IL MULTIVERSO: PERCHÈ SI, PERCHÈ NO, PERCHÈ IRON MAVERICK (feat Doctor Strange)

È la moda del momento, quello che tutti vogliono e su cui tutti fantasticano: il MULTIVERSO, il twist narrativo che offre infinite possibilità di trama, incroci di storie e ripescaggio dei personaggi ti permette di fare un po’ il cazzo che vuoi.

Vuoi riportare in vita un personaggio? Col Multiverso puoi! Vuoi riproporre un attore in un ruolo che ha interpretato in passato? Col Multiverso puoi! Vuoi mostrare versioni alternative dei tuoi beniamini? Col Multiverso puoi! Vuoi fare film sempre sullo stesso personaggio ma non legati tra loro solo per spremere fino all’ultima goccia la sua popolarità? Col Multiverso puoi! Vuoi alzare le aspettative dei fan per il prossimo film/serie tv usando il minimo sforzo? Col Multiverso puoi!

Multiverso: la soluzione ad ogni tuo bisogno, ma come ogni medicinale che si rispetti ha delle controindicazioni.

Rischia di essere un’arma a doppio taglio: tutto diventa possibile ma in realtà nulla lo è. Possiamo avere Peggy Carter come super soldato? Certo! Riavere Batman col volto di Michael Keaton! Of Course! Tom Cruise nei panni di Tony Stark? Ma qualcuno ci ha creduto veramente?

Questo tipo non vi ha insegnato nulla?

Il problema è che non ci sono ancora delle regole ben precise né una direzione chiara. Per dire, nella serie animata Marvel WHAT IF… (così come anche in MULTIVERSE OF MADNESS) abbiamo visto tante realtà alternative che differiscono di poco da quella principale (un taglio di capelli, un super potere, la pizza) ma che segue dei paletti indissolubili. Nell’episodio dedicato a Strange si parla addirittura di “Punti assoluti” che non si possono modificare o l’intero universo farebbe harakiri e forse in quell’episodio lo fa. Quindi abbiamo universi sostanzialmente uguali, non fosse per delle piccole differenze.

Poi abbiamo il multiverso visto in SPIDER-MAN – NO WAY HOME. Lì sembra l’esatto opposto: abbiamo poche certezze (la morte di un/a zio/a, una relazione, una frase iconica) mentre tutto il resto è variabile, aspetto fisico compreso.
Un Peter Parker può quindi avere il giovane volto di un Holland, i vissuti occhi di un Maguire o il ciuffo di un Garfield.
MJ può essere una giovane ragazza nera di nome Michele Jones o una rompipalle di nome Mary Jane.
J.Jonah Jameson può essere…no lui è sempre J.K.Simmons, così come i suoi baffi (saranno un punto assoluto anche quelli).

The Multiverse of Moustache

C’è poi il multiverso visto nella serie LOKI! Lì si può svaccare tutto: puoi avere il volto diverso, sesso diverso, puoi essere un coccodrillo, Thanos può avere un elicottero. Sembrano non esistere punti assoluti lì (magari ci sono e non vengono nominati direte voi…ma ditemi che punti assoluti possono avere in comune il nostro Loki con il Loki coccodrillo? Le lacrime?).

Abbiamo quindi 3 diversi multiversi e questo solo all’interno dello stesso canone (MCU). Se andiamo a scomodare lo Spider-Verse della Sony animata, il multiverso DC che vedremo nel film di THE FLASH e il multiverso visto nelle serie dell’Arrowverse (il primo vero multiverso, per certi versi ancora il più funzionante e divertente) ci vorrebbe un manuale allegato.

Ci si sta lanciando in questo vuoto del multiverso senza essersi messi prima il paracadute. A mala pena il casco. E non sarebbe neanche un gran problema se non fosse che lo stanno piazzando al centro di storie e trame principali di qualsiasi media.

Prima del multiverso c’era l’universo condiviso, la moda del far confluire trame in unica storia e far interagire personaggi di franchise diversi tra loro. C’è stata la corsa all’universo condiviso, alcuni ancora lo inseguono. E anche in quel caso non era tutto rosa e fiori e a volte (il più delle volte) il risultato lasciava a desiderare.
Pure lì ci si concedeva qualche libertà e qualche sgarro narrativo (perché gli Avengers non si aiutavano a vicenda durante i loro film singoli?) ma era tutto in funzione di una storia, di un personaggio. Poi magari quel film faceva cacare ma almeno aveva una sua ragione di esistere.

