PAGELLINO 2014 – I SI, I NO, I MEH –

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Aaah le classifiche di fine anno, arrivano puntali  come i canti di natale e le offerte della vodafone. In questo periodo [ma anche un po prima] si possono leggere sui vari siti, blog, forum, pagine Feisbuk, eccetera le classifiche, i resoconti, il meglio/il peggio, insomma si fanno i conti dell’anno appena passato.

CI proverò anch’io, che non sono bravo con le classifiche perché come si fa a dire se un film è meglio di un altro se sono generi diversi? Non lo so ma lo scoprirò. O forse no. Niente classifica, solo promossi e bocciati, e i Meh che non sono da buttare ma neanche da premiare. Ne ho lette molte in rete, molti film sono presenti in quasi tutte le classifiche, alcuni che sono piaciuti a me non li nomina nessuno, ce ne sono molti che sono piaciuti un po a tutti ma che non ho ancora visto quindi non li nominerò [ovviamente].

Oltre ha “quello che ho visto nel 2014” ho stilato anche una lista di “quello che vedrò (o proverò a vedere) nel 2015“. Qui la lista

Considerazione iniziale: mettendo nero su bianco mi sono accorto che 1) quest’anno ho visto molti meno film di quel che mi aspettavo/volevo vedere, mannaggia a me; 2) la qualità dei film che scelgo di vedere è calata vertiginosamente e le mie priorità sono un po scombussolate, roba che se vado al cinema a vedere prima Maleficent e poi Godzilla c’è qualcosa che non va. Ma problemi seri; 3) alcuni dei film più amati del 2014 non li ho ancora visti (come Lei o Grand Budapest Hotel). Shame on me!
Ma iniziamo questo benedetto pagellino:

[Ah, per il bene comune faccio presente che ovviamente seguono spoiler a manetta]

—PROMOSSI—
(in ordine analfabetico)

22 JUMP STREET

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Com’è possibile che il primo film sia passato inosservato qui in Italia non me lo spiego, è stata una delle commedie più divertenti che abbia mai visto [e non esagero], una cosa sincera, malata, spontanea e meticolosa che mi ha fatto divertire dall’inizio alla fine, roba che nessun sequel poteva mai superare…e invece l’ha fatto! Parliamo ovviamente di Phil Lord e Chris Miller e del film che centra tutto e niente con l’originale serie TV degli anni 80. Questa commedia è brillante, intelligente nella sua stupidità, piena di riferimenti alla cultura pop moderna e non. Oltre a far ridere i due registi ci mettono anche il cuore (come in qualsiasi altro loro film), non nel senso di passione, ma nel senso che tocca sentimentalmente lo spettatore. Applausi ai protagonisti Jonah Hill e Chaning Tatum e ovazioni ad Ice Cube protagonista di alcune delle scene/battute migliori [praticamente quando è incazzato…praticamente sempre!].

Consigliato a: tutti quelli che vogliono farsi 2 risate in spensieratezza ma cercano anche quel qualcosa in più.
Sconsigliato a: nonostante la “finezza” il grosso è comicità di tipo non-sense/slapstick quindi se non vi piace questo genere keep out!
Bonus Track: Titoli di Coda con i possibili quanto improbabili sequels…geniale!

CAPTAIN AMERICA – THE WINTER SOLDIER

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La prova che la Marvel ci sa fare e che se per ora ha fatto film “alla Iron Man” non è per incompetenza ma per pura volontà…il che fa anche incazzare perché certi film meritavano di essere trattati in modo mooolto diverso [hai detto Thor?]. Il vendicatore più debole [in senso cinematografico] del MCU è protagonista del cinefumetto più cazzuto degli ultimi anni. I fratelli Russo hanno individuato gli elementi più iconici e significativi del personaggio e li hanno sparati sul grande schermo, costruendoci attorno una spy-story degna della sua controparte cartacea [di cui porta solo il titolo però]. Da molti considerato il cinecomic dell’anno nonché il migliore dei Marvel Studios fin’ora, per me è promosso a pieni voti!

Da vedere se: avete voglia di un bel film d’azione vecchio stile ma con elementi moderni [immaginate John McTiernan alle prese con i G.I.Joe].
Da non vedere se: non avete mai visto un film Marvel (più che altro per la storia generale) o se vi piacciono solo cinefumetti alla Iron Man.
Momento fuck yeah: Ezechiele 25:17

GUARDIANI DELLA GALASSIA

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Qui la mia recensione.

La prova che la Marvel è pur sempre la Marvel. Con Captain America ha dimostrato di essere cazzuta, ma è con i guardiani che ha dimostrato di avere le palle quadrate! Un fumetto sconosciuto, un regista pericoloso, un protagonista che non si cagava nessuno per una storia lontana dalle luci di Iron Man e co nel mezzo del momento di gloria dei Marvel Studios [dove è facile cadere e farsi male]…ed è un successone! I guardiani della galassia sono stati una ventata d’aria fresca, divertente, commovente, spettacolare e unico nei suoi 1000 riferimenti cinematografici e fumettistici. Complimenti a James Gunn e complimenti anche a Chris Pratt che ha già iniziato la sua ascesa al successo [e a cui auguro una lunga carriera]! La Marvel era alle prese con una partita difficile e non si è limitata a vincere, ha battuto tutti i record segno che nessuno potrà più fermarli (“mhuahahahaha” cit.Kevin Feige). Per molti è The Winter Soldier il cinefumetto del 2014, per me è Guardiani della Galassia, che è decisamente più “fumettoso” degli altri film usciti quest’anno, più sincero e con più cuore che cervello. Ed è così che ci piace.

Da vedere assolutissimamente se: da vedere assolutissimamente punto.
Da evitare come la peste se: siete detrattori della Casa delle Idee a prescindere, lovvate Nolan, Marvel è medda, Batman è più forte di Thanos e belinate del genere…
Miglior scena della galassia: dancing Groot! Ma anche l’evasione dal carcere! Ma anche i “piani” di Rocket, l’ignoranza di Drax, i capelli di Del Toro, Thanos seduto, la leggenda di Kevin Bacon, Awesome Mix Vol.1, “Noi siamo Groot”, Hooked on a Feeling..insomm..cazz..guardatevi questo dannatissimo film! ORA!

INTERSTELLAR

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Qui la mia super rece.

Dalle stelle alle stelle. Perché se Guardiani della Galassia è il miglior film di fantascienza di quest’anno, lo è anche Interstellar! È l’altra faccia della medaglia, la fantascienza più matura e realistica [per quanto sia fanta questa scienza]. È tutta una metafora, la computer grafica, i pianeti, i buchi neri e le maestose galassie sono solo il mezzo per raccontare la storia più piccola di un uomo e della sua famiglia. Una storia fatta di scelte e destino portata sul grande schermo dall’asso della Warner Bros. Christopher Nolan. Maestoso ed elegante, un film molto personale che riesce a prendere tutte le nostre vite. Un film che non mancherà sicuramente nella classifica di nessuno…giustamente!

Consigliato: a tutti quelli che vogliono intraprendere un viaggio cinematografico attraverso pianeti e universi paralleli ma restando nell'”intimo” della propria coscienza e umanità.
Sconsigliato: a tutti quei pseudo scienziati, che il piccolo chimico non sapevano neanche da che parte si aprisse la scatola ma appena è uscito il film dovevano a tutti i costi rompere i cojones con le loro leggi, teorie, è un film inverosimile, non è realistico, ma non è possibile, Stephen Hawking si sta rivoltando nella sedia, bla, bla, bla seghe mentali varie.
Per tutti gli altri: C’è da dire che alla fine del film si scopre che la forza più potente dell’universo è l’ammore

THE LEGO MOVIE

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Perché va bene tutto, ma bisogna pur divertirsi. Mi aspettavo le peggio cose da questo film invece è stata la rivelazione animata di quest’anno. Il film è divertente, una comicità che attacca tutti non solo i bambini [anzi, per certi versi questo film è più per i bambini di un tempo che per quelli di oggi] e un finale che spezza il cuore oltre che il cervello [ancora non ho capito se era finto o no? Se si, perché Hemmet ragionava con la sua testa? Come faceva a vedere il poster? E come fa a muoversi?! È peggio della trottola di Inception!]. Anche questa volta i registi Lord & Miller non perdono occasione per inserire nel film 1000 e più riferimenti alla cultura popolare di una certa età [nella scena col Millennium Falcon è partito l’applauso] e la squadra protagonista è la più bella di sempre. Per dirla in breve: Everything is Awesooome!

Per chi: Per tutti quelli che da bambini hanno vissuto mille mila avventure con i lego, roba che i videogiochi di oggi impallidiscono. Questa è l’avventura definitiva.
Non è per: i Lord Business là fuori, che vedono i film d’animazione come roba per bambini, il cinema esclusivamente come arte sopraffina, che pensano che tutto debba essere al suo posto e non c’è spazio per il divertimento [probabilmente da piccoli non avevate i Lego per giocare, poveri voi.].
Bonus astronave: ASTRONAVEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!

LO HOBBIT – LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE

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Qui la recensione dell’intera trilogia!

L’epilogo del viaggio di Bilbo Baggins e la compagnia dei 13 nani. Chiuso in fretta e furia il capitolo Smaug, il film è il confronto finale (fisico ed emotivo) tra tutti i personaggi e sottotrame portate avanti da Un Viaggio Inaspettato. Visivamente spettacolare ed emotivamente difficile da lasciar andare [per me che ho conosciuto da poco la Terra di Mezzo, non riesco a immaginare i fan di vecchia data]. Per molti è il peggiore dell’esalogia di Peter Jackson, per me non è affatto male.

Per tutti quelli che: hanno voglia di una bella avventura fantasy…e in generale per chi ha visto i precedenti film, of course.
Non è per quelli che: vedono il libro come la Bibbia e si attaccano alle più piccole differenze per esclamare “FILM DEMMERDAAA”. Evitate di guardarlo direttamente no? Che diamine!
Bonus track: il brano che si sente durante i titoli di coda. Una canzone che chiude l’intera saga della Terra di Mezzo.

