MONUMENTS MEN – RECENSIONE – UN FILM CHE POTEVA ESSERE MA NON È STATO –

(Premessa: per una infausta disgrazia mi è capitato di vedere il film senza sottotitoli. Cioè, era in italiano ma durante le varie scene in francese e in teTesco [e ce ne sono] non ci ho capito una fava. Non credo che cambi di molto il senso del film, mi sarò perso al massimo qualche passaggio [anche se puntare la pistola contro qualcuno o sputare nel bicchiere di qualcun’altro sono gesti internazionali] ma ci tenevo comunque a farlo presente. BTW.)

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Ogni tanto ti ritrovi per le mani la storia giusta e il cast giusto al momento giusto ma finisci per fare comunque un film mediocre. Per me Monuments Men è uno di questi casi. Onestamente non avevo mai sentito la storia di questi uomini che durante la seconda guerra mondiale (la fine della seconda guerra mondiale) andarono in missione per recuperare e salvare le varie opere d’arte in mano ai nazisti. Lessi qualcosa in rete riguardo al film, poi uscì il traile e mi convinsi “Wow, questo sarà un film grandioso” [quella del trailer è un’arte, c’è poco da fare]. Nel cast figurano grandi nomi come Matt Damon, Cate Blanchett, John Goodman, Bill Murray, Jean Dujardin, Bob Balaban e soprattutto George Clooney qui in veste di attore, regista, sceneggiatore, produttore, dittatore, motivatore e a quanto pare portava anche il caffè alla troupe [what else?]. Non sono un fan di regista-Clooney, nella sua filmografia ci sono dei si, dei no, dei meh, però il cast era di prim’ordine e la storia così interessante e piena di spunti che non poteva non uscirne un bel film. Ma allora cos’è andato storto?

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Un gruppo di “vecchi” soldati mentre guardano Monuments Men

Si parte male fin dall’inizio. In un film corale, dove hai molti attori (specialmente volti noti) che devono fare squadra la parte più bella è quella del reclutamento, dove iniziamo a conoscere i protagonisti nel loro habitat naturale prima di vederli insieme e collaborare e magari scontrarsi caratterialmente (com’è giusto che sia in una squadra). Qui invece si risolve tutto in una carrellata musicale di primi piani e poi boom, sono già tutti riuniti ad ascoltare Clooney che spiega la missione. Si cerca di fare un paio di (brutte) battute tanto per creare quel cameratismo da esercito ma il tutto risulta più imbarazzante che divertente. Così facendo il film parte con dei personaggi per cui non si prova la minima simpatia o interesse, tantè che durante il film 2 di loro moriranno e la cosa non susciterà nulla allo spettatore (forse uno, ma solo per come è stata costruita la scena). Personaggi piatti e un gruppo per niente affiatato quindi, il bello è che c’è un motivo se la squadra non ci viene presentato bene e cioè che non c’è una squadra. Per 2/3 di film i Monuments Men compiranno la loro missione separati, al massimo a coppie (tranne Matt Damon che puzza e starà lontano dagli altri fino all’ultimo atto del film) ma comunque sempre geograficamente distanti.

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“….ragazzi?”

Il secondo punto che non convince (anzi che non rispecchia quello che pubblicizzavano) è la missione stessa. Salvare le opere d’arte persi durante la guerra? Ok, ma quando? Quella del recupero di statue e quadri è solo una scusa per raccontare la storia di “vecchi” soldati che si ritrovano in guerra (anzi, alla fine della guerra, durante il film si imbatteranno al massimo in un bambino, un cavallo e un tossicomane). Le opere d’arte passano quindi in secondo piano, ci si concentra di più sui problemi dei soldati ad adattarsi alla guerra, la paura, il dolore di perdere un compagno o di stare lontano dalla propria famiglia (famiglia mai vista ne nominata tra l’altro). Le scene prese singolarmente funzionano anche, molto commovente quella di Murray che ascolta il disco mandatogli dalla moglie, il problema è che questo non è il tema principale, non dovrebbe esserlo [ci avessero almeno avvisato]. Se volevano fare un film drammatico sulla guerra ok, le capacità a quanto pare c’erano (bravo Clooney, la tecnica c’è) ma ci si perde in battutine e siparietti. Il film sembra non sapere che strada prendere, se quella drammatica o comica, finendo per scontentare entrambi.