Il multiverso invece è fine a se stesso.

L’esempio più lampante è LOKI, la serie che poteva direttamente chiamarsi “Multiverso: the series” (o un più plausibilmente “Agents of TVA“) e non avrebbe fatto differenza. Perchè “””l’evoluzione di Loki””” è molto altalenante e a tratti forzata, la trama continua a fare delle curve narrative improvvise (com’è possibile che un co-protagonista sparisca a 1/3 della serie e venga trattato poi come personaggio secondario?) e si conclude con un episodio anticlimatico che è praticamente un teaser a quello che saranno le fasi 4 e 5 del Marvel Universe.

E il problema di quell’episodio finale non è Jonathan Majors come Kang (per me è stato immenso), non sono i dialoghi, la regia o il montaggio (bè forse un po’ il montaggio). Il problema è che passiamo 40 minuti a parlare di qualcosa che non dovrebbe riguardare la serie…nell’episodio finale della serie stessa!
Come se nell’ultimo episodio di BREAKIN BAD apparisse Saul Goodman a fare 40 minuti di monologo su com’è la vita da avvocato lasciando Walt e Jesse impalati a guardarlo con uno sguardo da “ma quando finisce?”. Non ha senso per una serie che si chiama LOKI con protagonisti ben due divinità asgardiane dell’inganno.

Stesso problema per NO WAY HOME. Sia chiaro, mi sono goduto il film come tutti quanti voi e ho chiuso il primo, il secondo e pure il terzo occhio di fronte a qualche passaggio zoppicante della trama. Però non possiamo non essere onesti e mentire a noi stessi. Il film è un accrocchio di sceneggiatura che non si regge in piedi. una scusa per sfruttare il multiverso e portare nel parco giochi MCU vecchi amici, vecchi nemici e quell’imbarazzo ambulante di nome Venom.

Benvenuto nel MCU Venom…ma pure addio Venom, sei stato utilissimo

Con WHAT IF… il problema è diverso. Potevano fare di tutto, sia come storia che come “materiale” da mostrare (essendo una serie animata non avevano limite di budget, disegnare un Iron Man zombie costa quanto disegnare un Fin Fang Foom seduto in poltrona a raccontare fiabe a dei piccoli Modok mentre si fuma una pipa fatta di gemme dell’infinito mentre fuori piove cioccolata). Avevano praticamente potere illimitato e cosa ci hanno fatto?
Party Thor.

Che per carità, a me è piaciuto anche, ma evidentemente per loro lo scopo non era raccontare storie che altrimenti non avremmo mai visto sullo schermo (come Capitan Carter o Marvel Zombies) o spingere al massimo il pedale della creatività, ma creare varianti dei personaggi che già conosciamo così da farli viaggiare nel multiverso, farli riunire e dare vita ai Guardiani del Multiverso.

Evviva…

E alla fine arriva Strange.

Che già con un titolo come il suo, IL MULTIVERSO DELLA FOLLIA non poteva che avere un fato annunciato. Una trama abbozzata volta a mostrare su schermo vagonate di fanservice che in confronto No Way Home si sarebbe rimesso la maschera.
A fare da cornice tutti i rumors che si portava dietro su vari camei, ritorni e apparizioni mistiche.

Alcuni confermati come Sir Patrick Stewart nei panni di Xavier e Hayley Atwell come Capitan Carter, altri plausibili come Loki, lo Spidey di Maguire o addirittura il Mr Fantastic di Ioan Gruffudd…e poi i rumor si sono fatti via via sempre più allucinanti: Tom Cruise come Tony Stark, Nic Cage come Ghost Rider, Ben Affleck come Daredevil, Emma Stone come Spider-Gwen, Bruce Campbell come Mysterio, Wolverine, Deadpool, Capitan Hydra, zia Giuseppina, papa Francesco ed Elon Musk 2099.

Sono andato al cinema con le peggiori aspettative, felice di poter avere un po’ di fan service (ripeto, No Way Home me lo sono goduto dall’inizio alla fine) ma pronto a vedere un film che, tolto di camei e easter egg, non mi avrebbe lasciato nulla.

E?

E niente, mi ero scordato che in questo universo abbiamo quell’amabile di Sam Raimi.

Perché qui il multiverso fa quello che il multiverso dovrebbe fare: essere il mezzo per raccontare una storia e, se avanza tempo, regalare qualcosina ai fan più accaniti (cosa sarà durata la scena con gli Illuminati? 5/6 minuti in totale?).