 

THE WOLF OF WALL STREET

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Martin Scorsese. Leonardo DiCaprio. Jonah Hill. Serviva altro? L’opera più dissacrante e dissacrata della filmografia di Scorsese per me è in assoluto uno dei migliori film di quest’anno. Non c’è una sola scena che non funzioni, un attore che sbagli, una battuta fuori posto, una canna rollata male, The Wolf of Wall Street rasenta la perfezione. Il film ha il tipico ritmo dei film di Martino, non ci sono momenti morti e tiene lo spettatore attaccato allo schermo per tutte le 3 ore di durata. E Leo DiCaprio è perfetto, con tutto il rispetto per McConaughey, ma cazzo DiCaprio l’oscar lo meritava! Ne meritava 3 di oscar!!! #PoorLeo…

Da vedere: è forse il miglior film di quest’anno. Da non perdere.
Da perdere: se nel 2014 bisogna ancora criticare dei film che hanno dei protagonisti che bevono o si drogano…evitate di andare a cinema per favore! Vi meritate Peppa Pig.
Considerazione personale: scusate il francesismo ma devo esprimere verbalmente un sentimento condiviso probabilmente da molti ma poco comunicato nei portali web da me visitati e nel farlo devo usare un termine poco consono ed elegante: Margot Robbie è una f*****************************************ga spaziale. Non sono l’unico a pensarlo vero? Cioè Hollywood è pieno di belle ragazze [personalmente penso che Natalie Portman sia la più bella donna del mondo, ma non è questo il punto] Martino Scorsese ha tirato fuori dal nulla questa ragazza [neanche tanto male come attrice tra l’altro] che probabilmente è stata creata artificialmente perché a vederla nel film…è perfetta! Ok scusate, ora mi ricompongo [un po è il film a fare questo effetto].

—BOCCIATI—
(ovviamente di monnezza in questo 2014 se n’è vista, questi sono i film da cui ci si aspettava qualcosa di GRANDE ma che invece)

 300 – L’ALBA DI UN IMPERO

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Il primo film è ormai leggenda, il punto più alto della carriera di Zack Snyder [punto che difficilmente riuscirà a raggiungere di nuovo], un film così maestoso ed epico che è andato da Ben-Hur e ha detto “Spostati, che questa è Sparta“, un epopea immortale, gli spartani, i meme, Serse, cenare all’inferno…Perchè fare un sequel di tutto ciò? Non lo sa nessuno, neanche lo stesso regista. Questo film LETTERALMENTE non ha motivo di esistere senza il primo. Si attacca come una sanguisuga al film di Snyder passandoci attorno e narrando la storia che si svolge prima, durante e dopo l’epopea spartana. Racconta la storia di tutti i personaggi e i retroscena di cui non frega un mazzo a nessuno. Fosse un film costruito come si deve l’avrei anche capito, purtroppo manca di una storia solida [perchè appunto si appoggia unicamente al primo film], un leader forte come Leonida, una missione leggendaria come quella dei suoi 300 spartani e dei combattimenti degni di portare “300” nel titolo [Noam Murro non fa che scimmiottare Zack Snyder per tutto il tempo…che probabilmente sarà stato un ordine diretto della Warner Bros, però dai, un po di spina dorsale!].

Da evitare perché: non è un film, è più un 300 1.5.
Da vedere perché: se proprio dovete vederlo consolatevi con le zinne di Eva Green.
Premio di consolazione: bè…le zinne di Eva Green!

GODZILLA

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404 – Godzilla Not Found

Probabilmente qualcuno sta bestemmiando al vedere il film di Gareth Edwards tra i bocciati visto il grande successo di critica che ha avuto. Il fatto è che questo film di Godzilla non parla di Godzilla, ma di un soldato che cerca di tornare a casa [non è vero neanche questo, dato che accetterà qualsiasi missione gli verrà offerta durante i 120 minuti di film invece di correre da moglie e figlio]. Non c’è l’ombra di combattimenti e distruzioni degne di nota, solo molte immagini sfocate e fumo di detriti. Qualcuno dirà “eh, ma se volevi vedere dei mostri che si picchiano ti guardavi Pacific Rim“, ok, ma se volevo vedere delle persone cercare di sopravvivere a palazzi che crollano mi guardavo un qualsiasi disaster movie. Per me è stato questo, un disaster movie! Al posto di Godzilla potevano metterci un terremoto, un vulcano, dei meteoriti o un tornado di squali, il film sarebbe rimasto uguale! J.J.Abrams ha fatto un film praticamente identico qualche anno fa: Cloverfield, che è in pratica il Godzilla di Edwards però anticipato di 6 ANNI! Il bello è che li funzionava perfettamente, perché avevi effettivamente una minaccia non ben identificata [un mostro sconosciuto, non il più famoso del cinema mondiale] e la handy cam non faceva che rimarcare l’atmosfera di mistero/pericolo…questo film invece si chiama GODZILLA ma il kaiju avrà si e no 10 minuti di scene in tutto il film, in TUTTO IL DANNATO FILM!! Non dico che doveva essere un monster movie dove le bestie se le danno e basta, ci sta la storia, ma se ogni volta che Godzy sta per fare qualcosa l’inquadratura si sposta su altro allora no, è una presa per il kaiju! Che poi il fatto che il Godzillasauro, il mostro del cinema per antonomasia, il RE DEI MOSTRI sia diventato improvvisamente un orso/lucertola salvatore del mondo nonché MANO DI DIO…va bè, BOCCIATO a pieni voti, ciao.

Perchè assolutamente no: il mostro che porta il nome del titolo è praticamente assente, a questo punto mi guardo Cloverfield che tra l’altro è anche meglio.
Perché forse si: la storia di fatto non è male. Gli attori, l’atmosfera, la tensione sono abbastanza azzeccati…di fatto è il titolo ad essere sbagliato!
Bonus Bryan Cranston: il caro Cranston insieme alla perfetta Juliette Binoche riescono a fare il culo a tutto il film (in senso artistico) in soli 15 minuti di prologo. Scena da oscar [che tra l’altro dura più di tutte le scene di Godzilla messe assieme. Vai cosi]

ROBOCOP

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Sono uno dei più grandi fan di Robocop, ho ancora il mio Robocop alto 20 CM sullo scaffale, quello con le luci e le mani/armi intercambiabili, da piccolo conoscevo il film originale a memoria e ovviamente avevo alte aspettative, nonché forti timori verso questo film…e infatti disastro! Il film viene caricato di temi politici, sociali e altra roba impegnatissima che per carità, ci stanno anche, sono argomenti ad effetto per un film di fantascienza [roba che sta già facendo Neil Blomkamp comunque] ma come per Godzilla anche qui c’è il peso di quel nome nel titolo a fare capolino. Non puoi ignorare quello che ROBOCOP è stato per molte generazioni. Ok la politica, ok la critica sociale [grandissimi i momenti “The Novak Element” con Sam Jackson] e bello anche il look [alla fine ero riuscito anche a farmi piacere la versione black slim di Robocop] ma manca totalmente di storia e profondità dei personaggi, Alex Murphy è solo una macchietta, un ingranaggio parte di una storia più grande che parla appunto di politica e cose. José Padilha si è fatto prendere dai temi a lui cari [è un bravo cineasta, non ci sono dubbi] ma ha smarrito per strada l’obbiettivo principale: riportare in vita Robocop.

Il NO: perché Robocop è solo una scusa per raccontare una storia che non centra niente con Robocop.
Il SI: The Novak Element e i temi toccati sono ben presentati e sfruttati.
Il momento WTF: al di là di tutto , il film poteva anche essere perfetto ma c’è una cosa che non mi torna…cioè…come dire…perché la mano di Alex Murphy sopravvive? Quell’uomo non ha più niente dopo l’esplosione, NIENTE, a parte cuore e polmoni [abbastanza inutili ma capisco la metafora], posso passare oltre certe cose, anche al fatto che il suo bel viso sia rimasto senza graffi e ustioni ma…ma la mano? Come cazzo è possibile che sia sopravvissuta? E soprattutto perché salvarla, cioè al quel punto tanto vale buttarla via, non è che…non…bo…la mano…

MALEFICENT

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Non che tenessi molto a questo film, l’ho visto proprio per curiosità e per tutta la pubblicità che ci avevano fatto dietro. Non mi è piaciuto. La storia è un po povera, è fatto di retroscena del film animato [che consiglio di rivedere prima di Malefcent perché molte cose non vengono spiegate in questo film, le danno per scontato]. Non diverte i bambini e non coinvolge gli adulti. Dubito che avrebbe avuto la stessa visibilità senza Angelina Jolie [fisicamente perfetta, ma il personaggio deve fare qualcosa in un’ora e mezza di film…].

L’ho bocciato: perché come per 300 – l’Alba di un Impero è privo di spina dorsale, si appoggia unicamente al film originale presentando dei retroscena sulla storia di Malefica senza mai emanciparsi.
L’avrei promosso: se la storia fosse stata più solida e indipendente, se fossero andati a fondo con la storia di Malefica invece di giustificare le azioni viste nel cartone animato.
Lo odierò per sempre: per le tre fatine…dio mio che voglia di prenderle a schiaffi! Nel cartone animato non erano molto diverse ma erano un cartone animato appunto, vedere attrici come Imelda Staunon o Juno Temple comportarsi come delle minchione [in pessima computer grafica tra l’altro]…avrei evitato volentieri.

SIN CITY – UNA DONNA PER CUI UCCIDERE

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Non puoi rovinarmi così Sin City. Proprio non puoi. Già di un sequel a 8 anni di distanza dal primo non se ne sentiva il bisogno, se poi ci metti dentro una storia bella ma trattata male, una storia inedita [che bisogna dirlo, Frank Miller oggi non è certo al suo massimo, poveraccio], una delle storie brevi sicuramente non tra le migliori del fumetto e il sequel non richiesto di uno dei capitoli precedenti…no. Il primo film è stato un capolavoro, per come è stato realizzato, per la qualità dell’opera originale [uno dei miei fumetti preferiti in assoluto] e per i capitoli scelti che anche se non strettamente collegati tra loro equilibravano bene tutta la pellicola. Sin City – Una Donne per cui Uccidere non brilla ne per scrittura, ne per qualità e tanto meno per originalità. Peccato, una grande occasione sprecata [dovevano svegliarsi prima].

Pollice giù: per le 3 storie+1 che non raggiungono minimamente la qualità del film precedente. Inoltre l’aver preso storie temporalmente sia passate che future rispetto al primo Sin City credo che abbia creato non poca confusione.
Pollice su: per Marv/Mickey Rourke che spacca come sempre. Purtroppo la fama e l’amore dei fan verso il personaggio ha spinto la produzione a metterlo in mezzo in ogni storia [un po come Wolverine con i film degli x-men]. Poco male, è un piacere vedere quel bestione in azione, anche quando è fuori posto [proprio come Wolverine con gli x-men].
Dito medio: perché Dwight, che ha il volto di Josh Brolin, dopo la sua operazione facciale ha ancora il volto di Josh Brolin? Era l’unico collegamento reale col primo film, il più grande e importante, Una Donna per cui Uccidere è di fatto il prequel di Un’Abbuffata di Morte  [anzi, è Un’Abbuffata di Morte ad essere il sequel di Una Donna per cui Uccidere], quindi perché diavolo non hanno chiamato Clive Owen per riprendere il ruolo di Dwight post-operazione? Nelle cose più stupide si vanno a predere…

TARTARUGHE NINJA

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La delusione più grande dell’anno. Le potenzialità c’erano tutte, fare un film di intrattenimento supremo con le 4 tartarughe più fighe del mondo, le battute, i ninja, la famiglia, Shredder…ma no, troppo facile, dovevano fare un film con Megan Fox protagonista assoluta, una storia di intrighi intrighi tra il padre e William Fichtner [che fino a poco prima dell’uscita del film pensavamo tutti fosse lui Shredder], il vero Shredder una specie di robottone che Optimus Prime si è nascosto per la vergogna, i ninja del Clan del Piede dei semplici terroristi e le tartarughe relegate a macchiette spara meenchiate e agita pugni. Non potevano sbagliare più cose di così.