George Clooney;Matt Damon;Bill Murray;John Goodman

Non ho la minima idea di cosa stiano facendo…

Insomma, Monuments Men nonostante le forti possibilità, la storia interessante e un grande cast non riesce a soddisfare le aspettative. I personaggi sono mal assortiti e non brillano mai ne singolarmente ne tanto meno in gruppo, la storia si discosta di molto dall’incipit iniziale concentrandosi più sugli aspetti emotivi dei soldati che sulla loro particolare missione. Ma l’errore più grande è stato quello di fare un film a metà tra il dramma/storico e la commedia. I troppi siparietti non permetto allo spettatore di essere coinvolto pienamente nella storia (a tratti sembrava di vedere Captain America – Il Primo Vendicatore) e le scene drammatiche, per quanto ben realizzate, non hanno il giusto peso a causa della leggerezza del film e a causa (ma non colpa) dei ruoli di Murray, GoodmanDujardin e Balaban.
Peccato, poteva essere un gran bel film, il piccolo gioiellino del 2014, invece finisce nei “meh” dei film di Clooney.

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Gli Howling Commandos I Monuments Men

Ah, e imbruttire così Cate Blanchett dovrebbe essere considerato illegale.

47 RONIN – RECENSIONE DI UN GUILTY PLEASURE

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Parto subito dalla conclusione: questo non è un film che consiglierei a tutti. E’ fatto un po alla buona e sicuramente non uno dei migliori nel suo genere [che poi sarebbe? Fantasy?]. La regia non funziona, la storia una panzanata, recitazione imbarazzante ed effetti speciali da no comment. Box office e recensioni lo bocciano quasi all’unanimità e sono sicuro che come film verrà dimenticato velocemente senza tanti rimorsi. Personalmente? Misteri della vita ma NON mi ha fatto così schifo, direi un nuovo guilty pleasure da aggiungere alla mia (lunga) lista.

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-“Ma quindi il film non è tanto male?”
-“No no, fa proprio cagare, ma sono un ronin masochista, sicché”

Va detto che come produzione è stata piuttosto travagliata. A me la storia dei quarantasette ronin mi è sempre piaciuta, quando ho saputo che ne avrebbero fatto un film ero fiducioso, quando ho saputo che ci sarebbero stati Keanu Reeves, un regista sconosciuto e mostri demoniaci un po’ meno… Alla fine il risultato è davvero imbarazzante: la storia è stata molto modificata, più che altro per aggiungere a forza un occidentale come protagonista [una sottotrama banale e per niente sviluppata]. Si perde totalmente il senso del “47” dato che per tutto il film vediamo solo Keanu e Hiroyuki Sanada lanciarsi occhiate di sfida e alla fine collaborare per il bene comune. Degli altri 45 samurai non sappiamo niente, anzi prima che uscisse fuori la cosa di vendicare il maestro non si erano proprio visti a parte il figlio di Sanada e il ciccio-samurai [simpatico come ogni ciccio che si rispetti eh, ma non ci crede nessuno che QUESTO è un letale guerriero samurai]. Il resto della storia è un susseguirsi di azioni insensate e frasi fatte. C’è la principessa che fa casini dall’inizio all fine del film, la strega che fa incantesimi per cose che potrebbe benissimo fare a mano, lo Shogun non fa altro che condannare a morte la gente [avete presente la Regina di Cuori di ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE? Uguale] e Tadanobu Asano [Hogun il fosco nei film di THOR] che sarebbe da prendere a schiaffi per tutti i 120 minuti di film. La recitazione è pari a quella di Beautiful, gli effetti speciali sono a livello di un videogame [quelli che volendo sono anche belli, ma si sposano malissimo con il resto della scenografia]. I costumi sono fighi, lo devo ammettere mi sono piaciuti moltissimo, anche l’ambientazione è davvero bella, non so quanto sia fedele al Giappone feudale, però fa la sua bella figura. Alla fine però come film sarebbe proprio da evitare…ma bo, c’è un qualche cosa che proprio non me lo fa odiare completamente.