E per quanto sia assurdo crederlo, dopo WandaVision, dopo Loki, dopo What If… (che come ho sempre sospettato ma contrariamente a quello che l’internet tutto continuava a dire, non si ricollega con il film, grazie a dio) e soprattutto dopo No Way Home, al centro di questo film c’è lui, Stephen, il dottore più magico di tutti. E c’è anche Wanda la villain più amabile di tutti. E c’è anche Wong il più amabile punto.

Strange è al centro di tutta la storia (ne sarà felice il suo ego) e compie un percorso personale ben descritto e privo di digressioni superflue (tranne quei 5/6 minuti di cui prima) come non se ne vedevano da tempo su quelle coordinate, con una bella avventura marveliana a fare da contorno.
Dopo Infinity War/Endgame e dopo i fattacci di No Way Home, Strange si ritrova ironicamente a fare da baby sitter ad un altro adolescente (“Ecco perché non ho voluto avere figli” diceva il doc in No Way Home) a preoccuparsi per un’altra persona mentre il mondo, anzi l’universo, anzi il multiverso attorno a lui sta crollando.

E per colpa di chi? Di Wanda una che i figli invece li (ri)vuole, al tal punto da diventare il “cattivo”. Un cattivo virgolettato su cui non puoi non provare empatia e che viene costruito con lo stesso peso con cui viene costruito il protagonista che dà il titolo al film.

Le locandine fan-made, quelle che ci piacciono tanto

È tutto così dannatamente ben presentato e lineare (non privo di difetti sia chiaro, ma è solido e coerente con quanto si vuole raccontare) che mi sono stupito io stesso di quanto mi sia piaciuto. E dire che a me il primo film non aveva fatto impazzire e Strange non era certo uno dei miei personaggi preferiti.

In poco più di 120 minuti Sam Raimi confeziona un film COMPLETO laddove film di ben più lunga durata non riescono (e pare sia stato proprio lui a volere un film di durata contenuta) e tanto meno serie da 6 ore.

Mi sono divertito un sacco coi quei momenti folli e “””horrorifici””” (virgolettato che il film è horror quanto è horror uno Zombieland o un Dark Shadows), dalle scelte meno convenzionali (zombie Strange) a quelle più inaspettate (la battaglia con le note…è fuori luogo, è stupido, è ridicolo, si, ed è bellissimo) e anche nei momenti più drammatici (tutti quelli dedicata a Wanda…grande la Olsen, bellissimo il personaggio).

Quindi tutto è bene quel che finisce bene? Eh no.

Il film dopo una buona partenza pare si sia portato dietro molte critiche il che mi fa parecchio incazzare. Non perché il film non possa non piacere, ci mancherebbe, e non perché sia privo di difetti (non lo è) ma semplicemente perché le critiche sono stupide fatte da fan stupidi.

Persone che non sono felici perché il film non ha mostrato quello che LORO si aspettavano che mostrasse. Ovvero Tom Cruise. Ovvero Kang. Ovvero gli X-Men. Ovvero tutto il cast di Beautiful (che a veder bene sono mutanti pure loro). Non è un valido motivo per detestare in film, imho.

I am Iron Maverick

È lo stesso problema che era emerso con BLACK WIDOW e che ha segato le gambe fin da subito a film come SHANG-CHI ed ETERNALS (al di là della qualità effettiva dei film): non alzano l’asticella della spettacolarità e delle fantasie multiversali dei fan. Perché per colpa di questo cavolo di multiverso che fa promesse che non può sempre mantenere, la gente si aspetta sempre DI PIU: più camei, più ritorni, più anticipazioni ai prossimi 100 film e serie tv, più scene nei titoli di coda, più collegamenti con film che non devono per forza collegarsi (mò non è che dobbiamo per forza ricollegarci ai passati 50 anni di produzioni cinematografiche Marvel…a questo punto altro che Xavier, se avete le palle fate tornare l’Howard il papero originale oppure Lou Ferrigno verde pistacchigno).

Avengers: Infinity Nostalgia

Oggi film “””piccoli””” come ANT-MAN (ha-ah capita?) non si possono più fare. Spider-Man è leggermente fottuto perché, dopo aver toccato l’apice con No Way Home come farà a tornare ad affrontare scorpioni e rinoceronti come semplice uomo ragno di quartiere? E anche serie televisive come DAREDEVIL non si potranno più fare perchè come minimo la gente si aspetterebbe un cameo di Jennifer Garner come Elektra.
E Dio ce ne scampi.