Li ammazzerei: per aver rovinato una delle cose più belle della mia infanzia e aver sprecato una grandissimissima occasione di spaccare.
Li potrei perdonare: perché è inevitabile la realizzazione di un sequel [anzi forse è già stato annunciato] e so che impareranno dai loro errori. Effettivamente il problema del primo film sono le “origini”, una volta tolte dalle palle ci si può sbizzarrire [e per sbizzarrire intendo voglio Rocksteady e Bebop assolutamente nel sequel. E devono spaccare!]
Prima cosa da fare: cambiare regista.

 

I MEH
(quelli che forse si, forse no, c’è qualcosa che li salva ma qualcosa che li uccide)

THE AMAZING SPIDER-MAN 2 – IL POTERE DI ELECTRO

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Il re del Meh, per via della fama iconica del personaggio e della decadenza cinematografica. Premessa che la trilogia di Raimi non l’ho mai trovata PERFETTA come molti sostengono [stolti], Spider-man 2 è sicuramente un bellissimo cinecomic, il miglior spider-movie fin’ora, ma il primo film non è granché, per me è stato parecchio aiutato dalla “novità” della moda cinecomic e dagli effetti speciali finalmente degni di un supereroe a quel tempo [si parla del 2002], ma del fumetto non aveva niente, Peter Parker/Tobey Maguire in primis, non ha nulla della versione cartacea [mi chiedo come si faccia a difenderlo] mentre il terzo film si commenta da solo. L’idea del reboot non mi faceva impazzire ma tra un MCU e un Batman di Nolan credevo che avessero capito cosa voleva il pubblico e come fare un film degno dell’uomo ragno…e invece no,il primo The Amazing Spider-Man è un vero disastro. Si salva qualche personaggio e qualche scelta grafica ma come film è una vera ciofeca. E questo sequel? Mi aspettavo peggio e forse è anche per questo che non mi sento di bocciarlo completamente. Lo spirito del fumetto c’è tutto, personaggi, storia, tematiche, atmosfera…insomma gli ingredienti ci sono, ma la Sony non sa che farsene! Come film infatti perde su tutti i fronti, è costruito male, non c’è ritmo, non c’è una trama accattivante, personaggi poco approfonditi e troppe sottotrame accavallate tra loro. Webb non riesce a gestire il tutto e si ingarbuglia nella sua stessa tela. Più che film o fumetto mi sembrava di assistere ad una puntata del famoso cartone animato, bellissimo per i bambini e nostalgico per i grandi, ma troppo banale e infantile per gli standard di oggi e per le aspettative del grande pubblico.

Si salva: per un Peter Parker finalmente degno di questo nome e per i bellissimi effetti speciali, che fanno prendere vita al fumetto con le immagini e le pose più iconiche.
Si perde: nella storia e nella caratterizzazione dei personaggi. Troppo banale per i grandi e troppo forzato per i bambini.
Menzione d’onore: per la colonna sonora. Una collaborazione abbastanza sperimentale (Hans Zimmer, Pharrell Williams, Jhonny Marr e altri), una colonna sonora che non fa solo da soundtrack ma si fonde veramente col film. Menzione d’onore anche per “la morte di Gwen Stacy“, una scena costruita benissimo e che riesce anche a migliorare l’originale cartaceo. Una delle morti più belle dei cinefumetti.

 HUNGER GAMES – IL CANTO DELLA RIVOLTA – PARTE 1

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Qui la mia receeaaawww.

La young saga più matura in circolazione inciampa nella Parte 1 del gran finale. Un film costruito molto bene con i protagonisti al loro massimo [tra cui spicca la protagonista Jen Lawrence], ma che si perde nella trama troppo allungata. Un film fatto unicamente in preparazione alla Parte 2. Come per altri film c’è il sospetto che la formula di dividere in 2 un libro sia una mera trovata commerciale. Dio denaro.

Applausi: Per l’intero cast, tutti concentrati e perfettamente dentro la parte.
Buuuu: per i dialoghi a volte troppo forzati e banali e per l’eccessivo uso della parola “ghiandaia imitatrice” che ha perso ormai di significato.
Lancio fiori sul palco: per Jen Lawrence che quando pensi che non possa essere più brava di così comincia a cantare.

 NOAH

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Non c’è bisogno di leggere la Bibbia per conoscere la storia de L’arca di Noè. È una storia semplice e abbastanza elementare forse troppo per un monumentale film hollywoodiano…ed è forse è per questo che hanno pensato di modificarlo e aggiungere cose che neanche Peter Jackson. Non è male come film. Mi è piaciuto, però non so…non mi ha convinto del tutto. C’è qualcosa fuori posto, forse i temi trattati che balzano da una cosa all’altra o l’eccessivo cambio di Noè dalla costruzione dell’arca allo sterminio del gene umano [che non sia della sua famiglia]. Forse merita una seconda visione, per ora è rimandato.

Il SI: per la recitazione e l’imponenza della produzione.
Il NO: per Noah che passa da premuroso padre di famiglia a fermo uomo di fede a psicopatico estremista.
IL BO: i giganti di pietra sono bellissimi e ben fatti…ma sono giganti di pietra! Erano proprio necessari?

 

MEGLIO TARDI CHE MAI
(perché non sempre riesco a vedere i film in tempo e ogni tanto mi capita di guardare qualche film in ritardo di qualche mese, anno…o decennio! Insomma i film che ho visto nel 2014 che non sono del 2014)

LA TRILOGIA DEL CORNETTO: il genio di Edgar Wrigh in 3 fantastici film. Generi che si mischiano come horror, thriller e fantascienza senza mai sbavare o eccedere nell’uno o nell’altro e sempre con la comicità di Simon Pegg e Nick Frost a farla da padrone. La notte dei Morti Dementi, Hot Fuzz, La Fine del Mondo, assolutamente da vedere se non l’avete ancora fatto.

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DRAGON TRAINER: uno dei film d’animazione più belli della DreamWorks. Una storia che fa bene al cuore, un bellissimo film per bambini che non dispiacerà agli adulti. Bellissimo il look dei draghi e specialmente com’è stato caratterizzato il protagonista Sdentato. Assolutamente promosso.

WARRIOR: non ho la minima idea di come descrivere la perfezione di questo film. Ci sono tutti gli elementi necessari per catturare uno spettatore che si ritroverà inevitabilmente coinvolto a livello emotivo con la storia [specialmente gli uomini, quelli che “figurati se piango guadando un film”…]: rivalità tra fratelli, problemi irrisolti col padre, la lotta per la propria famiglia, onorare una promessa fatta ad un amico, la guerra…tutti questi elementi sono legati tra loro da uno sport (MMA) dove non c’è tempo per le parole, è un confronto fisico che lascia la discussione ai pugni e alle frasi non dette, quelle che si leggono solo negli occhi. Occhi vecchi e stanchi di un padre che ha perso tutto [un Nick Nolte da oscar], occhi di un uomo che deve dare tutto se stesso per non perdere la casa e cerca il perdono di un fratello [un sempre più grande Joel Edgerton] ma soprattutto gli occhi di un uomo ferito, abbandonato e arrabbiato, quelli di Tom Hardy nella sua interpretazione migliore di sempre che riesce a comunicare mille emozioni solo con uno sguardo. Nel combattimento finale tra i due fratelli è impossibile trattenere le lacrime, personalmente sono uscito distrutto da questo film. Guardatelo. Non importa come o quando ma guardatelo.

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JOBS: il film è alla fine un documentario didascalico sulle vicende più conosciute sul fondatore della Mela [quelle che si leggono comodamente su Wikipedia]. Non c’è spazio per le emozioni, solo un susseguirsi di vicende, una semplice biografia (e neanche completa). Una piccola delusione, speriamo vada meglio quello della Universal.

MUCH ADO ABOUT NOTHING: 2011. Joss Whedon ha finito le riprese del blockbuster The Avengers e si ritrova in una piccola pausa tra la lavorazione e la promozione del film. E cosa decide di fare? Di riposarsi dopo mesi e mesi di lavoro? Di preparasi al tour mondiale che lo attende per promuovere la pellicola Marvel? No, chiama a raccolta alcuni amici [feticci Whedoniani come Nathan Fillon, Amy Acker, Alexis Denisof, Sean Maher ecc], suo fratello Jed, qualche amico per fotografia e costumi e in soli 12 giorni dirige a casa sua un piccolo gioiellino in bianco e nero tratto da una delle opere più famose di Shakespear. Divertente ed elegante, ben recitata e costruita, la pellicola purtroppo non è ancora arrivata in Italia [e sospetto non arriverà mai, dato la natura indipendente del film] ma se l’inglese non vi spaventa vi consiglio vivamente di recuperarlo.

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UN PO DI PREMIAZIONI A RANDOM
(che “rivivere” questo 2014 mi fa bene e ci ho preso gusto)

Film ignorante dell’anno: ovviamente Transformers – L’Era dell’Estinzione. Macchine, machismo, robottoni, esplosioni, effetti speciali, DINOBOTS! Tutto quello che un cervello spento potrebbe chiedere! Ero indeciso se premiare il film di Bay o I Mercenari 3, ma alla fine ha vinto Power Bay perché Stallone si è dimenticato di una cosa molto importante: la patata.
Qui la mia recensione ignorante sull’intera saga.

Miglior non-film: Dylan Dog – Vittima degli Eventi. I giovani ci sanno fare. L’Italia dovrebbe svegliarsi.

Miglior corto: Il corto presentato prima di Big Hero 6 con protagonista il cucciolo di Boston Terrier. Feast! Divertente e meraviglioso a livello tecnico [simile al Paperman di qualche anno fa]. Onestamente vale molto di più del film in cui è presentato (Big Hero 6, appunto).

Premio “era meglio se non lo guardavo”: I, Frankenstein. Va ben oltre ma mia soglia di ignoranza. Eckhart ma chi te li sceglie i film?