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Avatar? No, 47 Ronin, mi pare ovvio.

Cosa c’è di positivo? Innanzitutto i mostri [o demoni o qualsiasi cosa siano quelle specie di creature delle terre selvaggie] sono fighissimi, pieni di particolari e caratteristiche fighe, sarebbero davvero perfetti per un videogioco. Anche il look degli altri personaggi non è male [c’è quella specie di Silver Samurai che è molto più Silver Samurai del Silver Samurai visto in WOLVERINE L’IMMORTALE]. Il fattore fantasy, per quanto sia superfluo è comunque giustificabile, dato che all’epoca gli facevano una testa tanta riguardo leggende, maledizioni e roba così. Poi onestamente non saprei che altro c’è di positivo [niente in effetti]: la regia è inesistente, la recitazione piatta, non si prova nessun interesse nella storia…non lo so, però infondo a me non è dispiaciuto per niente.
Un guilty pleasure si può giustificare? Credo che sia una cosa personale, che nasce da dentro, un misto di gusti [a me questo tipo di ambientazione piace molto, a prescindere dal film] e di piaceri infantili inconsci che riemergono ad offuscare la vista di una persona che per certe cose non è mai cresciuta [stiamo pur sempre parlando di samurai, demoni e arti marziali, roba che da bambino ci andavo in overdose]…oppure semplicemente a furia di guardare cagate il mio cervello si è assuefatto e non riesce più a dare un giudizio critico alle cose.

La verità e che non lo so e neanche mi interessa saperlo. Il film è quello che è, fatto un po alla buona [al mio paese si dice “alla ca**o di cane] la storia modificata senza motivo aggiungendoci il fattore fantasy e un protagonista occidentale [diavolo bianco!], si è voluto fare un misto tra un film Wuxia, i personaggi dei film di Miyazaki e un tocco di epicità alla 300, fallendo miseramente in tutte e tre le cose. Non mi sentirei di consigliarlo, però se vi capita una sera libera e non sapete cosa guardare fateci un pensierino [che poi dura 2 ore, quindi neanche a dire “mi guardo un filmettino].

E’ uno dei film più brutti di quest’anno? Si, ma a me è piaciuto.

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P.S.
In realtà questo non è un film di arti marziali ne un film fantsy, questo è un GIALLO. C’è un mistero che va risolto, un mistero che va oltre il film, un mistero che si racchiude nella domanda: chi cavolo è questo qui?

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Questo losco figuro è apparso in ogni trailer e poster del film (anzi, questo qua sopra è proprio il character poster dedicato a lui) ma nel film appare solo per 15 SECONDI!! Non è per dire, li ho contati, sono proprio 15 MISERI secondi! Per quale diavolo di motivo lo si vede ovunque? Le sue scene sono state eliminate? E’ amico del produttore? Si è fatto il regista? O è un ben camuffato Stan Lee nel suo classico cameo? Chi può dirlo…Mistero.

Un abbraccio, pizzaDog.

TRANSFORMERS 4 – L’ERA DELL’ESTINZIONE – RECENSIONE BLU-RAY –

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La saga dei Transformers rappresenta da sempre il top della tecnologia audio/video, l’ideale se si vuole sfruttare al meglio il proprio impianto home theater, televisore, casse ecc… Se si vuole apprezzare appieno l’alta definizione è ai i robottini Hasbro che vi dovete rivolgere. Potevo quindi farmi sfuggire il Blu-Ray di TRANSFORMERS 4 – L’ERA DELL’ESTINZIONE? Certo che no! E vista la sfiziosa proposta Amazon, potevo farmi sfuggire la loro esclusiva Steelboock? Ma Odino mi fulmini se me la perdevo, così tempo un paio di click, il Blu-Ray è arrivato a casa con maniacale puntualità [non che voglia fare pubblicità ad Amazon…però è così 😉 ]. La confezione comprende 2 dischi, uno con il film 2D e uno con i contenuti speciali. Non è presente invece la versione 3D del film, leggendo i commenti su Amazon ho notato che in molti si sono lamentati di questa cosa, definendola un’edizione monca [questa è la versione europea, quella americana invece è “completa”]. Personalmente mi ritengo soddisfatto, in parte per il ridicolo prezzo [costa poco più della normale edizione amary, se avesse avuto anche il disco 3D probabilmente avrebbero chiesto qualche soldo in più] e in parte perché non sono un fan delle 3 Dimensioni. Anzi in realtà non potrei neanche vederli…cioè il mio televisore supporterebbe anche il 3D però mi mancano gli indispensabili occhialini per la stereoscopia [li vendevano a parte, disgraziati!], quindi mi accontento della mia bidimensionalità e tanti saluti.