E a proposito di camei deliudenti (nerd lamentino mode on):

Devo ammettere di essere rimasto abbastanza deluso anche io dalla scena con gli Illuminati. E non perché duri poco la scena o perché muoiono tutti nel giro di 2 minuti (anzi, è giusto che sia andata così), ma perché sembra che abbiano dovuto infilare a forza dei camei per far contenti i fan col risultato che sono dovuto andare al risparmio. I cameo del discount.

Mordo: ce l’hanno infilato solo per fare numero e perché legato a Strange (se no sta ceppa che lo mettevano nel gruppo dei cervelloni);
Lashana Lynch nei panni di Capitan Marvel: carina l’idea ma anche no, il suo personaggio all’epoca non è che fosse stato così incisivo da farmi dire “Wooooh” alla sua apparizione, potevano farci un episodio di What If… piuttosto;
Hayley Atwell come Capitan Carter: bello vederla dal vivo ma l’effetto sorpresa se la sono già giocata con What If…;
Anson Mount come Freccia Nera…ecco questo mi fa pensare che abbiano raschiato il fondo del barile. Andare a riesumare un personaggio di una delle serie tv più brutte che il mondo abbia mai visto (per quei pochi che l’hanno vista…e siamo pochi, forse 5)? Perché? Chi speravano di far felici? A questo punto avrei preferito il ritorno di un Coulson magari direttore dello SHIELD che così facevi un regalo ai fan dei primi film e ai fan della non abbastanza celebrata serie tv (e si lo so che Coulson nei fumetti non è un Illuminato, ma non lo sono neanche Mordo e Maria Rambeau quindi poche polemiche). O magari un cameo di Peter Hooten, il Dottor Strange del film perduto del ‘78, sarebbe stato un omaggio divertente (fossimo nell’Arrowverse lo avrebbero fatto).

Si, proprio lui…e no, non è la versione porno del film…

Le uniche guest degne di nota sono Prof X che però era già stato ampiamente e stupidamente anticipato dai trailer (perché tizi del marketing? Perché?!) e John Krasinski come Mister Fantastic, una delle più grandi e piacevoli sorprese…sperando che non rimanga un contentino ma che sia qui per restare e che magari si porti dietro anche la moglie che quel Reed necessita di una Susan di pari livello.

E quindi? Quindi delusione, ma sticazzi come si diceva perché è ovvio che la scena è stata messa lì per dare un contentino ai fan. Non cambia quello che per me è un film davvero ben riuscito.
Momento super nerd lamentino finito.

“It’s not about you”

Questa era la lezione finale che l’Antico impartiva a Strange poco prima di morire. Lezione che il buon dottore ha dovuto imparare per raggiungere il suo scopo alla fine del primo film. Lezione che forse qualcun altro toccherà imparare alla fine di questo secondo film. Lezione che forse dovrebbero insegnare anche ai fans.
Its’ not about multiverse, checazzo” (il checazzo l’ho aggiunto io). È ancora possibile realizzare film incentrati su un personaggio, su un suo percorso personale senza dover scomodare altre 10 mila saghe. Un film per altro ben realizzato con una sua personalità chiara (per quanto entro i canoni della Marvel di Feige) che diverte e che mostra chiaramente come abbia divertito gli stessi realizzatori (Raimi ed Elfman in primis) un film che fa da energy drink all’universo Marvel dopo che, personalmente, mi stavo appisolando con le serie tv in corso (l’ultima in particolare).

Non c’è Iron Mission Impossible, non introduce gli X-Men e i mutanti, non è l’adattamento di “House of M”, non fa da teaser agli Young Avengers, non è il live action di What If…, non è “Kang Le Origini”.

È DOCTOR STRANGE, un film su Strange e il suo viaggio nel multiverso, su Wanda e sulla sua caduta personale, con nel mezzo tanto divertimento psichedelico e pseudo horrorifico.

Sei felice?” continuano a chiedere a Stephen nel corso della pellicola.
Personalmente risponderei di si, sono felice. Per questo film. Per il personaggio. Per quello che la Marvel potrebbe ancora dare.