Premio nudità: il premio va a Sex Tape – Finiti in Rete. Si vede molto di più di quel che ci si aspetta…e purtroppo non parlo di Cameron Diaz…

Commedia che non fa ridere: Insieme per Forza. Io difendo sempre Adam Sandler perché in fondo in fondo mi fa ridere. Però sta peggiorando un film dopo l’altro…

Miglior commedia non-americana: mi spiace per i mille mila film italiani [alla fine facciamo solo quello, commedie] ma per me vince il francese Babysitting. Non parte benissimo, ma dalla festa in poi è una risata unica.

Premio “cosa lo traduci a fare”: Pongo il cane milionario. Titolo originale? PANCHO el perro milionario.

Premio “parla come mangi”: Apes Revolution – Il Pianeta delle Scimmie. (titolo originale: Dawn of the Planet of the Apes). L’usanza di stravolgere completamente i titoli dei film sta raggiungendo livelli impressionanti. Ora traduciamo l’inglese con l’inglese.

Premio Steroidi dell’anno: Stallone, Mark Wahlberg, Hugh Jackman, Chris Evans, gli attori di Hollywood o passano le giornate in palestra o hanno trovato veramente la formula del Super Soldato. Quest’anno vince Ben Affleck per Gone Girl dove sfoggia un fisico che neanche Bugs Bunny col suo bibitone.

Premio “ah ma sa anche recitare”: va a Matthew McConaughey. Mi è sempre stato un po sulle palle, devo ammetterlo, quest’anno però [ma diciamo anche l’anno scorso] è emersa prepotente la sua dote attoriale con Dallas Buyers ClubInterstellar, The Wolf of Wall Street e True Detective. Grandi cose si intravedono all’orizzonte.

Premio “ah ma sa anche cantare”: non va a J-Low per Hunger Games ma a Tom Hiddleston che ci regala delle belle e piratesche performance canore in Trilli e la Nave Pirata.

Premio Jennifer Lawrence: va a Jennifer Lawrence che quest’anno si è cimentata in ruoli diversissimi tra loro (American Hustle, X-Men, Serena, Hunger Games) senza sbagliare un colpo. Tra le giovani attrici è indubbiamente la più promettente.

Miglior Serie TVTrue DetectiveQualche giorno fa lamentavo di come non fossi ancora riuscito a vederlo. Complice le ferie di Natale ho ripreso in mano la serie e l’ho divorata un episodio dopo l’altro. Difficile non rimanere catturati dalla storia di Pizzolato o dall’interpretazione dei due protagonisti Woody Harrelson e Matthew McConaughey.

Miglior serie non-TV: House of Cards. Kevin Spacey al massimo della sua ambiguità e crudeltà. La serie Netflix offre uno spettacolo dal ritmo crescente e dai risvolti imprevedibili. Lo sguardo finale di Frank Underwood vale tutta la serie. Lo sa bene Obama.

BUONI PROPOSITI PER IL NUOVO ANNO

Cose che mi prometto di fare ma che sicuramente rimanderò all’anno prossimo:

1) Guardare Il Signore degli Anelli: ora che ho concluso la trilogia de Lo Hobbit non ho più scuse, devo guardare [possibilmente inversione estesa] la trilogia più famosa del genere fantasy. Sono già a caccia dei BD su Amazon.

2) 007: sono un fan degli spy-movie eppure a parte Licenza di Uccidere non ho mai visto nessun’altro film su James Bond. Quest’anno ho deciso di recuperarli tutti. Sono solo 23 film [24 se contiamo Spectre che esce proprio nel 2015] e ho 365 giorni per guardarli. Posso farcela.

3) Kevin Spacey: House of Cards mi ha fatto riscoprire un attore che avevo abbandonato ormai da anni [l’ultimo film che ho visto è 21 del 2008]. Direi che è il caso di recuperare tutta la sua filmografia…cioè quasi tutta…tipo Fred Claus penso di poterlo evitare senza problemi.

4) Finire Breaking Bad: è considerata una delle migliori serie TV di questa generazione. Io ho visto solo la prima stagione. Me ne mancano 4.

5) Sherlock: Benedict Cumberbatch nonostante un cognome impossibile da scrivere è una delle più grandi scoperte degli ultimi anni. La serie sull’investigatore più famoso del mondo è stata molto acclamata eppure non ho mai visto neanche mezzo episodio. Bisogna recuperare!

6) Leggere più fumetti: il fumetto è una delle mie più grandi passioni eppure non riesco a coltivarlo come vorrei. Riesco a ritagliarmi qualche momento ogni tanto [finisco sempre per leggere in metro] ma non quanto vorrei. Quest’anno proverò a dedicargli più tempo.

Questo è tutto, colgo l’occasione per fare gli auguri a chiunque sia capitato su questo blog per sbaglio e a chiunque segua questo piccolo angolo della rete dove mi diverto a sparare minchiate sul cinema. È un po tardi per gli auguri di Natale ma ancora in tempo per augurarvi un grandissimo 2015. Che sia un anno pieno di felicità e di film belli e anche brutti. Che ci piacciono molto quelli brutti, come negarlo 🙂

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ROBA DA MEZZE STAGIONI – RESOCONTI SU ALCUNE SERIE TV

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Sebbene abbia scelto il cinema come principale ragione di vita, non mi nego ovviamente la visione di qualche serie TV. In realtà è cosa recente, prima mi capitava tra uno zapping e l’altro di guardare qualche puntata a caso di qualche telefilm a caso [anche i miei gusti erano un po a caso: Dr.House, Will&Grace, MalcolmSmallville, Veronica Mars…] nel caso cominciasse a prendermi cercavo di seguirlo il più possibile, ma aspettando comunque la (lenta) distribuzione italiana: Scrubs, Buffy, Angel, Heroes sono le serie che ho seguito con più interesse [non è vero, di Heroes non ho mai visto la 4a stagione. Fan***o la cheerleader!]. C’è stato un periodo in cui sono entrato nel tunnel Grey’s Anatomy, un periodo buio della mia vita…ma questa è una storia che non sono ancora pronto a raccontare…

Comunque, ultimamente sono spuntate fuori orde di serie interessanti [banalmente prediligo quelle tratti dai comics, che vi posso dire] inoltre il livello di alcuni serial si è alzato in modo incredibile, superando spesso anche le produzioni cinematografiche (in alcuni casi la partita è vinta facile). Sia detto, continuo a seguire solo le cose di mio interesse e ad ignorare bellamente quelle che non mi attirano, anche se famose o super seguitissime [Game of Thrones, Dr Who, Sherlock…non ho MAI visto neanche mezzo episodio di queste serie]. Almeno ho detto no al colesterolo alle release italiane dato che impiegano quasi un anno a portare una serie e quando lo fanno la trasmettono su piattaforme a pagamento, così mi sono deciso a sincronizzarmi con il palinsesto USA per i serial di mio interesse e ciao ciao mediaset premium.

E proprio in questo periodo natalizio, tempo di canti di natale, di regali, di buoni propositi per il nuovo anno, di tombolate in famiglia etcetera, è anche tempo di midd-season finnalleee [bisogna leggerlo con il vocione da promo, se no non fa effetto]! Indi ne approfitto per fare un po il resoconto delle mie serie e tirare un po le somme [in ordine rigorosamente random]:

AGENTS OF SHIELD

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Può una serie mediocre e destinata al dimenticatoio cambiare drasticamente dalla prima alla seconda stagione diventando una delle preferite dei fenz? Può, e l’ha fatto Agents of SHIELD [pardon, MARVEL’S Agents of SHIELD che se no non si capisce]. La prima stagione diciamocelo ha avuto alti, bassi e bassissimi: il pilot era promettente ma non era la bomba che vociferavano i fortunelli che l’avevano visto in anteprima al SDCC del lontano 2013. Si faceva piacevolmente guardare, era molto Whedoniana, infatti era stata scritta e diretta dal Joss dei nostri cuori nerd, PERO‘, una volta che il nostro se n’è andato la serie si è rivelata per quella che era: un prodotto scadente, sorretto solo dall’universo cinematografico alle sue spalle. Il problema? Joss se n’è andato già dal secondo episodio! [ahia]. Le puntate erano prive di interesse, i personaggi stereotipati, battute e gag imbarazzanti ogni 2 minuti e troppi, troppi, dico TROPPI riferimenti ai film. Ogni scusa era buona per esclamare “Avengers“, “Iron Man“, ” Thor“, “alieni di New York“, “Che 2 palle!” [l’ultima la dicevo io]. Ad ogni puntata non perdevano occasione per sfracassarci il Mjolnir con questi riferimenti! Dal decimo episodio la serie si riprende, le varie puntate autoconclusive vanno a formare una trama verticale più complessa e quindi interessante, inoltre si introducono vari personaggi del Marvel Univers fumettistico (Lorelei, BlizzardDeathlok), ma il botto vero e proprio avviene con l’inizio del cross-over con Captain America – The Winter Soldier. Santo Odino! Il taglio degli episodi cambia totalmente, i personaggi diventano finalmente interessanti (Ward in primis), le battute spariscono e finalmente il Marvel-fan è soddisfatto dai mille riferimenti fumettistici (e NON cinematografici). In totale comunque la serie non è da ricordare tra le migliori, se non ci fosse stato il marchio Marvel dubito che avremmo visto una seconda stagione, come fanno quindi Jed Whedon e mogliera a farsi perdonare? Invero, si spingono oltre!

AoS

L’All-New Marvel’s Agents of SHIELD fin dal primo episodio si dimostra più adulto, i ritmi più serrati con toni più appropriati ad una spy-serie e finalmente trova una sua dimensione lontano dai film e senza quindi giustificare la propria esistenza come serie. Abbiamo il prodotto che i fan chiedevano dall’inizio con quei personaggi che mai avremmo visto al cinema come l’Uomo Assorbente, Blacklash, MIMO [grazie Marvel!!]. Sono riusciti anche a mantenere una propria originalità, non si fa il copia-incolla, ci viene offerto uno spettacolo nuovo e misterioso anche al più accanito Marvel-zombie. Nota di merito per il nostro caro agente..ma che dico agente, DIRETTORE Coulson: il personaggio è cambiato profondamente, dall’inizio della stagione è più freddo e distaccato di prima, è molto più Nick Fury lui che Sam Jackson nei film. Ultimamente ahimè è tornato ad essere più allegro e ha fare le sue battutine, ma va bene, in fondo è parte del suo carattere, l’ha detto lui stesso “io non sono come Fury“, è maturato comunque molto e finalmente si riesce a vedere un leader in lui rispetto alla prima stagione [May era 10 volte più cazzuta]. Non vedo l’ora di scoprire cosa accadrà nella seconda parte, la ciccia al fuoco è tanta: Kree, nebbie terrigene, Mr Hyde, Daisy Johnson! L’Hype è inumano! Viste le premesse mi aspetto grandi cose anche da Agent Carter per cui non nutrivo un forte interesse.

Marvel’s Agents of SHIELD: promosso a pieni voti.

PS: la supercazzola con Lucy Lawless però non me la dovevano fare.