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Questa edizione è così esclusiva che Optimus Prime in ginocchio avvolto dalle fiamme non si vede neanche nel film…

IL FILM

Due parole sul film: quando si è cominciato a parlare di reboot ho pensato subito alla meenchiata, non aveva senso azzerare una saga appena nata [si fa per dire] quando è ancora al top al box-office. Per fortuna si trattava solo di un azzeramento di cast: la famiglia Witwchewingum o come cavolo si scrive, la biondina, Turturro e i soldati Lennox e Epps [viggiuro che ho scoperto solo ora come si chiama il militare nero] sono stati allontanati dalla storia, senza tante spiegazioni, per fare spazio al sempre più grosso Mark Wahlberg, alla figaglia Nicola Peltz e al quadrifoglio Jack Reynor [sembra che sappia di cosa sto parlando vero? In realtà gli ultimi 2 non li avevo mai sentiti nominare]. Come “villain” troviamo invece Kelsey Grammer e il sempre apprezzato Stanley Tucci. Come cast non è male, apprezzo sicuramente di più Wahlberg che LeBluff, Grammer come villain è funzionale [niente di che], Stanley Tucci fa un po il John Turturro della situazione. Dei giovini c’è poco da dire, sono li per fare bella presenza come pure Li Bingbing. Anche il cast degli Autobot è stato in parte rinnovato: a parte Optimus e Bee [che comunque hanno avuto la loro ritoccatina] troviamo 3 nuovi protagonisti [doppiati tra gli altri da John Goodman, Ken Watanabe] e nuovi villain con un nuovo metodo di “trasformazione“. Ci scappa pure qualche cameo di qualche vecchia conoscenza.
La trama è la solita supercazzola per far combattere Autobot e Decepticons e far agitare qualche attore tra le solite esplosioni di Power Bay, anche se è apprezzabile lo sforzo di allargare gli orizzonti mettendo in mezzo i creatori dei Transformers [mai nominati finora mi pare] e altre specie aliene. Gli effetti speciali al top come sempre, nonostante le millemila esplosioni la distruzione è inferiore rispetto al capitolo precedente [ci sono anche meno robottoni a combattere eh] e quindi sono anche più chiari i combattimenti, le nuove auto bellissime e al centro dell’attenzione come sempre [se chiedete a me, Lockdown/Lamborghini vale tutto il film].


Se c’è una cosa che mi ha fatto INC****ARE però sono i Dinobot: fighissimi, ben fatti, imponenti [Grimlock è 3 volte Optimus Prime] e cazzutissimi, di meglio non si poteva chiedere…..ma appaiono solo alla fine del film e solo per 5 miseri minuti!! Ecchecazzo! Spot e cartelloni pubblicitari per niente, Bingbing ha più scene di tutti loro messi insieme, per dire!

VIDEO

Ma veniamo alla ciccia: nel primo disco troviamo il film privo di contenuti speciali. La qualità video è la migliore che si possa trovare, le immagini sono nitide e i colori brillanti. Le imperfezioni sono praticamente inesistenti e la granulosità è ridotta al minimo. Regge bene anche il cambio di ambientazioni, dalle riprese panoramiche e desertiche del Texas, a quelle più sporche di Hong Kong fino alla sterilità degli uffici della KSI, non c’è scena che non sia riportata con rigorosa qualità. Alcune scene del film sono state girate in IMAX e riproposte fedelmente nel blu-ray con il piccolo “difetto” del cambio di formato tipiche del caso [in pratica tra una scena normale e una in IMAX spariscono le bande nere…niente di che, difetto già visto ne IL CAVALIERE OSCURO e altri film simili].

