come, per intenderci, preoccuperebbe te un rischioso casting per un eventuale biopic su Springsteen 😛

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      • se mi fanno il biopic su springsteen impazzisco…
        se dovessi andare a somiglianza fisica voterei per Pratt (ai tempi di Everwood era la fotocopia di Springteen 20enne)
        se invece dovessi andare a presenza scenica ed energia, il discorso si fa più complicato. Il DeNiro di Taxi Driver sarebbe perfetto, ma non si può più (graziearca… 😀 ). Pertanto punterei l’indice su Fassbender (se il centro di gravità del film fosse la depressione che tortura Springsteen da sempre) oppure su Bradley Cooper (se il film fosse più energico e rockettaro).
        Se invece si andasse di commedia (ma questo ovviamente è utopia) la scelta non potrebbe che cadere su Ben Stiller (tra l’altro se cerchi su youtube trovi delle gustosissime imitazioni di Stiller proprio su Springsteen, risalgono a circa 20 anni fa e sono più del genere “Crozza”, però son divertenti).

        Però ovviamente spero che sia fatto più in là possibile perchè sti film si fanno quando uno muore e io c’ho in programma di vederlo almeno altre 10 volte dal vivo 😀

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