ARROW

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Sono un grande fan di Arrow, ma faccio ammenda, ai tempi della prima stagione, dopo 3-4 episodi l’ho abbandonato. Non mi stava appassionando, è stato trattato come un Batman di serie B (cosa che penso ancora), i flash-back erano abbastanza forzati ed estranianti e la recitazione lasciava alquanto a desiderare (anche questo lo penso ancora). Però stiamo pur sempre parlando del mondo DC [per quanto mooolto distante dal fumetto] così mi sono deciso ad andare avanti. Non me ne sono pentito, anzi è stata una serie piacevole, ma non è stata comunque la prima stagione a farmi appassionare all’arciere di Starlin City. No, a conquistarmi è stata Felicity la seconda stagione che, per usare un termine tecnico, è stata una vera e propria BOMBA! I personaggi sia originali che presi dal fumetto sono caratterizzati benissimo, anche nel look:  Black Canary, Brother Blood, la Suicide Squad, Deathstroke…no ok, Deathstroke me lo aspettavo più ninja e meno Power Ranger ma il personaggio funziona benissimo lo stesso, sicchè. Finita la storia della lista di bersagli sulla smemo del papi (troppo macchinoso) la trama si è fatta davvero interessante, i flash-back si sposavano benissimo con le scene del presente specialmente quando veniva mostrato in parallelo Ollie e il rivale Slade, raggiungendo l’apice nello scontro finale [da applausi]. Migliorati anche i combattimenti e, incredibilmente, la recitazione [va detto che la prima stagione l’ho vista in italiano e la seconda in inglese…e comunque Ollie è stato cucito su Stephen Amell, quindi la gamma di espressioni è molto ristretta] ma soprattutto hanno finalmente smesso con “Vigilante“, “Incappucciato“, “Arciere“, “Robin Hood” e tutti quei nomignoli da supercazzola [aaah DC, ma quando imparerai]. Eguagliare o perfino superare una stagione stellare come quella era un’impresa ardua, molto ardua…e infatti non ce l’hanno fatta [azz! To much ardua!].

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Questa terza stagione parte con il freno a mano, la trama orizzontale fatica a decollare, i singoli episodi non raggiungono la qualità dell’anno scorso e i flash-back per ora sono più riempitivi che parte integrante della storia [fino a quest’ultimo episodio, dove c’è Maseo che collega un po le cose]. Diggle e Roy sono un po sacrificati, specialmente Roy che se ne sta li con l’espressione triste a fare il nulla più assoluto, Felicity è sempre più al centro dell’attenzione per la gioia delle fan-girls che vogliono vedere la coppetta Oliver/Felicity, ma anche per la gioia dei maschietti che vogliono vedere Felicity e basta [eh bè]. Rivelazione della serie: Brandon Routh che finalmente ha smesso col suo hobby di rovinare i personaggi dei fumetti. Senza mantello e senza poteri vegani, Brandon si diverte e ci diverte con il suo Ray Palmer, carismatico e un po nevrotico, perfetto come “rivale” in affari (e in amore) di Queen. Se i comprimari funzionano [chi più chi meno] i villains purtroppo non brillano e senza una minaccia vera e propria la serie fatica a catturare lo spettatore come la scorsa stagione [anche se il nuovo Conte mi è piaciuto, ma Stormare è un genio, perciò]. Insomma, sono rimasto deluso da questa prima parte della terza stagione? No, resta comunque un bello spettacolo, per niente pesante da seguire…ed è sempre meglio della prima stagione.

Verdetto: You have failed this city!!! No scherzo, bella serie, ora però volgiamo di più (più Felicity per tutti please).

Ah, e Ra’s al Ghul spacca i culi! e il combattimento finale è stato da capogiro, per fortuna non hanno aspettato 20 puntate prima di mostrare Ra’s in azione. Per quanto riguarda il fato di Oliver dico solo una cosa: pozzo di Lazzaro. A buon intenditore…intenda.

FLASH

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Ok, sembra quasi che parto già con dei pregiudizi negativi…cioè è vero lo faccio, sono pessimista di natura, il fatto però è che dare vita ad una serie sul velocista della DC partendo da Arrow era alquanto…audace! Superpoteri in un universo “realistico”, un personaggio allegro e fumettoso come Barry trasportato in ambientazioni cupe, una storia che necessita di pesanti effetti speciali in una serie tv…non mi convinceva affatto! Ma proprio zero! Poi il cast era…non dico terribile ma si distacca parecchio rispetto al fumetto: Grant Gustin non mi convinceva come Barry Allen, i West ingiustificatamente neri, Cisco lo avrei picchiato già prima che aprisse bocca, poi ha cominciato a fare il jar jar Binks del gruppo e la voglia di farlo fuori era tanta e poi Caitlin…ok, lei non è male ma comunque già dal loro cameo in Arrow i 2 apparivano come i Fitz-Simmons dei poveri [che già i veri Fitz-Simmons non è che fossero da applausi, quindi figurati]. E poi ogni giorno in rete spuntavano immagini tipo questa e le mie aspettative non facevano che calare e calare, ero pronto a seguire la serie solo per “completezza” verso Arrow e verso il fumetto DC…e invece?

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SBAAAM, non sono mai stato tanto contento di essere in torto! Fatico ancora a crederci ma hanno azzeccato tutto. TUTTO! T-U-T-T-O-!-!-! Questa si che è una serie supereroistica come si deve, è il fumetto che prende vita! Anche se prodotta dagli stessi tipi di Arrow l’atmosfera è molto diversa, più da supereroi infatti, c’è l’incredulità, la forza, la meraviglia tutto ciò che chiedo da una serie (o un film) tratto da un fumetto. Come in AoS i personaggi sono resi benissimo, rendono giustizia alla loro versione cartacea pur introducendo elementi nuovi e originali [e gli easter egg rivolti ai fan sono ben apprezzati…cioè, “Flash missing vanishes in CRISIS“? Il pilot valeva solo per quella scena!]. Come Arrow la serie va avanti a one-shot ma mantenendo comunque una linea orizzontale che tiene incollati gli spettatori tra l’assassino della madre di Barry e le vere intenzioni del Dr Wells, ma la recitazione supera di gran lunga i colleghi di Starlin City: Gustin, Tom Cavanagh e Jesse Martin su tutti, specialmente gli ultimi due quando hanno un dialogo assieme fanno scintille. La cosa che mi ha colpito di più è l’umanità con cui è stata costruita la serie, fin dal pilot al centro di tutto si è messo subito non i superpoteri (tra l’altro ben realizzati) o la classica guerra tra bene e male ma i piccoli problemi dei personaggi: la fragilità di Barry, la perdita di Caitlin, l’amore di West verso sua figlia ma anche verso lo stesso Barry…I primi 3 episodi erano commoventi, quando Barry parla con suo padre in carcere alla fine del pilot, il confronto con West sul fatto che sia stato un padre per lui alla fine del secondo episodio e quando papà Allen racconta al figlio di quando ha fatto i suoi primi passi (verso sua madre) alla fine del terzo…perfetto. Non so che altro dire. Al di là dei gusti personali, sento di poter giudicare obbiettivamente che QUESTA è la miglior serie supereroistica vista fin’ora superando Smallville, Arrow, Gotham e anche Quelli of SHIELD.

Giudizio finale: c’è bisogno di dirlo? The Flash is the best!

GOTHAM

Gotham

Ma veniamo alle note dolenti. Lo so che in molti la considerano la miglior comic-serie di quest’anno, come so che parlare di Batman si tende sempre ad esagerare [Batman? Diciamo l’universo di Batman che qui l’uomo pipistrello non si farà vivo]. Personalmente non mi ha conquistato. Ammetto che anche in questo caso sono partito con aspettative bassine, ma chi non l’ha fatto? Creare una serie ambientata a Gotham PRIMA dell’arrivo di Batman? Può funzionare nei fumetti, magari anche in un film, ma N stagioni di 22 episodi ciascuna? C’è da dire che il cast è eccellente, il miglior casting fatto per una serie tratta da QUALCHECCOSA e comunque le storie noir/poliziesche sono sempre ben accette, però…però ogni volta che lo vedo non posso fare a meno di pensare alla pessima prima stagione di Agents of SHIELD. Lo so, lo so, le due serie non centrano niente, non hanno nulla in comune…ma il fatto è che:

1) Entrambe hanno alle spalle un universo conosciuto, fortificato negli anni e soprattutto con una grande fanbase alla base, ovvero l’universo Marvel e quello di Batman. Arrow e Constantine per esempio sono uscite “dal nulla”, gli unici a conoscerli erano i fan del fumetto (anzi, c’è chi ancora ignora l’esistenza del Freccia Verde della DC, sarà che a furia di chiamarlo incappucciato…);

2) Sono partite con episodi autoconclusivi e con una debole trama orizzontale, (la “resurrezione” di Coulson e l’assassinio Wayne), solo in un secondo momento si sono risollevati. Per Gotham è stata la guerra fredda tra Falcone e Maroni (fredda perché non succede niente in realtà, solo chiacchere e distintivo).

3) Entrambe cercano di non attingere troppo all’universo cartaceo. Per AoS è stata una scelta (del cazzo), insistevano con la storia “non tutti gli eroi sono super” a cominciare dalla squadra principale e passando per i comprimari, tutti deboli personaggi inventati quando avevano a disposizione 75 anni di storie a fumetti dal quale attingere. Per Gotham invece non si può fare altrimenti, non si possono introdurre personaggi che cronologicamente non esistono ancora [vedi a fare le cose…].

4) Ma soprattutto e odierò per sempre chiunque si ostini a fare ciò, ci sono troppi, troppi, porca t***a TROPPI riferimenti al mondo di Batman! Maledetti ma che bisogno c’è di ricordarci ogni 5 fottuti minuti che siamo nell’universo del cavaliere oscuro?! LO SAPPIAMO!!! Lo sanno tutti che Cobblepot diventerà il Pinguino non c’è bisogno di fare 1000 riferimenti, Edward Nigma è l’Enigmista, MADDAI? è abbastanza chiaro, che bisogno c’è di fare ogni volta battute del tipo “Lui ama fare enigmi” “Eddy basta con questi enigmi” ” Non essere cosi enigmatico“…”avete rotto er ca**o” è abbastanza chiaro o è troppo enigmatico? Dopo un po la gente si rompe anche le palle con queste cose. Non oso immaginare i dialoghi quando introdurranno Mr. Freeze. Dialoghi da brivido [no]. Agghiaccianti [basta]. Qualche battutina, tanto per rompere il ghiaccio [mi odio].