Che il multiverso riparta da Raimi (e se volete vedere Tom Cruise, è appena uscito al cinema TOP GUN: MAVERICK, andatevelo a vedere e non ropete il ca

5 risposte a "IL MULTIVERSO: PERCHÈ SI, PERCHÈ NO, PERCHÈ IRON MAVERICK (feat Doctor Strange)"

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  1. Com’è possibile che un simile post non abbia alcun commento e che il mio sia il primo?
    Dove ca**o sono finiti i tuoi amici, quelli che ti scrivevano che i tuoi post erano tanto belli e che era così divertente ed istruttivo leggerli?
    Forse hai fatto bene a frequentare molto meno WordPress o forse hai fatto bene a frequentare semplicemente molto di più Instagram o forse (notare che con tutte queste ipotetiche sto entrando nello spirito della versione “sbagliata” del Multiverso) semplicemente il mondo social tradizionale non ti merita e non merita nemmeno articoli che circumnavigano un problema come hai fatto tu, troppo bravo per le piattaforme di blog scritte da boomer che le usano come fosse Twitter per pensieri estemporanei tipo “oggi piove” o per la bocciofila di Facebook (dove ci sono solo nerd fascisti o cinefili del minchia che appartengono allo schieramento DAMS o all’opposto a quello del “fatto in casa da Benedetta Zoccola”) o ancora un Instagram oramai emulo di TikTok ed infine l’inutile passerella di livore politico di Twitter e salvo solo TikTok dove però di cinema non si parla e ci si limita a dividere solo vecchi film in tanti pezzettini solo per farsi chiedere “seconda parte?” (Fuck! You must die!!).

    Mentre leggevo il tuo post impeccabile (sottoscrivo ogni tuo giudizio negativo dato su altre opere del MCU ed ogni giudizio positivo che hai espresso sul film di Raimi) mi sono venute in mente due cose: prima cosa, l’idea di un trattamento così infrantile e povero del concetto di Multiverso nasce con uno dei peggiori stratagemmi narrativi che io in vita mia abbia mai visto ovvero quello usato per sconfiggere Thanos e riportare tutto a prima del Blip, costruendo un parco giochi sulla sabbia fragile; seconda cosa, la Disney ci sta dando il Multiverso che meritiamo…
    Il problema siamo noi pubblico, come causa seconda (la prima è chi ci ha ridotto così), perché non siamo più la materia di cui sono fatti i sogni ma siamo materia fecale, in grado di premiare queste involuzioni narrative e non sono snob e tu, Danny, lo sai bene…

    Il film di Strange è più bello di tante altre recenti opere del MCU perché ha un character che trae forza NON dal Multiverso ma dalla sua storia fantasy costruita dentro e fuori del personaggio, dai suoi comprimari e colleghi ed usa il Multiverso come soggetto episodico, oltretutto con la geniale idea di affiancargli un personaggio azzeccatissimo (adorabile) come America Chavez che invece all’opposto vive solo di Multiverso: il film funziona benissimo quando Strange ci parla dell’amore perduto per una donna che nella sua dimensione si è sentita messa in secondo piano, funziona quando America ci parla delle sue due madri biologiche e di come lei viva e lotti per incontrarle di nuovo, funziona quando ci descrive l’umanità di Wanda (sentimento che avevamo visto benissimo già in Wandavision) che usa i suoi poteri per tenere assieme la sua famiglia (prima creando un mondo dove Visione potesse vivere ancora e dopo una dimensione in cui i suoi figli inesistenti potessero esistere), funziona perché c’è Wong (idolo assoluto) e la sua Kamar-Taj, insomma laddove non abbisogna delle scorciatoie narrative e degli espedienti della versione per idioti del Multiverso e quindi funziona come film e non solo come fan service!

    Detto questo potrei parlare ora con te ma il tempo è tiranno perciò ti saluto: alla prossima, stimatissimo amico mio!