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“Now in Technicolor!”

AUDIO

Discorso a parte per l’audio. Proprio come per il film in sala, anche il Blu-Ray di TF4 è il primo in Italia ad usare un nuovo tipo di codifica audio: il Dolby Atmos. In pratica la traccia audio, oltre ad essere pulita e cristallina,  può essere gestita da molti più canali indipendenti l’uno dall’altro. Per esempio, il suono di un aereo, non passerà più nettamente da destra a sinistra per simularne il passaggio ma andrà a sfumare da una parte all’altra utilizzando tutte le casse impostate per dare al suono un effetto più fluido e avvolgente [se si aggiungono anche delle casse al soffitto è la fine!]. Se volete approfondire c’è un video qua sotto [sottotitolato in italiano e con i disegnini esplicativi 😉 ]. Ovviamente questo discorso è da fare se avete un impianto dellamadonna in casa…per i poveri mortali c’è la [comunque ottima] traccia Dolby True HD 7.1…..MA sempre che guardiate il film in lingua originale, altrimenti per i poveri pezzenti europei c’è invece la pezzente traccia Dolby 5.1 [purtroppo è ormai norma presentare la traccia di un normale DVD nel blu-ray…bastardi!].

COMPARTO EXTRA

Gli extra sono presenti nel secondo disco e ce n’è letteralmente per tutti i gusti. Si spazia dal making of sugli effetti speciali, alla computer grafica, cast, location, auto, personaggi, montaggio, trailer, anche un documentarino sulla sezione “Transformers” della Hasbro [in pratica come viene creato un giocatolo trasformabile]. In tutto sono circa 3 ore di di contenuti speciali, che è più o meno la durata del film stesso [apperò].

BAY IN AZIONE: la prima featurette è interamente dedicata al regista del film, al suo stile di ripresa, al suo metodo di lavoro, i suoi collaboratori [c’è gente che lavora con Bay fin dal primo Transformers] e cose di questo tipo.

EVOLUZIONE SENZA ESTINZIONE: è il making of del film, diviso in 8 parti. Si parte con una panoramica generale sul sequel, sui capitoli precedenti e sul dover/voler diversificare questo film rispetto alla trilogia. Si dedica del tempo alle new-entry del cast e soprattutto delle auto [alla fine non è la produzione che andavano a caccia di auto, sono le compagnie automobilistiche che facevano a gara a chi sarebbe apparso nella pellicola]. C’è uno spazio dedicato agli effetti visivi e alle millemila esplosioni del film. Incredibile come molte delle cose che si danno per scontato siano fatte al computer in realtà siano frutto di lavoro artigianale e di buona coordinazione. Vista la leccata di culo la collaborazione con l’industria cinese, c’è anche una parte dedicata alle location asiatiche e ai mille camei dei vip cinesi [metà delle comparse di Hong Kong sono in realtà persone famose…vallo a sapere] e anche nelle difficoltà nel girare in una città tanto “piccola” quanto affollata come Hong Kong [visto che non si poteva fermare il traffico, alcune scene venivano registrate quando scattava il semaforo rosso e regolandosi prima che scatti il verde…e stiamo parlando di una produzione di oltre 200 milioni di dollari!]. In fine c’è anche una parte dedicata all’introduzione dei Dinobots.
Curiosità: la featurette sui Dinobots dura tanto quanto la loro comparsa nel film. Mi concedo un LOL.

SOLO UN ALTRO FILM GIGANTESCO: sono i bloopers. In pratica i momenti di ilarità tra cast e crew sul set. Protagonista assoluta: la mamma di Michael Bay.

UNA SCINTILLA DI DESIGN: questo è il documentario sulla produzione dei giocattoli della Hasbro. Una specie di “COM’È FATTO” dedicato ai Transformers, con un occhio di riguardo verso Grimlock Stomp & Chomp. Sembra una cagata, ma effettivamente creare un giocattolo che si possa “trasformare” non è mica facile.