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Al di là di tutto però,per me il problema principale è che hanno mancato il loro stesso obbiettivo: allora, lo scopo era realizzare una serie che raccontasse le vicissitudini dei personaggi che abitano Gotham PRIMA dell’arrivo di Batman e mostrare quindi l’evoluzione che li porterà a diventare i personaggi che conosciamo. Un paio di palle! Ma ditemi che differenza c’è tra questi personaggi e quelli che vediamo nei fumetti o nei film? Fin dal pilot tutti e dico TUTTI sono già belli pronti, fatti e finiti: Gordon è già l’unico agente onesto, senza paura e senza macchia del GCPD, è forte, autoritario e soprattutto è già promesso in sposa a Barbara [dopo un po finalmente l’hanno allontanata, era assurdo farli stare insieme per tutta la serie…fategli annusare un po di fauna gothamiana al povero Gordon!], Cobbelpot non avrà il suo impero ma è comunque un sadico, manipolatore e ambizioso criminale col soprannome di Pinguino (questa storia dei soprannomi sta sfuggendo di mano), Nigma è fissato con giochini e indovinelli e ha già un atteggiamento alquanto enigmatico [capita? !enigmatico! Questa serie mi sta uccidendo…], Selina è già una ladra scaltra ed esperta, con una morale dubbia, fissata coi gatti, col soprannome di gatta, col costume da gatto [che cavolo è quel binocolo che ha in testa?] e con una strana attrazione verso i gatti il piccolo Bruce Wayne che tra l’altro dovrebbe intraprendere il suo viaggio verso il mantello solo più avanti negli anni invece si dimostra già forte, determinato e si sta già allenando fisicamente e mentalmente [belìn, di questo passo diventerà Batman ancora prima dell’adolescenza!]. E questi sono solo i personaggi principali! Se scomodiamo anche i vari altri apparsi fin’ora abbiamo: Zsasz che è già un sadico pieno di tagli sul corpo, Ivy fissata con le piante,col suo costume verde, con un carattere ambiguo e anche lei con una strana attrazione verso Bruce, Maschera Nera ha già la Maschera Nera, Harvey Dent sta già cedendo moralmente, giocherella con la sua monetina e tiene metà del suo viso perennemente in ombra [ok, questa è una scelta artistica, mi piace…però basta eh]. Che senso ha quindi fare un serial su una Gotham pre-Batman se alla fine è tutto come dev’essere solo che non c’è Batman?! L’unico personaggio sensato è Alfred. Aaah ora si che ci siamo, da quando è apparso nella prima puntata sono rimasti tutti a bocca aperta per come sia caratterialmente distante dalle precedenti incarnazioni. E’ burbero, impaziente e usa metodi bruschi verso il rampollo della famiglia Wayne. E’ l’esatto opposto dell’Alfred classico ed è così per me che dovevano essere tutti i personaggi, dovevano essere diversi da come li conosciamo per poi vedere durante la serie l’evoluzione che li porterà ai classici criminali e aiutanti dell’uomo pipistrello! Potevano fare Cobblepot più restio alla violenza, magari più vittima, non che si prende gioco dei 2 più grandi boss mafiosi di Gotham e perché no, mostrare il crollo finanziario della sua famiglia, Gordon poteva essere un po più “pivello” nel fare le cose, non l’eroe di turno che combatte contro tutto e tutti e fargli incontrare Barbara strada facendo, così avremmo potuto vedere la loro relazione nascere, non subito con i classici problemi da coppietta sposata [e con intrighi lesbo per giunta], Selina potevano mostrarcela anche lei più inesperta, vedere mentre fatica a sopravvivere da orfana a Gotham e non affibbiarli subito il soprannome Cat e magari non dargli subito un costume, mondo cane! Si potevano esplorare più affondo la sofferenza e fragilità di Bruce, dei suoi genitori sembra se ne sia già dimenticato, Ivy potevano vestirla di un altro colore oltre il VERDE [ecchecazzo], scoprire com’è nata la fissazione di Nigma per gli indovinelli… Insomma, secondo me è stata un’occasione sprecata, ma molto sprecata, avevano un grande cast a disposizione (il Pinguino ruba la scena in tutti gli episodi, Nigma è perfetto, Selina è una Michelle Pfeiffer in miniatura, Bullock è uno spasso), avevano delle belle atmosfere e anche la storia comincia a decollare…cioè è tutto perfetto per una serie come si deve e invece no, dovevano farla pre-Batman…Per me non ci siamo, gli ultimi episodi non sono neanche tanto male, lo ammetto, ma non riesco proprio a farmela piacere del tutto.

Giudizio finale: alla prossima battuta su Nigma che fa enigmi abbandono la serie.

PS: il midd-season finale non sembra affatto un midd-season finale…e comunque spero che Bruce, Selina e tutta la United Color of Benetton siano sempre meno protagonisti della serie, nell’ultimo episodio sembrava di assistere ad una cosa del tipo Baby Looney Toons…Ah, Se volete una preview della seconda stagione eccola (guardatela perché è geniale 😀 ).

CONSTANTINE

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Mi vergogno ammetterlo da accanito lettore ma non ho mai letto Hellblazer. Ho sempre voluto avvicinarmi al fumetto, il personaggio mi affascina moltissimo e dalla serie sono passati grandi nomi come Delano, Morrison, Gaiman, Ennis, Ellis, molti di questi sono tra i miei scrittori preferiti…e invece no, non ho ancora mai letto niente sul cinico mago inglese, quindi non posso proprio definirmi un esperto del personaggio. Conosco la mitologia e posso immaginare cosa significhi per i fan di vecchi data, ma di certo le mie sono parole da profano. BTW, al momento la serie è stata ripianificata a 13 episodi con una seconda stagione a rischio, A ME dispiace parecchio. Durante i primi 3 episodi ho avuto un attacco di SONNITE pesante lo ammetto ma ora cominciava ad ingranare, nonostante non sia nulla di originale o innovativo (in molti dicono che ricorda Supernatural…booo, mai visto Supernatural). Le storie sono belle, i casi interessanti e pieni di riferimenti culturali oltre che fumettistici. John comincia anche a starmi simpatico, un po meno Zed, Chas ancora non l’ho inquadrato bene e papa Midnite è un figo (non si discute, è un figo). Comunque mi dispiacerebbe se interrompessero la serie, so che i fan non la apprezzano particolarmente, però in giro c’è molto peggio, almeno una seconda stagione io gliela concederei.

Responso: #saveconstantine

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Queste sono le serie che sto seguendo in modo puntuale e maniacale, oltre a queste però ce ne sono altre che seguo appena ho un po di tempo [cioè mai] alcune vecchie, altre nuove, altre a stento si può dire che siano esistite:

HOUSE OF CARDS: non esistono parole che possano rendere giustizia a questa perla. Sfiora la perfezione. Sono rimasto incollato per ogni episodio della prima stagione e sto cercando di finire questa seconda il primo possibile [prima che mi arrivi qualche spoiler a tradimento]. Hanno già annunciato una terza stagione. Io non me la perderò per nulla la mondo. Magari cercherò di non rimanere così indietro.

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BREAKING BAD: “COOOOOSA??!!! Non hai mai visto Breaking Baaad??! Ma come si faaAAaaAAA!!??!?!?”Sembrerà assurdo per qualcuno o addirittura blasfemo per altri ma, nonostante il protagonista [sono un fan di Cranston da prima di BB, sappiatelo], nonostante lui non mi ha mai attirato particolarmente come serie. Questa è forse la prima volta che comincio a vedere una serie solo per i giudizi in rete e direi che ho fatto bene! Non credo ci sia bisogno di dire quanto sia ben scritta e realizzata, se ne sono lette di ogni in rete. Sono ancora alla seconda stagione, giusto un pelo in ritardo, ma conto di finirla il prima possibile.

THE WALKING DEAD: questo è uno strano caso di droga. A me il primo episodio della prima stagione non mi era piaciuta per niente, ero intenzionato a non proseguire oltre…però. Non so cosa sia, in qualche modo ho visto senza sosta la seconda puntata, poi la terza, la quarta, la quinta, la sesta e poi basta che non ce ne sono altre. Continua tutt’ora a non convincermi al 100% per una luuunga serie di ragioni, ma non posso farne a meno, non riesco a smettere di guardarlo. Anche in questo caso sono un po in ritardo ma non è tra le mie priorità. La guardo, mi piace, ma è un grave caso di dipendenza, danneggia me e chi mi sta intorno. Meglio non esagerare.

HAPPY ENDINGS: serie divertentissima e meritatissima purtroppo cancellata ingiustamente [si parla di un complotto alla Firefly da parte del network, ma vai a sapere]. E una commedia brillante e fresca, di certo non originale [alla fine sono i soliti 6 amici che abitano a New York, fanno cose…] però è divertente e non annoia mai. Tra il cast c’è una bella sintonia ed energia, c’è Damon Wayans che aveva abbandonato New Girl per fare questa serie, c’è quella gnoccolona discreta figliola de La Ragazza della Porta Accanto, la Mahoney dell’ultima stagione+1 di Scrubs ma soprattutto c’è Adam Pally che interpreta un gay che più etero non si può, bastano lui, i suoi problemi e il suo stile di vita per farvi 2 risate. Ho quasi concluso la seconda stagione, a tempo perso guarderò la terza nonché ultima stagione. Consigliatissima per farvi 2 risate (ma anche 6).

DAMON WAYANS JR., ELIZA COUPE, ZACHARY KNIGHTON, CASEY WILSON, ADAM PALLY, ELISHA CUTHBERT

LIE TO ME: perché Tim Roth, perché leggere le espressioni facciali è una figata e perchè Dr. House mi aveva ammosciato i cosiddetti cojones.

TRUE DETECTIVE: è lì. Ho tutta la serie pronta, lì che mi aspetta. Per ora ho visto solo il primo episodio. Prima o poi guarderò anche il resto. Non oggi. Non domani. Di sicuro 2015.

UTOPIA: come sopra. Però in patria è già stata cancellata, quindi non so se voglio avventurarmi in una serie che so già non avrà una conclusione. Oltre il danno la beffa, è in lavorazione un remake made USA. Un remake interamente diretto da DAVID FINCHER! Sono combattuto…mi informerò un altro po e deciderò il da farsi…si accettano consigli…

DIRTY SEXY MONEY: è una vaccata. Una roba prodotta da Brian Singer. Nel cast figurano Donald Sutherland, la sosia di Blake Lively, un fratello Baldwin, una ancor più minorenne Hit-Girl e -Hey ma nella seconda stagione arriva Lucy Liu?….come dicevo, una vaccata. Ma mi piace.

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MONUMENTS MEN – RECENSIONE – UN FILM CHE POTEVA ESSERE MA NON È STATO –

(Premessa: per una infausta disgrazia mi è capitato di vedere il film senza sottotitoli. Cioè, era in italiano ma durante le varie scene in francese e in teTesco [e ce ne sono] non ci ho capito una fava. Non credo che cambi di molto il senso del film, mi sarò perso al massimo qualche passaggio [anche se puntare la pistola contro qualcuno o sputare nel bicchiere di qualcun’altro sono gesti internazionali] ma ci tenevo comunque a farlo presente. BTW.)

