I 10 FILM PIÙ ATTESI DALLA 74ESIMA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

Ci sono molte cose di cui l’Italia può andare fiera in ambito cinematografico e molte altre invece in cui continua testardamente a inciampare, ma da qualche anno a questa parte c’è qualcosa di cui non ci si può proprio lamentare ed è la Mostra del Cinema di Venezia, che arrivata alla sua 74a edizione può dirsi il più grande, intelligente, gustoso, energico e completo evento cinematografico dell’anno.

Non solo per i progetti presentati ma anche per le continue innovazioni e per l’apertura mentale e artistica che ha dimostrato di avere in queste ultime edizioni abbracciando ed accettando film che solitamente non si vedono in altri festival cinematografici.
Film di genere e dal taglio commerciale, non necessariamente il film d’autore libanese o la pellicola sperimentale di 4 ore e mezza [qualcuno ha detto Lav Diaz?] ma anche film più popolari come LA LA LAND, sci fi come ARRIVAL o DOWNSIZING, horror come MOTHER! e fantasy come THE SHAPE OF WATER di Del Toro che si è anche aggiudicato il Leone d’Oro, un’onorificenza tanto incredibile quanto rivoluzionaria!
Voglio dire, il premio più prestigioso vinto da un fantasy potenzialmente commerciale con atmosfere horror, diretto da un regista dalla forte impronta pop e con un mostro come protagonista? Qualche parruccone di Cannes potrà dire che il cinema è morto, qualche nerd su internet potrà scrivere che il cinema di genere ha vinto, ma la verità è che a vincere è stato il Cinema, l’arte che nonostante le etichette non ha genere ne categorie e che finalmente sembra aver trovato casa proprio qui a Venezia!

Se ci aggiungiamo inoltre gli eventi dedicate a serie tv [Suburra quest’anno, The Young Pope l’anno scorso], l’accoglienza a pellicole non destinate alle sale come i film firmati Netflix [laddove invece Cannes aveva chiuso le porte in faccia sminuendo, anche pesantemente, i prodotti della piattaforma streaming], la nuova sezione dedicata alla realtà virtuale [con tanto di categorie e premiazioni e se] ed eventi speciali come la proiezione restaurata e in 3D di “Thriller“, il celebre videomusicale di Michael Jackson firmato John Landis, è innegabile come il festival di Venezia stia diventando pian piano l’evento cinematografico più interessante nell’agenda di ogni cinefilo.

Oggi però non sono qui per analizzare il festival o parlare dei premi assegnati [anche perché, avoja ad aver già visto i film?] ma per parlare un po’ dei progetti che più mi hanno incuriosito e che più attendo di vedere prossimamente [sempre che arrivino in sala, che i film da festival hanno un ciclo di vita tutto loro].

Lista che segue ovviamente i gusti del sottoscritto ed elencato in ordine rigorosamente sparso.

Enjoy it!

DOWNSIZING

Cominciamo proprio con il film che ha aperto il festival.

Scritto e diretto da Alexander Payne [regista di film come Sideways, Election, Nebraska e Paradiso Amaro], DOWNSIZING è un film ambientato in un ipotetico futuro non troppo lontano dove, per combattere il problema di sovrappopolamento che affligge il mondo, una compagnia norvegese offre alle persone la possibilità di essere miniaturizzati e di andare a vivere in metropoli in miniatura così da poter sfruttare ancora per centinaia di anni le risorse terrestri. Ovviamente non tutto sarà rose e fiori.
Le premesse sono tutto un programma e il nome del regista [qui per la prima volta alle prese con un sci-fi] garantiscono una costruzione unica per un film di fantascienza. Se a questo ci aggiungiamo un nutrito cast [Matt Damon, Christoph Waltz, Kristen Wiig, Jason Sudeikis, Laura Dern e Neil Patrick Harris] il film non può che essere superatteso dal sottoscritto.

L’uscita è prevista per Dicembre di quest’anno negli states, mentre qui da noi chissà!

TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI

Sembra incredibile, ma con soli due film all’attivo, Martin McDonaugh è in assoluto uno dei miei cineasti preferiti!
La comicità nera, il cinismo di cui impregna le storie e la capacità di rendere umano anche il più stronzo dei personaggi, fanno di lui uno sceneggiatore poco convenzionale oltre ad un regista scaltro e raffinato.

Nel suo terzo film, Martin McDonaugh racconta la storia Mildred Hayes, una madre devastata dalla morte della figlia che, dopo aver visto l’incapacità e forse anche il disinteresse da parte della polizia di trovare l’assassino, decide di fare guerra alle autorità locali affiggendo tre cartelloni pubblicitari in cui denuncia tutta l’inadeguatezza della polizia.
Una premessa semplice quella di McDonaugh [come accadeva anche per In Bruges E 7 Psicopatici] che promette però risvolti inattesi e grandi momenti di black humor.

Anche in questo caso il cast è molto ricco tra cui spiccano Frances McDormand, Woody Harrelson e Sam Rockwell, tre attori spesso tra i più sottovalutati di Hollywood ma capaci di IMMENSE interpretazioni sotto la giusta guida [e quella di McDonaugh lo è].

Qui a Venezia ha vinto il premio come miglio sceneggiatura. L’uscita nelle sale è prevista per Ottobre negli USA e a Gennaio dell’anno prossimo qui in Italia.

THE SHAPE OF WATER

Il protagonista di questa 74esima edizione del Festival, vincitore del prestigioso Leone d’Oro come miglior film e in assoluto uno dei titoli più attesi dai fan del regista messicano.

Guillermo del Toro non ha certo bisogno di presentazioni: il suo modo di fare cinema, la sua visione, il suo gusto per costumi e scenografie e la capacità di rendere arte tutto ciò che hai più miopi può sembrare semplice film “d’intrattenimento”, insomma, la su fama lo precede.

Il film racconta la storia di Elisa [interpretata da Sally Hawkins] una donna affetta da mutismo che lavora come addetta alle pulizie in una struttura governativa segreta dove, un giorno, si imbatte in una misteriosa creatura anfibia con cui instaurerà un’atipica relazione, fatta non di suoni o parole ma di sguardi ed empatia.
Una premessa molto classica inserita in un contesto fantastico, una storia che solo del Toro sarebbe in grado di raccontare.

Se non bastasse la vincita del Leone d’oro, anche il trailer sembra promettere grandi cose. A dicembre gli amici americano se lo potranno vedere, noi ancora non si sa.
Nel cast oltre alla Hawkins abbiamo Octavia Spencer Michael Shannon oltre a Doug Jones nei panni della creatura [ovviamente].

MANHUNT

Ecco un altro gigante che non ha bisogno di presentazioni.
Con una carriera divisa tra Hong Kong e Hollywoolandia, John Woo è uno di quei registi che fanno evento l’uscita di ogni suo film. Il regista cinese ha firmato molti capolavori action e ha un grande seguito di fan che dalle sue mani non posso che aspettarsi il meglio…anche se, a quanto pare non sarà questo il caso.

Molti pareri contrastanti si sono fatti sentire nel corso del festival, tanto da far pensare che l’età e la stanchezza siano arrivati a bussare alla porta di Woo [si parla di intere scene girate in green screen, pratica non abituale dal maestro cinese]. Io mi sento di concedergli il beneficio del dubbio, anche se devo ammettere che la mia sta diventando più una curiosità di vedere cos’è successo più che voglia di vedere il suo nuovo film [il trailer mi ha abbastanza ammosciato].

L’uscita in Cina è prevista per fine anno, nel resto del mondo chi può dirlo.

LE NOSTRE ANIME DI NOTTE / ELLA & JOHN

Due pellicole diverse condividono le stesse premesse quest’anno, ovvero una coppia di…ehm…”anziani” [senza offesa per questi immensi attori XD] che con storie diverse e con problemi diversi trovano entrambi una via di fuga attraverso il proprio partner, che si tratti di un viaggio on the road o di una semplice notte passata insieme.

