AMERICAN CRIME STORY: IL CASO O.J. SIMPSON – LA MIGLIOR SERIE DELL’ANNO [SCORSO]

Non conoscevo benissimo la storia di O.J. Simpson e ancora meno le vicende legate al suo processo, ma di questa serie se n’è parlato talmente tanto e talmente tanto bene che non vederla era quasi un reato.

E la serie di fatto è ottima!
Ottima scrittura, ottima regia, ottime interpretazioni [e qui il merito va al casting perché dove non arrivano le interpretazioni ci pensano le attitudini naturali degli attori…e mi sto ovviamente riferendo a David Schwimmer e alla sua naturale faccia da cane abbandonato].

Ispiratissimo Cuba Gooding Jr., impressionante John Travolta, mostruosamente bravi Sterling K. Brown [già generatore di applausi in THIS IS US] e Courtney B. Vance ovvero i veri protagonisti della storia insieme a Sarah Paulson [bravissima anche lei…vabbè son tutti bravi in ‘sta cavolo di serie 😀 ].

Perché di fatto, più che focalizzarsi su O.J. Simspon [che si vede meno di quel che ci si aspetterebbe], la serie è interamente incentrata sul suo processo e su quello che viene più volte denominato “Il processo del secolo” [apposta la serie si intitola “The People V. O.J.Simpson” invece di portare solo il nome dell’ex giocatore di football].

Ma questo non vuol dire che la serie sia meno interessante. Anzi!

Questa prima stagione di AMERICAN CRIME STORY [serie antologica che vede vedrà un caso diverso in ogni stagione] è un concentrato di acrobazie legali di immenso magnetismo. Un’avventura giuridica ricca di colpi di scena e colpi di reni e schiaffoni in faccia, una serie supereroistica dove i protagonisti hanno come super potere cavilli legali e precedenti giuridici, tutto quello che i film d’azione fanno con botte ed esplosioni questa serie lo fa con strategie giudiziarie, risvolti politici e subdole macchinazioni personali! È Mad Max in un’aula di tribunale! Per quanto la serie sia ambientato per l’80% in una sala di avvocati e giuria è matematicamente impossibile annoiarsi.

Quindi si, la serie è impressionante, ma la cosa che più mi ha lasciato il cervello in pappa è stato scoprire in seguito che è tutto ma tutto ma tutto dannatamente vero. Ma tutto!

Eh grazie al ciccio, è tratto da una storia vera“. Si, ok, ma anche ciò che sembra inventato o pensato appositamente per allungare il brodo [stratagemma usato da sempre per qualsiasi adattamento tratto da una storia vera] è anch’esso tutto vero!
Dal più grande colpo di scena alla più piccola svolta del singolo personaggio, è tutto un fedele adattamento di come sono andate le cose, con gli stessi tempi e le stesse conseguenze per il caso ed è impressionante come la vita [o il destino o Dio o vede un po’ voi] abbia orchestrato questa escalation di tensione e colpi di scena manco fosse stata veramente una serie televisiva [perché la vita o il destino o Dio o quello che volete voi è da sempre il miglior sceneggiatore del mondo].
Nel dizionario dei modi di dire, sotto la voce “Quando la realtà supera la fantasia” dovrebbero metterci tutte le 10 puntate di questa serie, altroché.

E gli sceneggiatori, mica scemi, non si sono lasciati sfuggire nessuno di questi risvolti. Ci sono interi episodi incentrati sulla capigliatura di Sarah Paulson o sullo scazzo dei giurati santoddio! Episodi per nulla riempitivi o noiosi, no no, ogni singolo episodio mantiene una solidità, un magnetismo e una centralità all’interno della stagione fuori dal normale.

Vincitore del Golden Globe come Miglior Miniserie e Miglior Attrice [Sarah Paulson] e vincitore dell’Emmy Awards come Miglior Miniserie, Miglior Sceneggiatura, Miglior Casting, Acconciatura, Montaggio, Missaggio e un po’ per tutto il cast [Miglior Attore e Attrice Protagonista e Miglior Attore Non Protagonista] senza contare tutto il fottio di nomination [Regia, Fotografia, Costumi e altre cose che potete trovare da zio Wikipedia].

American Crime Story è a tutti gli effetti la serie giusta per la storia giusta.
Da una parte la fortuna [“””fortuna”””…è veramente inquietante quello che accade dietro le quinte di un tribunale e le cose che un avvocato è disposto a fare pur di vincere una causa] di avere dell’ottimo materiale di partenza [oserei dire unico], dall’altra la competenza di saper sfruttare al meglio quel materiale edificando 10 puntate solidissime prive di sbavature e di intoppi. Aggiungiamoci altissime interpretazioni e una cura registica di alto livello [praticamente obbligatoria nelle serie tv odierne] e non è difficile capire perché IL CASO O.J.SIMPSON è da molti considerata la miglior serie dell’anno [scorso].