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Ogni tanto ti ritrovi per le mani la storia giusta e il cast giusto al momento giusto ma finisci per fare comunque un film mediocre. Per me Monuments Men è uno di questi casi. Onestamente non avevo mai sentito la storia di questi uomini che durante la seconda guerra mondiale (la fine della seconda guerra mondiale) andarono in missione per recuperare e salvare le varie opere d’arte in mano ai nazisti. Lessi qualcosa in rete riguardo al film, poi uscì il traile e mi convinsi “Wow, questo sarà un film grandioso” [quella del trailer è un’arte, c’è poco da fare]. Nel cast figurano grandi nomi come Matt Damon, Cate Blanchett, John Goodman, Bill Murray, Jean Dujardin, Bob Balaban e soprattutto George Clooney qui in veste di attore, regista, sceneggiatore, produttore, dittatore, motivatore e a quanto pare portava anche il caffè alla troupe [what else?]. Non sono un fan di regista-Clooney, nella sua filmografia ci sono dei si, dei no, dei meh, però il cast era di prim’ordine e la storia così interessante e piena di spunti che non poteva non uscirne un bel film. Ma allora cos’è andato storto?

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Un gruppo di “vecchi” soldati mentre guardano Monuments Men

Si parte male fin dall’inizio. In un film corale, dove hai molti attori (specialmente volti noti) che devono fare squadra la parte più bella è quella del reclutamento, dove iniziamo a conoscere i protagonisti nel loro habitat naturale prima di vederli insieme e collaborare e magari scontrarsi caratterialmente (com’è giusto che sia in una squadra). Qui invece si risolve tutto in una carrellata musicale di primi piani e poi boom, sono già tutti riuniti ad ascoltare Clooney che spiega la missione. Si cerca di fare un paio di (brutte) battute tanto per creare quel cameratismo da esercito ma il tutto risulta più imbarazzante che divertente. Così facendo il film parte con dei personaggi per cui non si prova la minima simpatia o interesse, tantè che durante il film 2 di loro moriranno e la cosa non susciterà nulla allo spettatore (forse uno, ma solo per come è stata costruita la scena). Personaggi piatti e un gruppo per niente affiatato quindi, il bello è che c’è un motivo se la squadra non ci viene presentato bene e cioè che non c’è una squadra. Per 2/3 di film i Monuments Men compiranno la loro missione separati, al massimo a coppie (tranne Matt Damon che puzza e starà lontano dagli altri fino all’ultimo atto del film) ma comunque sempre geograficamente distanti.

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“….ragazzi?”

Il secondo punto che non convince (anzi che non rispecchia quello che pubblicizzavano) è la missione stessa. Salvare le opere d’arte persi durante la guerra? Ok, ma quando? Quella del recupero di statue e quadri è solo una scusa per raccontare la storia di “vecchi” soldati che si ritrovano in guerra (anzi, alla fine della guerra, durante il film si imbatteranno al massimo in un bambino, un cavallo e un tossicomane). Le opere d’arte passano quindi in secondo piano, ci si concentra di più sui problemi dei soldati ad adattarsi alla guerra, la paura, il dolore di perdere un compagno o di stare lontano dalla propria famiglia (famiglia mai vista ne nominata tra l’altro). Le scene prese singolarmente funzionano anche, molto commovente quella di Murray che ascolta il disco mandatogli dalla moglie, il problema è che questo non è il tema principale, non dovrebbe esserlo [ci avessero almeno avvisato]. Se volevano fare un film drammatico sulla guerra ok, le capacità a quanto pare c’erano (bravo Clooney, la tecnica c’è) ma ci si perde in battutine e siparietti. Il film sembra non sapere che strada prendere, se quella drammatica o comica, finendo per scontentare entrambi.

George Clooney;Matt Damon;Bill Murray;John Goodman

Non ho la minima idea di cosa stiano facendo…

Insomma, Monuments Men nonostante le forti possibilità, la storia interessante e un grande cast non riesce a soddisfare le aspettative. I personaggi sono mal assortiti e non brillano mai ne singolarmente ne tanto meno in gruppo, la storia si discosta di molto dall’incipit iniziale concentrandosi più sugli aspetti emotivi dei soldati che sulla loro particolare missione. Ma l’errore più grande è stato quello di fare un film a metà tra il dramma/storico e la commedia. I troppi siparietti non permetto allo spettatore di essere coinvolto pienamente nella storia (a tratti sembrava di vedere Captain America – Il Primo Vendicatore) e le scene drammatiche, per quanto ben realizzate, non hanno il giusto peso a causa della leggerezza del film e a causa (ma non colpa) dei ruoli di Murray, GoodmanDujardin e Balaban.
Peccato, poteva essere un gran bel film, il piccolo gioiellino del 2014, invece finisce nei “meh” dei film di Clooney.

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Gli Howling Commandos I Monuments Men

Ah, e imbruttire così Cate Blanchett dovrebbe essere considerato illegale.

47 RONIN – RECENSIONE DI UN GUILTY PLEASURE

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Parto subito dalla conclusione: questo non è un film che consiglierei a tutti. E’ fatto un po alla buona e sicuramente non uno dei migliori nel suo genere [che poi sarebbe? Fantasy?]. La regia non funziona, la storia una panzanata, recitazione imbarazzante ed effetti speciali da no comment. Box office e recensioni lo bocciano quasi all’unanimità e sono sicuro che come film verrà dimenticato velocemente senza tanti rimorsi. Personalmente? Misteri della vita ma NON mi ha fatto così schifo, direi un nuovo guilty pleasure da aggiungere alla mia (lunga) lista.

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-“Ma quindi il film non è tanto male?”
-“No no, fa proprio cagare, ma sono un ronin masochista, sicché”

Va detto che come produzione è stata piuttosto travagliata. A me la storia dei quarantasette ronin mi è sempre piaciuta, quando ho saputo che ne avrebbero fatto un film ero fiducioso, quando ho saputo che ci sarebbero stati Keanu Reeves, un regista sconosciuto e mostri demoniaci un po’ meno… Alla fine il risultato è davvero imbarazzante: la storia è stata molto modificata, più che altro per aggiungere a forza un occidentale come protagonista [una sottotrama banale e per niente sviluppata]. Si perde totalmente il senso del “47” dato che per tutto il film vediamo solo Keanu e Hiroyuki Sanada lanciarsi occhiate di sfida e alla fine collaborare per il bene comune. Degli altri 45 samurai non sappiamo niente, anzi prima che uscisse fuori la cosa di vendicare il maestro non si erano proprio visti a parte il figlio di Sanada e il ciccio-samurai [simpatico come ogni ciccio che si rispetti eh, ma non ci crede nessuno che QUESTO è un letale guerriero samurai]. Il resto della storia è un susseguirsi di azioni insensate e frasi fatte. C’è la principessa che fa casini dall’inizio all fine del film, la strega che fa incantesimi per cose che potrebbe benissimo fare a mano, lo Shogun non fa altro che condannare a morte la gente [avete presente la Regina di Cuori di ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE? Uguale] e Tadanobu Asano [Hogun il fosco nei film di THOR] che sarebbe da prendere a schiaffi per tutti i 120 minuti di film. La recitazione è pari a quella di Beautiful, gli effetti speciali sono a livello di un videogame [quelli che volendo sono anche belli, ma si sposano malissimo con il resto della scenografia]. I costumi sono fighi, lo devo ammettere mi sono piaciuti moltissimo, anche l’ambientazione è davvero bella, non so quanto sia fedele al Giappone feudale, però fa la sua bella figura. Alla fine però come film sarebbe proprio da evitare…ma bo, c’è un qualche cosa che proprio non me lo fa odiare completamente.

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Avatar? No, 47 Ronin, mi pare ovvio.

Cosa c’è di positivo? Innanzitutto i mostri [o demoni o qualsiasi cosa siano quelle specie di creature delle terre selvaggie] sono fighissimi, pieni di particolari e caratteristiche fighe, sarebbero davvero perfetti per un videogioco. Anche il look degli altri personaggi non è male [c’è quella specie di Silver Samurai che è molto più Silver Samurai del Silver Samurai visto in WOLVERINE L’IMMORTALE]. Il fattore fantasy, per quanto sia superfluo è comunque giustificabile, dato che all’epoca gli facevano una testa tanta riguardo leggende, maledizioni e roba così. Poi onestamente non saprei che altro c’è di positivo [niente in effetti]: la regia è inesistente, la recitazione piatta, non si prova nessun interesse nella storia…non lo so, però infondo a me non è dispiaciuto per niente.
Un guilty pleasure si può giustificare? Credo che sia una cosa personale, che nasce da dentro, un misto di gusti [a me questo tipo di ambientazione piace molto, a prescindere dal film] e di piaceri infantili inconsci che riemergono ad offuscare la vista di una persona che per certe cose non è mai cresciuta [stiamo pur sempre parlando di samurai, demoni e arti marziali, roba che da bambino ci andavo in overdose]…oppure semplicemente a furia di guardare cagate il mio cervello si è assuefatto e non riesce più a dare un giudizio critico alle cose.

La verità e che non lo so e neanche mi interessa saperlo. Il film è quello che è, fatto un po alla buona [al mio paese si dice “alla ca**o di cane] la storia modificata senza motivo aggiungendoci il fattore fantasy e un protagonista occidentale [diavolo bianco!], si è voluto fare un misto tra un film Wuxia, i personaggi dei film di Miyazaki e un tocco di epicità alla 300, fallendo miseramente in tutte e tre le cose. Non mi sentirei di consigliarlo, però se vi capita una sera libera e non sapete cosa guardare fateci un pensierino [che poi dura 2 ore, quindi neanche a dire “mi guardo un filmettino].

E’ uno dei film più brutti di quest’anno? Si, ma a me è piaciuto.

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P.S.
In realtà questo non è un film di arti marziali ne un film fantsy, questo è un GIALLO. C’è un mistero che va risolto, un mistero che va oltre il film, un mistero che si racchiude nella domanda: chi cavolo è questo qui?

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Questo losco figuro è apparso in ogni trailer e poster del film (anzi, questo qua sopra è proprio il character poster dedicato a lui) ma nel film appare solo per 15 SECONDI!! Non è per dire, li ho contati, sono proprio 15 MISERI secondi! Per quale diavolo di motivo lo si vede ovunque? Le sue scene sono state eliminate? E’ amico del produttore? Si è fatto il regista? O è un ben camuffato Stan Lee nel suo classico cameo? Chi può dirlo…Mistero.

Un abbraccio, pizzaDog.