Da una parte abbiamo LE NOSTRE ANIME DI NOTTE, film prodotto da Netflix tratto dall’omonimo best seller di Kent Haruf. Dall’altra parte abbiamo ELLA & JOHN diretto dal Virzì nazionale e tratto dal romanzo In Viaggio Contro Mano [The Leisure Seeker] di Michael Zadoorian.

Da una parte abbiamo una formidabile coppia formata da Robert Redford e Jane Fonda. Dall’altra un altrettanto formidabile duo composto da Donald Sutherland e Helen Mirren.

Profondo e umano uno, più “rumoroso” e movimentato l’altro, in entrambi i casi comunque siamo di fronte a due film fatti di interpretazioni e umanità, due pellicole diversi che non vedo l’ora di vedere soprattutto per i quattro nomi coinvolti.

Il film Netflix verrà rilasciato in streaming il 29 Settembre, mentre il film di Paolo Virzì sarà nelle sale ad inizio del prossimo anno.

MADRE!

Uno dei film più attesi del festival è diventato in un attimo il film più discusso.

La critica si è spaccata in due tra chi definisce l’ultima fatica di Darren Aronofsky un altro grande capolavoro del regista americano e chi invece lo definisce pretenzioso e poco originale. La verità? Vallo a sapere.

Le premesse sono molto semplici [“La tranquilla vita di una coppia viene messa a dura prova quando degli ospiti inattesi si presentano a casa loro” dice Wikipedia] e, a vedere il trailer, la realizzazione sembra superba come sempre e le interpretazioni ottime. Bisognerà aspettare l’uscita del film [prevista per fine mese] per dare un giudizio personale all’opera di Aronofsky.

Il cast è composto da Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer e Ed Harris.

GATTA CENERENTOLA

Ecco uno dei progetti più interessanti che non vedevo l’ora che fosse realizzato.

Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone e Alessandro Rak [già regista de L’Arte della Felicità] danno vita a questo affascinantissimo film d’animazione made in Italy ambientato in una vecchia Napoli futuristica. Le influenze sembrano arrivare da ogni parte e i paragoni si sprecano: si intravede un po’ di Blade Runner, un po’ di Ghost in the Shell, c’è chi l’ha paragonato a Bioshock mentre è palese l’influenza degli anime giapponesi [specialmente nell’animazione dei corpi]. Non mi è molto chiara la storia ma tutta quest’atmosfera noir tecnologica mi fa impazzire e pensare che tutto questo sia opera di menti nostrane mi lascia ancor di più senza parole.

Se è vero che ultimamente il cinema italiano sta riscoprendo i film di genere [grazie a pellicole di successo come Smetto Quando Voglio, Veloce Come il Vento e Lo Chiamavano Jeeg Robot] allora è giusto riscoprire anche il cinema d’animazione e questo GATTA CENERENTOLA sembra avere il potenziale per aprire la strada a nuovi futuri, possibili, progetti [sperando che sia bello almeno la metà di quanto me lo immagino].

JIM AND ANDY: THE GREAT BEYOND

Tutti conosciamo MAN ON THE MOON, il film di Milos Forman che racconta la vita e la carriera del comico Andy Kaufman interpretato da Jim Carrey. Quello che non sapevamo è che c’era un film dietro quel film!

Andy Kaufman non era un comico convenzionale, era solito “dar fastidio” alle persone, inscenando litigi e mettendo a disagio l’interlocutore e Jim Carrey ha cercato di aderire il più possibile al personaggio continuando a stare nella parte anche al di fuori delle riprese. Il che ha generato non poco scompiglio sul set dato che Jimmy continuava a dar fastidio e a coinvolgere nei suoi scherzi l’intera troupe tanto da costringere la Universal Pictures ad insabbiare il tutto e a impedire la divulgazione di questi filmati.

Il film quindi non è altro che un curioso dietro le quinte di Man on the Moon, un documentario atipico che farà la gioia dei cinefili che vorranno scoprire qualcosa di più sul film di Forman o che vorranno rivivere l’apice della carriera di Carrey, un attore unico nel suo genere che da anni sta ormai affrontando una nuova fase della sua carriera artistica.

