MARVEL’S AGENT CARTER – RECENSIONE PILOT

NB: per la premiere di Agent Carter la ABC ha trasmesso i primi 2 episodi della serie. Io per ora ho visto solo il primo [il pilota] ed è quello che andrò a recensire.
NB 2: ovviamente SPOILERS!

Guardando il primo episodio di AGENT CARTER mi è venuta in mente una cosa: quando due anni fa uscì AGENTS OF SHIELD fu facile per la Marvel ricatapultarci [che brutta parola] nel suo universo, perché c’era l’agente Coulson a farci compagnia, un personaggio che conoscevamo bene dai film e dai one-shot, era come un amico di vecchia data, come un compagno di classe che abbiamo perso di vista perché è stato ucciso da un malvagio dio asgardiano con uno scettro alieno ha cambiato scuola ma appena lo incontriamo ci tornano in mente le vecchie malefatte ed è come se non fosse passato neanche un giorno e siamo pronti per intraprendere insieme un altro viaggio [un viaggio chiamato Agents of SHIELD, per l’appunto].

Peggy Carter invece no. Non è una vecchia amica.

È più tipo una ex di un nostro amico, una di quelle con cui un amico ha avuto una storiella, magari anche seria ma non abbastanza lunga da poterla conoscere bene, qualche saluto, qualche chiaccherata ma poi chi l’ha vista più?
Escludendo il cameo in versione nonna centenaria in THE WINTER SOLDIER, Peggy l’abbiamo vista solo nel primo film di Cap America [e nel One-Shot “Agent Carter” da cui è tratta la serie ma a questo punto non so se si colloca prima, dopo o se va ignorato]. Per carità, Hayley Atwell è sempre stata apprezzata dai fan, ma non è certo un personaggio di punta, perché dedicare un intero serial ad un personaggio di cui non frega molto a nessuno?
La Marvel ci ha abituati alle sorprese inaspettate [Guardiani della Galassia è solo l’esempio più recente] ma con Agent Carter potrebbe aver fatto il suo primo passo falso.

agent-carter-768

Perché se hai un personaggio debole, una storia poco interessante [con un futuro già scritto] e pochi assi nella manica allora devi partire col botto per convincere il pubblico o rischi di perderlo subito. E AGENT CARTER il botto non lo fa. Già dall’inizio commette i peggiori errori di Quelli dello SHIELD: battutine fuori luogo qua e là, trama verticale debole e ripetitiva [spero che ogni episodio non si concentri sul recupero di uno dei progetti Stark rubati perché se no la noia sarà taaanta] e soprattutto troppi, troppi, ma davvero troppi riferimenti ai film. Anzi qua si arriva addirittura ad inserire interi spezzoni di CAPTAIN AMERICA – IL PRIMO VENDICATORE, spezzoni assolutamente inutili neanche a dirlo.

Il personaggio della Atwell  non convince, troppo stereotipata e non all’altezza delle sue colleghe Marvel [cioè, ci hanno abituati alla Vedova Nera…è come paragonare Velma e Daphne di Scooby-Doo!].
I comprimari sono simpatici ma nulla di eccezionale, molto carina la presenza del “vero” Jarvis anche se me lo ero immaginato con delle risorse e più esperto in campo spionistico [ma mi aspetto che la storia della “moglie” sia una copertura per qualcos’altro], inevitabile ma comunque apprezzata la toccata e fuga di Dominic Cooper che torna nei panni di Howard Stark, mi ero poi perso totalmente il casting di Shea Whigham, sicuramente uno degli acquisti più importanti per questa serie.

C’è poi una piccola chicca per i fan: Costa Ronin nei panni di Anton Vanko. Come chi? Il co-creatore insieme a Stark del reattore ARC nonché padre di Ivan Vanko, futuro Whiplash e avversario di Tony Stark in IRON MAN 2.
Che uno dice “che figata!” epperò mette in evidenza un altro problema del serial, ovvero il “fato” di tutti i personaggi.

agent carter cast

Sappiamo che Anton Vanko sarà [o magari lo è già] uno dei cattivi, sappiamo che Howard Stark non verrà arrestato, sappiamo che l’SSR diventerà lo SHIELD con infiltrati Hydra al suo interno e sappiamo benissimo che fine farà la nostra agente Carter. Questa backstory non ha il minimo fascino narrativo. Poi ovvio, è solo il pilot, già il secondo episodio potrebbe essere totalmente diverso, per ora però sono più le note negative che quelle positive.

Di positivo c’è l’ambientazione anni 40′, è stupenda e ben fatta, per certi aspetti la scenografia è anche migliore di quella vista nel primo film di Cap. Poi c’è il fatto che molto probabilmente si andranno ad esplorare dei retroscena che hanno portato agli eventi di CAPTAIN AMERICA: THE WINTER SOLDIER e che avranno delle conseguenze nella seconda parte di Agents of SHIELD.

In conclusione: mi sento di bocciare questo primo episodio, mi auguro che la Marvel abbia imparato dagli erroi commessi nella prima stagione dello SHIELD e che col tempo il livello di Agent Carter si possa risollevare rispetto a questo primo episodio [anche se la serie completa conta solo 8 episodi, il tempo non è dalla loro parte].

PS: comunque PRETENDO la presenza degli Howling Commandos, se la squadra ritorna al completo la serie potrebbe diventare super interessante!

agent carter poster premier

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One thought on “MARVEL’S AGENT CARTER – RECENSIONE PILOT

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