TRANSFORMERS 4 – L’ERA DELL’ESTINZIONE – RECENSIONE BLU-RAY –

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La saga dei Transformers rappresenta da sempre il top della tecnologia audio/video, l’ideale se si vuole sfruttare al meglio il proprio impianto home theater, televisore, casse ecc… Se si vuole apprezzare appieno l’alta definizione è ai i robottini Hasbro che vi dovete rivolgere. Potevo quindi farmi sfuggire il Blu-Ray di TRANSFORMERS 4 – L’ERA DELL’ESTINZIONE? Certo che no! E vista la sfiziosa proposta Amazon, potevo farmi sfuggire la loro esclusiva Steelboock? Ma Odino mi fulmini se me la perdevo, così tempo un paio di click, il Blu-Ray è arrivato a casa con maniacale puntualità [non che voglia fare pubblicità ad Amazon…però è così 😉 ]. La confezione comprende 2 dischi, uno con il film 2D e uno con i contenuti speciali. Non è presente invece la versione 3D del film, leggendo i commenti su Amazon ho notato che in molti si sono lamentati di questa cosa, definendola un’edizione monca [questa è la versione europea, quella americana invece è “completa”]. Personalmente mi ritengo soddisfatto, in parte per il ridicolo prezzo [costa poco più della normale edizione amary, se avesse avuto anche il disco 3D probabilmente avrebbero chiesto qualche soldo in più] e in parte perché non sono un fan delle 3 Dimensioni. Anzi in realtà non potrei neanche vederli…cioè il mio televisore supporterebbe anche il 3D però mi mancano gli indispensabili occhialini per la stereoscopia [li vendevano a parte, disgraziati!], quindi mi accontento della mia bidimensionalità e tanti saluti.

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Questa edizione è così esclusiva che Optimus Prime in ginocchio avvolto dalle fiamme non si vede neanche nel film…

IL FILM

Due parole sul film: quando si è cominciato a parlare di reboot ho pensato subito alla meenchiata, non aveva senso azzerare una saga appena nata [si fa per dire] quando è ancora al top al box-office. Per fortuna si trattava solo di un azzeramento di cast: la famiglia Witwchewingum o come cavolo si scrive, la biondina, Turturro e i soldati Lennox e Epps [viggiuro che ho scoperto solo ora come si chiama il militare nero] sono stati allontanati dalla storia, senza tante spiegazioni, per fare spazio al sempre più grosso Mark Wahlberg, alla figaglia Nicola Peltz e al quadrifoglio Jack Reynor [sembra che sappia di cosa sto parlando vero? In realtà gli ultimi 2 non li avevo mai sentiti nominare]. Come “villain” troviamo invece Kelsey Grammer e il sempre apprezzato Stanley Tucci. Come cast non è male, apprezzo sicuramente di più Wahlberg che LeBluff, Grammer come villain è funzionale [niente di che], Stanley Tucci fa un po il John Turturro della situazione. Dei giovini c’è poco da dire, sono li per fare bella presenza come pure Li Bingbing. Anche il cast degli Autobot è stato in parte rinnovato: a parte Optimus e Bee [che comunque hanno avuto la loro ritoccatina] troviamo 3 nuovi protagonisti [doppiati tra gli altri da John Goodman, Ken Watanabe] e nuovi villain con un nuovo metodo di “trasformazione“. Ci scappa pure qualche cameo di qualche vecchia conoscenza.
La trama è la solita supercazzola per far combattere Autobot e Decepticons e far agitare qualche attore tra le solite esplosioni di Power Bay, anche se è apprezzabile lo sforzo di allargare gli orizzonti mettendo in mezzo i creatori dei Transformers [mai nominati finora mi pare] e altre specie aliene. Gli effetti speciali al top come sempre, nonostante le millemila esplosioni la distruzione è inferiore rispetto al capitolo precedente [ci sono anche meno robottoni a combattere eh] e quindi sono anche più chiari i combattimenti, le nuove auto bellissime e al centro dell’attenzione come sempre [se chiedete a me, Lockdown/Lamborghini vale tutto il film].


Se c’è una cosa che mi ha fatto INC****ARE però sono i Dinobot: fighissimi, ben fatti, imponenti [Grimlock è 3 volte Optimus Prime] e cazzutissimi, di meglio non si poteva chiedere…..ma appaiono solo alla fine del film e solo per 5 miseri minuti!! Ecchecazzo! Spot e cartelloni pubblicitari per niente, Bingbing ha più scene di tutti loro messi insieme, per dire!

VIDEO

Ma veniamo alla ciccia: nel primo disco troviamo il film privo di contenuti speciali. La qualità video è la migliore che si possa trovare, le immagini sono nitide e i colori brillanti. Le imperfezioni sono praticamente inesistenti e la granulosità è ridotta al minimo. Regge bene anche il cambio di ambientazioni, dalle riprese panoramiche e desertiche del Texas, a quelle più sporche di Hong Kong fino alla sterilità degli uffici della KSI, non c’è scena che non sia riportata con rigorosa qualità. Alcune scene del film sono state girate in IMAX e riproposte fedelmente nel blu-ray con il piccolo “difetto” del cambio di formato tipiche del caso [in pratica tra una scena normale e una in IMAX spariscono le bande nere…niente di che, difetto già visto ne IL CAVALIERE OSCURO e altri film simili].

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“Now in Technicolor!”

AUDIO

Discorso a parte per l’audio. Proprio come per il film in sala, anche il Blu-Ray di TF4 è il primo in Italia ad usare un nuovo tipo di codifica audio: il Dolby Atmos. In pratica la traccia audio, oltre ad essere pulita e cristallina,  può essere gestita da molti più canali indipendenti l’uno dall’altro. Per esempio, il suono di un aereo, non passerà più nettamente da destra a sinistra per simularne il passaggio ma andrà a sfumare da una parte all’altra utilizzando tutte le casse impostate per dare al suono un effetto più fluido e avvolgente [se si aggiungono anche delle casse al soffitto è la fine!]. Se volete approfondire c’è un video qua sotto [sottotitolato in italiano e con i disegnini esplicativi 😉 ]. Ovviamente questo discorso è da fare se avete un impianto dellamadonna in casa…per i poveri mortali c’è la [comunque ottima] traccia Dolby True HD 7.1…..MA sempre che guardiate il film in lingua originale, altrimenti per i poveri pezzenti europei c’è invece la pezzente traccia Dolby 5.1 [purtroppo è ormai norma presentare la traccia di un normale DVD nel blu-ray…bastardi!].

COMPARTO EXTRA

Gli extra sono presenti nel secondo disco e ce n’è letteralmente per tutti i gusti. Si spazia dal making of sugli effetti speciali, alla computer grafica, cast, location, auto, personaggi, montaggio, trailer, anche un documentarino sulla sezione “Transformers” della Hasbro [in pratica come viene creato un giocatolo trasformabile]. In tutto sono circa 3 ore di di contenuti speciali, che è più o meno la durata del film stesso [apperò].

BAY IN AZIONE: la prima featurette è interamente dedicata al regista del film, al suo stile di ripresa, al suo metodo di lavoro, i suoi collaboratori [c’è gente che lavora con Bay fin dal primo Transformers] e cose di questo tipo.

EVOLUZIONE SENZA ESTINZIONE: è il making of del film, diviso in 8 parti. Si parte con una panoramica generale sul sequel, sui capitoli precedenti e sul dover/voler diversificare questo film rispetto alla trilogia. Si dedica del tempo alle new-entry del cast e soprattutto delle auto [alla fine non è la produzione che andavano a caccia di auto, sono le compagnie automobilistiche che facevano a gara a chi sarebbe apparso nella pellicola]. C’è uno spazio dedicato agli effetti visivi e alle millemila esplosioni del film. Incredibile come molte delle cose che si danno per scontato siano fatte al computer in realtà siano frutto di lavoro artigianale e di buona coordinazione. Vista la leccata di culo la collaborazione con l’industria cinese, c’è anche una parte dedicata alle location asiatiche e ai mille camei dei vip cinesi [metà delle comparse di Hong Kong sono in realtà persone famose…vallo a sapere] e anche nelle difficoltà nel girare in una città tanto “piccola” quanto affollata come Hong Kong [visto che non si poteva fermare il traffico, alcune scene venivano registrate quando scattava il semaforo rosso e regolandosi prima che scatti il verde…e stiamo parlando di una produzione di oltre 200 milioni di dollari!]. In fine c’è anche una parte dedicata all’introduzione dei Dinobots.
Curiosità: la featurette sui Dinobots dura tanto quanto la loro comparsa nel film. Mi concedo un LOL.

SOLO UN ALTRO FILM GIGANTESCO: sono i bloopers. In pratica i momenti di ilarità tra cast e crew sul set. Protagonista assoluta: la mamma di Michael Bay.

UNA SCINTILLA DI DESIGN: questo è il documentario sulla produzione dei giocattoli della Hasbro. Una specie di “COM’È FATTO” dedicato ai Transformers, con un occhio di riguardo verso Grimlock Stomp & Chomp. Sembra una cagata, ma effettivamente creare un giocattolo che si possa “trasformare” non è mica facile.

T.J.MILLER: UN HIPPIE DELLA FATTORIA: questo è…..non saprei come definirlo. E’ un video che segue le “avventure” di T.J.Miller alla ricerca del regista e del cast del film. Una cosa un po cosi, non credo abbia un suo perché, comunque simpatici quelli che si prestano a questa cosa: ci sono Wahlberg nella sua villa [anzi, diciamo reggia….ma quanto cazzo guadagna?!], Kelsey Grammer che non si capisce se sta al gioco o è veramente scocciato, c’è un’intervista ad Optimus Prime versione camion (…) e c’è pure Michale Bay che ironizza sulle pochissime scene dedicate a Lucas [il personaggio interpretato da Miller].
Curiosità 2: questa featurette dura quanto le scene di Miller nel film. Anzi, forse anche di più.

TRAILERS: sono i trailer del film [ma và?]. In realtà c’è anche il trailer di ANGRY BIRDS TRANSFORMERS [fatto a mò di sigla dei cartoni animati anni ’80] e il trailer di Transformers KREON che non ho la minima idea di cosa sia, non ci ho capito niente e credo che non importi a nessuno.

Cioè...che dire...io lo voglio!

Cioè…..che dire…..LO VOGLIO!!!

CONCLUSIONE: il blu-ray di TF4 è una gioia per gli occhi e per le orecchie. L’eccellenza in ambito audio/video. Il comparto extra comprende tutto quello che si vuole sapere [e anche di più] sul film, un must per i fan della serie o della qualità home-video. Il film è quello che è: c’è Michael Bay, ci sono effetti speciali, belle donne, belle auto, dinosauri robot alieni [più robot alieni che dinosauri] e tante tante troppe esplosioni.

Sai già a cosa vai incontro.

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