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5 thoughts on “AMERICAN CRIME STORY: IL CASO O.J. SIMPSON – LA MIGLIOR SERIE DELL’ANNO [SCORSO]

  1. Addirittura!

    Questa è stata la mia primissima esclamazione, tra l’altro detta ad alta voce, perché mi capita spesso di leggere i tupi post e di commentarli insieme a mia moglie e mio figlio (entrambi strane figure post-post-nerd…), quando ho letto il tuo lapidario giudizio, presente già nel titolo del post!

    Poi ho letto, con calma (ad alta voce, ma questo l’ho già detto) ed è stata una rivelazione.. perché io a casa ho Sky (per caduta lo hanno anche mia moglie e mio figlio), ma non ho né degnato di uno sguardo la stagione dedicata al caso di O.J.Simpson, né mi ero nemmeno interessato della fiction in generale, la quale, apprendo da te, condivide con True Detective (ed in parte Fargo) la bizzarra struttura di un caso diverso ad ogni stagione…

    Il mio interesse era già alla stelle, ma ha ricevuto, come sempre nel caso dei tuoi articoli, il colpo di grazia leggendo il tuo giudizio e la tua prosa: ho già detto in altre occasioni che oramai hai raggiunto un livello qualitativo nelle tue recensioni davvero fenomenale e quindi non mi ripeterò ancora una volta, ma sappi che ho apprezzato questo post davvero moltissimo!

    Oltretutto, per la natura stessa della fiction, è impossibile leggere ilo tuo articolo temendo lo spoiler… cazzo, sarebbe chiedere ad uno spettatore di non raccontarci come finisce “The Passion of the Christ“… chi non conosce la storia giudiziaria di O.J.?

    Aggiungo anche che in famiglia eravamo reduci dalla visione su Netflix del primo spettacolo di Dave Chappelle, condito da continue battute su O.J. Simpson e Bill Cosby…

    Sei un grande, amico!

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    • Bypasso direttamente i ringraziamenti e buone maniere [sai benissimo quanto rispetti il tuo giudizio e quanto valore abbiano i tuoi commenti per me] perché il tempo è denaro e stavo per commentare il tuo ultimo imponente post, ma soprattutto perché devo alzarmi in piedi e fare un fragoroso applauso alla famiglia Kasabake!

      Non so se c’è mai stata occasione di parlarne, ma io seguo molti comici americani [tra cui il grande Chappelle] e sono gratissimo per questo bastimento di Stand Up Comedy su Netflix 😀
      E sono conseguentemente sorpreso e felice nel sapere che anche tu segui questo genere di spettacoli! 😀

      Venendo alla serie anche il mio interesse all’inizio era pari a zero, ma ne avevo sentito parlarne così bene che alla fine la curiosità ha avuto il sopravvento. Mettici pure le storie di Chappelle [anche io mi sono imbattuto prima nel suo spettacolo che nella serie], alcune battute dei Lucas Brothers [anche quelli visti di recente] e il fatto che la serie sia stata caricata interamente su Netflix…praticamente è la vita che mi ha detto che dovevo iniziarla 😀

      E non me ne sono pentito per niente. A parte le prime due puntate [belle, ma introduttive per il caso] la serie è uno spettacolo.
      Sicuramente non è per tutti [è un processo lungo 8 ore] ma è impossibile non rimanere incollati allo schermo e, al di là dei gusti, credo che dovrebbe essere un must per chiunque apprezzi le buone storie, per chi vuole vedere come si struttura una serie tv [sia come episodi singoli che come stagione intera] e per chiunque sia curioso di vedere com’è possibile trasformare un processo legale in un thriller action [senza thriller e senza action] mozza fiato.
      Se mai la recupererai fammi sapere il tuo responso, anche in caso di feedback negativo 🙂

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      • Sul fatto che vedrò questa ficton il prima possibile (sarebbe impossibile fare diversamente dopo il tuo post), ti ho già risposto nell’altro commento… sugli stand-up comedian invece ti specifico che in famiglia li adoriamo tutti!!!
        La cosa buffa è che questa passione è iniiata in modo bizzarro, proprio grazie alla parodia di GTA che a suo tempo (prima del suo lungo fermo dalle scene) fece proprio il grandissimo Dave Chappelle, che ci prese moltissimo (mio figlio è videogiocatore incallito in generale, mentre io lo sono specificatamente solo di alcuni videogames, tra i quali appunto la saga di GTA, la cosa per me più vicina al cinema, mentre mia moglie è più in zona Nintendo, tra i vari Zelda ed Animal Crossing…).
        Dopo Chappelle scoprimmo proprio il fenomeno stand-up comedian, già nella loro versione politically uncorrect e poi si passò a studiare letteralmente la comicità americana del SNL (quello si legato a fil doppio al cinema).
        Ora Netflix serve a chiunque su un piatto d’argento ottimi spettacoli, per altro sottotitolati in italiano, perciò, come dicevi tu, è la vita che ti spinge!

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