Il film non ha una data d’uscita manco per sbaglio, ma è difficile che raggiunga le nostre sale [al massimo faranno una di quelle uscite di 2/3 giorni in poche sale selezionate e ciao peppa].

Ah, il titolo completo del film non è “Jim and Andy: The Great Beyond” ma bensì “Jim & Andy: The Great Beyond – The Story of Jim Carrey & Andy Kaufman with a very special, contractuallyh obligated mention of Tony Clifton“. Mi sembrava giusto riportarlo 😀

THE DEVIL AND FATHER AMORTH

E chiudiamo con un’altra chicca cinefila.

William Friedkin [regista di numerosi cult ma universalmente conosciuto per L’Esorcista] dirige questo documentario in cui si racconta l’ultimo esorcismo di Padre Amorth. Per chi non lo sapesse Gabriele Amorth è considerato da tutti [ancora oggi, dopo la sua morte] il più grande esorcista del mondo! Ma esorcista vero, di quello che impugna il crocefisso come un’arma e prende a male parole il diavolo XD

Non so bene cosa aspettarmi da questo reportage, ho sentito dire di tutto da quelli che l’hanno visto, ma l’idea che il regista de L’Esorcista documenti l’ultimo esorcismo del più grande esorcista del mondo è una figata senza senso che onestamente non vedo l’ora di vedere, indipendentemente che creda o no a queste cose delle possessioni.

Ovviamente anche in questo caso non c’è una data d’uscita, ma perché un prodotto così arrivi nelle nostre sale ci vorrà ben più che una preghiera.

MENZIONE D’ONORE:
THE MILLIONAIRS

Non un film, bensì un corto direttamente ispirato dal fumetto di Thomas Ott.

Dietro la sua realizzazione ci sono Caludio Santamaria e Gabriele Mainetti, la stessa squadra di Lo Chiamavano Jeeg Robot, solo che questa volta è Santamaria a trovarsi in cabina di regia mentre Mainetti si limita a produrre [e probabilmente anche a dare qualche dritta all’amico].

La particolarità del fumetto di Ott sono le sue illustrazioni prive di dialogo, sarà quindi interessante scoprire come verrà reso l’adattamento oltre che vedere come se la cava il nostro caro Santamaria al suo esordio come regista.

That’s all amici miei!

Ci sono molti altri film che non vedo l’ora di vedere, altre promettenti opere che andrebbero nominate: EX LIBRIS – THE NEW YORK PUBLIC LIBRARY di Frederick Wiseman, descritto come un documentario che dice tanto pur non raccontano niente; FIRST REFORMED di Paul Schrader un film dalle tematiche molto forti come religione, suicidio e redenzione; NICO, 1988, un biopic sugli ultimi anni di vita della cantante tedesca; L’INSULTO, il diverbio tra un libanese cristiano e un palestinese che si trascina in tribunale diventando un caso politico nazionale; UNDER THE TREE, una commedia nera che racconta la guerra tra vicini di casa; LOVING PABLO, l’ennesimo film su Pablo Escobar raccontato però dal punto di vista dell’amante Virginia Vallejo [interpretata da Penelope Cruz mentre Javier Bardem presta il volto a Escobar], e tanti altri ancora.

Il Festival del cinema di Venezia si arricchisce ogni anno di grandi opere e di grandi innovazioni che è difficile condensarlo in un unico post. Uno degli eventi cinematografica più completi dell’anno che si fa ogni anno più grande e che riesce a esplorare il cinema nella sua completezza, a 360 gradi e oltre.

E quindi evviva Venezia, evviva il cinema ma soprattuto evviva Guillermo del Toro!

Regà, ancora non mi sembra vero 😀

 

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2 thoughts on “I 10 FILM PIÙ ATTESI DALLA 74ESIMA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

  1. Non seguo queste manifestazioni ma mi fa piacere che abbia vinto Del Toro e son curioso di vedere il suo film, Doug Jones torna nella parte di un uomo pesce dopo i due Hellboy guardacaso sempre di Del Toro. Coincidenze? Non credo proprio. Che l’idea sia nata da li?
    Anche Downsizing mi incuriosisce.

    Mi piace

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