T.J.MILLER: UN HIPPIE DELLA FATTORIA: questo è…..non saprei come definirlo. E’ un video che segue le “avventure” di T.J.Miller alla ricerca del regista e del cast del film. Una cosa un po cosi, non credo abbia un suo perché, comunque simpatici quelli che si prestano a questa cosa: ci sono Wahlberg nella sua villa [anzi, diciamo reggia….ma quanto cazzo guadagna?!], Kelsey Grammer che non si capisce se sta al gioco o è veramente scocciato, c’è un’intervista ad Optimus Prime versione camion (…) e c’è pure Michale Bay che ironizza sulle pochissime scene dedicate a Lucas [il personaggio interpretato da Miller].
Curiosità 2: questa featurette dura quanto le scene di Miller nel film. Anzi, forse anche di più.

TRAILERS: sono i trailer del film [ma và?]. In realtà c’è anche il trailer di ANGRY BIRDS TRANSFORMERS [fatto a mò di sigla dei cartoni animati anni ’80] e il trailer di Transformers KREON che non ho la minima idea di cosa sia, non ci ho capito niente e credo che non importi a nessuno.

Cioè...che dire...io lo voglio!

Cioè…..che dire…..LO VOGLIO!!!

CONCLUSIONE: il blu-ray di TF4 è una gioia per gli occhi e per le orecchie. L’eccellenza in ambito audio/video. Il comparto extra comprende tutto quello che si vuole sapere [e anche di più] sul film, un must per i fan della serie o della qualità home-video. Il film è quello che è: c’è Michael Bay, ci sono effetti speciali, belle donne, belle auto, dinosauri robot alieni [più robot alieni che dinosauri] e tante tante troppe esplosioni.

Sai già a cosa vai incontro.

Leggi anche: TRANSFORMERS – CINQUE CHIACCHERE RANDOM SULLA SAGA

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IL DIVANO COMODO: RECENSIONE EDGE OF TOMORROW

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Vorrei tanto poter andare al cinema più spesso. Penso che sia un pò il pensiero di tutti [cioè, se vi piace andare al cinema, se no grazie al ca-]. Non che ci vada poco eh! Ho la mia giusta dose di pop-corn e poltrone rosse [perché poi sono rosse?]. Ci vado comunque abbastanza da poter vedere i miei MUST, i film che proprio non posso perdermi, quelli che appena escono devono essere visti [categoricamente sul grande schermo],che siano di importanza cinematografica come Interstellar o Gone Girl (di prossima uscita. Grande attesa) o dal forte richiamo popolare come i Guardiani della Galassia o Lo Hobbit (di prossima uscita. Elfica attesa). Capita però che alcuni film mi sfuggano, perché non mi attraggono troppo, perché escono in contemporanea con altri film che hanno la precedenza [eh si ragazzi, qua si fanno favoritismi], perché capitano in una settimana impegnata, oppure perché vengono smontati da critica e pubblico [ma pesantemente smontati, non mi faccio influenzare da un commentino negativo…cioè mi sono visto tutta la prima stagione di The Following nonostante il pessimo giudizio popolare! Ho una soglia di sopportazione alta] e quindi questi film slittano nella to do list delle visioni casalinghe e tanti saluti.

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Questa è la piccola e umile stanzetta che ho dedicato per le mie visoni casalinghe….Seee magari!

Inauguro quindi questa rubrica [rubacchiando il titolo dal celebre reality con Maccio Capatonda]con un perfetto esempio di film da Home Entertainment: Edge of Tomorrow – Il Bordo del Giorno Dopo Senza Domani. Perché non sono andato a vedere al cinema un film d’azione fantascientifico tratto da un fumetto con alieni, esoscheletri robotici ed Emily Blunt? 1) Non ho mail letto il fumetto [pardon, light novel] da cui è tratto (che si intitola All You Need Is Kill tra l’altro). Il mio interesse era quindi partito basso, direi un 6 su una scala 1 a Emily Blunt. 2) La storia in se non sembrava originalissima. Rivivere lo stesso giorno più volte è una cosa stravista, però però sullo sfondo c’e una guerra contro alieni tentacolosi [che fa sempre bene] e dal trailer si intravedeva un certo carattere, un suo stile. Buono, ma ancora nulla di estremamente accattivante. L’interesse sale. 3) Il regista. Doug Liman non è proprio un’assicurazione. Lo ringrazierò per sempre per aver fatto The Bourne Identity [ma davvero] ma non si possono certo tessere le lodi per Jumper [ma propiro no]. Per Mr.& Mrs. Smith direi che un caffè glielo si offre volentieri, magari anche una birretta ma poi basta, che magari si monta la testa e ci fa Jumper 2. Alla fine il film lo avrei anche anche visto volentieri al cinema…se non fossero subentrati però X-Men Giorni di un Futuro Passato, Maleficent Godzilla tutti nello stesso mese…il povero Edge of Tomorrow non aveva speranze di balzare in testa alla mia lista. Alla fine ho dovuto recuperare il film e godermelo comodamente a casa mia [eh si].