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    1. Credo ci sia una quarta ipotesi e cioè che sono rimasto troppo tempo via e i “followers” semplicemente mi hanno perso di vista. Nel mondo dell’internet se stai via un giorno è come se non esistessi più, figurati stare via anni come ho fatto io 😀
      Poco male, mi sono divertito a scrivere l’articolo così come mi sto divertendo a scrivere cosette su IG, senza pressione, senza fretta. Per altro delle miriade di piattaforme che hai nominato ormai mi sono rimaste solo queste due. Mai avuto twitter, ho abbandonato FB, non ho mai fatto TikTok.
      Sono contento comunque che tu sia passato da queste parti, uno dei pochi che so con cui si può parlare di queste cose senza cadere nel fanatismo più becero.
      Chiunque abbia un minimo di senso critico infatti si accorgerebbe che le sceneggiature degli ultimi prodotti Marvel (non tutti per fortuna) giocano facile con questa storia del Multiverso, come se fosse una carta jolly. E se in alcuni casi ci si può passare sopra perché infondo siamo qui per divertirci (ed è il caso di NO WAY HOME che alla fine si guarda per gli Spidey e non certo per la trama) in altri casi sono buttati dentro con una tale noncuranza che sembra di assistere a un disastro ferroviario (le scene post credit di VENOM e MORBIUS sono una cosa talmente nonsense da fare il giro e diventare tormentoni sui social). Sembra quasi ci sia svogliatezza, una pigrizia dilagante. Sarà anche per questo che invece Multiverse of Madness mi ha conquistato così, perché non ne abusa. E hai ragione, parte del problema siamo noi pubblico, i fan che chiedono a gran voce di voler vedere determinate cose e gli studios che pur di battere cassa (come è giusto che sia, per carità) cerca di accontentarli il più possibile. Ho il grande dubbio infatti che, se avessero potuto, avrebbero veramente coinvolto Tom Cruise per il film.
      Poi per carità, non sarò certo io a dire ai grandi studios di smettere col multiverso (anche perché dio solo sa cosa stanno combinando in casa DC/Warner) però ogni tanto fa piacere avere un po’ di sostanza oltre al contentino fanservice.

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  2. Ma io mi son perso tutti i tuoi ultimi post, perché??
    Se mi hai letto sai già come la penso su questo Doctor Strange 2, concordo sui lamentosi delle aspettative e sul multiverso (dove comunque penso che i vari progetti in realtà non si mettano i piedi in testa l’uno con l’altro, e non si contraddicono, anche nei fumetti il multiverso funziona nello stesso modo non vedo il problema nei film, gli stessi dubbi sono stati alzati per i viaggi nel tempo e pure lì nei fumetti abbiamo veramente di tutto). Aggiungo che il pubblico dovrebbe avere un po’ più di pazienza nei confronti dei personaggi nuovi, sembrano aver dimenticato che anche Thor e compagnia non è che brillassero alle loro primissime apparizioni e fare paragoni con gli Avengers “vecchi” non ha senso. D’altra parte vista l’ottima accoglienza di Werewolf by Night almeno da chi ha già avuto modo di vederlo e visti gli scarsi risultati delle ultime serie e un certo modo forzato di legare storyline e personaggi secondo me la Marvel dovrebbe concentrarsi di più su storie del genere, creare un sottobosco e sperimentare sul serio, forse in tal senso apprezzo più Moon Knight che She-Hulk.
    E niente, piano piano vedo di recuperare i tuoi articoli.

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    1. A questo punto penso di stare sulle balle a WordPress XD
      Sul mutiverso è vero che nei fumetti siamo abituati ormai a qualsiasi cosa, però arriviamo da anni e anni di storie e riscritture. Al cinema mi aspettavo qualcosa di un po’ più ordinato. Poi va bè ho fatto un po’ un’esagerazione nel post, ma quello che intendevo è che hanno messo il Multiverso come la next big thing del MCU ma fino all’altro ieri non sembrava avessero un piano a lungo termine. Ogni film/serie sembrava dovesse essere il punto di svolta invece poi nasceva e finiva lì.
      Concordo poi col fatto che i fan non hanno pazienza. Ho letto molti commenti di chi faceva il paragone della Fase 4 con le prime fasi dimenticandosi che in realtà anche all’epoca era tutto molto confuso e la storia delle gemme del guanto ecc è arrivato solo in un secondo momento (che l’aether si sia rivelata la gemma della realtà l’ho sempre trovata una forzatura/paraculata).
      Comunque pare che la Marvel (a quanto si rumoreggia) voglia puntare molto sulle Special Presentation come Werewolf by night piuttosto che con le serie. Secondo me è la scelta più giusta perché alcune serie uscite secondo me erano solo dei film allungati. Facendo una cosa più contenuta si può spaziare di più sia come personaggi (senza collegamenti forzati) che come genere.

      Piace a 1 persona

      1. Continuo a ritenere che non si contraddicano affatto con il multiverso, in un universo una tua variante cambia poco da te mentre in un altro hai totalmente un altro aspetto, proprio per il fatto di essere un multiverso possono giocare, han fatto lo stesso, se non peggio, anche nell’Arrowverse dove Superman ha l’aspetto di Brandon Routh (che già era Atom), Tom Welling e Tyler Hoechin.

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