Guarda quanti film in uscita. Ma davvero valgono più di noi? [sinceramente? No]

-“Guarda quanti film in uscita.” -“Ma davvero Godzy e Malefica sono meglio di noi?” [Col senno di poi…No.]

Il film, nonostante qualche cliché, funziona. Non è niente di leggendario ma sicuramente raggiunge il suo scopo e scorre senza sbavature. La storia non tarda a decollare, non si perde in lunghissime lezioni o spiegoni (quasi inevitabili quando si ha a che fare col gioco del “tempo“). Per esempio, dopo aver scoperto di poter rivivere il giorno Cage (Tom Cruise) non si dilunga a farsi domande o sperimentare. O meglio si, lo fa, ma in un lasso di tempo molto breve rispetto ad altri film, impara subito le regole del gioco (in una scena che è una carrellata unica di morti e déjà vu, davvero molto carina) evitando anche l’appisolamento di chi vuole entrare subito nel fulcro della storia [o dell’azione]. Il personaggio di Tom Cruise non brilla certo per originalità, è il classico eroe da fanta-action come pure gli altri comprimari, appena abbozzati ma comunque funzionanti nella loro bidimensionalità [personalmente non avrei disprezzato qualche scena in più con lo Squadrone J]. Neanche a dirlo ottima Emily Blunt, anche se il suo personaggio non brilla mai veramente, anzi, si potrebbe dire che è l’unica a non avere un’evoluzione durante la storia.

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Kimmel, un importante membro dello squadrone J

E si stupiscono che non vincono la guerra

Scommetto che gli alieni questo non l’avevano previsto.

Il look del film è curato a dovere, anche qui nulla di eccezionale ma dimostra una propria identità [davvero belli gli alieni, l’esoscheletro e la tecnologia in generale fanno molto Neill Blomkump, ma funzionano a dovere]. Le creature contro quali combattono sono molto “giapponesi”, anche alcune armi, come lo spadone di Rita, fanno molto manga. Più che un fumetto però Edge of Tomorrow ricorda un videogioco [non chiedetemi qualche che ne sapete sicuramente più di me], con tutti i pregi e difetti del caso [e con tanto di missioni e boss finale]. Rincara la dose Liman con la sua regia, che si concede qualche inquadratura in prima persona, tipica degli sparatutto appunto. Le scene sul campo di battaglia sono spettacolari, molto bella la scena del primo lancio di Cage con l’esoscheletro (e quindi la “prima versione” della battaglia) e anche durante l’allenamento, quando Rita studia gli avvenimenti che si ripetono sul campo di battaglia morendo più volte e Cage si rende conto che qualsiasi cosa facciano, lei non prosegue. Molto intensa.

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Il boss finale. Vale almeno 2500xp!

In conclusione, mi pento di averlo visto a casa anziché al cinema? Un po’, più che altro per le scene d’azione [pensate al più fico videogioco sparatutto in prima persona con alieni…ora pensate di giocarci su un maxi schermo con mega surround! Eeeeeeh si]. Il film in se non è nulla di imperdibile, ma è sicuramente una piacevole visione con spunti originali e una buona dose d’azione. Non è The Bourne Identity ma è un gradino sopra Mr. & Mrs. Smith [e sicuramente meglio di Jumper].

Consigliatissimo se non l’avete ancora visto.

edge of tomorrow poster